Viaggio in Andalucia
Credo che anche via google qualcuno interessato a leggere un report del viaggio in Andalucia (o Andalusia all’italiana) ci sia quindi pubblico qui un approfondito racconto omettendo solo i nomi degli alberghi per questioni di privacy; se avete domande o qualsiasi altra cosa siete pregati di scrivermi privatamente a antonio chiocciola doblin3.net e saro’ felice di rispondervi.
Allora, viaggio di 10 giorni pianificato con la guida della Lonely Planet sull’Andalucia
Day 1 – Seville – Jerez de la Frontera:
Arrivo all’aeroporto di Siviglia tramite volo prenotato con Ryanair da Dublino, non ricordo esattamente quanto abbiamo pagato ma il prezzo era buono, l’aeroporto non e’ grandissimo, subito dopo l’arrivo ci siamo recati al desk della Hertz dove abbiamo preso la macchina, non avendo quella che volevamo ce ne hanno data una di classe superiore allo stesso prezzo, cominciamo bene. Per sicurezza ho aggiunto la Super Cover (altrimenti c’e’ una assicurazione a franchigia fino a 900 eu), la spesa totale del noleggio macchina per dieci giorni sara’ intorno a 300 eu (con supercover inclusa) e la benzina (diesel) sugli 80 eu, chilometri percorsi 1220.
Anyway, si parte direttamente per Jerez della Frontera dove faremo la nostra prima sosta, il paese e’ famoso per lo sherry e il circuito automobilistico, arriviamo all’albergo e parcheggiamo gratuitamente nelle vicinanze (era domenica e il parcheggio era gratuito) e prendiamo possesso della camera. Per mangiare decidiamo di scegliere un bar qualsiasi di cui non ricordo neanche il nome, barbara prende del pesce e io delle polpettine (mi pare si chiamino abodingas se non sbaglio), da bere dos canas (non ho la lettera adatta, comunque si pronuncerebbe “cagnas”) di “cerveza” (birra in spagnolo) e due “caffe’ solo” cioe’ caffe’ lungo, non molto usato dagli spagnoli che sembrano preferire sempre il caffe’ con leche, non rimango soddisfatto dal solo infatti successivamente prendero’ sempre con leche (caffe’ latte), il conto dovrebbe aggirarsi sui sedici euro, adesso non ricordo cos’altro abbiamo preso. Approfittiamo del pomeriggio e del fatto che non faceva eccessivamente caldo (27 gradi) per visitare l’Alcazar di Jerez, al suo interno sono interessanti da vedere sia il giardino, molto bello, che i resti dei bagni arabi, la moschea e’ invece stata sostituita da una chiesa, come vedremo piu’ avanti questa fu pratica comune in andalucia dopo la Reconquista. Riposo in camera e poi la sera andiamo a mangiare in un ristorante consigliato dalla lonely planet, “Meson El Patio”, niente male ma non cheap, non mi ricordo esattamente cosa abbiamo mangiato ma abbiamo mangiato un sacco e bene, ne abbiamo approfittato per provare anche lo Sherry, un vino famoso della zona, mezza bottiglia e’ bastata per due perche’ abbastanza liquoroso, il conto era sugli ottanta euro ma come vedremo piu’ avanti in Spagna si puo’ anche spendere di meno per il cibo.
Day 2 – Conil de la Frontera:
Facciamo colazione a “La Vega” a Jerez con i churros, che pare siano tipici, e partiamo per le nostre due giornate di mare e fancazzismo a Conil de la Frontera. Il posto e l’albergo sono bellissimi, la spiaggia idem, molto lunga, e l’Oceano Atlantico pare abbia piu’ marea del mediterraneo
Ci tuffiamo, dopo un po’ di indugi, vista la temperatura dell’acqua, dopo un po’ ci abituiamo al freddo, usciti fuori prendiamo il sole, cazzeggio e cosi’ via. Il pomeriggio lo dedichiamo alla visita di Tarifa, citta’ di fricchettoni surfisti, purtroppo l’unico monumento da vedere e’ chiuso, facciamo un giro a piedi ed e’ sufficiente, il posto e’ bello perche’ mi pare sia il posto piu’ vicino all’Africa che, tra parentesi, si vede, e riusciamo anche a vedere Gibilterra da lontano, sebbene non andremo oltre Tarifa.
