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Dove vivere

18 Comments
Posted by antonio on October 17, 2008 at 8:38 am

Arrivo a questo post dopo una serie di riflessioni personali che non hanno avuto la fortuna di concretizzarsi in post. Facciamo un riassunto delle puntate precedenti per chi non ha voglia di leggersi tutto il blog per capire come la penso.

Io penso che lo stare a Dublino, Londra, New York sia un’esprerienza personale, dopo oltre due anni e mezzo ho visto persone che sono andate via o rimaste per i piu’ svariati motivi, e altre volte ho anche visto persone che non sanno neanche loro perche’ stanno qui ma in fondo ci restano perche’ c’e’ qualcosa che gli piace (tutto questo senza dare giudizi di merito).

Passata la stagione del 2006, dove l’estate dublinese era piena di party, feste, turisti dal’italia che mi venivano a trovare, un sacco di gente con cui uscire, la gente con cui uscire per forza di cose e’ andata via, dato che ha passato i suoi 3 mesi o, per i piu’ studiosi, 6 mesi per imparare l’inglese, sebbene qualche amicizia sia rimasta e ci si senta ancora oggi.

Ecco, nella mia personale esperienza di Dublino non mi posso lamentare, ho fatto un bel po’ di traslochi (gli ultimi soprattutto sono stati particolarmente painful) ma alla fine ho trovato un buon posto dove vivere (per i miei canoni eh, torniamo al discorso della soggettivita’).

Pero’? C’e’ un pero’, come direbbe mio padre.

Il pero’ e’ che non so se Dublino e’ il posto dove vivrei per tutta la vita, anzi probabilmente non lo e’ ma al momento non mi sento di deciderlo, molto probabilmente non e’ il posto dove crescerei i miei eventuali figli. Quello su cui riflettevo, e che ho citato dicendo il post, e’ che alla fine bisognerebbe scegliere un buon posto in cui vivere, dove potersi ritagliare i propri spazi (ok lo stiamo facendo gia’ a dublino) ma che ti offra quello che ti manca.

Stupidaggine: a me il sabato mattina piace andare a fare colazione fuori, qui nel centro di Dublino ho sperimentato vari posti ma il migliore sembra Queen of Tarts, anche se l’ultima mia visita e’ stata molto deludente, ecco magari in una citta’ come Londra, Parigi o qualcos’altro di grande l’offerta e’ molto piu’ varia.

Lo so, e’ una stupidaggine e’ l’ho premesso ma ad un certo punto si cerca di capire dove vivere, certo ci sarebbe anche l’opzione sicula ma non sono assolutamente sicuro che ci vorrei tornare, altrimenti boh. Altrimenti si sceglie qualche citta’ e si va, traslochiamo, problemi con la lingua (nel caso in cui non sia l’inglese quella principale) e poi chi lo sa cosa ci aspetta.

Non che abbia paura di farlo, anzi probabilmente un giorno lo faro’, non ho delle scadenze al momento, solo che per giudicare delle citta’ non ci si puo’ basare sui viaggi (del resto sei sempre turista), ne’ sui racconti degli altri che sono necessariamente falsati da un discorso personale, ne’ su quelli di chi sta a Dublino dopo essere stato qualche anno in un’altra citta’ (per uno che se ne va ce ne sono 100 che restano probabilmente). E allora su cosa ci si puo’ basare? Su una nostra eventuale idea di ‘posto ideale dove vivere’?

Conoscendomi sono sicuro che alla fine finiro’ in qualche citta’ che l’entusiasmo iniziale decidera’ come ‘posto ideale dove vivere’, avra’ qualche imperfezione ma alla fine mi adattero’ e lo faro’ diventare sul serio quel posto, del resto ho lavorato tanto per Dublino e adesso non mi posso proprio lamentare, certo i fattori esterni come il numero di posti dove andare a mangiare o qualche altra stupidaggine non dipendono da me, pero’ una cosa e’ chiara, considerando la mia eta’ e che per ambientarsi in una citta’ passa almeno un anno, se mi sposto lo voglio fare definitivamente.

