“The proof is left to the reader”
Lo confesso, avevo gia’ in mente un post, avevo anche un draft da qualche parte e mi ero riproposto di scriverlo domenica, se non fosse che BT ha trovato un problema nel North Main Exchange e mi ha staccato l’adsl per 4 giorni, siano maledetti e muoiano tutti.
Sono sicuro che i soldi della mia bolletta li spenderanno tutti in medicine.
Torniamo a noi, ci sarebebro cosi’ tante cose da dire che la maggior parte le ho scordate, ogni volta che vedo o rifletto su una cosa mi viene in mente che potrei scriverla nel blog per dare cosi’ un’informazione a chi mi legge, ma alla fine il fatto che non giro col blocco notes (sic) (come alcuni che stanno sempre col moleskine per fare gli intellettuali) e che sono pigro mi fa dimenticare tutto.
L’argomento di cui volevo parlare era la permanenza a Dublino dei vari italiani.
Ho condotto uno studio sociologico sulla maggioranza degli italiani che conosco e ho conosciuto (e ce ne sono) e ho ricavato le seguenti conclusioni, smentititemi se sbaglio.
Ah dimenticavo, il tema e’: quanto in genere gli italiani restano a dub, da cosa e’ influenzata al loro scelta e, soprattutto, come cambia il giudizio nei confronti della capitale irlandese nel tempo.
Diciamo che ci sono vari periodi. Il primo periodo e’ quello della soglia dei sei mesi, in genere non supera questa soglia chi viene qui per una vacanza studio o ha comunque una data di ripartenza entro i sei mesi, coloro che invece vengono qui per fare un’esperienza (senza biglietto di ritorno per intenderci) passano tranquillamente questo traguardo.
Un anno, qui ci arriviamo quasi tutti, il giudizio di Dublino a questo punto e’ un misto tra quello che si pensava prima di partire (tutto bello, voglio trasferirmi, etc) e il confronto con la realta’. Gia’ verso l’anno molti sono scoraggiati dai mille difetti di Dublino e pensano di fare le valigie, del resto il ‘traguardo morale’ dell’anno e’ stato superato quindi possiamo pure andare via. In genere restare oltre l’anno richiede una prima “correzione”, senza questa correzione anche la piu’ entusiasta delle persone si scontra con la realta’ ed entra in crisi.
Oltre l’anno c’e’ un ‘cooling off period’, diciamo cosi’ perche’ siamo anglosassoni, di circa sei mesi, in cui si decide di andare via (del resto l’anno ormai e’ andato), se si supera questo periodo allora si entra nel periodo piu’ difficile, quello che va dall’anno e mezzo ai due anni e mezzo.
La grande crisi.
Dall’anno e mezzo fino ai due anni e mezzo il soggetto comincia a sperimentare pienamente i sintomi della crisi dublinese, questo significa cominciare a chiedersi cosa ci faccio qui, perche’ sono qui, perche’ non vado altrove, pianificare di andare altrove, cominciare ad odiare dublino in tutte le sue forme, e cosi’ via. A questo punto il soggetto e’ emotivamente vulnerabile e pronto a sclerare per qualsiasi cosa, spesso capita che resti a casa perche’ non ne puo’ piu’ di questa vita dublinese, a volte invece e’ contento. Dipende piu’ o meno dal giro di conoscenze che ha e dalla vita che fa. La grande crisi e’ l’incontro vero e proprio col peggio di Dublino pensato da se’ stessi. Ci si rende conto, come scriveva Lyndon altrove, che forse nell’italietta non si stava tanto male, capisco i soldi ma chi me l’ha fatto fare di restare qui, etc etc.
Questo e’ periodo in cui partono tutti, sono un pugno di persone in percentuale si salvano, la grande crisie colpisce tutti e non fa sconti, anche qui, per superarla ci vuole una ‘correzione’ ancora piu’ decisa, bisogna trovare se’ stessi, trovare la ragione della permanenza in Irlanda, visitare l’irlanda, cominciare ad amare qualcosa (la propria vita, se’ stessi, una donna/uomo, l’entroterra irlandese, l’xbox). Senza questo step molti vanno via, gli altri restano e si lamentano di qualsiasi cosa.
