Seats are not for feet

“The proof is left to the reader”

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Monthly Archives: February 2009

Aspiranti commentatori

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Mi pare che nel titolo del blog ci sia scritto aggiornamenti sporadici e non regolari, o qualcosa del genere, ecco, questo e’ il motivo di questo post adesso.

Anzi, dovreste anche essermi grati, cerco di tenere il conto coi post invece che fare la fine dei blogger irlandiani, non faccio nomi solo per decenza, ma sapete benissimo di chi sto parlando (e loro sanno che sto parlando di loro).

Che dire, qui tutto procede, sono passati gli undici mesi e mi avvio con tranquillita’ al 22 marzo, giorno di celebrazione del mio terzo anno a Dublino; inutile dire che prima ci sara’ il mio compleanno da festeggiare (ecco fatemi un regalo).

Poco fa ho seguito inter-manu per la champions, io a volte mi odio, odio me stesso nel profondo quando decido di mettere l’audio e sentire i commenti nel prepartita. C’e’ sempre quello stronzo coi capelli bianchi che non capisce nulla di calcio (mi pare si chiami Sean Duffy ma non vorrey sbagliarmi), che dice che il calcio inglese e’ troppo avanti, che il calcio italiano fa cagare, quando doveva analizzare i giocatori dell’inter consoceva tanto bene il calcio italiano che diceva tipo “stankovic, serbo, average player”, “cambiasso, argentinian, he’s ok”, e altre cose del genere, del tipo che il manchester sicuramente ci avrebbe asfaltato. Certo non e’ stato cosi’.

A volte quando sento ste stronzate che dicono sti incompetenti mi viene da pensare a quanto sono coglioni e non lo dico perche’ sono interista eh, li ho sentiti parlare altre volte di calcio ma non capiscono niente. Ok allora tu sei un esperto direte voi; no io sono da bar sport pero’, nel mio bar sport, ne capisco piu’ di calcio di loro. Secondo questi deficienti si gioca tutti all’attacco e basta, la tattica non esiste (“il calcio italiano e’ troppo tattico” diceva sempre il deficiente) e altre cose del genere. Infatti l’Irlanda ha ottenuto tanti buoni risultati prima del Trap, ve?

Al di la’ di questo, torniamo alla domanda di prima, lo dici perche’ sei interista. Enno’! Questi mi toccava sopportarmeli anche nella tv del pub quando per i mondiali si aspettavano le partite dell’italia. E loro dicevano quanto faceva schifo l’Italia, specie sto vecchio rincoglionito, che il mondiale l’avrebbe vinto il brasile, che non avremmo passato gli ottavi e cosi’ via.

Voglio dire, senza difesa cosa cazzo devi vincere? E non dico che queste sono nozioni complesse, anche giocando a fifa 09 sulla xbox si capisce che senza difesa non si va da nessuna parte, hai voglia ad avere ronaldihno e kaka’ all’attacco. E i nostri cugini del Bilan ne sanno quaclosa. Certo sto deficiente se vedesse la formazione del milan gli darebbe la coppa del mondo, peccato che sono in Uefa eh?

Ok ce l’ho con lui, si’, si’. Vi giuro che dopo un paio di minuti ho dovuto togliere l’audio e ho dovuto fare lo stesso durante l’intervallo, proprio per evitare altri improperi.

Torniamo alla nostra vita, che dirvi, ultimamente qui a Dublino le cose procedono, la citta’ mi pare sempre uguale, vi confesso che in questi giorni sto passando una delle tipiche crisi sul tenore ‘dove andare a vivere’, roba di cui gia’ feci un post a suo tempo e che al momento non registra particolari novita’.

Mi siedo, guardo la cartina dell’europa, a volte prendo pure quella mondiale, e mi chiedo, se avessi la liberta’ piu’ assoluta di decidere dove vivere, supponendo che di poter lavorare da casa, dove andrei? Un secondo dico in italia, in qualche posto tranquillo, altre volte spagna, altrove boh, non riesco a decidermi. Poi esco e mi riconcilio con la citta’, e’ tipo quella ragazza che non vedi mai e la vuoi lasciare, guarda quante altre belle fighe ci sono in giro, e poi vi vedete dopo qualche settimana e capisci che vuoi stare ancora con lei.

Ecco la metafora forse rende, ma e’ proprio quello che ho pensato quando sono uscito l’altro giorno. Io credo che ancora l’irlanda in se’ mi possa dare qualcosa, altrimenti non vedrei ragione per stare qui, forse ancora ci sono delle cose da vedere, qualcosa da vivere.

Il mio ottimismo e’ che la recessione spazzi via un po’ tutte le cose brutte, l’inflazione a palla, i prezzi alle stelle, la gente che pensa solo al denaro; il mio pessimismo e’ che la recessione spazzi via TUTTO, lasciando un panorama post-atomico. Venendo dalla Sicilia non mi meraviglierebbe vivere in una situazione del genere.

