Dublin – 1 year, quasi 10 months
Rieccoci qui a postare, stavolta col doppio titolo perche’ non sapevo decidermi quindi quando non si puo’ decidere tra due cose e’ meglio averle entrambe, ma non ditelo alla vostra ragazza.
Gizzo, sant’uomo, ha piu’ pazienza e fede di me, che mi sono permesso di dubitare dell’azione della pasta madre. Io posso ritenermi l’ispiratore di una pasta madre liquida, che lui ha portato a compimento in stato solido in quel di Carlow, grazie agli influssi benefici dell’aria di c. Carlow (la county si chiama come la citta’), la sua conoscenza nell’arte dell’acqua e della farina e la fucina ove opera con sapienza ungherese.
Mi ero permesso di dubitare visto l’odore acetico che emanava ma sono stato semplicemente un miscredente, e come tutti i miscredenti avevo sbagliato e la colpa era mia, non della pasta madre, avevo messo poca farina e il processo di lievitazione era andato troppo avanti producendo dell’acido. Per fortuna qualche giorno fa l’ho recuperata, ieri rinfrescata e ci ho fatto del pane con una texture paurosa, un po’ insipido sempre per colpa mia, ma non ho nulla da recriminare. Adesso lei e’ ancora attiva nel frigo.
Questo e’ quanto per l’ambito culinario
Irlanda, o Dublino piu’ precisamente (che fa parte della); ieri sera camminavo per Dublino, piu’ precisamente le quays del nord e george/camdem st (non per andare al George), e mi rendevo conto di essere proprio un nonno dublinese, tediando i miei compagni di discussione con il racconto delle varie avventure o di quello che avevo fatto nei vari negozi che incontravo, “qui sono stato a comprare questo quando stavo in quell’altra casa”, “in questo pub ci sono andato con x per la festa di y”, “in quest’altro pub ho fatto questa cosa”, and so on, rendendomi conto sia di vita vissuta che di quanto potevo annoiare chi mi ascoltava (credo chi lo faceva se ne sia reso conto piu’ rapidamente di me). Come un nonno ripercorrevo momenti, storie, racconti, manco avessi fatto la guerra, manco avessi 80 anni; sebbene speri di arrivare a quell’eta’ ,se cominciamo gia’ da ora a comportarci accordingly siamo messi male.
In fondo Dublino e’ cosi’, o si ama o si odia, in ogni caso sebbene l’uscire possa essere a volte noioso e si sia tentati di restare a casa, credo che lo si debba fare, si scoprono sempre cose belle.
Per esempio, Libano maledetto, anzi per la precisione e per il sake dell’antirazzismo, il cibo libanese che fanno a Dublino nel ristorante di fronte Ciao Bella Roma, e’ proprio il peggio del peggio, ed e’ pure costoso. Maledetti. Mai piu’. Non andateci.
Per vostra informazione, comunque, non mi ha provocato fenomeni di iperdefecazione, incontinenza fecale o piu’ semplicemente attacchi diarroici.
Il direttore con questo vi saluta, visto che e’ anche ora di cena e bisognera’ pur nutrirlo questo fisico stremato da fatica e lavoro quotidiano.
I miei saluti
-Il Direttore
