Stavolta dice tutto Nicola QUI
“The proof is left to the reader”
Allora, definitivo, la moda del 2007 a Dublino e’ il chilling out, i party vecchio stile con la musica a palla sono ormai deprecated. Doverosa premessa, questa, per riassumere la giornata di ieri. Dopo una cena a base di pizza, con nuova tecnica di impasto tramandatomi da Gizzo durante il seminario del fine settimana scorso, abbiamo deciso di uscire. Vincenzo e’ passato col suo amico polacco, che ogni volta scambio per un mio collega, e ci portava a conoscere sua sorella; vorrai mica rinunciare alla polacca? “Idda spatti e’ polacca, ‘nchia e di polacca ficimu a polka”, direbbe il maestro (5 pinte per gli uomini, 3 sessioni di petting spinto per le ragazze, a chi indovina autore e pezzo). Tornando a noi, sabato dedicato al northside, ci siamo recati al Pravda, che oddio in genere ha un discreto afflusso di ehm di gente, invece ieri era quasi vuoto, al piano di sopra dove si balla c’era solo una bionda che stava sempre FERMA e muoveva le mani al ritmo di una musica che aveva solo lei in testa, ferinof, ognuno facesse quello che vuole.
Io mi sono dedicato al mio passatempo preferito, guardare le ragazze col fidanzato, mi stavo anche facendo sgamare quando il tipo e’ venuto fuori dal cesso; fortunatamente anche per questa volta siamo sopravvissuti.
Ed e’ qui che Vincenzo ne tira fuori una delle sue, no, non e’ “il bacio si da dopo la seconda notte di sesso”, che risaliva a qualche ora prima, ma un party nel suo palazzo, sito nella ormai mitica montojoy square, la mia principale domanda e’ “ma ci possiamo fare il caffe’?” lui “si’”, ok andiamo.
Ci rechiamo nel profondo northside, saliamo due piani piu’ sopra e andiamo a questo parti, che era la moda del 2007, come ho detto in premessa, musica a volume normale e discussione. Ci svacchiamo li’ e stiamo per ore, varia gente, specie spagnoli, provenienti da varie parti della Spagna, ergo, di cosa parlava? Ma ovviamente dell’indipendenza, della Galizia ieri, quindi vai con ore di discussioni, anche agitate; e’ proprio vero che non bisogna parlare di politica e religione di sabato sera.
Fatto cio’, dopo varie tazze di caffe’, ho deciso di andare, verso le cinque mi sono imbustato, facendomi northside-southside in mezz’ora a piedi, giusto per smaltire la pizza.
E’ piu’ un resoconto che un pezzo del blog di servizio, ma e’ giusto che sappiate come vanno le cose a dub =)
Nella foto: l’ultima tazza di caffe’ che ho bevuto
(si’, espresso, non brodazzo americano o svedese)
Dublin – 1 year, 2 months and so forth
Una citta’ e’ come una persona: ci si mette un po’ a raggiungere una certa intesa, e un altro po’ viene perso cercando di conoscerci; sostanziale perifrasi per dire che ci vuole del tempo. Non ho mai creduto a chi viene qui innamorandosi di questo posto, come di qualunque altro nel mondo, ancor prima di scendere dall’aereo, come sono scettico con chi lo odia dopo 2 mesi di turismo. Perche’ in fondo, diciamocelo, meno di un anno e’ turismo.
Oggi ha piovuto, tanto, per un’ora e mezzo mentre ero a casa; non una bufera, cosa qui sconosciuta, ma semplicemente tanta pioggia che nessuno si aspettava. Sono uscito due volte, una sotto una pioggerellina, prima che cominciasse l’inferno, per comprare delle cipolle, un’altra volta aveva gia’ smesso e dovevo riportare dei dvd.
Camminando sulla strada bagnata pensavo quant’e’ strano questo posto, che in fondo e’ sul mare, ma il bagno non lo puoi fare, cosa inaudita per me che sono siciliano, che in fondo in collina non e’, ma dopo che piove sembra di stare in collina.
