rulururu

post Modello scozzese

November 22nd, 2007

Filed under: calcio — antonio @ 9:23 am

Il modello scozzese, o inglese capirai siamo li’, semplicemente non funziona.
E’ stato verificato da interisti.org durante la partita Scozia - Italia, finita 1-2, e che ha sancito l’eliminazione della Scozia.

L’articolo completo qui: Modello scozzese

Un interessante passaggio:

Anzi lo abbiamo proprio trovato diseducativo: alla fine della partita, dopo aver perso senza dignità e quindi non essersi qualificati per gli Europei, i giocatori sono stati applauditi dai loro tifosi. Inammissibile. Infatti la domanda è: se McFadden ha sbagliato il gol qualificazione, che anche il redattore capo di questo sito è in grado di segnare, e viene applaudito anziché insultato e aggredito come avviene normalmente in Italia, come potrà mai capire di aver sbagliato e trovare degli stimoli per migliorarsi in futuro? La riprova è che l’Italia è Campione del Mondo e la Scozia no.

Saluti
-Il Direttore

post Lavori in corso…

November 13th, 2007

Filed under: cazzeggio — antonio @ 11:58 pm

Sto lavorando a una versione del blog che sia migliore per tutti.
Per me e per voi.
Stay tuned.

post Perugia come Ibiza

November 8th, 2007

Filed under: italia — antonio @ 6:36 pm

Ne scrive Fabrizio Roncone, avrebbe potuto aggiungere “solo che non se lo buttano ar culo”, visto il tono dell’articolo, estratti selezionati dal direttore:


Poi, a centinaia, dopo essersi destati dallo stordimento della notte precedente, iniziano a rifarsi di hashish e di altri miscugli micidiali. Soprattutto, si fanno di vodka. Adorano la vodka. Ci mettono a mollo il cervello [...] ora le ragazze inglesi come Meredith le uccidono e però non ci sono, a quanto sembra, altre ragioni che quelle sordide e ormai piuttosto note: alcol, sesso, tu con me e poi con lui, e poi con tutti e due. Aspettiamo l’alba. Come ti chiami?

Mi chiamo Fraccazzo da Velletri

E il finale:


Viene il buio e arriva la notizia che sul sagrato del Duomo, in cima a corso Vannucci, continuano a portare dei lumini. Sarebbe una bella immagine con cui chiudere una corrispondenza. Ma nei vicoli altri studenti già barcollano gonfi di alcol. Ti guardano e ti abbracciano e puzzano che fanno pena.

E’ il corrier of the sera, non il gazzettino.
Questo e’ il giornalismo che ci meritiamo

sti giovani d’oggi, tutti drogati (invece negli anni settanta non bevevano, ne’ fumavano lo spinetto ne’ se la facevano anche in tre)

-Il Direttore

post Immigrazione e integrazione a Dublino

November 7th, 2007

Filed under: Irlanda — antonio @ 3:15 pm

Questo post, per alcuni, risultera’ lungo e noioso, per altri conterra’ troppi pregiudizi da non poter essere digerito agevolmente, altri ancora potrebbero gradilo. Semplicemente contiene dei miei punti di vista sulla questione del titolo, che ptorebbero essere considerati troppo radicali.

Tutto nasce da un commento del precedente post, dove si parlava di “ghetti”, “comunita’ italiana” e della parola chiave: “integrazione’. Ci sarebbe tantissimo da scrivere, e molto piu’ da leggere, sull’immigrazione e sull’integrazione dei migranti, quali noi siamo; io invece mi limitero’ a dire cose abbastanza semplici.

Concordo con la lettura del film Ratatouille fatta da Leonardo, talmente tanto che mi sento libero di citare:


Rémy è un migrante, come Fievel: ma se Fievel sbarca in America era l’epopea nostalgica degli emigranti europei negli USA, Ratatouille racconta l’emigrazione e l’inurbazione con tutta l’ambiguità dei problemi irrisolti di oggi. Gli emigranti hanno due vie (le hanno sempre
avute): o si ghettizzano, cristallizzando i costumi e i valori della società di provenienza e isolandosi in un mondo percepito come ostile, o si integrano. Ma integrarsi significa spezzare le radici, tradire la razza. Non ci riescono tutti, e nemmeno Rémy, che pure tratta i suoi simili veramente con la puzza sotto il naso. In Africa i tipi come Rémy li chiamano noir blanchi, neri imbiancati: eppure anche lui preferisce non tagliarsi del tutto i ponti alle spalle: nottetempo scivola nella dispensa del ristorante che lo ha accolto, e ruba un po’ di roba buona per il fratello. La cosa gli scappa naturalmente di mano, proprio come succede quando la tua famiglia esce dal medioevo e viene a bussare nel tuo superattico per chiederti un favore: il problema di Rémy è lo stesso problema di Michael Corleone, è il problema di tutti gli onorati membri
della società che hanno ancora qualche legame con le Famiglie.