Definitivamente vuol dire che mi stabilisco li’ almeno 10 anni e bon, mi faccio una famiglia, mi cresco i miei figli, etc. Capisco che e’ bello girare ma a volte bisogna fermarsi e capire cosa si vuole dalla vita, trovare la donna ideale, smettere di fare i ‘vagabondi’ (senza nessuna offesa per chi lo fa), fare dei compromessi, farsi una famiglia. Ecco questo e’ quello a cui sto lavorando adesso, non che sia la cosa piu’ giusta per tutti, ripeto, io qui racconto la mia esperienza, poi se la vostra e’ diversa sono felice per voi, avremo meno cose in comune su cui discutere, pero’ sento che e’ la cosa che ho sempre cercato per me.

Se qualcuno vuole condividere il proprio punto di vista su dove andare a vivere o su che tipo di vita ha in progetto per se’, i commenti sono ben accetti

Saluti,
Antonio.

(foto spudoratamente rubata a pallotron, North Bull Island, vicino Clontarf, Dublino).

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18 Comments

  • On October 17, 2008 at 9:44 am andima said

    si sono d’accordo, da turista non capisci mai se il posto che stai visitando vale davvero.. pero’ ti fai un’idea, fai qualche confronto, io sto girando un po’ e ogni volta mi immagino trasferito nel posto che sto visitando e ultimamente quando visito un posto faccio delle cose di proposito, tipo testare i mezzi di trasporti, vedere i prezzi dei menu nei ristoranti, parlare con la gente del luogo e vedere cosa rispondono a determinate domande, insomma un turismo un po’ diverso, con un secondo fine. sono d’accordo con te, l’ho scritto anch’io in un post recente, non si puo’ girovagare tanto, se per capire alcune cose ci vuole almeno un annetto, allora se ti sposti ancora diventa qualcosa di “quasi” definitivo.. e come dice il liga, “che andare va bene, pero’ a volte serve un motivo, un motivo.. ” ;)

  • On October 17, 2008 at 6:16 pm bacco1977 said

    Ahhhh…Argomento delicato. Non facile.
    Ti parlo della mia esperienza, se ti puo’ in qualche modo interessare.
    Un anno e mezzo a Dublino. Ci sto bene. La citta’ mi piace ed anche la sua gente. Ma anche io sto cercando il posto dove vivere, e vista la mia eta’ (’77) , il tempo stringe.
    Dublino e’ uscita dalla lista per motivi diversi dai tuoi.O forse son gli stessi. Cerco qualcosa di piu’ continentale, moderno , Europeo.
    Anche un esperienza negli USA mi piacerebbe, ma come dici tu, bisogna sistemarsi ed il termine “esperienza” e’ inappropriato alla mia veneranda eta’;.
    C’e’ una cosa che non prendi in considerazione come “limite” nel cambiare citta’. Una nuova lingua. Si perche’ se lasci Dublino, probabilmente lasci il mondo anglosassone che forse e’ molto poco Europeo. E per dove?
    Francia, Belgio, olanda, Svezia , Svizzera….Spagna
    Lavorerai sempre con l’Inglese. Ma dovrai imparare una nuova lingua.
    E questo e’ un limite, ma alla fine puo’ diventare anche una buona ragione per tentare. Male che va, si impara un’altra lingua. ;)
    Ed i tuoi figli parleranno piu’ lingue. E forse, almeno per loro, nbe sara’ comunque valsa la pena.

    Ti saluto Anto’. Salutami anche il sovversivo a cui hai rubato la foto.

  • On October 18, 2008 at 9:30 am stefano said

    Noto un filo di depressione ragazzi, forse mi sono perso qualche puntata…
    Beh secondo me ti fai troppi problemi, nel senso che e’ giusto pensare al futuro ma l’atteggiamento secondo me e’ sbagliato. Se vuoi farti una famiglia fai benissimo ma non e’ qualcosa che decidi a tavolino con l’atlante aperto. Eppoi non e’ detto che anche se hai un figlio poi non ti puoi muovere piu’, fino a che va a scuola non ci sono problemi, ma in che mondo vivete? Io ho una bimba di 7 mesi nata qua a Dublino ma penso che entro 2 anni max ci sposteremo da qualche altra parte che purtroppo, apritevi gli occhi, non sara’ deciso dal Lonely Planet ma dalle opportunita di lavoro, visto che stiamo entrando in una gande crisi…
    Se poi ti sei stancato di Dublino fai benissimo ad andartene (ma ti consiglio caldamente di non tornare in Sicilia, quando mangerai il tuo cornetto il sabato mattina ma tutto intorno va a rotoli non so che soddisfazione potrai avere) , se non hai famiglia sara’ ancora piu’ facile, ma idealizzare come saranno i prossimi 10 anni mi sa un po’ di ingenuo, ripeto, soprattutto in questo momento
    ciao

