Ne scrive Simon O’Donovan nell’Irish Independent di sabato 29 dicembre 2007, fornitomi gentilmente da Oliver.
La traduzione e’ stata fatta dalla redazione del blog e non e’ stata sottoposta a review
Dal termine della crisi monetaria alla fine del Gennaio del 1993 un’intera generazione e’ cresciuta senza conoscere tempi cattivi. Per loro molta disoccupazione e l’emigrazione, che erano uan caratteristica principale degli anni ottanta e dell’inizio dei novanta, sono piu’ o meno storia antica.
Chiunque con meno di 35 anni ha solo conosciuto tempi prosperi con salari crescenti e poca disoccupazione. Sfortunatamente per questi figli della Celtic Tiger, il ciclo economico e’ stato semplicemente postposto, non abolito.
Quando un’economia cresce cosi’ velocemente come quella irlandese ha fatto negli ultimi 15 anni, una recessione di qualche tipo diventa inevitabile. Infatti ci sono chiari segni che questa e’ gia’ iniziata.
I primi segnali dell’imminente recessione vennero dal mercato delle case. Dopo essersi quadruplicati nel periodo tra il 1996 e il 2006, i prezzi delle case si sono finalmente fermati alla fine dello scorso anno e hanno cominciato a scendere all’inizio del 2007. Secondo la banca Permanent TSB, i prezzi delle case sono scesi di circa il 4.7% durante i primi nove mesi del 2007.
E’ un fatto certo che i prezzi delle case scenderanno anche in misura maggiore nel 2008. Goodbody Stockbrockers prevedono una diminizione dei prezzi delle case dell’8% quest’anno. E potrebbe anche essere peggio.
Nel Marzo 2007, il CSO pubblico’ dei dati dal censimento del 2006, in cui si notava che 266 mila case e apparamenti, circa il 15% del totale, erano vuoti.
Inoltre, a Ottobre, il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato dei dati in cui indicava che il prezzo delle case in Irlanda potrebbe essere al momento sopravvalutato di circa il 50%, sottintendendo che i prezzi delle case sarebbero dovuti scendere di circa un terzo prima che il mercato si potesse stabilizzare.
Sebbene i prezzi delle case difficilmente scenderanno di un terzo, l’evidenza suggerisce che chiunque vende una casa adesso deve essere preparato ad accettare una somma di 1/5 minore rispetto a quella che avrebbe potuto ottenere nel miglior momento del mercato immobiliare, a meta’ del 2006.
Molti licenziamenti e un piu’ alto tasso di disoccupazione probabilmente ritorneranno nel 2008. Molto della nostra crescita economica negli ultimi anni e’ dovuto alla crescita della popolazione; se togliessimo questo surplus dal mercato lavorativo potremmo notare che l’aumento di beni e servizi prodotti da ogni individuo crescerebbe di poco o nulla. Nello stesso tempo, i prezzi in Irlanda stanno cresecndo molto piu’ velocemente della media europea; il National Competitiveness Council stima una differenza del 20% tra i prezzi al consumo irlandesi e la media dell’EU15 pre-2004.
La combinazione tra l’aumento dei prezzi e la bassa produttivita’ sta danneggiando la competitivita’ irlandese fuori dai nostri confini. In parole povere e’ diventato molto dispendioso produrre qualsiasi cosa in questa nazione cosi’ le aziende, specie le multinazionali, stanno andando altrove.
Per il 2008 ci dovremmo aspettare grandi chiusure di aziende straniere e il loro trasferimento nell’europa dell’Est o nell’Estremo oriente. Aggiungiamo alle nostre preoccupazioni i crescenti licenziamenti nel settore immobiliare.
Attualmente 282mila persone lavorano nel settore costruzioni in Irlanda, rappresentando il 13% della manodopera irlandese e circa il doppio della media europea.
Il numero di case da costruire e’ previsto essere circa 50mila in meno nel 2008 – una perdita di circa il 50% rispetto al record delle 93mila nuove case costruite nel 2006 – e circa 100mila persone in questo settore potrebbero ritrovarsi senza lavoro nei prossimi 18 mesi.
La Banca Centrale prevede che il tasso di disoccupazione crescera’ dall’attuale 4.4% al 5.25% l’anno prossimo.
Date le dinamiche e il numero di fattori coinvolti non dovremmo sopprenderci se questo valore crescera’ piu’ del previsto.
