Dublin (ancora Sicilia) – 6 months e oltre
Posso dire una cosa? Mi sono rotto le palle.
Capita che la televisione italiana trasmetta i dibattiti politici ed oggi si e’ tornato a parlare di liberalizzazioni e decreto Bersani.
A me stanno sulle palle fortemente coloro che ancora difendono gli ordini professionali quali certificatori di qualita’, di regole deontologiche e quant’altro. Ma quanti membri degli ordini professionali sono stati espulsi per aver violato le regole deontologiche? Perche’ non e’ possibile aprirsi una farmacia? Problemi di qualita’? O problemi di non-concorrenza? Perche’ i farmaci costano di piu’ da noi? Perche’ i notai hanno prezzi assurdi? Perche’ le tariffe minime agli avvocati (che adesso sono stati tolti). E come si fa ancora a difendere questo stato di cose?
Gli ordini professionali sono una vergogna italiana, in quale altro paese europeo, a parte Italia e Spagna, esistono? Coloro che sostengono questi obbrobri e coloro che ancora non li vogliono abolire sono gli stessi che bloccano lo sviluppo dell’Italia, coloro che non permettono a chi ci vorrebbe vivere di POTERCI vivere perche’ non esiste nessuna crescita professionale in un mercato in cui non c’e’ concorrenza, perche’ non esiste la possibilita’ di guadagnare uno stipendio decente e quant’altro.
E questa gente andrebbe accorpata, insieme ai capi delle maggiori delegazioni sindacali, e fucilata in pubblica piazza.
E non parliamo dei sindacati, che sono anche uno dei motivi di blocco per il paese, che spesso vanno a difendere coloro che sono davvero improduttivi nel tessuto pubblico e andrebbero cacciati a calci in culo, altro che liquidazione. Perche’ gli improduttivi nel settore pubblico, a cominciare da impiegati e passando per insegnanti e professori universitari, sono coloro che frenano la crescita dell’Italia.
E quando vedo trasmissioni dove c’e’ gente che difende queste categorie mi schifo e mi vergogno di essere italiano. E non parliamo della Sicilia, dove dovrebbero sganciare una decina di bombe atomiche, altro che Corea del Nord.
Si’, sono leggermente incazzato.