  • On October 18, 2008 at 9:58 am valeria said

    cugino, bella foto, fai i complimenti a quell’uomo.
    comunque.. io sono pure d’accordo con te, è una cosa che mi domando anche io, ma fortunatamente sono ancora giovane ( :D ) e non devo pormi in maniera pressante delle domande. io non so sinceramente dove mi stabilirei. so solo che anche io vorrei effettivamente fare quello che hai fatto tu, cioè provare a vivere qualche anno fuori e vedere com’è. tu parli di ritornare in sicilia.. beh io l’avevo considerato una volta, ma sarebbe realizzabile solo nel caso in cui entro i trent’anni cominciassi a esporre e a vendere oltre che a lavorare nei canali delle agenzie fotografiche. allora lì sì, puoi andare dove cavolo vuoi e ti fai la tua ricerca. a me piacerebbe tanto fare della ricerca fotografica in sicilia, e soprattutto avere una casa vecchia in un paesino (lo so, da questo punto di vista non è che sia particolarmente normale ma che ci posso fare). ma diciamo che non è proprio la cosa più scontata del mondo che questo avvenga, anzi non lo è affatto. in realtà espongono quattro paraculati, e la maggior parte rimane sconosciuta. non so. comunque se non cominciassi a esporre dovrei continuare a tornare solo d’estate. e tu invece? quali sarebbero le condizioni per poter tornare in sicilia? come lavoreresti? questa è una cosa che mi chiedo… per quanto riguarda la crescita dei figli, spero di non crescerli mai a messina. ma poi alla fine penso che pure io ho avuto la mia infanzia felice, come tanti altri e come serena ed elisa, quindi mi viene da pensare che è più importante come li si cresce i bambini, piuttosto che dove. ma non sono ancora grande, cioè sto parlando a muzzo da 19enne. ancora non ho visto molte cose e molti posti, in definitiva. mi muovo unicamente in direzione del mio futuro lavoro.
    non so, è complesso come discorso.
    però comunque tu puoi cominciare a chiederti queste cose perchè la donna ideale l’hai trovata, diciamo che non tutti hanno questa base da cui partire :D
    cordialmente

  • On October 20, 2008 at 12:06 pm antonio said

    @andima: si’ e’ un po’ quello che faccio anch’io quando vedo il turista, ma credo che alla fine un’insieme di cose casualmente finiscano una certa maniera per cui una citta’ diventa preferibile rispetto a un’altra, del resto per Dublino fu cosi’, magari sarebbe potuta essere qualche altra citta’.


    @bacco1977: si’ sono fondamentalmente d’accordo con te, anch’io cercherei qualcosa di piu’ ampio di Dublino, sfortunatamente dopo un po’ le limitazioni della citta’ si sentono, non che ora ci stia male, anzi mi sono ritagliato i miei spazi da qualche anno a questa parte, ma mi pesa vivere in una capitale europea che non offre le cose che invece una grossa citta’, anche non capitale, ti offrirebbe.

