Allora,
sebbene io non sia un grande fan dei tag, del web TuDotO e compagnia cantante, mi ritrovo costretto, per vari motivi, a taggare questo post cucina; il primo che mi viene in mente e’ di natura strettamente egoistica, in modo che nel momento in cui vorro’ cercare dei post che trattino dello stesso argomento potro’ trovarli subito.
Anyway, andiamo avanti; continuano i miei esperimenti con la pasta all’uovo, di cui approfondiro’ alla fine di questo post con corredo fotografico, l’obiettivo e’ essenzialmente acquisire manualita’ con la sfoglia, nel frattempo la mia coinquilina, Tiziana, pare sia riuscita a procurarmi un pezzo di solid wood, che potremmo italicamente (e volgarmente) chiamare spianatoia.
Sabato sera cena, anzi ‘evento’, dato che cene non ne organizzano ne’ sono un ristorante, all’Italian School of Cooking, un posto a Rathmines dove si tengono dei corsi di cucina ma che in questo caso, in via eccezionale e solamente ad inviti ha organizzato questa cena. Si’ lo so sono elitario, ma a dire il vero non sono neanche stato invitato direttamente =)
Tagliamola corto e andiamo avanti con la recensione del posto: da quanto ho sentito pare che i tipi, originari di Campobasso, intendano portare un po’ cultura culinaria italiana a Dublino offrendo corsi di cucina, vendita di prodotti tipici e qualcos’altro che ora non ricordo. A margine di queste attivita’ svolgono pure catering e organizzazione di eventi. I corsi di cucina sono anche orientati ad aziende che vogliono fare team building, che tramite il corso possono consolidare i rapporti tra i vari membri di un team che lavorano insieme (e in questo caso cucinano insieme).
Io ovviamente sono un fautore della poca collaborazione in cucina (anzi, piu’ di 2/3 persone in cucina, anche solo per parlare, secondo me sono troppe), quindi non posso sostenere questo tipo di corsi, anche se effettivamente possono avere una qualche utilita’.
Come diceva uno dei soci, spero di citare fedelmente e non snaturare il suo pensiero, l’obiettivo non e’ quello di fare dei corsi complessi di cucina, anche perche’ non ce ne sarebbero i mezzi, ma semplicemente di portare un po’ di gusto italiano, insegnare le basi della cucina italiana e quant’altro.
Fine della marchetta.
Dal punto di vista qualitativo, sempre per il fatto che siamo tutti bravi a fare le critiche, me compreso, non ho trovato niente di eccezionale, abbiamo mangiato tortellini (Buitoni) col pesto e dei gnocchi fatti a mano con un sugo ai porcini e tartufo, di quelli del barattolo, non saprei dirvi la marca, era comunque una cosa ‘rustica’ italiana.
Dal punto di vista della preparazione abbiamo chiesto allo ‘chef’ se i tortellini erano fatti in casa e non ha voluto rispondere, per fortuna e’ arrivato l’altro socio che ci ha detto che erano Buitoni, che’ a suo dire fare la pasta fresca in casa per venti persone e’ complesso (possiamo anche essere d’accordo), non mi e’ invece piaciuto l’abbinamento col pesto (considerando che i tortellini erano ricotta e spinaci). Gli gnocchi invece sono stati fatti a mano ma, sebbene ogni tanto li faccia, non mi sento tanto esperto quindi non giudico, ho trovato, tuttavia, pesante l’accostamento prima tortellini e poi gnocchi (stavo per sbottonarmi il pantalone alla fine). Il dolce era invece fatto da un tipo che si chiama Carlos, se non sbaglio, ma non saprei dirvi il nome, era una base con crema limone e panna, la presentazione era curata.
Fine della recensione di tipo gambero rosso, adesso passiamo a noi.
La cucina e’ un argomento delicato, che si sposa con quello del gusto, quindi ognuno ha dei gusti differenti. La maggior parte degli italiani a Dublino si lamentano del cibo, che a Dublino il cibo e’ una merda e quant’altro, questo perche’ una legge fondamentale afferma che il gusto man mano si abitua, e una volta abituato a certe cose, come per tutte le abitudini umane, e’ difficile che si disabitui. L’esempio lampante di cio’ sono gli italiani che si lamentano che manca la pasta Barilla, che per quanto mi riguarda, come schifezza, e’ seconda solo alle paste dell’Ard Discount (si’ quello senza acca), e che manca, per esempio, la farina, quando sia la farina 00 buitoni, che la farina della Odlums sono fatte da grani teneri principalmente importati; la differenza e’ che nella seconda non c’e’ l’indicazione italiana del rendimento del grano (per intenderci 0, 00 e cosi’ via) quindi vanno guardate le proteine (vedere il mio post “Farine in Irlanda”), am sostanzialmente vi posso dire che non posso lamentarmi per quanto riguarda la farina. Certo se poi pretendente la farina di grano duro e’ possibile trovarla nei negozi italiani.
La panna in Irlanda e’ un altro argomento delicato, il latte che viene qui venduto e’ tre volte (come minimo) superiore al latte italiano (non avete notato che il latte qui viene venduto nel banco frigo, e non in contenitori di cartone e che la data di scadenza e’ dopo 5 giorni e non dopo 5 mesi come il latte italiano?), da questo ne deriva il fatto che la panna deve essere indubbiamente superiore; la panna e’ principalmente il grasso del latte, per chi non lo sapesse. Anzi se vogliamo dirla tutta la maggior parte del latte in Irlanda e’ latte intero (whole milk), in Italia inveec consumiamo latte parzialmente scremato a lunga conservazione, che per quanto mi riguarda e’ il prodotto secondario di altri alimenti tipo panna, burro etc (per non dire prodotto di scarto). Anyway, torniamo al discorso panna, la panna alimentare della Parmalat (nome commerciale: Panna Chef) e’ UHT e fa CACARE, se io prendo una panna fresca della avonmore mi vale dieci panne chef, l’italiano medio, come io agli inizi, viene qua e dice che non c’e’ panna perche’ le sue categorie mentali sono ancorate alla panna amara italiana (c’e’ cmq anche la sour cream della avonmore) e al gusto italiano (che ormai si e’ abituato alla panna chef), e sostanzialmente si lamenta del fatto che in Irlanda non si trovano gli ingredienti, quando invece gli ingredienti sono migliori di quelli che puo’ trovare in Italia (almeno per quanto riguarda i latticini).
Discorso a parte andrebbe fatto per i salumi e roba varia, paste e quant’altro, ma ora non ne ho tempo e voglia, vi presento solo i risultati dell’esperimento di ieri, tagliatelle all’uovo:

e tortellini fatti a mano =)

le foto sono fatte col cellulare, quindi fanno cacare, ma vi prometto un photoset su flickr quando faro’ i tortellini sul serio =)
Saluti
-Il Direttore