rulururu

post Land of Hope and Dreams

June 27th, 2008

Filed under: Uncategorized — antonio @ 5:31 am

Grab your ticket and your suitcase
Thunder’s rolling down the tracks
You don’t know where you’re goin’
But you know you won’t be back
Darlin’ if you’re weary
Lay your head upon my chest
We’ll take what we can carry
And we’ll leave the rest

Big Wheels rolling through fields
Where sunlight streams
Meet me in a land of hope and dreams

I will provide for you
And I’ll stand by your side
You’ll need a good companion for
This part of the ride
Leave behind your sorrows
Let this day be the last
Tomorrow there’ll be sunshine
And all this darkness past

Big wheels roll through fields
Where sunlight streams
Meet me in a land of hope and dreams

[...]

post Seattle - Day 1

June 23rd, 2008

Filed under: Uncategorized — antonio @ 3:05 am

Precisazione: non pensiate che mi metta a fare un post per ogni giorno.

Business trip si direbbe, piu’ semplicemente sono a Seattle per incontrare i colleghi ammerigani, fare un paio di meeting e altre cose lavorative, il tutto per una settimana; per vostra informazione questa e’ la mia prima visita in US.

Il bus

Parto da Dublino verso Londra, dove poi ho la coincidenza per Seattle. A Dublino tento di prendere il 16A inutilmente, e come l’ultima volta non passa mai e quando passa (tardissimo) e’ pieno e l’autista dice che non prende persone con i bagagli. Il solito ottimo servizio pubblico dublinese. Certo ci sarebbe il bus che porta all’aeroporto al modico costo di 6 euro ma preferisco spendere 16 euro di taxi piuttosto che dare un centesimo a dublinbus, siano maledetti.

Prendo quindi il taxi.

il taxi

Il tassista e’ del tipo fock this, fock that, ci sono anche altri tipi di tassisti e dovrei fare un post particolare ma per il momento sono annoiato. La discussione e’ stata molto interessante e riguardava vari argomenti, gli interlocutori erano lui e la tipa di Newstalk 106 (la radio) che ovviamente non poteva sentirlo; si e’ parlato di un tipo che era in Australia a fare roba ma aveva deciso di tornare in Irlanda, il tipo diceva che prima di tornare in Irlanda aveva intenzione di stare qualche mese in UK e il tassista ha commentato dicendo “ohhh fockin’ twit“, e ha cambiato canale. Poi masochisticamente e’ tornato su newstalk, c’erano pure altri argomenti ma il tassista diceva solo fock accompagnato da qualcos’altro. Ad un certo punto e’ stato affrontato l’argomento del giorno, il trattato di Lisbona: la tipa annunciava che i francesi avevano chiesto un secondo referendum all’Irlanda per tentare di approvare di nuovo il Lisbon Treaty e il tassista ha argomentato dicendo “fock yourselves“.

Il volo

Aeroporto, londra, poi Seattle. Noto che l’aereo e’ enorme, ad occhio potrebbe essere il doppio dei soliti voli ryanair e le ali sono grandissime, assurdo per me che volo solo in Europa! Ovviamente (cosa che mi succede sempre quando ci sono i posti assegnati) sbaglio a sedermi. Ad un certo punto arriva una tipa americana e fa “questo e’ il mio posto”, e io “no veramente ci sono io al 25A” e lei dice “no ma questo e’ il 26A e’ il mio posto”, vabbe’, vista la sua poca elasticita’ mi tocca spostarmi alla fila davanti, dopo che avevo sistemato “la plancia di controllo” (il tavolino di plastica) con libri, nintendo ds e altre amenita’ varie per affrontare nove ore di viaggio. Dopo qualche ora dalla partenza l’aereo diventa oscuro e tutti si dedicano a guardare film o dormire o cos’altro. Io dopo i miei primi tentativi di lettura che terminano dopo aver finito Robinson Crusoe desisto e comincio a guardare i film nel minischermo che ho di fronte a me. Mi subisco nell’ordine: The Devil Wears Prada, Vantage Point, e 2001 odissea nello spazio; l’ultimo per me e’ sempre stato un film inquietante, non riesco a finirlo, sebbene questa volta la causa sia stata la sonnolenza.