Al ritorno facciamo un giro dei paesini sulla Costa de la Luz, quella oceanica per intenderci, vediamo Bolonia, un posto di circa 200 anime con asini e persone e una spiaggia molto bella, la cosa curiosa e’ che lo vediamo per sbaglio perche’ era mia intenzione uscire a Barbate, circa 22mila persone, ma la confusione e la stanchezza pomeridiana ci hanno portato li’. Subito dopo altri giri dei paesi ci fermiamo a Zahara de Los Atunes, paese piccolo anche questo, ma piu’ popolato, ceniamo li’ a un ristorante consigliato dalla guida “Casa Juanita” che invece io non consiglio.
Dimenticavo di dire che l’uso dell’inglese e’ inutile, non lo parla nessuno e stanno messi peggio che in Italia, noi parlavamo italiano e loro ci rispondevano in spagnolo, in sostanza riuscivamo a capirci ![]()
Albergo, stanchezza, dormire
Day 3 – Conil de la Frontera:
Secondo giorno di mare, stavolta in orari consigliati dal dermatologo (il giorno prima per questioni di spostamenti eravamo andati dalle 12 alle 3
), pranzo leggerissimo perche’ il mare e il caldo non stimolano nessun appetito e poi giro pomeridiano a Cadiz, la citta’ e’ molto bella, famosa per varie cose tra cui la costituzione del 1812 (lo sapevo gia’ prima di andarci eh!), ci sono varie cose da vedere e gli itinerari turistici sono tracciati nei marciapiedi con delle linee, ad esempio l’itinerario giallo e’ il giro della costa e si puo’ fare a piedi, ad ogni stop ci sono dei cartelli che dicono cos’e’ il monumento in questione e ci permettono di allegerirci del peso della guida. A Cadiz consigliamo la visita alla cattedrale e la salita sulla torre da cui si vede tutto il panorama della citta’, il posto e’ tra l’altro famoso perche’ si trova alla fine di un lembo di terra, una volta era una citta’ fortificata e qualche bastione e’ ancora visibile, molto bella comunque. Assieme al biglietto della torre si puo’ acquistare quello per la visita della casa episcopale, costuita sopra delle rovine di una casa patrizia romana che sono ancora visitabili, molto belle e i cartelloni informativi durante il percorso sono molto interessanti. Approfittiamo di un supermercato di cadiz per comprare salame, formaggio e pane e farci la cena spagnola, assieme a dei rustici comprati in un panificio locale
Day 4 – Ronda:
Colazione a Conil e poi si parte per Ronda, paese famoso per varie cose, non foss’altro che sta su un dirupo e che c’e’ un ponte altissimo, chiamato ponte nuovo, che collega la parte nuova e vecchia, come al solito se volete ulteriori info andate su wikipedia. Ronda e’ famosa per un termine da noi coniato che si chiama “azziccamiento de las pesetas” (che sarebbe l’”azziccamento della lira” in siculo), sostanzialmente e’ un posto moooolto turistico e si paga (tanto) per qualsiasi cosa, abbiamo preso un’inculata pazzesca in un psoto dove abbiamo mangiato per pranzo, pagando 27 eu, ho rimosso anche il nome, comunque stava nella strada principale e una parte del nome era “Hotel”, sappiatelo e non andateci. Di pomeriggio gita turistica, visitamo un sacco di roba che consiglia la guida e poi andiamo a farci una camminata fino al gorge, dove passa il fiume da cui si attingeva l’acqua durante l’assedio; la discesa e’ da piazza maria auxiliadora ed e’ abbastanza dura ma comunque fattibile, stranamente ha piovuto quindi abbiamo dovuto interrompere quasi prima della fine (che era abbastanza scoscesa). Ronda e’ piena di musei, la maggior parte sono inculate pazzesche quindi non andateci, cercate di spendere meno pesetas possibile, sara’ difficile, sappiatelo.
La sera andiamo in un posto consigliatoci dalla ragazza dell’ufficio informazioni, che si chiama Tragas Tapas, appena entrato noto che e’ anche consigliato dalla guida michelin, mangiamo le migliori tapas del viaggio!!!! Buonissime, alcune sono tapas “creative” che ci stupiscono davvero, fortunatamente non ci stupisce il conto, abbiamo mangiato un sacco e pagato 25.80 eu (in due), consigliatissimo, evitate quaslaisi altro posto.
