Seats are not for feet

“The proof is left to the reader”

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Monthly Archives: April 2009

Varie ed eventuali

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Dublin, 3 years, 1 month, etc

Credo ci sia gia’ da qualche parte nel blog un post con questo titolo, non mi fido molto della mia originalita’, specie se si tratta di titoli di post, spero che non me ne vogliate.

In Italia c’erano, almeno finche’ ci stavo io, alcuni periodi dell’anno in cui, specie nelle reti mediaset, replicavano sempre gli stessi film, tipo all’ora di pranzo a natale c’era lo stesso film dell’anno prima, e cosi’ via, spero di essermi spiegato; se non sbaglio su raiuno facevano anche i cartoni animati, ma chi si ricorda piu’.

Titolo copiato, replica dei film, esiste una relazione? Puo’ darsi, ero in dubbio se fare questo post o meno, pensavo che alla fine sarei finito a dire sempre le stesse cose, subito dopo pero’ ho girato gli occhi e ho visto il cumulo di lettere arrivate in redazione e ho capito che i miei lettori sono con me.

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First off, l’italiano questo sconosciuto, ultimamente sto avendo difficolta’ a scrivere cose di senso compiuto in italiano (tra parentesi, ho dovuto scritto per due volte ‘Italiano’ e ho dovuto risistemare in lowercase), certo non ero Manzoni ma 5 anni di liceo classico credo siano serviti a spiegarmi come si costruisce una frase, che parole usare e dove mettere le virgole, tra l’altro a suo tempo leggevo tanto.

Oggi siamo in una situazione molto ibrida: tv, libri e conversazioni sono in inglese (a parte quelle con barbara e qualcun’altro/a a Dublino), negli ultimi mesi, soprattutto, mi viene naturale inserire parole in inglese quando parlo in italiano, credo di non riuscire a scrivere piu’ roba di senso compiuto in italiano e cosi’ via, non so se capiti anche a voi.

Ecco, l’italo irlandese che rinnega la propria lingua e parla inglese anche con gli italiani. Beh, Dio me ne scansi e liberi, per vostra fortuna non sono io, ma credo che la carenza di letture in italiano giovi all’impoverimento della lingua, chiedo ai lettori che stanno qui da tanto tempo (se Martina mi legge forse e’ la piu’ indicata), se e’ capitato anche a loro questo e come hanno rimediato (se hanno rimediato).


Continuando la saga dell’italo irlandese vi voglio raccontare che ormai il mio distacco nei confronti dell’Italia sta assumendo dimensioni spaventose, una volta mi ricordo che mi incazzavo se succedeva qualcosa o se qualche ‘lider’ politico faceva qualche dichiarazione fuori posto, oggi diciamo che me ne frego e anzi chiedo a coloro che stanno all’estero a che pro mi passano i video di iutub che dovrebbero farmi scandalizzare (io almeno passo quelli che fanno ridere!), o gli articoli del corriere in cui si racconta l’ennesima magagna dei nostri politici. Ormai dobbiamo rassegnarci al fatto che e’ questo quello che gli italiani hanno scelto, se non viviamo piu’ in Italia ci sara’ un motivo (e almeno per me non e’ una cosa affatto casuale) etc etc. Voglio dire, non sara’ il corriere della sera che ritirera’ fuori l’italia dal blocco in cui si e’ cacciata.

Ogni tanto vedo anche qualche video sulla mafia(/camorra/ndragneda), il discorso e’ lo stesso, non saranno i video che risolveranno le cose e, no, non credeteci, nemmeno il fatto che la gente veda quello che la mafia fa, la soluzione sta nell’intervento dello Stato, finche’ lo Stato non interviene e ripristina la legalita’ dove non c’e', la mafia e le altre magagne esisteranno sempre. Non si puo’ chiedere al cittadino comune di fare l’eroe, quest’ultima cosa la diceva Falcone e ogni tanto la ritiro fuori io (non che io mi voglia paragonare a un vero eroe, che di sicuro non si sarebbe candidato alle europee con l’idv, ogni rif agli eroi di cartone dei nostri giorni e’ puramente casuale).


