Riprendendo una moda che sta circolando per i blog attuali anche doblin3.net si pone all’avanguardia e propone ai propri lettori uno sgub alla Biscardi, un’intervista a Veltroni.
So che molti aspettavano questo momento.
L’originale, guarda un po’, si trova sul sito del partito democratico.
Diciamo la verità: non è un bel momento, per il Pd.
“Questo stillicidio quotidiano non fa male a me, fa male al partito e fa bene alla destra. Berlusconi è impegnato in un attacco contro di noi che non ha precedenti. Di fronte a questa offensiva io non invoco solidarietà o spirito di squadra. Capisco che sono termini “d’antan”, che oggi in politica non vanno più di moda. Ma pretendo trasparenza e coerenza, questo sì”.
traduzione: siamo nella merda e nessuno mi sostiene
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Lei sta dicendo che in direzione sarebbe pronto anche a farsi da parte, se non fosse possibile ricomporre le fratture interne?
“Considero gli interessi generali più importanti di quelli personali. Ho sempre lavorato per il bene di questa “creatura”, un partito riformista di massa, una forza del 34% che in Italia non è mai esistita se non nella breve parentesi del primo governo Prodi, tra ’96 e ’98. In meno di un anno i risultati sono stati straordinari. La Summer School è stata un successo. La nostra tv sta andando benissimo. Il Circo Massimo è stato un trionfo. Abbiamo vinto le elezioni in Trentino e in Alto Adige. Abbiamo gioito per la vittoria di Obama, perché qui qualcuno aveva intuito che era uno straordinario seme di futuro. Siamo risaliti di 4 punti nei sondaggi mentre Berlusconi ha cominciato a cadere. Insomma, tutto stava andando per il meglio. Ho chiesto ai segretari regionali due giorni fa: cosa diavolo è successo in pochi giorni?”.
traduzione: abbiamo fatto tante cose buone, per quale motivo dovrei mettermi da parte? Ha presente Villari? ecco, mi dimettero’ dopo di lui
Se vuole le faccio l’elenco: i pizzini di Latorre, il ritorno in pista di D’Alema, il pasticcio della Vigilanza Rai, gli attriti sul partito del Nord, il de profundis di Parisi, ora persino la nuova “questione morale” esplosa a Napoli. Non basta?
“Sono cose molto diverse tra loro. Alcune possono essere persino delle opportunità, come la disponibilità di alcuni dirigenti a contribuire al progetto Pd. Altre appartengono alla solita sindrome auto-distruttiva del centrosinistra. Una sindrome che ha ucciso l’Unione, e che nel nostro popolo produce sconcerto e amarezza. Ma sia chiaro, il Pd non può fare e non farà la stessa fine. Il logoramento è un errore che non possiamo permetterci, nell’interesse non di una persona, ma dell’intero partito che si deve presentare al Paese con un’immagine determinata e coesa, con un progetto forte e innovativo. Questo sarà il messaggio con il quale mi presenterò alla direzione del 19″.
traduzione: diciamoci la verita’, sono circondato da un pugno di stronzi, tutti mi vanno contro e la gente non capisce. Ma mi sentiranno il 19, le cantero’ a Parisi e D’Alema
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Ma intanto c’è chi l’accusa di essere un “dittatore” e chi la critica di essere troppo debole. Come è possibile?
“Questo è un vero paradosso. Ho letto un retroscena su un giornale, in cui un anonimo mi rimproverava di gestire il partito con metodi addirittura dittatoriali (mentre se ho un difetto è quello di essere troppo tollerante) e di aver tenuto in piedi un inciucio con la destra sulla Rai, mentre non vedo Letta da mesi, e non parlo con Berlusconi da dopo il voto. Bene, è proprio questo veleno quotidiano che deve finire”.
traduzione: ma magari! mi hanno accusato di tutto, anche per la Vigilanza, dove invece abbiamo condotto una grande battaglia per l’Italia. Letta non lo vedo da mesi e Silvio mi rifiuta sempre le chiamate, dopo il voto mi disse che nel suo ufficio ci entrano solo le donne. Ho provato anche qualche approccio orale ma lui e’ inflessibile, mi ha detto che non e’ possibile vederci
Lei continua a parlare di un governo in crisi, e di un centrodestra in enorme difficoltà. Ne è realmente così convinto?
