Dublin – 1 year, 1 month and so forth
Non posto da un bel po’ per i miei standard, anche se l’ultimo post
culturale dovrebbe valere come due o tre post.. Comunque, continuero’
a postare quell’argomento quanto prima, abbiate fede =)
Ultimamente avevo intenzione di recarmi negli Stati Uniti per motivi
miei che non vi sto a spiegare, anche per non ledere la mia privacy,
che e’ gia’ abbastanza lesa da questo blog. Ho notato che il mio
passaporto e’ stato emesso in una data compresa tra il 25 ott 2005 e
il 25 ott 2006, e sfortunatamente non ha la fotografia scannerizzata,
quindi avevo due strade: (1) recarmi all’ambasciata americana per
farmi rilasciare un visto (2) recarmi all’ambasciata italiana e farmi
fare un nuovo passaporto. Col nuovo passaporto (quello elettronico)
non c’e’ bisogno del visto.
Su consiglio del mio collega tedesco (capirai, in germania sono
precisi), ho prima applicato il punto (2) perche’ tanto lui
all’ambasciata tedesca era riuscito ad avere il passaporto in un
giorno per motivi di emergenza.
Telefono all’ambasciata italiana, gia’ memore del mio odio intrinseco
per l’Italia e delle esperienze raccontate da terze parti. Non a caso
mi risponde un tipo a cui spiego tutta la storia e mi dice che non
esiste nessuna procedura di emergenza, loro al massimo possono
rilasciare un documento per tornare in italia come emergenza (capirai,
che ci devo fare in Italia). Cerco di spiegargli che col nuovo
passaporto potrei evitare il discorso del visto (cercatevi visa waiver
program da qualche parte) e che se potesse rilasciarmelo quanto prima
sarebbe meglio (del resto le ambasciate rilasciano passaporti, da che
mondo e’ mondo).
Lui comincia a spiegarmi la sburrocrazia, che deve mandare la
richiesta alla questura e poi aspettare che gli mandino qualche altro
pezzo di carta che sicuramente gli servira’ per asciugarsi il culo,
alche’ mi chiede di dove sono io, per sapere a che questura andrebbe
chiesto, io gli dico “Messina” e mi viene risposto “peggio di peggio”,
senza parlare del fatto che questo tipo parlava ad alta voce per tutta
la durata della telefonata. Insomma, se ne andassero affanculo, alla
fine ho ripiegato sul punto 1.
Preso appuntamento all’ambasciata, mi e’ stato dato l’avvertimento di
“please bring no weapon with you” e altre cose del genere, da tenere a
mente, speriamo di ottenere sto cazzo di visto.
Riadattando un motto che uso sempre per la Sicilia:
l’Italia e’ bella, peccato per gli Italiani.
-Il Direttore
P.S.: so gia’ che ci potevo pensare prima, infatti il mio e’ un rant
un po cosi’, so gia’ che se ci fosse stata un’emergenza potevo
attaccarmi un cazzo, so gia’ che sulla burocrazia italiana non si puo’
fare affidamento e so gia’ che l’educazione e’ una cosa che viene
insegnata al 3% degli italiani. E poi mi dicono che sono razzista.