Nel nuovo anno il problema non sara’ solo per chi vedra’ le proprie case valere molto di meno di quanto pensavano e chi sara’ preoccupato per il proprio lavoro: sara’ infatti molto piu’ difficile ottenere soldi dalle banche e dalle building societies.
Sebbene siamo ancora agli inizi, una conseguenza della crisi del credito internazionale e’ che ovunque le banche sono molto piu’ attente nel verificare a chi prestano soldi nel prossimo futuro.
I soldi facili a cui eravamo abituati, con banche che vedevano aumentare i propri prestiti del 30% all’anno nei passati 10 anni, sono adesso finiti. Chiunque avra’ bisogno di un mutuo, una carta di credito, un prestito trovera’ maggiore difficolta’ nel persuadere il direttore di banca nel 2008.
Le pensioni molto probabilmente faranno una poco desiderata intrusione nel 2008. Ad oggi solo la meta’ delle persone si preoccupano della propria pensione e il governo ha intenzione di imporre dei contributi pensionistici obbligatori nel settore privato, questi potrebbero arrivare fino al 12% del lordo annuo.
Il Pension Green Paper, pubblicato a Ottobre 2007, ha delineato la possibilita’ di introdurli per i lavoratori che non appartengono a un company pension scheme. Questo e’ un problema che e’ stato gia’ posto da qualche anno ma, con una popolazione che sta diventando piu’ vecchia e con le elezioni lontane, potrebbe essere risolto gia’ dal prossimo anno.
Comunque, e’ un vento che non porta buone notizie. Con l’economia globale che si raffredda rapidamente e il credito internazionale fermo, il tasso di interesse europeo dovra’ essere tagliato, nonostante quello che afferma il presidente della BCE Jean Claude Trichet.
Una riduzione dei tassi di interesse nello stesso tempo in cui i prezzi delle case stanno gia’ scendendo, probabilmente rendera’ l’acqusito di una casa molto piu’ conveniente degli scorsi anni.
Durante il picco della bolla immobiliare le rate dei mutui potevano anche essere il 38% del salario medio. Questo ha evitato che molte persone potessero comprare una casa, anche coloro che tradizionalmente avevano dei buoni lavori.
La banca Centrale calcola che circa il 40% di coloro che possiedono una casa potrebbero permettersi un mutuo sul prezzo medio di una nuova casa. Per coloro che sono stati messi fuori dal mercato immobiliare e saranno abbastanza fortunati da avere il loro lavoro, la discesa dei prezzi delle case sara’ una manna dal cielo.
—
Commento del Direttore:
L’articolo non e’ cattivo quando parla di cifre, il mercato irlandese si regge molto sul costruire e vendersi le case a vicenda ed questo e’ un dato difficile da confutare; il fatto che i prezzi delle case quest’anno siano scesi e’ un altro dato che non si puo’ smentire. E’ previsto un maggiore calo nel 2008, e molti dicono che la prossima finanziaria, nel dicembre 2008, sara’ la piu’ difficile da fare.
Nella sua sostanza l’articolo in se’ conclude con ottimismo dicendo che coloro che erano stati esclusi dal mercato immobiliare, per via dei prezzi che scenderanno potrebbero essere reintrodotti. Quello che, secondo me, viene trascurato e’ che in Irlanda il divario tra chi puo’ permettersi una cosa e chi non puo’ farlo e’ uno dei piu’ grandi in Europa; per dirla in parole povere i ricchi e i poveri sono davvero molto distanti tra di loro per cui non credo che chi e’ stato escluso dal mercato immobiliare vorra’ comprarsi una casa solo perche’ i prezzi sono calati del 10%; specie con questa inflazione. Io credo che la discesa dei prezzi delle case sara’ un fenomeno lento e inesorabile, che si protrarra’ per qualche anno.
Riguardo gli spostamenti delle multinazionali, io lo crederei probabile solo per coloro che hanno call centre a bassa professionalita’, bisogna vedere quanto il governo sara’ disposto a fare per loro in termini di incentivi e via dicendo, anche se ha davvero fatto tanto. Tuttavia, al di la’ del numero totale e della crescita del tasso di disoccupazione, che sara’ dovuta principalmente alla perdita di lavori nel settore edilizio, credo che il settore servizi continuera’ a spingere e ci sara’ una stabilizzazione del prezzo delle case e di conseguenza di molto dell’economia irlandese, del resto non ci si puo’ aspettare una crescita perpetua.
Saluti
-Il Direttore
(inauguro, finalmente, le categorie)
