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“The proof is left to the reader”

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Daily Archives: February 15, 2009

Esisto ancora

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Qualcuno pensa che vi abbia abbandonati invece non e’ cosi’, non preoccupatevi.
Sappiate che tra i draft ho un bel po’ di post, dal filosofico che doveva riassumere il senso della vita, mai completato ovviamente, a quello telegrafico che doveva prendere il posto del filosofico, giusto per dire che sono ancora vivo. Anche quello telegrafico era troppo lungo da completare.

Stavolta mi metto d’impegno ma non aspettatevi niente di filosofico, la mia forma fisica e l’ora tarda non lo permettono (lo so che sono le dieci di sera, lo so).

Innanzitutto, dicono tutti che a Dublino fa freddo, intanto qui al momento ci sono 8 gradi e nella sponda milanista, invece, siamo a -11, quindi fate voi. Oggi la BBC3 ha trasmesso il derby, quindi finalmente ho potuto vedere una partita dell’inter in tv, inutile narrarvi le bestemmie, improperi, urla di esultanza e cosi’ via, come al solito il risultato ci ha premiato, ci spetta il merito di essere l’unica opposizione valida a Berlusconi.

Ho avuto varie settimane hectic tra lavoro e vacanze in Sicilia per organizzare il matrimonio, quindi ho ben poco da raccontarvi su Dublino. Per la vostra gioia oggi ho fatto un giro con la mia FM e vi posso riportare che la recessione ha mietuto vittime nell’ambito della ristorazione e della fornitura di alimenti. Nel primo caso Aya in Clarendon st ha chiuso (qualche post fa avevo detto che non ci sarei piu’ entrato, quindi meglio cosi’), e nel secondo caso la bottega di Paolo nel quartiere italiano ha cessato l’attivita’, entrambi per colpa della recessione. Anche per la bottega di Paolo, o per meglio dire, la gioielleria di Paolo, piangiamo con un occhio, visto che ultimamente non avevano neanche la farina manitoba non c’era motivo di entrarci.

Si’ si’ lo so che gli Italians qui ci andavano per comprare quella porcheria della pasta barilla a due euro a pacco o i biscotti del mulino bianco, ma credo che a quest’ora siano gia’ in italia a comprarli all’auchan (o all’esselugna).

Per il resto i ristoranti sono abbastanza vuoti e ho sentito che quelli delle pizze a domicilio da circa sei mesi stanno facendo affaroni, buon per loro direi, del resto vendere quelle porcate per quel prezzo e’ davvero difficile quindi fair focks to them.

Voglio dire, anche noi l’abbiamo ordinata ogni tanto, del tipo una volta al mese se dovessimo tirare una media, tra apache pizza, domino e mizzoni (quest’ultima la favorita di alcuni italiani che conosco) non se ne salva davvero una, per fortuna negli ultimi tempi abbiamo riesumato la macchina del pane e ci facciamo la pizza a domicio, persino Barbara ha trovato la forza di volonta’ di farla quindi chiunque puo’!! :D (vediamo entro quanto tempo mi fa cancellare sta cosa).

So che volete la ricetta della pizza ma sono costretto a tenerla segreta, sappiate pero’ che e’ buona :D

Per il resto, gli ultimi tempi i discorsi sul futuro si sono intensificati e forse siamo arrivati a una sorta di ‘piano’ per i prossimi anni, fortunatamente per voi questo significa che smettero’ di lagnarvi coi post filosofici sul dove vivere, il senso della vita, perche’ e quando tornare e cosi’ via. Specifichiamo che queste decisioni sono state solo frutto di discussioni tra me e B, niente che sia condizionato da fattori esterni (per ora, e per fortuna), in ogni caso, considerando che cambio idea ogni due settimane, non mi pare il caso di pubblicarle qui e poi farmele rinfacciare. Poi insomma, le cose della vita non si sanno mai.

Io sono sempre piu’ convinto, anzi a dirla tutta sono convinto e basta, senza nessuna progressione, che qualsiasi pianificazione seria non puo’ riguardare piu’ delle prossime due settimane, come diceva Linus Torvalds, famoso disegnatore dei Peanuts (dal cui nome deriva quello del tipo con la coperta, qualcuno ricorda?).