Ma non so, ultimamente sono molto lunatico, a volte voglio il caldo, a volte la metropoli, a volte il paesino di montagna. Onestamente non so neanche io, come dice la pubblicita’ delle salsicce (che cito sempre, lo so), home is where you make it, al momento e’ qui, domani chissa’. Credo che la scelta finale sara’ dettata dalle mie preferenze del momento, del resto una volta che decido ho l’abitudine di stickare with it, come la situazione irlandese conferma.

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Feb 25, 2009

Quando eravamo giovani

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Feb 19, 2009

Esisto ancora

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Qualcuno pensa che vi abbia abbandonati invece non e’ cosi’, non preoccupatevi.
Sappiate che tra i draft ho un bel po’ di post, dal filosofico che doveva riassumere il senso della vita, mai completato ovviamente, a quello telegrafico che doveva prendere il posto del filosofico, giusto per dire che sono ancora vivo. Anche quello telegrafico era troppo lungo da completare.

Stavolta mi metto d’impegno ma non aspettatevi niente di filosofico, la mia forma fisica e l’ora tarda non lo permettono (lo so che sono le dieci di sera, lo so).

Innanzitutto, dicono tutti che a Dublino fa freddo, intanto qui al momento ci sono 8 gradi e nella sponda milanista, invece, siamo a -11, quindi fate voi. Oggi la BBC3 ha trasmesso il derby, quindi finalmente ho potuto vedere una partita dell’inter in tv, inutile narrarvi le bestemmie, improperi, urla di esultanza e cosi’ via, come al solito il risultato ci ha premiato, ci spetta il merito di essere l’unica opposizione valida a Berlusconi.

Ho avuto varie settimane hectic tra lavoro e vacanze in Sicilia per organizzare il matrimonio, quindi ho ben poco da raccontarvi su Dublino. Per la vostra gioia oggi ho fatto un giro con la mia FM e vi posso riportare che la recessione ha mietuto vittime nell’ambito della ristorazione e della fornitura di alimenti. Nel primo caso Aya in Clarendon st ha chiuso (qualche post fa avevo detto che non ci sarei piu’ entrato, quindi meglio cosi’), e nel secondo caso la bottega di Paolo nel quartiere italiano ha cessato l’attivita’, entrambi per colpa della recessione. Anche per la bottega di Paolo, o per meglio dire, la gioielleria di Paolo, piangiamo con un occhio, visto che ultimamente non avevano neanche la farina manitoba non c’era motivo di entrarci.

Si’ si’ lo so che gli Italians qui ci andavano per comprare quella porcheria della pasta barilla a due euro a pacco o i biscotti del mulino bianco, ma credo che a quest’ora siano gia’ in italia a comprarli all’auchan (o all’esselugna).

Per il resto i ristoranti sono abbastanza vuoti e ho sentito che quelli delle pizze a domicilio da circa sei mesi stanno facendo affaroni, buon per loro direi, del resto vendere quelle porcate per quel prezzo e’ davvero difficile quindi fair focks to them.

Voglio dire, anche noi l’abbiamo ordinata ogni tanto, del tipo una volta al mese se dovessimo tirare una media, tra apache pizza, domino e mizzoni (quest’ultima la favorita di alcuni italiani che conosco) non se ne salva davvero una, per fortuna negli ultimi tempi abbiamo riesumato la macchina del pane e ci facciamo la pizza a domicio, persino Barbara ha trovato la forza di volonta’ di farla quindi chiunque puo’!! :D (vediamo entro quanto tempo mi fa cancellare sta cosa).

So che volete la ricetta della pizza ma sono costretto a tenerla segreta, sappiate pero’ che e’ buona :D

Per il resto, gli ultimi tempi i discorsi sul futuro si sono intensificati e forse siamo arrivati a una sorta di ‘piano’ per i prossimi anni, fortunatamente per voi questo significa che smettero’ di lagnarvi coi post filosofici sul dove vivere, il senso della vita, perche’ e quando tornare e cosi’ via. Specifichiamo che queste decisioni sono state solo frutto di discussioni tra me e B, niente che sia condizionato da fattori esterni (per ora, e per fortuna), in ogni caso, considerando che cambio idea ogni due settimane, non mi pare il caso di pubblicarle qui e poi farmele rinfacciare. Poi insomma, le cose della vita non si sanno mai.

Io sono sempre piu’ convinto, anzi a dirla tutta sono convinto e basta, senza nessuna progressione, che qualsiasi pianificazione seria non puo’ riguardare piu’ delle prossime due settimane, come diceva Linus Torvalds, famoso disegnatore dei Peanuts (dal cui nome deriva quello del tipo con la coperta, qualcuno ricorda?).

