Seats are not for feet

“The proof is left to the reader”

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Monthly Archives: February 2008

La vita e’ dura

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Dublin, 1 year, 10 months e qualcos’altro

Curiosamente stamattina avevo pensato un post, davvero molto interessante, in cui facevo un certo tipo di osservazioni anche colte a volte. E stranamente per questo periodo di elezioni il post riguardava l’Irlanda, e non la situazione italiana, sfortunatamente mi sono dimenticato tutto quindi cerchero’ di scrivere le mie solite quattro stronzate.

Pallotron sta finalmente avendo un blog che updata sempre e ci informa che la situazione degli affitti a dub e’ cambiata, e oggi e’ anche venuta fuori una notizia sull’Indo che diceva che i prezzi stanno scendendo un po’ e la disponibilita’ aumenta, per via di gente che ha comprato la casa e sta cominciando ad affittarla visto che i tassi dei mutui si sono alzati di po’ in seguito alla crisi dei subprime (o perlomeno, questo e’ quello che ho capito). Prendiamo atto e informiamo, visto che questo blog e’ un blog di servizio come prima cosa.

Stamattina a Dublino c’era una nebbia assurda che adesso pare essersi diradata, sembrava di stare in val padana. Non che sia mai stato in val padana, ma si dice cosi’. Per il resto mi pare tutto ok, il global warming si fa sentire, i ghiacciai si sciolgono, a Dublino non piove da una vita (non che piova tantissimo, si deve dire) e stranamente per febbraio, che dovrebbe essere il mese piu’ freddo insieme a gennaio, fa piu’ caldo.

Per i fan cucinieri vi informo che sto documetando fotograficamente la crescita della pasta madre, cosi’ potete capire meglio di cosa parlo quando ne parlo (inutile dire che stamattina ho tirato fuori l’ennesimo pane buonissimo), poi ho intenzione di cimentarmi in altri esperimenti che come al solito non vi anticipo, anche perche’ la mia pigrizia potrebbe farmeli dimenticare nel giro di un’ora or so.

Cos’altro ci sarebbe da dire qui, niente di che, che dovrei marcare il 2008 con una visita a Galway quanto prima, giusto per onorare Lucagalway che mi ha offerto ospitalita’ per l’ennesima, e per l’emmesima io gli ho dato buca. Poi dite che non sono affidabile, deh.

Detto questo, pare che dopo l’exploit di Capello ingaggiato dalla nazionale inglese, Trapattoni possa finire ad allenare l’Irlanda, anzi la firma dovrebbe essere prevista per oggi, io attendo ancora la sua telefonata, gli ho detto di farsi un numero irish quando scende dall’aereo e mandarmi l’sms cosi’ me lo memorizzo.

Che altro ci sarebbe da dire, beh poco altro, che la mia scorta di pasta all’uovo e’ quasi andata quindi devo riorganizzarmi e rifarne uno-due chili, prevedo gia’ un pomeriggio di sangue, potrei coinvolgere anche il ghetto, chissa’ se condividono questi miei progetti DI PAZZIA.

Chissa’.

Se c’e’ una cosa che odio piu’ di tutte sono le donne, specifico, le donne che nelle occasioni “speciali” si improfumano, adesso in ufficio abbiamo tre temporanee ospiti e l’open space PUZZA dei litri di profumo che si sono caricate addosso. Maledette.
A che pro?

Come vedete ce l’ho fatta, ho fatto un post senza parlare della politica italiana.
Ce l’ho fatta

Saluti
-Il Direttore

Nella foto: La Sinistra – L’arcobaleno

ravanello90.jpg

Filed under cucina, Irlanda
Feb 13, 2008

Qui si dorme

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Notavo che tutti i blogger irlandiani eccetto il nuovo arrivato pallotron languono, li reloado e non c’e’ niente di nuovo, magari il post di una settimana fa.

Lancio qui un appello pubblico ai blogger piu’ prolissi per riaverli come una volta as soon as possible, tornate tra noi pecorelle smarrite.

Ieri pizzata a casa mia col ghetto italiano, grazie all’ausilio dell’ormai mitica pasta madre (o lievito naturale o whatever), cio’ vuol dire che la cucina oggi e’ UN INFERNO e tra poco mi accingero’ a pulirla. Non oso neanche immaginare.