Ecco, in questi 500 metri che mi separano dalla videoteca pensavo che e’ strano e che e’ bello… Dublino per alcuni puo’ essere Temple Bar, in odio e amore, a seconda di chi ne parla, ma per me e’ sempre stato qualcosa di diverso, qualcosa che esiste dentro di me e fa ancora parte della mia vita. E’ difficile da spiegare, per lo stesso motivo per cui in fondo e’ difficile condividere sensasazioni; dovrei scrivere dell’odore che fa la strada dopo che smette di piovere, del vento fresco che ti rende tranquillo, del sole che batte a giugno alle otto di sera, dei punti riflessi sul Liffey.
Ci sono tante cose, una citta’ ha la sua storia, e difficilemente i suoi abitanti sono capaci di raccontartela o di rappresentarla nella loro vita, perche’ tra “vivere in un luogo”, e “viverlo” c’e’ una bella differenza.
Come in tante cose della vita, c’e’ bisogno che l’animo sia pronto a recepire, e quando lo e’ anche il piu’ piccolo stimolo ha grandi riflessi; sebbene sia difficile da affermare, specie per chi qui ci vive, devo indubbiamente dire che Dublino mi piace, perche’ la sto vivendo, in altre citta’ la mia pigrizia ha prevalso o forse il mio animo non era tanto disposto, per tanti motivi.
Hey Frank won’t ya pack your bags
And meet me tonight down at Liberty Hall
Just one kiss from you my brother
And we’ll ride until we fall
We’ll sleep in the fields
We’ll sleep by the rivers and in the morning
We’ll make a plan
Well if you can’t make it
Stay hard, stay hungry, stay alive
If you can
And meet me in a dream of this hard land
Beh, stay hard, stay hungry, stay alive, mi raccomando =)
Cheers
Max è intelligente, Piero è serio; solo, sempre forse, sono vittime del loro sentirsi bravi. Di quell’autocompiacersi troppo presto che ha sempre danneggiato il centrosinistra della seconda repubblica. Che ora porta, con le telefonate rese pubbliche, a un certo imbarazzo generale.
Maria Laura Rodota’ sul Corriere di oggi
Allora, innanzitutto premessa, anche se ultimamente nel faccio troppe. Oggi credo ci sia qualche evento particolare a Dublino, una sorta di festa, visto che tutte camminavano senza reggiseno.
Fine della premessa.
Oggi martedi’, giornata, anzi serata, dedicata alla cucina, innanzitutto pane fatto con lievito naturale a doppio impasto (importa una sega il termine corretto), devo dire che non e’ venuto male. Trucco per farlo asciugare, aprire la porta del forno per dieci minuti prima di finire la cottura, anche se non dovrei rivelarlo… per fortuna possiedo il sacro segreto del lievito naturale.
Ecco il pargolo nel forno:
qui a fine cottura ne verifico la consistenza
e qui scrocco un po’ di salame allo spagnolo, che nel frattempo era a lavoro, per mangiarlo col pane. Devo dire che col prosciutto, comunque, ha reso di piu’.
Ovviamente, una volta che ci si accende il forno viene difficile spegnerlo, quindi ho sfruttato la calura per fare due crostate al volo, una tradizionale:
E una con crema (zucchero/uovo/mascarpone) e fragole, una passata di zucchero a velo sopra (cosi’ le fragole non scuriscono mentre sta nel frigo). La crema devo dire che e’ venuta molto buona.
Possiamo finire cosi’, inutile ricordarvi che sto ancora a dieta e sto scalando costantemente.
Saluti!
Questa storia dei verbali ha molti aspetti che non convincono, dunque: ma non sarebbe mai nata, con le speculazioni che ne derivano, se la sinistra ex comunista avesse un’idea più chiara e trasparente del mercato, abbandonasse le vecchie cinghie di trasmissione e la tentazione naïve di crearsi ogni volta un capitalismo a propria immagine e somiglianza: capendo infine che Gramsci e Ricucci, anche in tempi di eclettismo, non possono stare insieme.