Trovato il senso della vita l’italico esemplare umano, dopo i primi sei mesi del secondo anno ormai ha una sua strada, pensa di seguirla e non ha piu’ scadenze, la grande crisi lo ha forgiato ed e’ pronto a sopportare la dublino giornaliera, ha qualcosa da fare nel weekend, probabilmente ha rimosso gran parte delle proprie amicizie italiane, ecco, comincia ad ambientarsi.
Detto cio’ si va verso il terzo anno, la facilita’ con cui si va dai due anni e mezzo al terzo anno probabilmente e’ superiore persino all’inizio, quando si mirava al primo anno. Da un pezzo si e’ smesso di festeggiare e contare i mesi a Dublino e, insomma, benvenuti nella realta’.
Il resto ancora non lo so, se riconto adesso sono 2 anni e 10 mesi a dublino.
Vediamo se nei commenti i miei fedeli lettori che mi avevano dato per disperso riescono a trovare qualche base solida per questo studio.
Anche qui, non pensiate che racconti (solo) la mia esperienza, ho raccolto molti dati prima di scrivere questa cosa quindi se sbaglio e’ colpa del campione
Cirs
Antonio
in certe righe mi sento parte del campione.
cmq tutto corretto secondo me. secondo la mia esperienza influiscono molto vari fattori:
- l’avere la propria anima gemella qui, convinta come lo sei tu, di stare dove stai
- l’avere un buon lavoro che ti tenga occupato e sempre interessato
- l’avere un cerchia, anche piccola, di amicizie fidate, ma “sicure”
- una personale predisposizione all’adattamento
ogni esperienza e’ una storia a se proprio perche’ (fortunatamente:) non siamo tutti uguali, trovare dei punti comuni non e’ comunque una follia, sono d’accordo con quasi tutti i punti, ma con il generalizzare ed il classificare nello scandire dei mesi secondo me si rischia di accomunare tutti e nessuno. poi ora il fatto crisi credo possa sconvolgere ogni statistica, un ragazzo del mio paese, ingegnere, e’ stato licenziato dopo 2 anni, perche’ c’e’ crisi. un ragazzo milanese (interista:) dopo un anno e’ mezzo ha visto il suo salario tagliato del 10% perche’ c’e’ crisi (mi domando poi se davvero abbiamo tutto questo potere, da poter cosi’ dall’oggi al domani, tagliare salari), un ragazzo tedesco dopo un anno licenziato e torna a casa e lo stesso per un ragazzo polacco.. non so se questo succede solo alla gente che conosco io (ma sara’ mica che porto sfiga??) o e’ davvero cosi’ drammatica la situazione, fatto sta che quando perdi il lavoro i tuoi piani si sconvolgono e se prima era una eccezione che poteva rimanere fuori da ogni statistica, ora sembra rappresentare una delle cause maggiori.. brutta storia, in bocca al lupo a tutti ragazzi e buona permanenza o buon viaggio, l’importante e’ mantenere il sorriso;)
concordo con pallotron.importantissimi sono gli amici,l’ancora di salvataggio nei momenti bui.
così come è importantissimo il lavoro:ma quando viene a mancare,è inevitabile ke ogni certezza ke avevi venga stravolta.l’importante è non abbattersi,cercare la forza per andare avanti,o decidere di rientrare in Italia,o di cambiare paese:si parla di esperienze,prima o poi son destinate a finire(anke se ognuno di noi si augura sempre il “poi”)
@andima
La crisi c’e’ ed e’ forte , colpisce tutto e tutti indiscriminatamente (intendo gente in gamba e no, business validi e no [ed e' questo che fa paura], ormai si taglia per il gusto di tagliare e per fare contenti gli azionisti )
Direttore mi stupisce il fatto che in questo post non ne fai menzione, questo e’ il vero motivo che potrebbe mettere in crisi chi ne venisse colpito ora, altroche’ le cazzate
Gli unici che ho visto non ne sono preoccupati sono italiani che lavorano per ditte italiane (tutti che parlano italiano che ti sembra di stare a Milano) che hanno sede qua solo per evadere le tasse…..
ne parlai il 20 dicembre della recessione, certo in maniera saltuaria, dovrei fare un post a riguardo, chiaramente poco scientifico e molto amatoriale
Mi ero ripromesso di farlo ma mi hanno staccato l’adsl per 4 giorni distruggendo cosi’ la mia vena creativa.