Arrivo
Arrivo a Seattle, faccio una chiaccherata col tipo alla dogana che si fa i fatti miei, come con mia madre mi viene difficile spiegargli che lavoro faccio, poi si accontenta dicendo che quelli dell’IT gli dicono sempre “engineer”, buono cosi’. Impronte digitali, fotocamera, ci manca solo la sonda anale e l’ispezione e’ finita (precisazione per gli amici piu’ cari: la sonda e’ una iperbole ironica, non mi hanno fatto questo tipo di controlli). Prendo il tassista, che stavolta e’ indiano (credo) e piu’ disposto al dialogo, mi dice quanto e’ bella Seattle, che lui si trova bene, bello di qua, big land, etc. La tangenziale che porta in citta’ e’ minuscola, solo 5 corsie per careggiata + corsie di emergenza, quindi un totale di 12 corsie di cui 10 percorribili. Mi porta in albergo, pago il conto di circa 35 dollari (che capirai, ora saranno circa 3 euro), e faccio il checkin

Albergo
Data la mia nota capacita’ organizzativa (chiedere a Barbara) non avevo preparato nulla per Seattle, se non il nome dell’albergo, non mi ero segnato neanche l’indirizzo infatti il tipo al controllo passaporti a Londra mi ha anche fatto problema (fock yourself sarebbe la risposta giusta), anyway in sostanza non sapevo nulla su Seattle, a parte il fatto che ha dato i natali a Jimi Hendrix (e forse pure Kurt Cobain). Mi sono fatto dare una mappa, sono salito in camera, mi sono affacciato alla finestra in mutande per vedere la elliott bay, che dal 19esimo piano si vede bene actually :D, e poi sono collassato (orario dublinese: 5 di mattina, orario di seattle 10 di sera (mi pare)).

Touristy
Questa mattina, essendo domenica e non lavorativa, ho deciso di fare un po’ di sightseeing, che consiste semplicemente nell’andare in giro. Colazione in albergo prima, l’atmosfera e’ tipo il Great Northern di Twin Peaks con la stessa musica jazz in sottofondo e i PLIM degli ascensori che arrivano, l’unica differenza e’ che non e’ fatto di legno. Poi esco e mi faccio un giro per la downtown, noto che anche il ristorante vicino all’albergo ha musica jazz, questa citta’ mi angoscia.
Downtown e’ praticamente tutta grattacieli, piu’ tardi metto le foto su flickr, non e’ male, solo che mi fa strano, e’ tutto tipicamente americano, si nota che si e’ in un altro continente che non ha niente a che vedere con l’europa, i negozi sono ammeregani, come nei film ammeregani e la gente, incredibile dictu, parla ammeregano!

Poi mi decido ad andare a vedere il famoso Pike Market (andate a vedere su wikipedia perche’ mi scoccia farvi da cicerone), ah dimenticavo di dire che erano le otto di mattina. Decido di fare il local e andare al mercato alle otto di mattina, i banchi del pesce sono gia’ aperti e mi faccio un giro, mio dio capisco il discorso oceanico ma ci sono dei pesci enormi, saranno quanto me, no vi giuro, c’era una sogliola grossa quanto me. Poi granchi giganti VIVI nell’acqua, roba che si muove, salmoni enormi e cosi’ via. Il pesce sembra fresco, non sono un espertissimo ma penso che se il pesce vivo possa essere considerato “fresco”. Poi faccio il giro dei negozietti e botteghe alimentari nei dintorni, entro nel primo starbucks del mondo (quello del pike market appunto), che e’ una stanzetta piccolissima con souvenir e roba varia, si puo’ bere il caffe’ though.
Torno in albergo, sbrigo delle faccende di ufficio e vado a mangiare. Per provare l’american way ovviamente vado a mangiare al mcdonald’s, double quarter pounder with cheese meal e via, il mcdonald’s di Seattle a dire il vero non ha un sapore differente dal mcdonald’s di Messina quindi non credo che ci tornero’ (non che avessi qualche dubbio in merito ma volevo provare il mcdonald’s in ammerega, per vedere che menu’ avessero).

Poi vado a visitare lo Space Needle, una torre alta 500 e qualcosa piedi costruita per l’expo’ mondiale del 1900 e qualcosa (intorno al 70 mi pare), come vedete sono molto informato, saliti su’ si gode di una bellissima vista della citta’, a 360 gradi oserei dire (e infatti tali sono i gradi), c’e’ anche un tipo che gira per i quattro punti cardinali e spiega le varie cose che si vedono della citta’. Non staro’ qui ad elencarvele, vi dico solo che la casa di Bill Gates sta sul lake washington, che nella Elliott Bay vivono i piu’ grandi calamari del mondo (o polipi, boh?) e che il primo datore di lavoro dello stato di Washington e’ la Boeing, il secondo la Microsoft. Ci dice anche che Bruce Lee e’ seppellito a Seattle (Capitol Hill). Vedete quante cose vi insegno? Poi faccio un altro giro, entro in un grocery store malfamato per vedere un po’ come vanno le cose e compro l’acqua.

