rulururu

post 23 maggio 1992

May 23rd, 2007

Filed under: italia — antonio @ 6:02 pm

Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana.

Oggi ricorre l’anniversario della morte di chi disse questa frase, ed e’ una cosa che tutti dovrebbero rispettare e trattare come massima di vita; specie noi siciliani. Purtroppo molte volte e’ piu’ facile chiudere gli occhi, far finta di non vedere, perpetuare le stesse dinamiche che hanno portato e portano la sopravvivenza di un cancro nella nostra terra; perche’ non ci si puo’ arrendere all’idea che tutti i siciliani siano mafiosi o che la Sicilia sia la Mafia. Questa era un’altra cosa che diceva spesso lui.

Quando mori’ Falcone io restai un po’ cosi’, ricordo che avevo dieci anni e facevo la prima media, qualche giorno dopo ci diedero un tema, un tema su di lui. Era considerato un simbolo era gia’ entrato a far parte della memoria collettiva.

E’ questo che ci uccide, ergere personaggi comuni, siciliani come noi, a eroi; il siciliano non ha bisogno di eroi, se ne distacca, perche’ in fondo non fanno bene alla sua mediocrita’, e in fondo parlo del siciliano comune.

Giovanni Falcone e’ stato di sicuro una persona che si e’ battuta contro la mafia, il suo omicidio, e quello di Borsellino dopo, hanno portato alla conferma e alla riproposizione di una frase che gia’ si sentiva da tempo: “la mafia non si puo’ sconfiggere”.Ed e’ una frase che dicono i genitori ai figli quando si tratta di questi argomenti; non parlo di mafiosi, bensi’ di gente normale che fa il proprio lavoro con onesta’: operai, impiegati privati o pubblici, etc etc.

Perche’ noi crediamo che in fondo nulla cambi, e in fondo niente cambia, perche’ e’ tutto immobile, tutto fermo. E chi ha una voglia di cambiamento va via perche’ l’individualismo regna sovrano. A volte si viene accusati pure di non restare a combattere, specie da gente che ‘combattere’ non sa neanche cosa significhi. Per chi ha fatto dell’impegno politico una costante andare via e’ una sconfitta e una delusione; ed e’ quello che accomuna alcuni di noi.

Giovanni Falcone si riteneva legato alla sua Sicilia e cercava di sfatare quel mito di cui vi parlavo sopra, in fondo era un grande uomo, con un grande senso dello Stato e del dovere, e questo lo ergeva sopra gli altri, ancor piu’ dopo la sua morte. Molti in Sicilia non sono mai riusciti, ne’ mai ci riusciranno, a cogliere la grandezza di Falcone, Borsellino o di tanti altri che si sono battuti, veramente, per la propria terra. Hanno fatto il loro dovere, non hanno chiuso gli occhi di fronte a quello che vedevano; e’ quello che tanti di noi facciamo, non parliamo perche’ abbiamo paura, perche’ siamo piccoli piccoli e se ci viene contestata la nostra piccolezza non abbiamo paura ad ammetterlo. Siamo cosi’, non ci possiamo fare niente.

L’immutabilita’ e’ una caratteristica di questa terra, e il fatto che esprima tante personalita’ importanti ne e’ un’altra, come se Dio o chi per lui abbia deciso di compensare. Ma in realta’ non voglio offendere la gran parte dei siciliani qui, perche’ in fondo molti fanno il loro dovere, nel loro piccolo, lavorando etc, non possiamo chiedere all’uomo comune di diventare un’eroe. Lo diceva sempre lui. E’ lo Stato che deve intervenire e non interviene mai, e’ lo stato che deve instaurare, o reinstaurare la civilta’, deve riportare la fiducia della gente, anche con la repressione di quelle sacche di criminalita’ che ci sono in ogni citta’ siciliana. E sappiamo benissimo di chi stiamo parlando, sono tutti nomi che si conoscono, alla luce del sole, anche le questure sanno di chi si sta parlando.

Ma Falcone, nella sua grandezza, che come dicevo sopra, in fondo ci fa male, era uno che si elevava anche rispetto a molti dei suoi colleghi, che preferivano, e preferiscono, chiudere gli occhi.

Sintentizzo, la chiusura e l’accettazione dello statu quo ci caratterizzano, l’essere pecore di fronte a tutto quello che succede e la rassegnazione sia nostra sia di chi vive fuori dalla Sicilia (leggesi del resto dell’Italia).

Piu’ volte vidi un documentario di Lucarelli, intitolato “La mattanza”, parla in generale della mafia e si sofferma spesso su quello che successe in Sicilia, chiarisce molte cose. Dovrebbero proiettarlo ogni anno a scuola in tutte le classi, per far capire, per non dimenticare cose che gia’ stiamo dimenticando; in questo documentario c’erano delle interviste a Falcone, e lo si sente parlare, lo si sente dire cose giuste, la sua e’ la voce di un padre, di un uomo onesto, di chi credeva veramente in quello che diceva; se tutti fossero cosi’ probabilmente non sarei dovuto andare ne’ a Roma ne’ a Dublino per cercare lavoro, ma questa e’ un’altra storia. Il problema e’ che i siciliani sono immobili, anche cambiando la popolazione non si risolverebbe niente perche’ e’ lo Stato che non esiste, e’ lo Stato che ha alimentato, anche per mantenere il proprio bacino elettorale, questo cancro e dubito che lo reprima in breve tempo.

A noi qui fuori non resta che ricordare la storia di chi, per una volta, insieme ad altri, ci ha dato qualche flebile speranza di redenzione. Non sia mai che qualcosa cambi. Grazie Giovanni.

4 Comments »

  1. cugino, che ti devo dire, e’ vero. ed e’ vero anche che il problema non e’ siciliano, e’ proprio italiano. sembra sempre che uno per avere un minimo di successo e poter fare carriera debba vendersi l’anima al diavolo. comunque, questo aprirebbe altri discorsi. e io nn so che fare dopo la scuola.

    Comment by tia-vaheia. — May 23, 2007 @ 10:13 pm

  2. Napul’è mille culur’…Napul’è mille paureee…[Pino Daniele].

    Un pensiero agli uomini come Borsellino e Falcone.

    Grazie!

    Comment by TopGun — May 24, 2007 @ 6:18 am

  3. Collega… Mi hai fatto venire la pelle d’oca… Complimenti per le parole e un pensiero a uomini come Giovanni Falcone che sono morti per ciò in cui più credevano

    Fede

    Comment by Anonymous — May 24, 2007 @ 12:10 pm

  4. [...] Ne scrissi gia’ l’l’anno scorso [...]

    Pingback by Seats are not for feet » Blog Archive » 23 maggio 1992 (2) — May 23, 2008 @ 4:47 pm

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