Speriamo nel weekend, e nella vittoria dell’Inter
e nella vendita di burdisso
a parte che IMHO hai un campione, ma fa storia a se.
diciamo che quoto Pallotron e aggiungo che conta anche la lochesción; essere nel nulla modifica in bene/male la percezione del tempo. Io trovo Dublino (e le cittá in genere) piú stressanti. Oltretutto sono abituato ad avere determinati spazi per me, e trovarmi costretto (causa affitti alti) a stare in spazi ristretti, davvero mi avrebbe causato stress.
oltrettutto sono schiavo delle tentazioni di Wildiana memoria e sarei uscito tanto, avrei bevuto tanto, dormito poco e questo mi avrebbe ancora di piú spinto verso l’esaurimento nervoso.
detto questo, io sono a 700 e giorni netti di permanenza in Irlanda (si, la mia paranoia mi fa contare i giorni) e alterno specie in questo periodo, momenti di grossa crisi ad alcuni di felicitá. Se voglio tornare non é per altro che per ricongiungermi con una persona cara. A parte quello, direi che non mi manca nient’altro -mi sto trasformando in un troll delle caverne intellettuale che se ne sta volentieri per i cazzi suoi- forse la famiglia ma sono perfettamente conscio che non potrei mai vivere con loro senza diventare un novello Pacciani.
ergo, il mio eventuale ritorno in patria é subordinato al trovare un lavoro che mi permetta di vivere da solo (almeno 1300 euri), e comunque non prima di 6 mesi, 180 giorni circa ![]()
Purtroppo sto iniziando a realizzare che non sará una cosa fattibile
firmato, l’intellettuale col moleskine [e di sinistra, e con il mac, e la macchina foto a pellicola (guarda che bel cliché...non devi nemmeno sforzarti)] che peró, non lo aggiorna mai completamente (come il blog del resto)
e i gobbi a -3
e Morigno che vive con lo spettro del Mancio negli armadietti dello spogliatoio.
almeno fino a domenica prossima, dovete sucare.
Hey direttore.
Io sono nel periodo della grande crisi. 20 mesi.
La crisi e’ mitigata da continui viaggi negli states, una buona cerchia di amici fidati, la mia meta’ che e’ qui con me, e dal fatto che mi piace l’Irlanda (molto meno Dublino).
La crisi e’ anche mitigata da chi, come te, ogni giorno mi fa compagnia con il suo blog, grazie mille.
Se potessi mi trasformerei , come Gizzo, in un troll intellettuale delle caverne, e me ne andrei a vivere in qualche isolotto sperduto.
Ma l’essere un conservatore mi porta ad avere la nausea rispetto a tutto cio’ che e’ radical chic. E poi, in quanto conservatore, dovrei essere ignorante per definizione, quindi non posso atteggiarmi ad intellettuale, pur avendo un pacco di Moleskine a casa.
Un abbraccio a tutti.
Si va via per la crisi che c’è da oltre un anno nell’isola di smeraldo. Altro che amici o xnox. Se non lavori che fai? Fai lunghe passeggiate con la fidanzata polacca e bevi Guinness finche hai un euro in tasca?
Leggendo questo blog sembra che tutto vada bene e i problemi siano solo esistenziali mentre l’Irlanda invece sta andando verso la bancarotta…
manico, se cerchi risposte o aiuto in un blog, caschi molto male.
un blog e’ un racconto di epserienza personale. non la verita’ ™
noi troll delle caverne ti pare che possiamo ambire alle ragazze polacche???
comunque sai che novitá. se c’é crisi, io cerco di spendere meno possibile.