Riepiloghiamo una cosa abbastanza vera, chi emigra ha due vie, o l’integrazione o l’isolamento e, eventualmente, la ghettizzazione. “Integrarsi significa spezzare le radici”, su questo c’e’ poco da fare. Ovviamente bisogna poi calare questo concetto abbastanza generico nella realta’ irlandese, o meglio dublinese. Facciamo dei distinguo perche’ nessuno si sognerebbe di paragonare Milano a Messina, per dire, ergo io non paragono Dublino al countryside, ne’ so come funziona altrove.

Integrarsi in un’altra cultura significa rigettare la propria, perche’ per calarsi completamente in un’altra cultura, come e’ quella nord-europea, o anglosassone o irlandese, gli strumenti culturali precedenti non servono assolutamente; e piu’ in particolare gli stranieri risentono di due cose in particolare: la lingua e il non essere nati li’. Mentre la lingua puo’ essere insegnata, con risultati piu’ o meno incoraggianti, l’essere nati qui non si puo’ superare,
esistono una serie di fatti culturali che vengono trasmessi nell’infanzia a tutti noi e questi, per vari motivi, non sono gli stessi. L’Italia e’ uno dei piu’ vividi esempi, dove molte persone, pur parlando la stessa lingua, vengono da posti che non hanno niente a che vedere tra di loro.

Integrarsi in Irlanda non significa andare al pub con gli irlandesi, perche’ capirai al pub, dopo qualche pinta, siamo tutti amici e il giorno dopo non ci cachiamo piu’; no non significa neanche uscire regolarmente con gli irlandesi, ne’ averli a cena. Un segno parziale di integrazione e’ quello di avere amici irlandesi, “amici” nel senso di persone di cui ci fidiamo, ed essere amici di irlandesi significa rientrare tra il circolo delle persone di cui loro si fidano.

Ma attenzione, stiamo parlando di segni, e il segno differisce dalla sostanza, il taglio sulla gamba non da nessuna indicazione del fatto che io sono caduto o che sono stato aggredito, esattamente come la langue non ha nessun rapporto con la parole.

Gli irlandesi, specie fuori Dublino (ma questo e’ un problema dell’urbanizzazione in se’, non necessariamente di Dub), sono particolarmente gentili e accoglienti, se vedono una persona in
difficolta’ l’aiutano e cosi’ via, ed e’ questo il motivo per cui tanta gente si innamora dell’Irlanda (al di la’ delle fate e i folletti). Ma come sopra, avere questo tipo di rapporti non significa integrarsi.

Andiamo al sodo e all’aspetto amaro, dopo un anno e passa qui, e parlando con un po’ di gente, posso affermare che l’Irlanda non si presta all’integrazione e la Celtic Tiger non ha fatto altro che acuire questo problema. Per molti siciliani esiste il siciliano, il continentale e il turco, contrassegnando con l’ultimo termine “coloro che vivono nella giungla”, per i sardi credo sia simile, per molti irlandesi l’Europa non e’ passata, esiste l’irlandese e il non-irlandese;
pensandoci e scrivendone credo sia un problema delle isole in se’.

Oltre questa distinzione non ci sono cazzi, l’immigrato puo’ integrarsi con quelli della sua nazione, con altri stranieri ma *difficilmente* con gli irlandesi; da questa distinzione voglio escludere le ragazze che stanno con gli irlandesi (e i ragazzi che stanno con gli irlandesi), hanno un rapporto sano e cosi’ via. E’ ovvio che una coppia multirazziale e’ un ibrido, qualcosa che si e’ sempre collocato in mezzo e, percio’, non puo’ essere classificata per bene; e’, ancora e di nuovo, ovvio che il figlio o la figlia che ne verra’ fuori sara’ integrato nella cultura in cui viene ospitata.

Di nuovo, l’integrazione e’ difficile da ottenere, integrazione non vuol dire parlare inglese con italiani anche se sei italiano, uscire al pub con stranieri o irlandesi, ma significa qualcosa di piu’ profondo. Mi rendo conto che un anno o due anni sono pochi per integrarsi, contemporaneamente lo stesso periodo di tempo e’ poco anche per costruire una “comunita’”, al massimo, ed e’ una buona cosa, si possono creare amicizie tra persone dello stesso ceppo linguistico.

Anche questo e’ un concetto generico, l’Irlanda, comunque, non fa altro che acuire queste differenze e tracciare solco tra irlandese e non-irlandese, tra persone del nord e persone del sud. E vi assicuro che a Dublino la differenza tra northsoid e southside e’ una cosa vera e
sentita, il Liffey separa due culture *totalmente* differenti. Ah, a parte quel fatto della lingua.