Ezio Mauro su Rep di oggi
Dublin – 1 year bla bla, sapete la storia
Allora, varie cose da raccontare, mi fermo un attimo, considerando che sono fuori da lavoro da un’ora e mezzo a fare cose, e ve le racconto.
Il fine settimana passato e’ trascorso e si e’ chiuso con molto relax, oggi ho affrontato il solito lunedi’ lavorativo.
Ma non e’ di questo che volevo parlare.
Dopo il lavoro, dato che nel fine settimana non l’ho fatto, sono andato al tesco a fare la spesa. Adesso c’e’ da dire che il tesco il lunedi’ chiude alle sette, io esco da lavoro alle sei quindi ho dovuto fare tutto DI CORSA, e la cosa mi ha urtato alquanto dato che al supermercato passo lo stesso tempo che passo ad una libreria, devo scegliere le cose e cosi’ via, invece stavolta ho dovuto fare in 20 minuti!!
Presi 4kg di farina strong white odlums, con cui faro’ la pizza e altre cose.
Anyway, ho riempito le solite due buste e mi sono sparato questa strada, che non e’ poca, che separa il Tesco di Jervis, da casa mia, buste alla mano, tempra da militare e resistenza alla fatica. Si e’ unita pure l’afa che si e’ abbattuta questi ultimi due gg su dub, a rendere il compito piu’ difficile. Anyway, sono stato addestrato per questo.
Giunto in Dame Street incontro una forumista di irlandando, accompagnata da una sua amica che poi si scoprira’ essere forumista occasionale anche lei. E’ qui da fare una piccola premessa, e poi continuero’ la storia
(inizio della piccola premessa)
i miei rapporti con qualsiasi ragazza, sia amicali che di altro tipo, sono sempre molto travagliati, per colpa di me stesso e della mia fatica/pigrizia/facilenoia. Non sono cattivo ne’ lo faccio per male, come potrebbe una faccina dolce come la mia essere cattiva? (lacrimuccia) Semplicemente quello che succede e’ che a un certo punto per un motivo o per un altro, che non ha nessuna ragione ne’ relazione col rapporto, smetto di cacare le persone; nel senso che semplicemente non mi faccio piu’ sentire. Ora, le mie amiche ed ex sanno questa cosa quindi sono abbastanza abituate a sentirmi a distanza di mesi (in genere quando richiamo io e organizzo qualcosa), ma c’e’ da dire che la gente che non mi conosce non lo e’ =)
(fine della piccola premessa)
Allora, in Dame St incontro questa ragazza di irlandando, che era incorsa nella cosa di cui sopra, allora io, riconoscendola, gia’ mi preparo al cazziatone, e infatti giunge puntuale; lei si rivolge alla sua amica e le fa “ma guarda chi c’e', quel gran maleducato che non si e’ fatto piu’ sentire, guarda li’, neanche saluta” etc etc. Inutile dire che io subisco con pazienza, dato che so che e’ colpa mia e cerco di ispirare un senso di pieta’; alla fine le dico che io sono una persona buona, che, guarda sto portando due buste, sono disturtto dalla fatica, che etc etc e alla fine in un modo o in un altro riesco a cavarmela; ho rimediato invitando entrambe giovedi’ sera a casa da me, speriamo non mi diano buca!!
Tornando al tesco ho notato una troupe (trup, per i non francofoni) di RTE che intervistava un tipo abbastanza famoso alloggiato nel northsoid (non chiedetemi chi e’), la giornalista era bassa, portava i tacchi ed ecco come lo intervistava:
Saluti dublinesi
Chi le ha e’ pregato di darle:
1) Dove si fa la festa di Leo
2) Chi porta la musica
3) Chi porta le troie