Il Ciclismo con la C maiuscola.
Rubo 5 minuti della mia pausa pranzo per poter scrivere due parole
sulla vicenda Basso; per tanti motivi. Non sono ne’ voglio diventare
opinionista sportivo, in questo blog al massimo si parla solo di
Inter, e sporadicamente di rugby quando lo vedo in TV senza conoscerne
granche’ le regole.
Ma il ciclismo e’ il ciclismo. Sin da bambino mi ha sempre
accompagnato la passione per questo sport, sia in tv, sia, ai bei
tempi, in sella; ricordo che all’epoca del giro d’Italia avevo un
quaderno con gli anelli, chissa’ dove sara’ finito adesso, dove
scrivevo le tappe, incollavo il percorso con l’altimetria preso da TV
sorrisi e canzoni e scrivevo i primi classificati per tappa, con
relativo distacco, e i primi in classifica generale del Giro, so far;
alla fine facevo anche un disegno con il podio e ci mettevo i nomi.
Si’ lo so ero piccolo =)
E il ciclismo per me e’ stato sempre cosi’, uno sport dove si fatica,
dove ci si allena la mattina e si va contro i propri limiti perche’,
cazzo, tenere certi ritmi su certe salite e’ contro i propri limiti;
e’ anche uno sport epico, fatto di sfide tra grandi campioni del
passato, fatto di ultimi chilometri, fatto di GPM e di maglie verdi;
fatto di tappe di montagna negli ultimi giorni del giro, dove il
vincitore c’era gia’ e partiva la fuga di qualche scalatore
colombiano; collegamento su raitre all’ora di pranzo per il tappone
alpino, non si vedeva un cazzo per nebbia o neve, ma io interrompevo
il pranzo per andare a vedere il resoconto.
Poi successero tante cose, che noi sappiamo, io ero, a dire il vero,
un fan di Ivan Gotti, a suo tempo, poi anche lui fini’ nel ciclone
doping, qualcosa che nacque con quel Virenque che faceva sfaceli in
maglia a pois il giro di Francia, mentre la stagione prima non se lo
ricordava nessuno.
Comunque, al di la’ di questo, e al di la’ dei ricordi che potrebbero
portarmi a parlare e scrivere per ore, Basso ha confessato che
assumeva un certo tipo di sostanza, che si faceva travasare il sangue
(o roba simile, non sono sceso nel dettaglio) dal medico spagnolo, etc
etc. E oggi editoriali sui giornali: non lasciamolo solo, non
facciamogli fare la fine di Pantani, grande gesto di coraggio, rischia
pesante squalifica etc.
Io onestamente non sono mai stato un fan di Basso, era quel corridore
che finiva sempre tra i primi dieci ma non brillava mai.. qualche
stagione fa l’esplosione, gran giro d’Italia etc etc, ricodando il
Pantani che vinse a suo tempo il giro, quando faceva bene anche la
cronometro (dai uno scalatore che da un giorno all’altro fa la
cronometro!), e nessuno si meraviglio’. Un po’ perche’ pochi ci fanno
caso, un po’ perche’ altri pochi lo sanno.
Oggi Basso, che fin oa qualche giorno fa proclamava la sua innocenza,
esibendo attestati riguardanti il nome del cane (Birillo), va a
confessare. Il legale ne parla come un uomo distrutto, un uomo che si
e’ fatto un esame di coscienza, un ragazzo che non va lasciato solo.
Io a volte mi chiedo se sia stato la massificazione del ciclismo,
l’introduzione degli sponsor o quello che volete voi, a obbligare la
gente a superare i propri limiti, anche con mezzi non leciti. No,
perche’ questo e’ quello che viene detto sempre di chi fa uso di
doping, che indirettamente e’ stato costretto, che in fondo lo
facevano tutti, che per stare a quei livello lo devi fare anche tu;
come se si fosse obbligati a stare a quei livelli. Se ci riflettete
bene e’ il tipico ragionamento italiano che si applica anche a tante
altre cose.
Sapete, io, che all’epoca avevo un ritaglio della Gazza, piccolo e
incorniciato, con foto di Gotti e Tonkov, su non ricordo quale monte;
adesso quel ritaglio sta in qualche cassetto in Sicilia, eppure ci
tenevo. Senza voler mischiare il sacro col profano, ogni tanto guardo
anche i DVD con le vecchie corse, vedo Coppi e Bartali, vedo piu’ o
meno quello che il ciclismo dovrebbe significare, e significa, per
coloro che lo amano.
Io credo che chi pratica questo sport lo faccia anche per passione, e
parlo anche dei meno famosi che corrono, o degli amici che si vedono
da qualche parte in bici e scalano qualche montagna; e questa passione
non dve’essere rovinata da atteggiamenti accondiscendenti nei
confronti del doping, perche’ e’ giusto che si dia il buon esempio. E
fare i complimenti a chi confessa per me e’ un atteggiamento
accondiscendente.