Ancora devo prendere la mano coi dollari, a parte che sembrano sul serio i soldi del monopoli, il dollaro singolo di carta e’ inutile, ho il portafoglio pieno di carta!!!! Viva l’euro in moneta dio bono (considerando anche che ad oggi un euro in moneta e’ sui 20 dollari).

Stasera vado a mangiare il sushi qua, anzi mi pare sia gia’ ora di uscire, saluti all’Irlanda

post Di salsicce piene di grasso

June 20th, 2008

Filed under: Uncategorized — antonio @ 2:27 pm

Messi da parte i propositi vacanzieri estivi, in anticipo sull’estate stessa, torniamo alla vita dublinese
Home is where you make it dice la pubblicita’ televisiva delle salsiccette che si usano nell’irish breakfast, si’ quelle tutto grasso che si piazzano nelle vostre arterie, ma in fondo sono buone.

Certo non sono organic, rischiamo la vita, ma che venga a dirmelo Pam che mangia fish’n'chips per dieci giorni e poi compra l’uovo organic, sapesse come friggono o con quale uovo fanno la pastella; ecco questa non e’ una cosa giusta.

La vita casalinga procede come al solito, ultimamente il mio proposito e’ specializzarmi nei risotti ma devo trovare un attimo di tempo, considerando che la prossima settimana avro’ un boato di cose da fare diciamo che se ne parla a fine luglio.

La Spagna per fortuna non ha lasciato particolari strascichi sulla mia panza ma in ogni caso e’ stata presa la decisione di mettersi a dieta, non che serva a qualcosa visto che non c’e’ nessuna prova costume da affrontare prima di settembre, ma perlomeno serve a tenere una disciplined mind, come faceva a suo tempo David Copperfield, che ho finito di leggere (finalmente), adesso mi sto dedicando ad altro che non posso rivelare per le solite questioni di privacy.

In Irlanda l’argomento principale sembra essere gli europei 2008, che sono sicuro vincera’ l’Italia, a inizio settimana si parlava del No al trattato di lisbona ma se ne sono gia’ scordati tutti, visto che non era qualcosa di importante; nel caso in cui vogliate sapere i motivi di tutto cio’ vi invito a leggervi le 230 pagine del trattato di lisbona e poi tornate, io dopo la seconda pagina ho smesso di cercare motivazioni.

Sebbene Paperopoli, MinchiateIrlandesi e altri blog del genere continuiino a pronosticare salvataggi di banche da parte dello Stato, crisi imminenti, sfighe (ci sono abituati) e altre calamita’ del genere, oggi a Dublino c’e’ pure il sole, dopo due giorni di pioggia e ci tengo a informarvi che la mia pianta di basilico che tengo in balcone, dopo 10 giorni di assenza di acqua, si e’ meravigliosamente rianimata grazie alle mie amorevoli cure.

Pensate che a volte mi siedo, la guardo (la pianta) e ci mettiamo a parlare del piu’ e del meno, avete presente quelli che parlano con le piante? Ecco. L’altra volta mi ha espresso la sua preoccupazione riguardo il recente abbassamento di temperatura e l’ho rassicurata, le ho detto di non preoccuparsi e che le staro’ vicino; poverina, sapesse che quanto prima finira’ in un barattolo assieme ad olio, pinoli e quant’altro per fare il pesto.

Mi dispiace, non e’ corretto, ma in fondo e’ giusto cosi’, sono piante. Altrimenti dovremmo smettere di mangiare anche il fois gras che e’ fatto con l’alimentazione forzata delle oche, e che dire del black pudding, pensate sia una cosa giusta? E la carne di cavallo? E la coda del toro? Io sono contrario a questi imbarbarimenti, insomma, gli animali sono da rispettare, sono come noi, in alcuni casi anche piu’ evoluti. Non so se avete mai visto la scimmia che beve pepsi e suona il piano, e’ uno spettacolo impressionante.