Per quanto io la veda in maniera piuttosto diversa dal direttore, non mi metto a sputare nel piatto dove ho mangiato e mangio tutt’ora.
bacco potresti passarmi una moleskine. io la mia l’ho quasi finita ![]()
dopo di che son venuto qui con un contratto definito e non rinnovabile. sapevo a quel che andavo incontro in quei termini. non sapevo che non avrei piú trovato lavoro nel mio settore (o comunque molto difficilmente) per la crisi.. ma nessuno ha la palla di cristallo qui.
Questo blog non e’ il blog dell’Irlanda o di Dublino, ma il blog della mia esperienza personale.
Non sta neanche su google quindi se arrivi qui lo fai di tua spontanea volonta’.
Al momento io e la mia azienda non siamo toccati dalla crisi, speriamo che la panacea continui. Quando mi tocchera’ comincero’ a scriverne adeguatamente; evito di parlare di cose di cui non ho esperienza.
Detto cio’, i miei problemi sono soprattutto esistenziali, se l’Irlanda va verso al bancarotta non me ne puo’ fregare di meno, a differenza di altri non sono legato da un contratto di sangue, quando le cose andranno male prendero’ la valigia e andro’ da un’altra parte.
>quando le cose andranno male prendero’ la >valigia e andro’ da un’altra parte.
Quando e SE….
Non e’ mai venuto in mente a nessuno che, magari, trainata dagli USA, l’Irlanda potrebbe uscire dalla crisi e continuare a crescere in maniera piu’ sostenibile?
Bacco, l’Irlanda non sta continuando a crescere.
e a mio avviso non l’ha mai fatto in modo sostenibile.
che poi non sia una tragedia, d’accordo. Ma non speriamo che l’America guardi oltreoceano prima di guardare sui suoi confini….
Piuttosto bisognerebbe vedere il Regno Unito che fine fará….
io credo di appartenere ad una categoria non analizzata dal direttore.
stavo a dublino felice e contento, con un lavoro che mi piaceva e buoni amici (pochissimi italiani), pieno di nuova speranza per il futuro.
fino a che, dopo un anno a dublino, mi telefonano per un lavoro legato a un concorso vinto due anni prima e a cui non pensavo quasi più. non me la sono sentita di rinunciare e sono tornato in italia in due settimane.
è a roma che m’ha preso la nostalgia di dublino e non il contrario!!!!!!!!!!
andrea, un fedele lettore
(da dublino e da roma)
@Direttore
Scusa ma non sono d’accordo, anche se tu non ne sei colpito (come nemmeno io del resto fino ad ora , incrociando le dita) questa e’ una crisi cosi’ forte che non puoi far finta di niente e dire che i tuoi sono solo problemi esistenziali
Non so dove lavori ma a meno che tu viva in un convento in isolamento la tua vita di tutti i giorni ne e’ stata colpita i, nel senso che conoscerai sicuramente qualcuno che ne e’ stato colpito e questo a meno che tu sia completamente insensibile non puo’ lasciarti indifferente a non scriverne, a maggior ragione se questo e’ il blog della tua esperienza personale…che ne so anche dire che ora ti prendi un appartamento piu’ grande con gli stessi soldi di affitto e’ un risvolto della crisi visto da un’altra prosepttiva….
p.s. qualcuno dei miei colleghi mi ha appena detto:
Do you know the difference between Ireland and Iceland?
…..1 letter and 6 months !
ad onor del vero l’ultima volta che parlai di aria di crisi e recessione era 5 post fa, il 20 dicembre
dell’appartamento che ho affittato allo stesso prezzo e con una stanza in piu’ nello stesso palazzo mi pare che ne scrissi, ma non riesco a trovare il post.
Insomma, quello che volevo dire al lettore e’ di non lamentarsi se per qualche post non parlo di crisi, in fondo questa non e’ una testata giornalistica, come dice bacco, se uno cerca risposte o aiuto in un blog siamo messi male =)
@Stefano
La previsione del tuo amico e’ corretta, ma manca di un dettaglio non di poco conto.
Si chiama EURO e Bce.
Bacco dillo a Tremonti e al nano che volevano ancora la lira
la volevano per poterla svalutare a piacimento…………………