Dublin – 9 months e un giorno
Mi chiedo, ma qui in Irlanda c’e’ chicken ovunque. ieri e’ saltato il barbecue mongolo quindi siamo andati dal kebabbaro, che era buono, quindi lo consiglierei ai miei lettori e fans se solo mi ricordassi il nome. Cmq un indizio: e’ a dublino 2.
Detto cio’, qui esiste pure il kebab di pollo, che non so cosa possa essere visto che lo sapete che io sono siciliamo musulmano estremista e queste novita’ non mi piacciono. Pero’ va notato che qui in Irlanda usano il pollo ovunque, chicken soup, kebab col pollo, chicken pesto, chicken kiev e altre ricette che adesso non mi vengono in mente.
Parliamo di cose serie, giusto per dire che l’irlanda non e’ il paradiso. Essendoci stato lo sciopero dei giornali italiani e anche lo sciopero di internet a casa mia, ne ho approfittato per guardare un documentario su RTE riguardo il sistema creditizio irlandese. Pare che in Irlanda siano legali i money lenders porta a porta, questi si fanno un giro nei quartieri degradati di dublino (o altre citta’), e ce ne sono, e offrono prestiti ridicoli, tipo 100 o 200 euro, o anche di piu’, a seconda di quanto serve, con pagamenti tipo ’5 euro a settimana’. Comodo, direte voi, si’ peccato che in Irlanda non esiste un tetto agli interessi, quindi possono fare anche il 188% (anche su cifre piu’ alte di 200 euro ovviamente). E dico 188 perche’ e’ apparso sul giornale qualche mese fa, mica me lo sto inventando
E inoltre l’irlanda pare sia quel paese in europa, l’unico o uno dei pochi, dove si va in carcere per debiti; quindi se avete debiti non pagati finite direttamente in prigione.
Qual era il punto del documentario? che i money lenders si difendono riguardo agli interessi praticati perche’ dicono di prestare soldi a clienti a rischio; clienti che tra l’altro si rivolgono a loro perche’ le banche non concedono loro prestiti considerando il fatto che pare ci voglia una storia creditizia di circa 5 anni per ottenerli (in genere, pratica, non legge).
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Discorso sui lavori nella famosa Information Technology
ieri ho letto una lettera di un mio ex collega a un giornale di cui non ricordo il nome. Giusto qualche background, lui lavorava da noi nel gruppo network, era davvero bravo, ma bravo non nel senso italiano, bravo del tipo che aveva scritto due o tre RFC, un libro con O’Reilly e faceva delle cose in Irlanda quando ancora c’erano le pecore e internet non esisteva. Giusto per fargli guadagnare la stima dei miei lettori geeks.
Niente, cosa diceva.. si lamentava del fatto che un’editorialista di questo giornale diceva ai ragazzi di seguire gli studi scientifici e non quelli umanistici, che poi in effetti e’ una stronzata; diceva di faare cosi’ perche’ qui si trova lavoro. Notava lui , e posso confermare io, che in effetti i lavori per persone con sola qualifica (leggesi laurea), sono del tipo technical support, call centre (aggiungo io) e cosi’ via, quindi molto stancanti e frustranti; dite magari ci sono possibilita’ di carriera, ecco questo non ve lo so dire. Posso confermare che una persona brava e con un minimo di esperienza qui guadagna bene e trova un lavoro soddisfacente; ma il resto, specie gli irlandesi che studiano computer science solo per trovare lavoro, non sono bravi.
E non parliamo degli italiani, perche’ senno’ dovrei aprire parentesi quadre, graffe e tonde, considerando il fatto che difficilmente si trova una persona che studia informatica/ingegneria informatica che sappia qualcosa di ‘informatica’. Non parliamo poi di esperienza e mani in pasta.
No perche’ qui dovrei aprire la mia solita polemica su ingegneria informatica e informatica in italia, invenzione tutta italiana; dove chi studia informatica crede che gli ingegneri siano dei dumbass, e chi studia ingegneria crede che loro saranno destinati a ‘firmare progetti’ e gli informatici a lavorare per loro. Ecco io dico che e’ un coglione chi la pensa in una o nell’altra maniera; sia per il fatto che ad informatica non esiste un vero curriculum da ‘engineer’ (TERMINE INGLESE, NON ITALIANO), che ti faccia andare oltre la programmazione, e in ingegneria non esiste un vero curriculum da ‘engineer’, ma ti spaccano le palle con fisica, analisi, circuiti, termodinamica e altre *minchiate*, per un informatico.
Ecco il mio solito strale.
E la preparazione in Irlanda e’ diversa, a 22-23 anni le persone sono gia’ laureate e cercano lavoro. A 25, l’anno in cui si laurea il piu’ bravo dei ‘comuni’ informatici in Italia, questi gli danno gia’ due piste. Tant’e’ che lavoro con irlandesi che sono delle belve.
Poi se volete, se richiedete tramite commenti perche’ vi interessa, posso ancora approfondire e rispondere a vostre particolari domande.
I saluti dal vostro Systems Engineer preferito =)
-Il Direttore