Dublino, il venerdi’ sera a gennaio e’ un po’ deserta, a parte le solite inglesi che girano seminude per strada, ma va detto che stranamente per febbraio fa un caldo pazzesco, come la mia lamentazione di poco prima testimonia; boh sara’ il global warming.

Adesso mi fermo qui, con questo appello con la moratoria dei blogger che updatano poco

Saluti
-Il Direttore

Filed under cazzeggio, Irlanda
Feb 9, 2008

Fa freddo

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directly from: Lamentazioni

A casa.
Termosifone acceso, mi riposo davanti al divano.

Sono le otto di mattina, decido di uscire per andare a lavoro e fare 15 minuti a piedi di strada.
Siamo a Dublino, PROFONDO NORD EUROPA, siamo a fine gennaio/inizio febbraio, cazzo fuori fa freddo.

Mi vesto, maglietta, maglione di lana, sciarpa, giubotto, guanti, berretto di lana. Mi imbacucco e mi preparo ad uscire.

Adesso sono fuori, che passeggio come un coglione e mi dirigo al lavoro.
Guarda non fa poi tanto freddo, i guanti magari li rimetto in tasca.

Continuo a camminare.
Guarda sto cazzo di cappello di lana mi sta facendo sudare i capelli, me lo tolgo e lo rimetto in tasca

Le tasche del giubotto sono diventate due palle da bowling ma vabbe’, faccio la figura del cretino in giro, tanto nessuno mi guarda.

Cammino per altri cinque minuti, sento CALORE nel collo, sto sudando come un pazzo, mi tolgo la sciarpa, non so dove metterla, ME LA ARROTOLO IN MANO e come un coglione cammino cosi’.

Cammino altri due minuti e comincio a sentire caldo, mi apro il giubotto, MIO DIO STO SUDANDO, maledetto global warming merdoso, nel culo ad al gore.

Tocco la maglietta sotto il maglione ed e’ completamente BAGNATA.

Arrivo in ufficio, affannato, vestito come un coglione con un giubotto con in tasca due palle da bowling e con una sciarpa arrotolata nella mano.

Mi spoglio, mi svesto come un pazzo, i miei colleghi mi prendo per PAZZO. Appena resto in maglietta mi rendo conto che c’e’ l’aria condizionata

Sto gelando. Mi rimetto il maglione. Fa caldo, riprendo a sudare

MA COME CAZZO BISOGNA VESTIRSI???

Filed under Irlanda
Feb 8, 2008

Corro solo

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Ci ridurremmo a votare per Veltroni al Senato per salvare il paese dalle destre?


E mo sinceramente-dico- sinceramente
si nun t’abbrucia o mazz’ nun da retta, nun fàà nient’
ma fà na cosa bona e fà cuntent’ a tutt’ quant’
assiettat’ tranquillo dint’ o Parlament’
cuntat’ e renare,
magnate e tangent’
e lassa o Comunismo a nuje ca ce lo sentimmo arint’
ca ce sentimmo oppressi overo, e no pe finta!
a nuje ca ce piace a
pummarola,
rossa dint’ e
rossa fora
POM POM POMMAROLA,
POM POMPOMMAROLA,
Tu si…

Rafaniello, rafaniello,

rafaniello, rafaniello,

rafaniello, rafaniello, rafanie’ l’ l’ l’ l’!

Filed under italia, Uncategorized
Feb 8, 2008

Immigrazione in Italia

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Dublin, 1 year, 10 months, e qualcos’altro

Ieri pubbata di Irlandando che straordinariamente ha visto la mia presenza, non lo faccio apposta ad essere irregolare, e’ che sono pigro. E distratto.

Dopo vari discorsi di circostanza e’ cominciata una polemica aspra.

Fondamentalmente siamo nel 2008, siamo persone con un certo tipo di qualifica che hanno deciso di immigrare e quindi in genere siamo in grado di fare analisi politiche e sociali di livello superiore rispetto a quelle dei nostri coetanei in Italia. Inoltre nel 2008, viaggiando per l’Europa e confrontandoci con diverse culture siamo stati in grado di assimilare, fare nostri e testimoniare ogni giorno quei valori base della nostra civilta’, l’accoglienza verso il diverso, l’offerta di integrazione indipendentemente dal suo stato sociale, razza, sesso o religione. Siamo tutto questo, i ragazzi e le ragazze italiane possono essere considerati gli europei del 2008, i testimoni della nostra nazione nel mondo.