Fatta questa filippica sulla mafia e sullo stato delle cose in Italia (vi assicuro che mi sto trattenendo per non dilagare), torniamo a Dublino, la situazione e’ sempre la solita, siamo usciti sia venerdi’ che sabato sera e il deserto regna sovrano, una dublinese ha detto che ‘the city looks normal’, in effetti questo cambiamento temporaneo della celtic tiger con ubriachi che si gettavano per strada il venerdi’ sera o madness ovunque, deve essere sembrato a loro qualcosa di passaggio, mi rendo conto che io da emigrato ho una concezione diversa di “prima” e “dopo” rispetto a quella che puo’ avere una persona che vive a Dub da 30 anni. Ecco, per dire.


Forse dico sempre le stesse cose, come dicevano i francesi repetita iuvant, ma al momento non ci sono grandi cambiamenti all’orizzonte a Dublino, le cose procedono come al solito da uno-due mesi a questa parte, ad occhio sembra che chi sia ancora in citta’ resti a bere a casa, che la crisi spaventa chiunque e che pochi lasciano il paese in cui si trova al momento privando quindi l’Irlanda del ricambio di persone, specie adesso che molti vanno via perche’ licenziati (o perche’ si sono stufati dell’Irlanda). Sembra ci sia un clima di attesa, attesa di vedere quando questa crisi passera’ e di come si evolveranno le cose a Dublino. Noi stiamo qui a guardare.

Per il momento mi fermo qui, se ho altre cose da dire le integrero’ con un altro post.

Cia’.

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Apr 27, 2009

Ghost town

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Dublin, 3 years etc etc

Avevo gia’ in mente questo titolo da uno o due mesi ma non avevo ancora trovato il modo e il tempo di fare un post; tuttavia e’ giusto parlarne.

Oggi sono stato fuori facendo una passeggiata, complice il bel tempo, e ho rivisto cose che gia’ avevo visto da circa un mesetto a questa parte.

Se a dicembre si poteva stare e ancora le strade erano piene di gente che faceva shopping e se anche a gennaio le cose non erano tanto cattive, a marzo e aprile le cose sono cambiate, ma di molto, almeno questo e’ quello che ho visto fuori.

Oggi la mia passeggiata ha interessato il centro cittadino e poi mi sono spinto giu’ verso Ranelagh, giusto per andare a vedere, quello che ho visto e’ chiaramente solo un’osservazione e non intende essere ne’ una teoria economica ne’ una indagine sociologica.

Prima di tutto, ristoranti, alcuni hanno chiuso, meritatamente va detto, per esempio il brasiliano vicino george street ha chiuso, l’aya ha chiuso (entrambi non mi piacevano) e anche qualcun’altro ha chiuso che adesso non ricordo ma mi pare di averlo appuntato in qualche post precedente, anche i ristoranti stellati soffrono, ormai, l’ecrivain offre tasting menu da 85 e 50 euro (senza vini) e anche thornton offre tasting menu da 50 euro.

E i ristoranti normali? Comuni? Beh, dipende dalle fasce di prezzo, da quello che vedo fuori esistono ristoranti *costantemente* pieni, insomma per capirci la gente continua a mangiare fuori, la recessione effettivamente sembra aver eliminato alcuni ristoranti di scarsa qualita’ (sfortunatamente il cafe’ bar deli e’ ancora li’) ma quello che e’ sopravvissuto sembra che stia abbastanza bene, oggi era sabato sera, sono passato davanti a yamamori e c’era la gente che faceva fila fino a fuori. Tra parentesi, al momento nei miei giri non ho visto un decadimento della qualita’ e ho anche scoperto qualche nuovo posto dove si mangia bene; verrebbe da pensare che la recessione colpisca quei ristoranti che stanno tra il costoso ma senza essere costosissimi, verrebbre da pensare che il loro target si sia spostato verso ristoranti piu’ economici, eppure posti come il mermaid cafe’, winding stairs e altri posti ceh adesso non mi vengono in mente continuano ad essere pieni.

Insomma, lo dicevo su, la gente continua a mangiare fuori ma fa piu’ selezione. Chiaramente non ho numeri ne’ quantita’, e’ probabile che ci sia meno gente a mangiare fuori tuttavia.

