“The proof is left to the reader”
Precisazione: non pensiate che mi metta a fare un post per ogni giorno.
Business trip si direbbe, piu’ semplicemente sono a Seattle per incontrare i colleghi ammerigani, fare un paio di meeting e altre cose lavorative, il tutto per una settimana; per vostra informazione questa e’ la mia prima visita in US.
Il bus
Parto da Dublino verso Londra, dove poi ho la coincidenza per Seattle. A Dublino tento di prendere il 16A inutilmente, e come l’ultima volta non passa mai e quando passa (tardissimo) e’ pieno e l’autista dice che non prende persone con i bagagli. Il solito ottimo servizio pubblico dublinese. Certo ci sarebbe il bus che porta all’aeroporto al modico costo di 6 euro ma preferisco spendere 16 euro di taxi piuttosto che dare un centesimo a dublinbus, siano maledetti.
Prendo quindi il taxi.
il taxi
Il tassista e’ del tipo fock this, fock that, ci sono anche altri tipi di tassisti e dovrei fare un post particolare ma per il momento sono annoiato. La discussione e’ stata molto interessante e riguardava vari argomenti, gli interlocutori erano lui e la tipa di Newstalk 106 (la radio) che ovviamente non poteva sentirlo; si e’ parlato di un tipo che era in Australia a fare roba ma aveva deciso di tornare in Irlanda, il tipo diceva che prima di tornare in Irlanda aveva intenzione di stare qualche mese in UK e il tassista ha commentato dicendo “ohhh fockin’ twit“, e ha cambiato canale. Poi masochisticamente e’ tornato su newstalk, c’erano pure altri argomenti ma il tassista diceva solo fock accompagnato da qualcos’altro. Ad un certo punto e’ stato affrontato l’argomento del giorno, il trattato di Lisbona: la tipa annunciava che i francesi avevano chiesto un secondo referendum all’Irlanda per tentare di approvare di nuovo il Lisbon Treaty e il tassista ha argomentato dicendo “fock yourselves“.
Il volo
Aeroporto, londra, poi Seattle. Noto che l’aereo e’ enorme, ad occhio potrebbe essere il doppio dei soliti voli ryanair e le ali sono grandissime, assurdo per me che volo solo in Europa! Ovviamente (cosa che mi succede sempre quando ci sono i posti assegnati) sbaglio a sedermi. Ad un certo punto arriva una tipa americana e fa “questo e’ il mio posto”, e io “no veramente ci sono io al 25A” e lei dice “no ma questo e’ il 26A e’ il mio posto”, vabbe’, vista la sua poca elasticita’ mi tocca spostarmi alla fila davanti, dopo che avevo sistemato “la plancia di controllo” (il tavolino di plastica) con libri, nintendo ds e altre amenita’ varie per affrontare nove ore di viaggio. Dopo qualche ora dalla partenza l’aereo diventa oscuro e tutti si dedicano a guardare film o dormire o cos’altro. Io dopo i miei primi tentativi di lettura che terminano dopo aver finito Robinson Crusoe desisto e comincio a guardare i film nel minischermo che ho di fronte a me. Mi subisco nell’ordine: The Devil Wears Prada, Vantage Point, e 2001 odissea nello spazio; l’ultimo per me e’ sempre stato un film inquietante, non riesco a finirlo, sebbene questa volta la causa sia stata la sonnolenza.
Arrivo
Arrivo a Seattle, faccio una chiaccherata col tipo alla dogana che si fa i fatti miei, come con mia madre mi viene difficile spiegargli che lavoro faccio, poi si accontenta dicendo che quelli dell’IT gli dicono sempre “engineer”, buono cosi’. Impronte digitali, fotocamera, ci manca solo la sonda anale e l’ispezione e’ finita (precisazione per gli amici piu’ cari: la sonda e’ una iperbole ironica, non mi hanno fatto questo tipo di controlli). Prendo il tassista, che stavolta e’ indiano (credo) e piu’ disposto al dialogo, mi dice quanto e’ bella Seattle, che lui si trova bene, bello di qua, big land, etc. La tangenziale che porta in citta’ e’ minuscola, solo 5 corsie per careggiata + corsie di emergenza, quindi un totale di 12 corsie di cui 10 percorribili. Mi porta in albergo, pago il conto di circa 35 dollari (che capirai, ora saranno circa 3 euro), e faccio il checkin
Albergo
Data la mia nota capacita’ organizzativa (chiedere a Barbara) non avevo preparato nulla per Seattle, se non il nome dell’albergo, non mi ero segnato neanche l’indirizzo infatti il tipo al controllo passaporti a Londra mi ha anche fatto problema (fock yourself sarebbe la risposta giusta), anyway in sostanza non sapevo nulla su Seattle, a parte il fatto che ha dato i natali a Jimi Hendrix (e forse pure Kurt Cobain). Mi sono fatto dare una mappa, sono salito in camera, mi sono affacciato alla finestra in mutande per vedere la elliott bay, che dal 19esimo piano si vede bene actually
, e poi sono collassato (orario dublinese: 5 di mattina, orario di seattle 10 di sera (mi pare)).