Ultimamente sto riapprezzando il valore dei fine settimana, specie di sti tempi a lavoro si fanno un sacco di cose e si deve chiudere tutto cio’ che non e’ stato finito, e’ tempo di review e partiranno un bel po’ di nuovi progetti, inoltre il mio team sta acquisendo nuovi prodotti e responsabilita’ quindi dobbiamo un po’ riorganizzarci tra di noi, in particolare io sto cominciando a riorganizzarmi mentalmente per cercare di uscirne vivo, speriamo bene.

L’Italia che dice? boh ci sono stato, niente di che, a parte che nel mio caso particolare posso parlarvi della Sicilia, dove per una settimana non ho fatto altro che litigare con le persone per ottenere cio’ di cui avevo bisogno, ad esempio epr chiudere un conto in banca sono dovuto andare due volte, e non contenti di avermi fatto perdere tempo, ho dovuto delegare mia madre per le volta/e successiva/e (chissa’ quante). Poi mi chiedono perche’ non voglio tornare.

Il bello e’ che, diciamocelo sul serio, per tornare le uniche alternative nel mio settore sono Milano e Roma, ammeno di qualche azienda illuminata in qualche altro posto d’italia. Nel caso di Milano senza soldi non sei nessuno, quindi fare avanti indietro con la metro tra casa e lavoro non e’ esattamente il mio modello di vita, nel caso di roma ci sono delle belle cose ma la maggior parte dei cittadini sono incivili, la citta’ e’ governata da un fascio e il modello di vita e’ casa-lavoro con due ore bloccati sul racconto sia all’andata che al ritorno. Voglio dire, datemi una citta’ vivibile perfavore.

E il bello e’ che in Italia ce ne sono tante, potrei citarvele, potrei dirvi di qualcosa di piccolo in toscana, in umbria, anche altrove, insomma esiste gente civile, ma per forza di cose il mio lavoro mi costringe a questo.

Certo potrei lavorare da casa, ma questo pone una serie di interrogativi, a parte che personalmente sclero quando lavoro da casa: se sono a casa voglio essere a casa senza pensare a nient’altro, non sono il tipo che si porta il lavoro a casa, a suo tempo l’ho fatto e ancora se ci penso TREMO. Ci sono altri interrogativi, ma quando penso a Berlusconi e alle sue stronzate quotidiane tutti questi interrogativi svaniscono come per magia.

Dici, ma allora stai all’estero, sei un fuggitivo, non aiuti il paese a riemergere dalla merda in cui si e’ cacciato con le proprie mani, e dico io, cosa devo fare, a un certo punto bisogna venire a compromessi, specie nel momento in cui ci sono altre persone in mezzo, in cui bisogna farsi un futuro, capisco il bene della societa’ ma la societa’ cosa ha fatto per me? Specie in Italia dove la societa’ significa stare attento che il tuo amico fraterno non te la metta in culo senza che te ne accorgi.

Sono tanti interrogativi a cui un giorno trovero’ risposta, mi dico sempre che sono troppo giovane per trovarla subito ma intanto l’eta’ avanza (tra meno di 30gg sono 27), ad un certo punto cambiero’ frase dicendo che sono troppo vecchio per trovare risposta a queste cose, cosi’ sono a posto.

Si’ lo so che e’ una sconfitta, ma bisogna convivere con le proprie sconfitte.

Io sono sicurissimo che molti di quelli che restano a ‘lottare’ (parlo di gente che conosco di sfuggita eh, e che resta con queste motivazioni) in realta’ restano perche’ c’e’ mamma’ che cucina, una sparuta minoranza invece lo fa veramente. Ecco se penso a questa minoranza probabilmente trovo l’unico motivo serio per cui varrebbe la pena tornare in Italia.

Sfortunatamente la permanenza all’estero, specie quando diventa piu’ lunga del normale, come nel mio caso, e’ un grosso ostacolo al ritorno. Penso ai litigi quotidiani in Sicilia e mi chiedo: ma chi me lo fa fare?? Qui ho trovato la mia pace, che ci siano polacchi o abbronzati non mi interessa, del resto non sono esattamente quello che si dice un tipo sociale, probabilmente altrove ci sono ancora altri modelli di pace migliori.

Perche’ migliorarsi non vuol dire per forza rivoluzionare il mondo e trovare la propria via, vuol dire anche fare delle piccole cose che poi, insieme, man mano, diventano grandi cose; come dice l’unico degno di essere chiamato Boss “from small things big things one day come”.

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Feb 15, 2009