Sbagliato.

Il tutto nasce da una simpatica posizione, che poi ha dato il la alla mia replica e alla successiva discussione. Da immigrati non clandestini si parlava degli immigrati italiani clandestini, se non sbaglio in particolar modo dei rumeni, dicendo che in fondo a loro conviene non pagare le tasse e beneficiare di tutto quello che lo stato italiano gli offre “aggratis”, e stiamo parlando di sanita’ gratuita, di scuole gratuite e di tante altre cose.
Fatemi riassumere per i piu’ distratti, ai clandestini conviene non pagare le tasse e nel contempo beneficiare dei servizi che il nostro paese offre.

Spero di aver riassunto la posizione in maniera piu’ neutrale possibile.
A quel punto mi sono sentito toccato nella duplice veste di immigrato italiano in irlanda, e siciliano, membro di una popolazione che ha fatto dell’immigrazione una politica di sopravvivenza, 10 milioni di siciliani fuori dalla Sicilia e 5 dentro dovrebbe essere un buon fattore per valutare la ‘nostra’ immigrazione.

Anyway, io ho sostenuto la posizione che il muratore rumeno molto probabilmente non paga le tasse perche’ il suo datore di lavoro non lo mette in regola, perche’ in fondo a lui conviene cosi’. Io credo che la quantita’ di tasse che evade l’italianissimo datore di lavoro con questa politica sia superiore a quella del singolo muratore rumeno, ma questo e’ un altro discorso.

A questo punto la replica e’ stato quello su cui ha ruotato la discussione in seguito, che i lavoratori rumeni in particolare e in generale i clandestini, rubano il posto di lavoro ai lavoratori italiani. Io ho cercato di fare notare, spero si sia capito, che non c’e’ niente da rubare perche’ spesso gli italiani non hanno la voglia di fare quel tipo di lavoro. Al di la’ del muratore, mi chiedo se i muratori italiani basterebbero a colmare la nostra domanda costruttiva, ho portato l’esempio del raccoglitore di pomodori cercando anche di spiegare le condizioni inumane in cui vivono. C’e’ un reportage dell’espresso chiamato raccolta dei pomodori: Puglia i nuovi schiavi, vi invito a leggerlo in quanto fonte per il mio discorso e poi ci rivediamo qui.

Citiamo qualcosa

Ma si sente subito che lui qui è il caporale: “Sei rumeno?”. Un mezzo sorriso lo convince. “Ti posso prendere, ma domani”, promette, “ce l’hai un’amica?”. “Un’amica?”. “Mi devi portare una tua amica. Per il padrone. Se gliela porti, lui ti fa lavorare subito. Basta una ragazza qualunque”. Il caporale indica una ventenne e il suo compagno, indaffarati alla cremagliera di un grosso trattore per la raccolta meccanizzata dei pomodori: “Quei due sono rumeni come te. Lei col padrone c’è stata”. “Ma io sono solo”. “Allora niente lavoro”.

Non c’è limite alla vergogna nel triangolo degli schiavi. Il caporale vuole una ragazza da far violentare dal padrone. Questo è il prezzo della manodopera nel cuore della Puglia.

A proposito del lavoro che gli immigrati rubano ai nostri volenterosi giovani italiani:

Per proteggere i loro affari, agricoltori e proprietari terrieri hanno coltivato una rete di caporali spietati: italiani, arabi, europei dell’Est. Alloggiano i loro braccianti in tuguri pericolanti, dove nemmeno i cani randagi vanno più a dormire. Senza acqua, né luce, né igiene. Li fanno lavorare dalle sei del mattino alle dieci di sera.E li pagano, quando pagano, quindici, venti euro al giorno. Chi protesta viene zittito a colpi di spranga.


Una cinquantina di chilometri più a nord, stesse storie. La carta stradale indica Villaggio Amendola. Era un borgo agricolo. Ora è solo un paese fantasma riempito da immigrati rumeni e bulgari ridotti in schiavitù. Come l’ex zuccherificio di Rignano o il Ghetto che la sera, al suono della township music, sembra Soweto. Al Villaggio Amendola perfino la chiesa abbandonata è stata riempita di materassi. Qui il cento per cento degli abitanti non è italiano. Tutti raccoglitori. E tutti stranieri.