Touristy
Questa mattina, essendo domenica e non lavorativa, ho deciso di fare un po’ di sightseeing, che consiste semplicemente nell’andare in giro. Colazione in albergo prima, l’atmosfera e’ tipo il Great Northern di Twin Peaks con la stessa musica jazz in sottofondo e i PLIM degli ascensori che arrivano, l’unica differenza e’ che non e’ fatto di legno. Poi esco e mi faccio un giro per la downtown, noto che anche il ristorante vicino all’albergo ha musica jazz, questa citta’ mi angoscia.
Downtown e’ praticamente tutta grattacieli, piu’ tardi metto le foto su flickr, non e’ male, solo che mi fa strano, e’ tutto tipicamente americano, si nota che si e’ in un altro continente che non ha niente a che vedere con l’europa, i negozi sono ammeregani, come nei film ammeregani e la gente, incredibile dictu, parla ammeregano!
Poi mi decido ad andare a vedere il famoso Pike Market (andate a vedere su wikipedia perche’ mi scoccia farvi da cicerone), ah dimenticavo di dire che erano le otto di mattina. Decido di fare il local e andare al mercato alle otto di mattina, i banchi del pesce sono gia’ aperti e mi faccio un giro, mio dio capisco il discorso oceanico ma ci sono dei pesci enormi, saranno quanto me, no vi giuro, c’era una sogliola grossa quanto me. Poi granchi giganti VIVI nell’acqua, roba che si muove, salmoni enormi e cosi’ via. Il pesce sembra fresco, non sono un espertissimo ma penso che se il pesce vivo possa essere considerato “fresco”. Poi faccio il giro dei negozietti e botteghe alimentari nei dintorni, entro nel primo starbucks del mondo (quello del pike market appunto), che e’ una stanzetta piccolissima con souvenir e roba varia, si puo’ bere il caffe’ though.
Torno in albergo, sbrigo delle faccende di ufficio e vado a mangiare. Per provare l’american way ovviamente vado a mangiare al mcdonald’s, double quarter pounder with cheese meal e via, il mcdonald’s di Seattle a dire il vero non ha un sapore differente dal mcdonald’s di Messina quindi non credo che ci tornero’ (non che avessi qualche dubbio in merito ma volevo provare il mcdonald’s in ammerega, per vedere che menu’ avessero).
Poi vado a visitare lo Space Needle, una torre alta 500 e qualcosa piedi costruita per l’expo’ mondiale del 1900 e qualcosa (intorno al 70 mi pare), come vedete sono molto informato, saliti su’ si gode di una bellissima vista della citta’, a 360 gradi oserei dire (e infatti tali sono i gradi), c’e’ anche un tipo che gira per i quattro punti cardinali e spiega le varie cose che si vedono della citta’. Non staro’ qui ad elencarvele, vi dico solo che la casa di Bill Gates sta sul lake washington, che nella Elliott Bay vivono i piu’ grandi calamari del mondo (o polipi, boh?) e che il primo datore di lavoro dello stato di Washington e’ la Boeing, il secondo la Microsoft. Ci dice anche che Bruce Lee e’ seppellito a Seattle (Capitol Hill). Vedete quante cose vi insegno? Poi faccio un altro giro, entro in un grocery store malfamato per vedere un po’ come vanno le cose e compro l’acqua.
Ancora devo prendere la mano coi dollari, a parte che sembrano sul serio i soldi del monopoli, il dollaro singolo di carta e’ inutile, ho il portafoglio pieno di carta!!!! Viva l’euro in moneta dio bono (considerando anche che ad oggi un euro in moneta e’ sui 20 dollari).
Stasera vado a mangiare il sushi qua, anzi mi pare sia gia’ ora di uscire, saluti all’Irlanda