L’altra volta sono andato da Da Pino, spiegare il perche’ e’ lungo ma vi prometto che un giorno lo faro’, ho ordinato una Coca Cola chiedendo espressamente che provenisse dalla Colombia, sapete, per la storia del boicottaggio, e mi hanno portato una Pepsi, cioe’ la Pepsi, vi rendete conto? Quella che vendono al LIDL.

E’ scandaloso.

post Viaggio in Andalucia

June 17th, 2008

Filed under: Uncategorized — antonio @ 7:50 pm

Credo che anche via google qualcuno interessato a leggere un report del viaggio in Andalucia (o Andalusia all’italiana) ci sia quindi pubblico qui un approfondito racconto omettendo solo i nomi degli alberghi per questioni di privacy; se avete domande o qualsiasi altra cosa siete pregati di scrivermi privatamente a antonio chiocciola doblin3.net e saro’ felice di rispondervi.

Allora, viaggio di 10 giorni pianificato con la guida della Lonely Planet sull’Andalucia

Day 1 - Seville - Jerez de la Frontera:
Arrivo all’aeroporto di Siviglia tramite volo prenotato con Ryanair da Dublino, non ricordo esattamente quanto abbiamo pagato ma il prezzo era buono, l’aeroporto non e’ grandissimo, subito dopo l’arrivo ci siamo recati al desk della Hertz dove abbiamo preso la macchina, non avendo quella che volevamo ce ne hanno data una di classe superiore allo stesso prezzo, cominciamo bene. Per sicurezza ho aggiunto la Super Cover (altrimenti c’e’ una assicurazione a franchigia fino a 900 eu), la spesa totale del noleggio macchina per dieci giorni sara’ intorno a 300 eu (con supercover inclusa) e la benzina (diesel) sugli 80 eu, chilometri percorsi 1220.

Anyway, si parte direttamente per Jerez della Frontera dove faremo la nostra prima sosta, il paese e’ famoso per lo sherry e il circuito automobilistico, arriviamo all’albergo e parcheggiamo gratuitamente nelle vicinanze (era domenica e il parcheggio era gratuito) e prendiamo possesso della camera. Per mangiare decidiamo di scegliere un bar qualsiasi di cui non ricordo neanche il nome, barbara prende del pesce e io delle polpettine (mi pare si chiamino abodingas se non sbaglio), da bere dos canas (non ho la lettera adatta, comunque si pronuncerebbe “cagnas”) di “cerveza” (birra in spagnolo) e due “caffe’ solo” cioe’ caffe’ lungo, non molto usato dagli spagnoli che sembrano preferire sempre il caffe’ con leche, non rimango soddisfatto dal solo infatti successivamente prendero’ sempre con leche (caffe’ latte), il conto dovrebbe aggirarsi sui sedici euro, adesso non ricordo cos’altro abbiamo preso. Approfittiamo del pomeriggio e del fatto che non faceva eccessivamente caldo (27 gradi) per visitare l’Alcazar di Jerez, al suo interno sono interessanti da vedere sia il giardino, molto bello, che i resti dei bagni arabi, la moschea e’ invece stata sostituita da una chiesa, come vedremo piu’ avanti questa fu pratica comune in andalucia dopo la Reconquista. Riposo in camera e poi la sera andiamo a mangiare in un ristorante consigliato dalla lonely planet, “Meson El Patio”, niente male ma non cheap, non mi ricordo esattamente cosa abbiamo mangiato ma abbiamo mangiato un sacco e bene, ne abbiamo approfittato per provare anche lo Sherry, un vino famoso della zona, mezza bottiglia e’ bastata per due perche’ abbastanza liquoroso, il conto era sugli ottanta euro ma come vedremo piu’ avanti in Spagna si puo’ anche spendere di meno per il cibo.