Lo stesso accade il 20 luglio di quest’anno. Il giorno prima Pavel, 39 anni, ha una discussione con Giuseppina Lombardo. Gli sono caduti quindici euro nel negozio e lei crede che glieli abbia rubati dalla cassa. Pavel in Romania faceva il cuoco per 150 euro al mese. Dal 20 marzo 2004, quando è arrivato in Puglia, sopporta violenze e angherie. Lo fa per mandare quanto risparmia alla moglie e alla sua “fata”, la figlia studentessa, che ha 15 anni. [...] Ma il 20 luglio Asis gli impedisce di ripetere il record. Qualcuno gli ha riferito che Pavel ha protestato per la faccenda dei soldi e per lo sfruttamento dei braccianti. Il tunisino lo colpisce nel sonno, in una giornata senza lavoro, alle due del pomeriggio. Pavel si protegge la testa con le braccia. La sbarra di ferro gli rompe le ossa e apre profonde ferite nella carne.

Lui è sicuro di non essere stato ucciso soltanto per l’intervento dei suoi compagni di stanza. Ma lo lasciano lì a sanguinare sul materasso fino all’una di notte. Gli altri stranieri hanno troppa paura di Asis. Anche di chiamare la polizia e correre il rischio di essere rimpatriati. Alle otto di sera qualcuno finalmente telefona di nascosto all’ospedale. L’ambulanza e una pattuglia dei carabinieri, al Villaggio Amendola, arrivano soltanto cinque ore dopo.

Continuate da voi la lettura del pezzo.
Andiamo avanti, ho dimenticato di citare Pol82 che coraggiosamente si e’ unito a questa discussione. Al di la’ dell’analisi occupazionale, in cui mi pare ovvio che i clandestini, anche se qualificati, vanno a coprire quei segmenti di lavoro poco qualificato che non sono coperti da italiani, e’ cominciata un’analisi sui salari.

Anche qui peggio del peggio, si sosteneva che il problema salariale in Italia e’ dovuto agli immigrati e piu’ in generale alla gente che si fa pagare poco per quello che fa. Io sostenevo che in fondo i mestieri a bassa qualifica sono mestieri in cui prima o poi verra’ una concorrenza straniera a basso costo, limitare questa concorrenza vuol dire bloccare l’economia, impossibile chiudere le porte all’immigrazione che ad oggi e’ un grosso traino dell’economia italiana. Mi e’ stato detto che lo stesso vale per gli informatici, che in Italia prendono poco perche’ c’e’ gente che si fa pagare poco. Io cercavo di spiegare, per esperienza diretta e scusate che e’ poco, che ci sono delle differenze. In generale quando si parla di informatica, ma anche in altri settori, si parla di mano d’opera ad alta specializzazione, ci vogliono delle skill e un certo tipo di preparazione, difficile che la gente che abbia studiato si svenda per poche lire, in secundis le aziende italiane, la maggior parte piccole e mediocri, non ricercano una figura che sia altamente specializzata, ma solamente una figura poco specializzata in modo da poterla assumere a poco prezzo e rivenderla come senior al grosso cliente di turno. E’ questa la dinamica in generale, c’e’ poco da fare e mi dispiace che le mie due interlocutrici non siano stato in grado di coglierla.

Ovviamente cercare di portare avanti dei punti, magari in maniera poco calma, ma comunque dei punti circostanzati, voleva dire sentirsi delle risate accompagnate da frasi del tipo “ma daiiii cosa diciii”, in generale nella discussione gli argomenti, dall’altro lato, venivano sorretti da analisi economiche fornite dall’ “amico muratore” o dall’ “amico informatico” di turno. Il fatto che poi non si sapesse cosa faceva quest’amico informatico, “engineer ma anche programmatore, gestisce i sistemi” e’ un discorso di poco conto.

Quindi, riassumendo per il lettore particolarmente paziente (1) gli immigrati rubano il posto di lavoro (2) chi del nostro settore va in Irlanda lo fa non alla ricerca di una paga per le proprie skill ma semplicemente perche’ in Italia verrebbe pagata poco, vista la concorrenza di chi prende poco.