Fare delle cene tra italiani, come e’ stato scritto nei commenti in coda all’altro post, non significa ne’ ghettizzarsi ne’ rendersi conto di come procede la vita irlandese visto che per farlo e’ sufficiente comprarsi un giornale. Ugualmente, esistono tanti problemi a Dublino, ma
non direi che 1) ci sono comunita’ di un certo tipo 2) ci sono ghetti.

Ghetto vuol dire che persone di una stessa nazionalita’/razza si trovano nello stessa parte di una citta’ e sono isolati dal resto, qui gli italiani sono sparsi, i polacchi idem. Il fatto che esistano annunci su daft in polacco, polski sklep e cosi’ via non vuol dire che esiste una
comunita’ polacca, vuol semplicemente dire che i polacchi sono in maggioranza tra gli immigrati.

Comunita’ e’ una parola difficile, comunita’ vuol dire radicarsi nel territorio. Tra i tanti “immigrati” che conoscete quanti si vogliono radicare qui? Siamo seri.

Qui siamo quasi tutti turisti.

Cheers
-Il Direttore

post Perche’ qui c’e’ maggiore tolleranza verso l’illegalita’

November 6th, 2007

Filed under: italia — antonio @ 4:35 pm

Mi chiedo anche perche’ nel resto d’Europa non c’e’ ancora l’allarme romeni. O tutti i delinquenti romeni sono in Italia e le eccellenze romene vanno altrove oppure… Qui mi pare che si parli di ‘fuga di cervelli’ per altrove. Non e’ la gente comune, quella che vive senza scorta e senza sconti ‘onorevoli’ a dover dare una risposta.

‘Non si dovra’ ripetere mai piu’. Stesse parole sentite durante i roghi dei campi rom di un anno fa, stesse parole sentite in occasione del ritrovamenti di 17 morti del Mediterraneo - gia’ dimenticati - ultimi di una strage che non ha fine. Forse non conosceremo mai i loro nomi.

Un rappresentate delle istituzioni dichiara i microfoni il giorno dopo il funerale: ‘Stanno arrivando da tutte le parti perche’ qui c’e’ maggiore tolleranza verso l’illegalita’”. Si riferiva agli immigrati. “Stanno arrivando da tutte le parti…” “…Perche’ qui c’e’ maggiore tolleranza verso l’illegalita’”. Detto da uno che da oltre 20 anni e’ nel parlamento italiano ha un certo significato. La sicurezza non e’ solo una questione di luce nelle strade di periferia. Ma l’antirazzismo e’ una questione di luce nelle menti delle persone.

Mihai Mircea Butcovan sul Manifesto di oggi.

Cheers
-Il Direttore

post Gol sbagliato gol subito

November 4th, 2007

Filed under: calcio, figa — antonio @ 11:54 pm

Consoliamoci cosi’

-Il Direttore

post Bignardi vs Moggi

November 4th, 2007

Filed under: calcio — antonio @ 11:57 am

Intervista di ieri sera, potete vedere da voi chi ha la meglio

-Il Direttore
Se tutto va male vinciamo 2 a zero

post Er mortazza

November 2nd, 2007

Filed under: calcio — antonio @ 3:52 pm

Ancelotti: “Il problema e’ fare gol”

Grazie dell’informazione.

post Poi dici il giornalismo italiano…

November 2nd, 2007

Filed under: italia — antonio @ 2:44 pm

Il Corriere della Sera affermaUsa, 5 milioni di pizze contaminate:

e nell’articolo si dice:
Ritirate dal mercato in tutta fretta. America in allarme: sarebbe tutta colpa del condimento ai peperoni

e piu’ avanti:

Secondo le prime ipotesi, il condimento ai peperoni sarebbe responsabile del contagio: c’è il rischio che fertilizzanti (spesso vengono usati anche liquami) o acqua di irrigazione fossero contaminate dall’E.coli.

Io pero’ mi vado ad informare con google e trovo che:

Nearly 5 Million Totino’s and Jeno’s Pepperoni Frozen Pizzas Recalled
Because of Possible E. coli Contamination

da qui

Ora, qualcuno spiega al giornalista del Corriere della Sera (mica del Gazzettino di Messina), che ‘pepperoni’ non sono i peperoni, che invece si chiamano ‘peppers’? E questa e’ la gente _pagata_ per informarci.

(fertlizzanti e acqua di irrigazione, tze’)

-Il Direttore

(Nella foto: pizza pepperoni e cheese)

post A point ov Bud

November 2nd, 2007

Filed under: Irlanda, cazzeggio — antonio @ 10:35 am

Hibachi, new entry del blogroll irlandese, ci spiega come si ordinano le birre a Dublino

-Il Direttore

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