Day 2 - Conil de la Frontera:
Facciamo colazione a “La Vega” a Jerez con i churros, che pare siano tipici, e partiamo per le nostre due giornate di mare e fancazzismo a Conil de la Frontera. Il posto e l’albergo sono bellissimi, la spiaggia idem, molto lunga, e l’Oceano Atlantico pare abbia piu’ marea del mediterraneo :D Ci tuffiamo, dopo un po’ di indugi, vista la temperatura dell’acqua, dopo un po’ ci abituiamo al freddo, usciti fuori prendiamo il sole, cazzeggio e cosi’ via. Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita di Tarifa, citta’ di fricchettoni surfisti, purtroppo l’unico monumento da vedere e’ chiuso, facciamo un giro a piedi ed e’ sufficiente, il posto e’ bello perche’ mi pare sia il posto piu’ vicino all’Africa che, tra parentesi, si vede, e riusciamo anche a vedere Gibilterra da lontano, sebbene non andremo oltre Tarifa.
Al ritorno facciamo un giro dei paesini sulla Costa de la Luz, quella oceanica per intenderci, vediamo Bolonia, un posto di circa 200 anime con asini e persone e una spiaggia molto bella, la cosa curiosa e’ che lo vediamo per sbaglio perche’ era mia intenzione uscire a Barbate, circa 22mila persone, ma la confusione e la stanchezza pomeridiana ci hanno portato li’. Subito dopo altri giri dei paesi ci fermiamo a Zahara de Los Atunes, paese piccolo anche questo, ma piu’ popolato, ceniamo li’ a un ristorante consigliato dalla guida “Casa Juanita” che invece io non consiglio.

Dimenticavo di dire che l’uso dell’inglese e’ inutile, non lo parla nessuno e stanno messi peggio che in Italia, noi parlavamo italiano e loro ci rispondevano in spagnolo, in sostanza riuscivamo a capirci :D
Albergo, stanchezza, dormire

Day 3 - Conil de la Frontera:
Secondo giorno di mare, stavolta in orari consigliati dal dermatologo (il giorno prima per questioni di spostamenti eravamo andati dalle 12 alle 3 :D ), pranzo leggerissimo perche’ il mare e il caldo non stimolano nessun appetito e poi giro pomeridiano a Cadiz, la citta’ e’ molto bella, famosa per varie cose tra cui la costituzione del 1812 (lo sapevo gia’ prima di andarci eh!), ci sono varie cose da vedere e gli itinerari turistici sono tracciati nei marciapiedi con delle linee, ad esempio l’itinerario giallo e’ il giro della costa e si puo’ fare a piedi, ad ogni stop ci sono dei cartelli che dicono cos’e’ il monumento in questione e ci permettono di allegerirci del peso della guida. A Cadiz consigliamo la visita alla cattedrale e la salita sulla torre da cui si vede tutto il panorama della citta’, il posto e’ tra l’altro famoso perche’ si trova alla fine di un lembo di terra, una volta era una citta’ fortificata e qualche bastione e’ ancora visibile, molto bella comunque. Assieme al biglietto della torre si puo’ acquistare quello per la visita della casa episcopale, costuita sopra delle rovine di una casa patrizia romana che sono ancora visitabili, molto belle e i cartelloni informativi durante il percorso sono molto interessanti. Approfittiamo di un supermercato di cadiz per comprare salame, formaggio e pane e farci la cena spagnola, assieme a dei rustici comprati in un panificio locale :D

Day 4 - Ronda:
Colazione a Conil e poi si parte per Ronda, paese famoso per varie cose, non foss’altro che sta su un dirupo e che c’e’ un ponte altissimo, chiamato ponte nuovo, che collega la parte nuova e vecchia, come al solito se volete ulteriori info andate su wikipedia. Ronda e’ famosa per un termine da noi coniato che si chiama “azziccamiento de las pesetas” (che sarebbe l’”azziccamento della lira” in siculo), sostanzialmente e’ un posto moooolto turistico e si paga (tanto) per qualsiasi cosa, abbiamo preso un’inculata pazzesca in un psoto dove abbiamo mangiato per pranzo, pagando 27 eu, ho rimosso anche il nome, comunque stava nella strada principale e una parte del nome era “Hotel”, sappiatelo e non andateci. Di pomeriggio gita turistica, visitamo un sacco di roba che consiglia la guida e poi andiamo a farci una camminata fino al gorge, dove passa il fiume da cui si attingeva l’acqua durante l’assedio; la discesa e’ da piazza maria auxiliadora ed e’ abbastanza dura ma comunque fattibile, stranamente ha piovuto quindi abbiamo dovuto interrompere quasi prima della fine (che era abbastanza scoscesa). Ronda e’ piena di musei, la maggior parte sono inculate pazzesche quindi non andateci, cercate di spendere meno pesetas possibile, sara’ difficile, sappiatelo.

