Ne scrive Fabrizio Roncone, avrebbe potuto aggiungere “solo che non se lo buttano ar culo”, visto il tono dell’articolo, estratti selezionati dal direttore:
Poi, a centinaia, dopo essersi destati dallo stordimento della notte precedente, iniziano a rifarsi di hashish e di altri miscugli micidiali. Soprattutto, si fanno di vodka. Adorano la vodka. Ci mettono a mollo il cervello [...] ora le ragazze inglesi come Meredith le uccidono e però non ci sono, a quanto sembra, altre ragioni che quelle sordide e ormai piuttosto note: alcol, sesso, tu con me e poi con lui, e poi con tutti e due. Aspettiamo l’alba. Come ti chiami?
Mi chiamo Fraccazzo da Velletri
E il finale:
Viene il buio e arriva la notizia che sul sagrato del Duomo, in cima a corso Vannucci, continuano a portare dei lumini. Sarebbe una bella immagine con cui chiudere una corrispondenza. Ma nei vicoli altri studenti già barcollano gonfi di alcol. Ti guardano e ti abbracciano e puzzano che fanno pena.
E’ il corrier of the sera, non il gazzettino.
Questo e’ il giornalismo che ci meritiamo
sti giovani d’oggi, tutti drogati (invece negli anni settanta non bevevano, ne’ fumavano lo spinetto ne’ se la facevano anche in tre)
-Il Direttore