Lascero’ stare la discussione del punto (2) che mi sembra superflua, esiste una mano d’opera ad alta specializzazione, dove la concorrenza degli immigrati fa alzare i salari piu’ che diminuirli, ed esiste una a bassa specializzazione dove la percezione e’ che i salari si abbassino, ma in realta’ io ho visto pochi italiani vogliosi di faticare, di fare lavori infimi (visto che ormai molti sono laureati o universitari), o di fare le badanti. Fine della mia dozzinale analisi sociologica.

Lasciando stare i clandestini, si faceva notare che l’Italia ha una popolazione anziana, che percepisce pensione, e questa pensioen viene attualmente pagata da chi lavora e paga le tasse. Si faceva notare che parte dell’Italia che lavora e paga le tasse, nell’italianissimo nord-est, in Lombardia o in Emilia, per esempio, e’ immigrata. Mi e’ stato risposto “siiiii ma chi paga le tasse in Italia??? Chi sono questi immigrati che pagano le tasse?” seguito da varie risate, giusto per tenervi informati sul livello della discussione.

Andando sull’analisi economica mi sono andato ad informare su lavoce.info, mi scusino i miei amici anticapitalisti, e trovo varie cose.

Innanzitutto il dato che il sommerso in Italia coinvolge il 17% del Pil, anche se non so se avrei potuto spiegare questo dato nella discussione di ieri, visto che sarebbe stato necessario chiarire il concetto di PIL e quello di “coinvolgere”. Questo significa, mi correggano gli economisti se sbaglio, che il 17% della ricchezza prodotta proviene dall’economia sommersa. Economia sommersa in cui lavorano SIA italiani CHE clandestini. Nel caso in cui vi fosse sfuggito.

Questo articolo chiamato Sull’immigrazione ci vuole coerenza ci informa sui futuri sviluppi dell’immigrazione in Italia e su quanto la quota di immigrati cambiera’ in futuro; si parla anche della legge Bossi-Fini e del diritto di voto (qui il discorso sarebbe lungo e soprattutto fuori tema).

Italiani per scelta, parla di integrazione e di cittadinanza; interessante questo:

Se guardassimo all’esperienza dell’immigrazione meridionale dei passati decenni, potremmo scoprire che anche verso quei nostri concittadini esistevano pregiudizi e discriminazioni. Ma il fatto che potessero votare ha contribuito in maniera decisiva a impedire che gli atteggiamenti più ostili risalissero fino ai piani alti della scena politica.
ggi invece in Italia abbiamo politici di rilievo nazionale che possono rivolgersi agli immigrati con epiteti sprezzanti, possono speculare su ansie e paure degli italiani per nascita, costruire fortune elettorali sulla chiusura verso gli immigrati, senza temere conseguenze di sorta.

E la riflessione successiva sull’essere italiani oggi.

Se non ora, quando? parla di politiche di accoglienza e di revisione della Bossi-Fini, cito:


a migrazione è una delle decisioni più costose e difficili nella vita di un individuo e le politiche migratorie influenzano tale scelta, in particolare dove e come trasferirsi, se in modo legale o illegale. D’altra parte, l’adozione di politiche restrittive è la legittima e consapevole scelta di un paese, ma la loro efficacia e il costo della loro attuazione sono talvolta trascurati. L’effetto collaterale più rilevante è quello di incentivare la clandestinità. E la clandestinità, al di là dei problemi di ordine sociale, rappresenta un “costo” per tutti: i migranti, i paesi di origine e i paesi di destinazione.

e a seguire


Per i migranti, la clandestinità implica che la capacità di impiego delle proprie qualifiche è sensibilmente compromessa, con forti effetti negativi sia nei paesi di origine (meno rimesse, meno opportunità e incentivi ad accumulare capitale umano sia prima della partenza che durante la migrazione, sperpero delle risorse impiegate per la formazione) sia nei paesi di destinazione (il contributo dei migranti è di gran lunga al di sotto del loro potenziale produttivo).

e riguardo questi ignoranti che ci rubano il lavoro


Inoltre, il luogo comune che i clandestini abbiano un basso livello di istruzione e siano in prevalenza non qualificati è smentito da alcuni studi recenti. In particolare, una ricerca condotta presso l’università di Bari sugli immigrati illegali intercettati e trattenuti in dieci centri di permanenza temporanea di quattro Regioni nel 2003, e un’altra dell’Università Bocconi sui clandestini che hanno usufruito di assistenza sanitaria a Milano da parte della Onlus Naga nel 2000-2001, evidenziano entrambe l’elevato livello di qualifiche degli immigrati illegali, anche rispetto ai locali.