***
Passeggiando ho notato una cosa strana per Dublino il sabato sera: il silenzio, gia’ dalle parti di harcourt st c’era silenzio, poi andando piu’ in giu’ non si sentiva un’anima viva, credo ci sia meno gente in citta’ ma non vorrei lanciarmi in stime

***
Passiamo al tasto dolente: i pub. Oggi temple bar era pieno come al solito, del resto e’ sabato sera, i pub a temple bar erano pieni ma andando un attimo fuori da temple bar, nei locali che una volta letterarlmente *straripavano* di gente, adesso c’e’ il deserto. La cosa che mi ha piu’ *sconvolto* della passeggiata di oggi e’ stato passare davanti al Village alle 8:30 di sera (oggi e’ sabato, ve lo ricordo) e contare al massimo dieci persone dentro. E chi e’ stato al Village sa quanto e’ grande; il Whelan’s sfortuantamente non si vedeva dentro ma ricordo che una volta c’era la fila fuori, ora la fila non c’era piu’, idem per il Flannery’s (giusto per citare solo george st). Ancora, un pub qui vicino a smithfield ha uno striscione che dice di andare dal proprio local per salvare posti di lavoro, ci sono passato verso le nove di sera e c’erano si e no una decina di persone dentro anche li’.

Tornando al centro, l’Hogan mi sembrava pieno, altri pub vuoti, onestamente non so ma immagino che la gente stia a bere a casa o che in generale spenda di meno in alcool fuori, le tasse che sono arrivate hanno colpito molti portafogli, alcuni hanno anche perso il lavoro, altri sono on the dole. Insomma la recessione si sta facendo sentire anche nell’economia reale.

Di nuovo, lo ricito perche’ e’ un paradosso, ma il village vuoto alle 8:30 di sabato sera vuol dire tanto.

***
Cosa vorra’ dire questa cosa? Le cose andranno peggio o meglio in futuro? Questa e’ una bella domanda e onestamente non so dare risposta, in questo momento non mi resta che osservare e aspettare che la tempesta passi. Ci siamo raccontati che forse la recessione avrebbe reso questo un posto migliore, probabilmente e’ una cosa che ancora penso, magari la gente comincera’ a conservare qualcosa per il rainy day (qui gia’ siamo a heavy showers, altro che rainy day), magari si comincera’ a pensare a qualche ‘valore’ invece che all’ultimo modello di scarpe; boh chissa’, onestamente come dicevo sopra, non so.

Sara’ questo un posto migliore? Io sono un inguaribile pessimista per quanto riguarda il genere umano, ma ogni tanto e’ giusto dare qualche speranza, e’ chiaro che se non sara’ un posto migliore ci cercheremmo un posto migliore, del resto se stiamo ancora qui e’ perche’ ancora ci piace.

E allora vi rimanderei al mio post sul Mayo per spiegarvi tante cose, il senso finale e’ che magari possono chiudere tutti i ristoranti, capirai cucino a casa, possono chiudere tutti i pub, bevo a casa, ma l’Irlanda (non Dublino) continuera’ ad essere li’ perche’ ha passato momenti peggiori di questo. Il vero dilemma sarebbe, in futuro, non proprio adesso, chiedersi se ha senso guadagnare dei soldi in un posto dove la poverta’ aumenta e possibilmente sara’ meno ospitale. Ecco, questo e’ un quesito a cui, tanto per cambiare, non so rispondere. Immagino che molti di voi si trovino nella mia stessa situazione, io da quando sono arrivato faccio perennemente il check-up per capire se vale la pena stare qui, ogni mese il check-up passa per qualche ragione e non ci sono stati dubbi finora, in futuro chissa’, speriamo continui a passare.

A me l’Irlanda piace.

cirs

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Apr 19, 2009

Autocensura (altro che Vauro)

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Attingo da Cundari

E’ UN SANTO E’, EVVIVA IL NOSTRO DIRETTORE

Dimenticavo, e’ la tv pubblica, non mediaset.

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Apr 17, 2009

Mayo

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Dublin – 3 years, some days

Stavolta cerco di battere la mia pigrizia per scrivere un post che racconti del resoconto del viaggio in questa contea irlandese, cerchero’ di andare con ordine ma sappiate gia’ che e’ una cosa difficile.

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Pasqua, cosa si fa a pasqua? Ho sempre odiato pasqua a Dublino, strade deserte e non c’e’ niente da fare, il good friday non vendono neanche alcolici quindi figurarsi chi esce di casa, non parliamo poi dell’easter sunday, sembra deserto quasi come Natale, insomma bisognava trovare qualcosa da fare a pasqua.

Per fortuna grazie all’ottima collaborazione di Gizzo e fidanzata siamo riusciti a organizzare questo viaggio in Mayo, io ho dato una mano con la prenotazione, tanto che ho prenotato l’auto tre giorni prima (sapete, pigrizia etc) e abbiamo dovuto usare irishcarrentals.com (o qualcosa del genere) come last resort, visto che sia budget sia hertz avevano finito le macchine. Whatever.