Day 5 – Granada :
Colazione in un posto a Ronda, ho capito solo dopo, a Siviglia, che gli spagnoli non fanno colazione dolce ma mangiano tutti sto pane tostato con pate’ o qualcosa del genere di sopra, siccome io voglio la colazione dolce mando in culo il pane tostato. Detto cio’, facciamo colazione in un posto a Ronda facendoci azziccare di nuovo la peseta (sette euro un caffe’ con leche, un cappuccino, e due dolci del giorno prima), usciamo da questo bar e dopo aver snocciolato un po’ di santi del calendario torniamo in albergo; siccome non eravamo soddisfatti dalla colazione andiamo nella sala breakfast e ci rubiamo due dolci e ce li mangiamo in camera, giusta vendetta per tutto cio’ che abbiamo dato a Ronda.
Anyways.
Partiamo tardi per Granada, ci arriviamo alle tre e con grandissimo culo troviamo un parcheggio gratuito (invece di usare il 15euroalgiorno dell’albergo), il posto e’ molto bello e appena arrivati cerchiamo dove mangiare; va detto (ma lo dice anche la guida) che Granada e’ uno dei pochi posti in Spagna dove ancora le tapas sono gratuite, nel senso che ci siede al bancone, si ordinano dos canas, e viene servito automaticamente un piattino di tapas (si pagano solo le birre), e cosi’ via finche’ o vescica o stomaco nno decidono di lasciarvi. Per pranzo, siccome Barbara aveva abbastanza fame, decidiamo di andare da un kebabbaro, anche qui, moooolto buono, paghiamo 10 eu per due e mangiamo questo kebab spettacolare, poi andiamo in albergo e cominciamo con l’usanza della siesta.
Super siesta, infatti la notte io restero’ con gli occhi sbarrati perche’ non avevo totalmente sonno. Comunque. Dopo la siesta ci rechiamo in giro per granada a vedere varie cose e la sera andiamo all’Albaicyn, in quartiere dove una volta vivevano gli arabi; siccome siete bravi in storia sapete che Granada fu la ultima citta’ ad essere presa dalla Reconquista, dopo otto mesi di assedio la citta’ cadde (fu l’ultima a cadere, 1492, stesso anno della scoperta dell’america), i cattolici dissero agli arabi che potevano restare senza problemi, ovviamente non avrebbero governato piu’, dopo un po’ invece li cacciarono tutti e convertirono tutte le 27 moschee che c’erano a granada in delle chiese (questo detto molto semplicemente). Tornando a noi, visita a sto quartiere arabo davvero molto bello e suggestivo, ancora oggi ci stanno gli arabi e quattro anni fa il comune ha autorizzato la costruzione di una moschea, accanto alla iglesia di adesso (che all’epoca era la moschea del quartiere), dopo un po’ ci rechiamo a Sacromonte, sempre a Granada, dove ci sono delle grotte dove vivevano i gitani, famosi per il flamenco, e assistiamo quindi a uno spettacolo di flamenco in una scuola di flamenco (davvero molto bello), poi andiamo a dormire perche’ siamo oggettivamente stanchi.
Day 6 – Granada :
Mattinata tutta dedicata all’Alhambra, anche qui wikipedia e’ vostra amica, un posto davvero favoloso, palazzo nazaries e’ troppo bello, idem l’alcazar, la torre della vela (dentro l’alcazar) e Generalife (la residenza estiva), tutto spettacolare, davvero niente da dire. Pranzo in un tapas bar da qualche parte, non vi saprei dire neanche dove, e poi supersiesta, dedichiamo il pomeriggio alla visita del resto della citta’, a me la citta’ piace, Barbara non e’ particolarmente soddisfatta, va detto che i lati positivi sono le tapas gratuite e quelli negativi i fricchettoni ovunque
Ho appena consultato la guida, il pranzo l’abbiamo fatto all’Antigua Bodega Castaneda, davvero molto buona, non ricordo il conto ma stava sotto i venti euro (in due), consigliata. La cena in un tapas bar consigliatoci dalla tipa dell’albergo che invece non era eccelso
Day 7 – Cordoba :
Ripartenza il giorno dopo per Cordoba dopo una rapida colazione a Granada senza niente di solido da mangiare, Cordoba e’ molto bella e piccola, una cosa che colpisce e’ il caldo, che non avevamo notato particolarmente a Granada, a Cordoba all’una ci sono 40 gradi, si muore e non si puo’ uscire, non tira un alito di vento e siamo costretti a supersieste con l’aria condizionata (sia benedetta), l’albergo era odioso ed era pure il peggiore in cui sono stato in tutta la mia vita, quindi non lo consiglio. Al di la’ di questo abbiamo visitato la Juderia di cordoba, stradine molto belle, e la sera ci siamo dedicato a una passeggiata per le rive del fiume (non ricordo il nome), molto caratteristico. Pranzato e cenato a El Pisto, accanto alla iglesia di san Miguel, e finalmente siamo riusciti a provare sta mitica coda di toro (rabo de toro), molto buona devo dire, El Pisto consigliato.