La sera andiamo in un posto consigliatoci dalla ragazza dell’ufficio informazioni, che si chiama Tragas Tapas, appena entrato noto che e’ anche consigliato dalla guida michelin, mangiamo le migliori tapas del viaggio!!!! Buonissime, alcune sono tapas “creative” che ci stupiscono davvero, fortunatamente non ci stupisce il conto, abbiamo mangiato un sacco e pagato 25.80 eu (in due), consigliatissimo, evitate quaslaisi altro posto.

Day 5 - Granada :
Colazione in un posto a Ronda, ho capito solo dopo, a Siviglia, che gli spagnoli non fanno colazione dolce ma mangiano tutti sto pane tostato con pate’ o qualcosa del genere di sopra, siccome io voglio la colazione dolce mando in culo il pane tostato. Detto cio’, facciamo colazione in un posto a Ronda facendoci azziccare di nuovo la peseta (sette euro un caffe’ con leche, un cappuccino, e due dolci del giorno prima), usciamo da questo bar e dopo aver snocciolato un po’ di santi del calendario torniamo in albergo; siccome non eravamo soddisfatti dalla colazione andiamo nella sala breakfast e ci rubiamo due dolci e ce li mangiamo in camera, giusta vendetta per tutto cio’ che abbiamo dato a Ronda.

Anyways.

Partiamo tardi per Granada, ci arriviamo alle tre e con grandissimo culo troviamo un parcheggio gratuito (invece di usare il 15euroalgiorno dell’albergo), il posto e’ molto bello e appena arrivati cerchiamo dove mangiare; va detto (ma lo dice anche la guida) che Granada e’ uno dei pochi posti in Spagna dove ancora le tapas sono gratuite, nel senso che ci siede al bancone, si ordinano dos canas, e viene servito automaticamente un piattino di tapas (si pagano solo le birre), e cosi’ via finche’ o vescica o stomaco nno decidono di lasciarvi. Per pranzo, siccome Barbara aveva abbastanza fame, decidiamo di andare da un kebabbaro, anche qui, moooolto buono, paghiamo 10 eu per due e mangiamo questo kebab spettacolare, poi andiamo in albergo e cominciamo con l’usanza della siesta.

Super siesta, infatti la notte io restero’ con gli occhi sbarrati perche’ non avevo totalmente sonno. Comunque. Dopo la siesta ci rechiamo in giro per granada a vedere varie cose e la sera andiamo all’Albaicyn, in quartiere dove una volta vivevano gli arabi; siccome siete bravi in storia sapete che Granada fu la ultima citta’ ad essere presa dalla Reconquista, dopo otto mesi di assedio la citta’ cadde (fu l’ultima a cadere, 1492, stesso anno della scoperta dell’america), i cattolici dissero agli arabi che potevano restare senza problemi, ovviamente non avrebbero governato piu’, dopo un po’ invece li cacciarono tutti e convertirono tutte le 27 moschee che c’erano a granada in delle chiese (questo detto molto semplicemente). Tornando a noi, visita a sto quartiere arabo davvero molto bello e suggestivo, ancora oggi ci stanno gli arabi e quattro anni fa il comune ha autorizzato la costruzione di una moschea, accanto alla iglesia di adesso (che all’epoca era la moschea del quartiere), dopo un po’ ci rechiamo a Sacromonte, sempre a Granada, dove ci sono delle grotte dove vivevano i gitani, famosi per il flamenco, e assistiamo quindi a uno spettacolo di flamenco in una scuola di flamenco (davvero molto bello), poi andiamo a dormire perche’ siamo oggettivamente stanchi.

Day 6 - Granada :
Mattinata tutta dedicata all’Alhambra, anche qui wikipedia e’ vostra amica, un posto davvero favoloso, palazzo nazaries e’ troppo bello, idem l’alcazar, la torre della vela (dentro l’alcazar) e Generalife (la residenza estiva), tutto spettacolare, davvero niente da dire. Pranzo in un tapas bar da qualche parte, non vi saprei dire neanche dove, e poi supersiesta, dedichiamo il pomeriggio alla visita del resto della citta’, a me la citta’ piace, Barbara non e’ particolarmente soddisfatta, va detto che i lati positivi sono le tapas gratuite e quelli negativi i fricchettoni ovunque :D

Ho appena consultato la guida, il pranzo l’abbiamo fatto all’Antigua Bodega Castaneda, davvero molto buona, non ricordo il conto ma stava sotto i venti euro (in due), consigliata. La cena in un tapas bar consigliatoci dalla tipa dell’albergo che invece non era eccelso