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Potrei raccontarvi tutta la storia del mayo e tutti i suoi luoghi caratteristici se solo volessi, ma sono troppo pigro per prendere la lonely planet e copiare tutto, come qualche altro blog filosofico di Dublino, allora cerchero’ di raffazzonare qualcosa tutto insieme. Diciamo che il Mayo e’ quella contea che sta sopra co. Galway, piu’ o meno sopra il Connemara, famosa per qualcosa ma non so cosa, probabilmente famosa anche per questo post nel mio blog.

Prendiamo la macchina all’aeroporto di venerdi’ pomeriggio, del resto la maggior parte degli irlandesi, tranne quelli del mio ufficio, era gia’ smammata a casa dopo pranzo, si sa era good friday e alcuni uffici sono anche chiusi. Mettiamo all’opera tutte le nostre conoscenze ingegneristiche, ricordandoci di come assemblavamo le lego da bambini, per far entrare quattro valigie in un bagagliaio che ne conterrebbe due con difficolta, per fortuna dopo circa mezz’ora riusciamo a farlo e partiamo.

Meteo: sole pazzesco, e sara’ cosi’ per tutto il resto della vacanza; non so se questo ha influenzato o meno in mio giudizio, credo di no, sono comunque imparziale. Si sa.

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Dopo alcuni errori e circa 3 ore di strada giungiamo a Newport, una citta’ con meno di mille abitanti, dove cerchiamo l’accommodation in attesa di spostarci, il giorno dopo, a Ballina, dove invece l’accomodation e’ prenotata; troviamo un B&B sulle quay, mandiamo Barbara a contrattare, torna e ci dice ’35 a testa’, in realta’ il nostro target era 30, le avevamo detto di dirle 30, lei dice che gliel’aveva gia’ detto e la signora aveva detto 35. Rip-off ireland, riflettiamo che 5 euro sono una pinta di guinness, oggi e’ good friday, accettiamo 35. Scendiamo e portiamo tutto in camera.

La sera ci dirigiamo in un albergo nelle vicinanze dove tutti drinkano a volonta’, noi ceniamo prospettandoci una serata di binge drinking ma non appena chiediamo alla cameriera a pint of Ken, lei ci dice che possono bere solo i residenti dell’albergo, visto che dormono li’. Mi riprometto di guardare la legge ma non lo faro’ mai. Mangiamo abbastanza male, va detto, per cui non mangiato nell’albergo di Newport, le camerieri sono anche scortesi.

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Il giorno dopo si parte per Ballina, in un caravan park (non ricordo il nome) siamo riusciti ad affittare una self-catering house che contiene noi 4, con 2 bedrooms e 3 bagni a soli 190 eu!! cio’ vuol dire meno di 25 euro a testa, ringraziamo gizzo per aver trovato questo affare. Grazie signore grazie.

Ci piazziamo nella accomodation la mattina presto, saldiamo i conti e partamo per Achill Island (o forse ci siamo piazzati il pomeriggio, boh). Gia’ dalla strada fatta per arrivare a Ballina si capisce com’e’ il Mayo: pazzesco. Non vi aspettate il tipico verde irlandese, prati verdi e pecore del kerry; le pecore ci sono sempre, sono del mayo, la maggior parte dei prati e’ sostituita da un paesaggio lunare e un terreno abbastanza brullo, a quanto pare con tutta la torba che sta li’ sotto e’ difficile che cresca qualcosa di verde sopra (questa e’ la spiegazione breve, quella lunga ve la fate dare da qualcun’altro/a).

Achill Island e’ bellissima, se non fosse per i cartelli tutti in gaelico (chiaramente la nostra cartina non ha nomi in gaelico), ci chiediamo a cosa servano ma conserviamo le bestemmie per il giorno dopo, quando ci perderemo completamente nella mullet peninsulta.

Tra treppi, grebbi e aquile reali (il gatto il topo l’elefante non manca piu’ nessuno) arriviamo a Keem Bay, una spiaggia pazzesca alla fine di Achill, praticamente ci sono scogliere a picco ovunque e poi, per merito della conformazione di una parte dell’isole che ripara dalla gran parte delle onde marine, c’e’ questa spiaggia simil caraibica. La vediamo dall’alto, io rimango impressionato, poi scendiamo e ci facciamo una passeggiata. Il paesino in se’ non e’ neanche male. Ricordo che abbiamo anche visto un altro paese ad achill island ma non ricordo qual era.