Domandone, Vogliamo anche noi una politica selettiva dell’immigrazione?, Tito Boeri dice:


Le campagne elettorali sono, da sempre, un’occasione per disinformare gli elettori sui temi dell’immigrazione.
È una questione molto sentita, che divide l’opinione pubblica. Può essere un facile cavallo di battaglia di movimenti xenofobi e un comodo capro espiatorio per chi vuole scaricare su altri le responsabilità dei propri errori. Paradossale, ma non improbabile, che ciò avvenga anche negli otto mesi che ci separano dalle elezioni politiche.
Paradossale perché in questa legislatura l’immigrazione ha “salvato la faccia” dell’esecutivo in diverse circostanze.

Molto interessante l’analisi sugli effetti dell’allargamento ad Est per l’economia di nazioni come UK e Irlanda


Cosa puntualmente avvenuta: i flussi in provenienza dai nuovi stati membri sono stati complessivamente inferiori alle previsioni, ma sono stati più forti del previsto in Irlanda e nel Regno Unito (fino a cinque volte quelli previsti), paesi che hanno adottato una politica più liberale nei confronti dei lavoratori dei nuovi stati membri, mentre sono stati piu’ contenuti del previsto in Austria e Germania. (1)
La buona performance economica di Irlanda e Regno Unito è in parte attribuibile all’arrivo di lavoratori dall’Est, mediamente più istruiti della popolazione che li accoglie.

e prosegue con un giusto, secondo me, discorso sull’integrazione.

Non date la colpa agli immigrati dell’Est, dice:


È facile attribuire la responsabilità della disoccupazione agli immigrati. Si comincia con il sovrastimare in modo consistente il numero degli immigrati: i cittadini di tutti i paesi lo fanno invariabilmente, come ci dicono i sondaggi dell’European Social Survey. Si assume, poi, che il numero dei posti di lavoro sia fisso. Ne discende che ogni immigrato che trova lavoro si appropria del posto di lavoro di un lavoratore del luogo, cosicché la disoccupazione può essere eliminata solo riducendo l’immigrazione. Gli economisti la chiamano “the lump of labour fallacy”, la fallacia del numero fisso di posti di lavoro. È un luogo comune e anche qualche serio commentatore ne è stato vittima. Ma è una convinzione profondamente sbagliata.

e fa l’esempio della Germania, interessante da leggere e conclude dicendo


La migrazione internazionale crea grandi benefici sia per il paese che la riceve sia per il paese d’origine. Le migliori stime del potenziale migratorio da Est a Ovest nella nuova Europa lo indicano attorno al 3 per cento della popolazione dell’Europa dell’Est. Nostri calcoli indicano che con l’attuale divario di salari e produttività tra Europa dell’Est e dell’Ovest, una migrazione di queste proprzioni incrementerebbe il Pil totale dell’Europa allargata di quasi mezzo punto percentuale. L’Europa non può permettersi di rinunciarvi.

Tornando alle parole mie, per finire il post lungo e me ne scuso, sfortunatamente le analisi economiche hanno un margine di discussione soggettiva minore e una maggiore obbiettivita’, sebbene poi possano essere contraddette con strumenti adeguati, piuttosto che da dichiarazioni dell’amico dell’amico. Quello che mi rattrista e’ che sempre piu’ spesso, quando si parla di questi temi, si confonde la percezione con la realta’, “chi paga le tasse in Italia, ma daiiii” e’ un esempio, il fatto che tutti i clandestini siano criminali un altro. Alcuni lo sono, non lo metto in dubbio, ma molti lavorano onestamente e pagano le tasse, se non altro perche’ i dipendenti pagano forzatamente le tasse in Italia (anche questo punto era sconosciuto alle interlocutrici). E allora e’ la stessa cosa degli italiani in Germania, mi e’ stato detto che loro “lavoravano onestamente”, invece io credo che la percezione tedesca sia diversa (anche oggi), sebbene molti si siano rotti il culo lavorando una parte di italiani in Germania ha portato criminalita’ organizzata, quindi e’ ovvio che nasce l’equivalenza italiano = mafia. Lo stesso negli Stati Uniti (guardarsi il padrino 1 e 2, per portare un esempio cinematografico). E’ ovvio che la percezione e’ una cosa diversa dalla realta’, ma quando si fanno discorsi un minimo seri bisogna separare le due cose e parlare con dati alla mano.