Day 7 - Cordoba :
Ripartenza il giorno dopo per Cordoba dopo una rapida colazione a Granada senza niente di solido da mangiare, Cordoba e’ molto bella e piccola, una cosa che colpisce e’ il caldo, che non avevamo notato particolarmente a Granada, a Cordoba all’una ci sono 40 gradi, si muore e non si puo’ uscire, non tira un alito di vento e siamo costretti a supersieste con l’aria condizionata (sia benedetta), l’albergo era odioso ed era pure il peggiore in cui sono stato in tutta la mia vita, quindi non lo consiglio. Al di la’ di questo abbiamo visitato la Juderia di cordoba, stradine molto belle, e la sera ci siamo dedicato a una passeggiata per le rive del fiume (non ricordo il nome), molto caratteristico. Pranzato e cenato a El Pisto, accanto alla iglesia di san Miguel, e finalmente siamo riusciti a provare sta mitica coda di toro (rabo de toro), molto buona devo dire, El Pisto consigliato.

Day 8 - Cordoba: ci svegliamo presto per evitare il caldo e partiamo subito alla visita della Mezquita, l’unica conservata quasi integra. Non si paga dalle 8:30 alle 10:00. La mezquita e’ bellissima e indescrivibile, guardatevi le foto su flickr o wikipedia, non diro’ altro. Non c’e’ nient’altro da aggiungere, il resto e’ stato giro turistico, relax e siesta. La sera siamo andati nel posto che consiglio per Cordoba, la Taberna Salinas, se vi trovate da quelle parti andateci, e’ persino meglio de El Pisto. Porzioni abbondanti, carne buona e conto ok, abbiamo avuto anche l’occasione di provare un vino rosso del posto.

Day 9 - Siviglia:
Partiamo presto per arrivare a Siviglia all’ora di pranzo, alloggiamo in un posto nel barrio di santa cruz irraggiungibile in macchina (diobono e’ incredibile, le strade di Siviglia sono strettissime e tentacolari), decidiamo quindi di posare la macchina all’aeroporto e andarci via taxi, mai scelta fu piu’ saggia, mangiamo in due tapas bar consigliati dalla guida, uno faglio e uno cosi’ cosi’ (alvaro peregil il secondo, calle mateos gago), tuttavia, come capiremo il giorno dopo nel barrio di santa cruz azziccano la peseta e non ci si puo’ mangiare per niente. Anche qui caldo asfissiante e siesta direi obbligata, la sera ci vediamo con Sabrina ormai del posto, che qui ringrazio, che ci porta a Los Coloniales (o las? boh), consigliato anche questo per siviglia, si trova nel centro.

Day 10 - Siviglia :
Sveglia presto per evitare il caldo, tentiamo di visitare l’alcazar, che sarebbe come l’alhambra, ma e’ chiusa il lunedi’, bueno, approfitteremo per tornare a siviglia piu’ avanti e visitarla. Visitiamo invece la cattedrale di siviglia, la piu’ grande al mondo (san pietro e’ una basilica quindi non conta), mooooolto bella, io credo sia addirittura piu’ bella di notre dame, saliamo sulla giralda, ex minareto, e vediamo la citta’, vista bellissima. Passeggiata, tentiamo di mangiare in un altro posto consigliato dalla guida nel Barrio di Santa Cruz, Bar Las Teresas, ma io lo sconsiglio vivamente, porzioni piccole e azziccamento della peseta, paghiamo 7 eu e ce ne andiamo. Passiamo per una libreria, ne approfitto per consultare la guida michelin e leggere dove mangiare a Siviglia con meno di dieci euro, troviamo un baretto nel calle gerona, davvero buono e consigliato. La sera invece Sabrina ci porta in piazza Alfalfa e mangiamo, specie io, un sacco di roba e assaggiamo le tipiche caracoles (lumache di terra), niente di eccezionale per me che sono abituato alle lumache sicule, ma il resto era tutto buonissimo, paghiamo sui 35 eu (in tre, come las coloniales) e ce ne andiamo.

Il giorno dopo in mattinata torniamo a Dublino.

Considerazioni finali:
Viaggio molto bello, consigliato a tutti, da fare almeno una volta nella vita, l’andalucia e’ bellissima.
I posti che si visitano sono indimenticabili, anche qui non ho nient’altro da aggiungere.

Note:
Niente di che, le scrivero’, se ho tempo, in un altro post

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