“Basta vedere la giornata di martedì. Il premier la mattina dice “siamo disposti a rivedere la norma su Sky” e la sera chiede le dimissioni dei direttori del Corriere della Sera, della Stampa e di tutti i dirigenti della sinistra. È qualcosa che trasmette il senso di instabilità, di incertezza di chi in questi mesi ha detto tutto e il contrario di tutto, e che sulla crisi non ha fatto nulla, se non mettere le mani nelle tasche degli italiani. Oltre tutto senza avere l’onestà di Bush, che ha chiesto scusa al suo paese per la guerra in Iraq”.
traduzione: neanche Murdoch lo tira giu’ quello li’, pensa che io ci possa fare qualcosa? Ha chiesto dimissioni di direttori del Corriere e della Stampa e di tutti i dirigenti della sinistra. Per fortuna io non rientro in nessuna di queste tre categorie.
Diciamolo, onorevole Veltroni: la vicenda Villari è stata un mezzo disastro anche per il Pd.
“Abbiamo avuto un calo nei sondaggi, proprio nei giorni della vicenda Villari. Non voglio aggiungere altro, per amore di unità verso il partito. Altro che “atteggiamento dittatoriale”… E quello che mi sconcerta è che qualche giornale ha rappresentato Villari come una specie di campione della resistenza alla partitocrazia, un uomo che sta abbarbicato ad una poltrona contro il parere delle più alte autorità istituzionali e di tutte le forze politiche”.
traduzione: abbiamo fatto una cazzata, ora chi lo smuove a quello li’? Nel frattempo Zavoli muore e il massimo che possiamo proporre e’ la Bindi. Si rende conto? Chiaro che Berlusconi ci prende per il culo, lui la Carfagna e noi la Bindi
Un altro fronte aperto è la collocazione in Europa. Rutelli non morirà mai socialista, Fassino firma il manifesto del Pse. Insomma, è il solito caos.
“C’è qualcuno che pensa che la soluzione migliore, come ho letto in qualche agenzia di un certo tipo, sia quella di tornare ciascuno al passato? Cioè tornare ai Ds, alla Margherita, magari Ds insieme a i comunisti e Nichi Vendola e la Margherita insieme a Casini? E’ questa la prospettiva? Per me lo sbocco resta un altro. Io capisco che chi viene da una tradizione politica culturale diversa non se la sente di diventare socialista. Però capisco anche chi dice, perché è la verità, che nel campo socialista esiste gran parte delle leadership e delle politiche che stando al governo o all’opposizione incarnano nei singoli paesi lo schieramento di centrosinistra”.
traduzione: sono d’accordo con tutti; sa che abbiamo anche pensato al PPE? Decideremo dopo il congresso
Ma con quali alleanze pensa di rilanciare il Pd di qui alle europee?
“Questo Paese ha bisogno di avere finalmente ciò che nella storia gli è sempre mancato: un riformismo democratico, lo stesso che ha cambiato il volto di molti dei paesi europei. Per sconfiggere Berlusconi serve un cambiamento radicale del Paese. E questo cambiamento lo può fare solo il riformismo, non uno strano impasto di Dini e Caruso. Di fronte alla crisi di consenso della destra, se il riformismo italiano tiene la barra dritta può creare le basi per un consistente spostamento di elettorato da una parte all’altra. Questo significa “vocazione maggioritaria”. Noi dobbiamo poter dire all’Italia: provate noi, provate un’alternativa riformista, provate a fare come si è fatto negli Stati Uniti con Obama o in Inghilterra con Blair. Questa è la mia scommessa, e questo proporrò alla direzione”.
traduzione:All’epoca di Prodi la situazione era diversa, Dini e Caruso ancora valevano qualcosa, oggi con Bertinotti scomparso e con Di Pietro che mi pugnala alle spalle con chi mi dovrei alleare? Guardi, l’ho anche chiesto ha Fini, mi ha detto che abbiamo divergenza di vedute; gli ho detto “gianfranco, possiamo fare dei passi nella tua direzione”; ho chiesto a Storace, Santanche’, ma quella ora e’ di nuovo in Forza Italia. Ho chiesto a Casini ma la Binetti ha detto che era troppo moderato. Con chi mi dovrei alleare? Andremo da soli, una grande forza riformista col 20%