    Del resto e’ vero che Dublino si e’ sviluppata vertiginosamente negli ultimi anni mentre invece altre citta’ europee vantano secoli di storia e si vede anche dalla loro offerta di servizi, posti dove andare a mangiare e cosi’ via (cito le prime cose che mi vengono in mente), quindi per il momento mi tengo questo compromesso di cui non mi lamento e poi si vedra’ in futuro

    @stefano: non c’e’ nessuna depressione, solo che ogni tanto si riflette. Non e’ vero che se fai un figlio non hai problemi finche’ vai a scuola, gia’ in coppia risulta molto piu’ difficile muoversi/traslocare/etc che da solo, figuriamoci con un bambino/a piccolo che ha bisogno di attenzioni continue. O perlomeno questa e’ la mia idea che viene da quello che vedo, poi prima di fare un’eventuale figlio/a vorrei stabilizzarmi da qualche parte. Sono consapevole che di questi tempi spostarsi forse e’ la scelta meno giusta, ma ci tengo a ribadire che io non volevo andare via domani, e’ piu’ una riflessione sul futuro, su cosa voglio fare da grande =)

    @valeria: cugina credo che la sicilia sia l’ultima delle scelte che posso fare, anche perche’ sono andato via proprio per fuggire dalle persone e dalla mentalita’ che esiste li’, magari un giorno cambiero’ idea, chi lo sa, di questi tempi e’ meglio non dare niente per scontato.
    le porgo i miei piu’ distinti saluti.

  • On October 20, 2008 at 12:41 pm Gizzo said

    cordialmente avrei pure io le mie idee, vaghe e confuse, in mente.
    sopratutto come soggettive (c’é gente che non ha queste necessitá)
    potremmo parlarne con piú calma la prima volta che ci vediamo di persona. sono ufficialmente entrato nell’ultimo anno di contratto, e non so un tubo di quel che mi aspetta. inutile dire che inizio a sentire la necessitá pressante di punti fermi attorno a cui costruire qualcosa. per mia natura non sono capace a vivere senza un tot di cose attorno, quindi non vado d’accordo con i traslochi che diventano cose simili a delle transumanze.
    ho grossa confusione in testa!

  • On October 20, 2008 at 12:45 pm Gizzo said

    ah mi scuddai: ieri ero proprio sotto casa tua, ho vagato per km a dublino.
    non mi pare una cittá cosí malvagia, anzi. Lasciamo da parte gli abitanti. Concentriamoci sul luogo. Io non la casserei cosí di brutto.
    ovvio, non ci alleverei figli. ma la domanda é: _dove_ lo farei oggi come oggi?
    Se accetti una critica, per quel che vale, secondo me tu sei troppo poco fuori casa. Ma come detto, questo discorso ci tengo a farlo di persona.
    il mio problema (di nuovo la soggettivitá) é che non voglio piú vivere “diviso” tra qui e l’Italia, quindi in un certo senso mi ritrovo nell’ultima frase di tua cugggina.

  • On October 20, 2008 at 1:57 pm stefano said

    > ovvio, non ci alleverei figli. ma la domanda é: _dove_ lo farei oggi come oggi? –> [ovvio cosa?]

    > Non e’ vero che se fai un figlio non hai problemi finche’ vai a scuola, gia’ in coppia risulta molto piu’ difficile muoversi/traslocare/etc che da solo [se il trasloco per te e' un problema insormontabile ti consiglio di non farne di figli! ;-) ]

    Mi sembra comunque che stiate affrontando la questione solo ad un livello superficiale e quindi non commento altro…. ripeto non dico che sia facile ma (soprattutto abituati alla mentalita’ italiana che ci sono i nonni per tutto) noi stiamo andando avanti serenamente, anzi non ti rendi conto che minori pressioni sociali ci siano qua a Dublino rispetto all’Italia, semplicemente perche’ avere figli qua e’ normale…..
    Diverso sara’ quando si iniziera’ a parlare di scuole, ma c’e’ tempo

  • On October 20, 2008 at 2:17 pm antonio said

    @stefano: non avendo esperienze dirette mi pare normale che affrontiamo la cosa in maniera superficiale :)

  • On October 20, 2008 at 2:36 pm Gizzo said

    no. ho affrontato la cosa a livello soggettivo.
    non alleverei figli a Dublino. come non li alleverei a Torino, a Milano o in altre cittá (intese come agglomerati urbani di consistenti dimensioni).
    Mi scuso se ho dimenticato la premessa.

  • On October 20, 2008 at 2:52 pm barbylucedistelle said

    >gizzo… non alleveresti?? e che sono, animali?? :D

  • On October 20, 2008 at 3:11 pm pallotron said

    vabe’ lui e’ abbituato a questi termini!