Day 8 – Cordoba: ci svegliamo presto per evitare il caldo e partiamo subito alla visita della Mezquita, l’unica conservata quasi integra. Non si paga dalle 8:30 alle 10:00. La mezquita e’ bellissima e indescrivibile, guardatevi le foto su flickr o wikipedia, non diro’ altro. Non c’e’ nient’altro da aggiungere, il resto e’ stato giro turistico, relax e siesta. La sera siamo andati nel posto che consiglio per Cordoba, la Taberna Salinas, se vi trovate da quelle parti andateci, e’ persino meglio de El Pisto. Porzioni abbondanti, carne buona e conto ok, abbiamo avuto anche l’occasione di provare un vino rosso del posto.
Day 9 – Siviglia:
Partiamo presto per arrivare a Siviglia all’ora di pranzo, alloggiamo in un posto nel barrio di santa cruz irraggiungibile in macchina (diobono e’ incredibile, le strade di Siviglia sono strettissime e tentacolari), decidiamo quindi di posare la macchina all’aeroporto e andarci via taxi, mai scelta fu piu’ saggia, mangiamo in due tapas bar consigliati dalla guida, uno faglio e uno cosi’ cosi’ (alvaro peregil il secondo, calle mateos gago), tuttavia, come capiremo il giorno dopo nel barrio di santa cruz azziccano la peseta e non ci si puo’ mangiare per niente. Anche qui caldo asfissiante e siesta direi obbligata, la sera ci vediamo con Sabrina ormai del posto, che qui ringrazio, che ci porta a Los Coloniales (o las? boh), consigliato anche questo per siviglia, si trova nel centro.
Day 10 – Siviglia :
Sveglia presto per evitare il caldo, tentiamo di visitare l’alcazar, che sarebbe come l’alhambra, ma e’ chiusa il lunedi’, bueno, approfitteremo per tornare a siviglia piu’ avanti e visitarla. Visitiamo invece la cattedrale di siviglia, la piu’ grande al mondo (san pietro e’ una basilica quindi non conta), mooooolto bella, io credo sia addirittura piu’ bella di notre dame, saliamo sulla giralda, ex minareto, e vediamo la citta’, vista bellissima. Passeggiata, tentiamo di mangiare in un altro posto consigliato dalla guida nel Barrio di Santa Cruz, Bar Las Teresas, ma io lo sconsiglio vivamente, porzioni piccole e azziccamento della peseta, paghiamo 7 eu e ce ne andiamo. Passiamo per una libreria, ne approfitto per consultare la guida michelin e leggere dove mangiare a Siviglia con meno di dieci euro, troviamo un baretto nel calle gerona, davvero buono e consigliato. La sera invece Sabrina ci porta in piazza Alfalfa e mangiamo, specie io, un sacco di roba e assaggiamo le tipiche caracoles (lumache di terra), niente di eccezionale per me che sono abituato alle lumache sicule, ma il resto era tutto buonissimo, paghiamo sui 35 eu (in tre, come las coloniales) e ce ne andiamo.
Il giorno dopo in mattinata torniamo a Dublino.
Considerazioni finali:
Viaggio molto bello, consigliato a tutti, da fare almeno una volta nella vita, l’andalucia e’ bellissima.
I posti che si visitano sono indimenticabili, anche qui non ho nient’altro da aggiungere.
Note:
Niente di che, le scrivero’, se ho tempo, in un altro post

ben ritornati. ci si vede a Luglio
io intanto con le foto che ho trovato su flirck ho realizzato un calendario, tipo lunare, con le festività celtiche…
Ora lo vendo!
BAXXX