Ultimamente sto riapprezzando il valore dei fine settimana, specie di sti tempi a lavoro si fanno un sacco di cose e si deve chiudere tutto cio’ che non e’ stato finito, e’ tempo di review e partiranno un bel po’ di nuovi progetti, inoltre il mio team sta acquisendo nuovi prodotti e responsabilita’ quindi dobbiamo un po’ riorganizzarci tra di noi, in particolare io sto cominciando a riorganizzarmi mentalmente per cercare di uscirne vivo, speriamo bene.

L’Italia che dice? boh ci sono stato, niente di che, a parte che nel mio caso particolare posso parlarvi della Sicilia, dove per una settimana non ho fatto altro che litigare con le persone per ottenere cio’ di cui avevo bisogno, ad esempio epr chiudere un conto in banca sono dovuto andare due volte, e non contenti di avermi fatto perdere tempo, ho dovuto delegare mia madre per le volta/e successiva/e (chissa’ quante). Poi mi chiedono perche’ non voglio tornare.

Il bello e’ che, diciamocelo sul serio, per tornare le uniche alternative nel mio settore sono Milano e Roma, ammeno di qualche azienda illuminata in qualche altro posto d’italia. Nel caso di Milano senza soldi non sei nessuno, quindi fare avanti indietro con la metro tra casa e lavoro non e’ esattamente il mio modello di vita, nel caso di roma ci sono delle belle cose ma la maggior parte dei cittadini sono incivili, la citta’ e’ governata da un fascio e il modello di vita e’ casa-lavoro con due ore bloccati sul racconto sia all’andata che al ritorno. Voglio dire, datemi una citta’ vivibile perfavore.

E il bello e’ che in Italia ce ne sono tante, potrei citarvele, potrei dirvi di qualcosa di piccolo in toscana, in umbria, anche altrove, insomma esiste gente civile, ma per forza di cose il mio lavoro mi costringe a questo.

Certo potrei lavorare da casa, ma questo pone una serie di interrogativi, a parte che personalmente sclero quando lavoro da casa: se sono a casa voglio essere a casa senza pensare a nient’altro, non sono il tipo che si porta il lavoro a casa, a suo tempo l’ho fatto e ancora se ci penso TREMO. Ci sono altri interrogativi, ma quando penso a Berlusconi e alle sue stronzate quotidiane tutti questi interrogativi svaniscono come per magia.

Dici, ma allora stai all’estero, sei un fuggitivo, non aiuti il paese a riemergere dalla merda in cui si e’ cacciato con le proprie mani, e dico io, cosa devo fare, a un certo punto bisogna venire a compromessi, specie nel momento in cui ci sono altre persone in mezzo, in cui bisogna farsi un futuro, capisco il bene della societa’ ma la societa’ cosa ha fatto per me? Specie in Italia dove la societa’ significa stare attento che il tuo amico fraterno non te la metta in culo senza che te ne accorgi.

Sono tanti interrogativi a cui un giorno trovero’ risposta, mi dico sempre che sono troppo giovane per trovarla subito ma intanto l’eta’ avanza (tra meno di 30gg sono 27), ad un certo punto cambiero’ frase dicendo che sono troppo vecchio per trovare risposta a queste cose, cosi’ sono a posto.

Si’ lo so che e’ una sconfitta, ma bisogna convivere con le proprie sconfitte.

Io sono sicurissimo che molti di quelli che restano a ‘lottare’ (parlo di gente che conosco di sfuggita eh, e che resta con queste motivazioni) in realta’ restano perche’ c’e’ mamma’ che cucina, una sparuta minoranza invece lo fa veramente. Ecco se penso a questa minoranza probabilmente trovo l’unico motivo serio per cui varrebbe la pena tornare in Italia.

Sfortunatamente la permanenza all’estero, specie quando diventa piu’ lunga del normale, come nel mio caso, e’ un grosso ostacolo al ritorno. Penso ai litigi quotidiani in Sicilia e mi chiedo: ma chi me lo fa fare?? Qui ho trovato la mia pace, che ci siano polacchi o abbronzati non mi interessa, del resto non sono esattamente quello che si dice un tipo sociale, probabilmente altrove ci sono ancora altri modelli di pace migliori.

Perche’ migliorarsi non vuol dire per forza rivoluzionare il mondo e trovare la propria via, vuol dire anche fare delle piccole cose che poi, insieme, man mano, diventano grandi cose; come dice l’unico degno di essere chiamato Boss “from small things big things one day come”.

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Feb 15, 2009

If Unicredit came to you…

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Da Phastidio:

Il nostro (para)guru economico italiano non e’ abituato alle domande dirette…

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Feb 2, 2009