  • On October 20, 2008 at 3:25 pm Gizzo said

    crescere. volevo dire crescere.
    in ogni caso avete capito.
    quando ci vediamo?

  • On October 20, 2008 at 3:34 pm pallotron said

    io non posso spendere troppi soldi, in questo periodo mi sono salassato. facciamo il bank holiday da te?

  • On October 20, 2008 at 3:45 pm Gizzo said

    io a soldi sono a zero sparato.
    ma l’hotel Gizzo é sempre qui.

  • On October 21, 2008 at 3:34 pm Martina said

    Io me ne sono andata da Dublino quando mio figlio maggiore doveva iniziare la scuola elementare. Abbiamo dovuto fare una scelta. Ci siamo pentiti, perché la scenta era tra Melbourne e Cork. Abbiamo scelto Cork perché ci siamo lasciati influenzare dai sensi di colpa dei genitori e suoceri anziani e “morenti” che alla fine sono ancora vivi dopo sette anni, anche se non in buona salute. Effettivamente 30 ore di volo in caso di emergenza familiare non sono una cosa da raccomandare.
    Che dire? Seguite il cuore. Dublino è una grande città ma ci sopravvivi anche con i figli, dipende dalla zona in cui vivi, dai vicini che hai ecc. ecc. Se non hai un buon vicinato e/o aiuto, tirare sui figli diventa un enorme onere dovunque tu sia. Dipende dalla comunità che hai attorno.
    Ho imparato con l’esperienza che un posto non si sceglie per il clima/smog/lingua/pressioni familiari ecc, ma per la gente che c’è, per come ti trovi, per come sei ambientato.
    Quando i figli cresceranno e saranno indipendenti, non è detto che io rimanga a Cork. Una cosa è certa: non tornerò in Italia se non per sporadiche vacanze (che comunque fino ad ora non sono neppure mai riuscita a fare).

    Adesso Antonio, non ti montare la testa che ho lasciato un commento sul tuo (bel, devo ammettere;)) blog.

  • On October 21, 2008 at 4:29 pm barbylucedistelle said

    Martina penso che il tuo commento sia molto valido. Non che gli altri non lo siano, ma dal mio punto di vista l’opinione di una mamma italiana che vive all’estero e’ molto importante.

    Io non vorrei farmi condizionare dai figli. E’ vero che una mano di aiuto, specialmente quando sono piccoli, male non fa, ma come dici tu, non ha importanza dove si vive, ma le persone che ci vivono. E non vivendo vicino la famiglia di origine, un posto vale l’altro.

    A me piacerebbe tanto andare in America, ma ci sono numerosi pro e contro da considerare, in primis la visa. Certo e’ che non la scarterei a priori.

  • On October 28, 2008 at 2:40 pm luca said

    Ciao Antonio, mi e’ piaciuto questo tuo post. Che dire? Ci sono momenti nella vita in cui bisogna fare delle scelte. Io penso che un posto “ideale” non esista. Possiamo proiettare le nostre aspettative, certo, ma forse meglio sarebbe cogliere cio’ di bello che un posto ha davvero da offrirci, e di cui a volte magari non ce ne rendiamo conto. Si fanno delle scelte, si trova un equilibrio.
    Personalmente ho ancora voglia di fare il “vagabondo” per i prossimi anni, viaggiare, vedere, conoscere. A Galway mi trovo bene e non e’ escluso che io possa prolungare la mia permanenza di un paio di anni, ma non di piu’. Certo sara’ strano quando andro’ via da qui, perche’ in ogni posto lasci un po’ di te stesso, ho bei ricordi legati anche in posti brutti in cui ho vissuto. Un giorno mi fermero’, ma non so quando e non so dove. Certo se avro’ un figlio, vorrei qualcosa di migliore, di diverso per lui. Non vorrei farlo crescere in questo tipo di societa’. Infine, penso che mi piacerebbe trascorrere la mia vecchiaia in Italia, ritirarmi in qualche borgo minuto e godere delle bellezze che solo il nostro Paese sa offrire…troppo stanco oramai per preoccuparmi di tutto cio’ che non va nella sua societa’.

    Buona fortuna

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