L’errore qui e’ stato mio, lo ammetto, visto l’inizio e l’andazzo della discussine avrei dovuto finirla prima senza insistere, invece che credere che esistano delle capacita’ di redenzione culturale. E sfortunatamente non sono Socrate quindi il mio punto di vista e’ inascoltato, specie se sommerso da risate quando viene esposto.

E dove io sostenevo dati di fatto (se non fosse per gli immigrati probabilmente mangeremo molti meno pomodori), mi si rispondeva con esperienze personali (“mi faccio l’orto dietro casa, che ci vuole? butti i semi e crescono”). Queste frasi sfortuntamente rappresentano l’italianita’ e la voglia di dire la propria in qualsiasi caso, come se stare zitti quando non si hanno dati oggettivi fosse una vergogna.

Avrei tante altre riflessioni da fare ma vi ho gia’ annoiato abbastanza, in caso per gli irlandiani, ne possiamo parlare di persona.

Saluti
-Il Direttore

Filed under Irlanda, italia
Feb 7, 2008

Scoop dei giornali italiani

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Corriere.it (lo diro’ per l’ennesima, il corriere della sera, mica il gazzettino di messina), pubblica un filmato con una hostess che si spoglia durante il volo, nella colonna delle stronzate, repubblica fa la stessa cosa.

Peccato si trattasse di una scena tratta da un film porno chiamato “Sex on a Plane”

http://it.youtube.com/watch?v=tED9CXJb9Og

Se gia’ con le cazzate non si verificano le fonti, pensate che mistificazione puo’ avvenire con le notizie vere, quelle scritte in periodi di “emergenza”.

Fine della riflessione
-Il Direttore

Filed under italia
Feb 6, 2008

Governabilita’

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Non faro’ ulteriori post su Parigi in quanto e’ tutto narrato nel dettaglio qui.

Notavo che molti partiti italiani si stanno rendendo conto che il problema del Porcellum non e’ la governabilita’ ma l’annientamento dei piccoli partiti non coalizzati, grazie alla soglia del 4% alla camera e dell’8% al Senato. Forse se ne stanno rendendo conto troppo tardi pero’.

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Feb 5, 2008

Paris – preambolo

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Dublin – 1 year e altri mesi

Scrivo questo preambolo solo per informare i cari lettori che in redazione hanno mandato i fax, che non sono scomparso e soprattutto sono ancora vivo.
Vi informo altresi’ che i fax coi necrologi sono stati cestinati. E’ stato uno scherzo di cattivo gusto.

Allora, Sarko’ e Carla Bruni si sono sposati sabato, ecco il vero motivo della mia visita parigina, sono stato invitato in quanto amico intimo di Carla (non vi sto a raccontare della nostra storia passata visto che adesso lei sta con un altro uomo). Eravamo circa in venti tra parenti e amici stretti, brindisi all’eliseo con champagne, tutto molto tranquillo.

Al di la’ di questo, ho visto piu’ o meno le cose fondamentali di Parigi, tutto molto bello, onestamente la preferisco a Londra per via della sua disposizione urbanistica e dai maggiori spazi, per non parlare ovviamente di cose come la torre Eiffell di notte che sono molto romantiche :D
Poi ho anche visto il resto, il Louvre pieno di italiani e davanti alla gioconda un italiano diceva “anvedi ste teste di cazzo, merdosi francesi, hanno fatto il museo con le cose nostre”, come se l’avesse dipinta lui, credo che il tipo avesse problemi anche a tirare una riga dritta.

Anyway, c’e’ da chiedersi quanto si sentisse “italiano” Leonardo Da Vinci e soprattutto il fatto che il dipinto e’ stato portato con le sue mani a parigi e da lui venduto al re, ma questo e’ un altro discorso piu’ lungo. Vi bastera’ sapere che quando ne ho parlato a cena Sarko’ ovviamente era d’accordo con me.

Faceva un freddo GLACIALE, altro che Dublino, per fortuna sabato e’ venuto fuori il sole. Comunque questo post aveva l’intenzione di essere un preambolo quindi lo completero’ nei giorni seguenti, ci sentiamo domani.

Saluti stanchissimi
-Il Direttore

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Feb 4, 2008