Di ritorno da Achill andiamo nei dintorni di Killala, vicino Ballina, a vedere alcune cose, tra cui Downpatrick Head. Ecco. Downpatrick Head e’ pazzesco, ho visto le cliffs of moher 3 anni fa, quindi forse il mio ricordo e’ sfocato, ma Downpatrick Head e’ una scogliera bellisima, forse anche meglio delle cliffs, e la conformazione rocciosa (non so neanche come si dice) e’ particolare, questa da sola e’ una cosa che e’ valsa tutto il viaggio. Inoltre il mare giu’ era tranquillo e si poteva guardare senza problemi. Il poco vento ha evitato che qualcuno di noi venisse giu’ (per fortuna non ci sono cementificazioni). Toh. La vera Irlanda.

Prima di Downpatrick abbiamo visto uan spiaggia che anche lei, valeva il viaggio, ma poi ho visto downpatrick e ho dovuto rivedere i miei criteri.

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La sera guardiamo golf, mi viene spiegato come funziona, in tv non e’ che sia avvincente pero’. Katy Perry potrebbe vincere gli US masters ma non arriviamo a vederla tutta, siamo cosi’ tanto stanchi che decidiamo di andare a dormire.

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Il giorno dopo Mullet peninsula, l’obiettivo e’ girarcela piu’ o meno tutta, anche qui tutto molto bello, prima andiamo a sud e poi ci avventuriamo verso nord, prima di arrivare a erris head (parte nord della penisola) ci perdiamo un paio di volte (maledetti cartelli del *** in gaelico), ma per fortuna grazie a un vecchio (si dice signore anziano) troviamo la strada giusta. Toh. La vera Irlanda.

Vediamo un po’ di cose e facciamo la loop walk di Erris head che dura circa un’ora e mezzo (l’itinerario lo trovare somewhere qui), durante la camminata ne approfittiamo per sdraiarci sulle scogliere, anche qui, tutto bello.

Il giorno dopo ripartiamo per Dublino e torniamo a casa

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Lo so che il racconto e’ scarno, e’ piu’ che altro una serie di appunti in modo che possa rileggerli in futuro o che possano essere utili a chi vuole andare in Mayo, il vero scopo reale del post era riflettere, e ancora non l’abbiamo fatto. Facciamolo.

L’Irlanda e’ molto bella, non e’ bello come ha detto qualche altro a suo tempo, che e’ tutto uguale, ogni parte dell’Irlanda ha la sua storia e i suoi paesaggi che sono particolari, il mayo per esempio non ha nulla a che vedere col Kerry ed e’ molto diverso dallo stesso Donegal per quanto siano relativamente vicini, mi piacerebbe conoscere di piu’ del resto e anche dei posti in cui non sono stato, a volte penso in posti in cui sono stato e mi piacerebbe visitarli. Altrimenti poi quando ti chiedono qualche consiglio su dove andare ti riduci al solito Dingle e Cliffs of Moher che, oddio, sono posti bellissimi, pero’ si potrebbe suggerire anche qualcosa di alternativo e ugualmente bello.

Le walking di discoverireland.ie le ho scoperte subito dopo la passeggiata ad erris head (c’era scritto da visitare il sito) e mi riprometto che nel prossimo viaggio seguiro’ qualche itinerario, a volte la lonely planet non da molti consiglio riguardo alle cose da fare, se non alcune informazioni sulle citta’ e sulle principali attrazioni, ad esempio per il resto si puo’ integrare con quel sito di cui sopra, oppure boh, blog su internet.

***
Vivere a Dublino gia’ distacca da particolari parenti, amici e quant’altro, un bel taglio del cordone ombellicale avviene intorno ai due anni qui, e il viaggio in Irlanda per me e’ ancora piu’ rilassante, sara’ che tra marzo e aprile e’ stato tutto molto hectic a lavoro e avevo bisogno del riposo piu’ totale. In posti come Downpatrick o Erris head, per esempio, si riesce a isolarsi completamente in mezzo alla natura, e raggiungere la propria pace interiore. Ok, non scendero’ in filosofia perche’ sono assonato, ma spero che qualcuno capisca quello che voglio dire

Tempo fa scrivevo qui alcune cose che forse ancora sono giuste, la cosa piu’ importante in relazione al capoverso precedente e’ che la bellezza dei viaggi, la grandezza delle emozioni non dipendono tanto dalle cose che si sono viste in se’, in maniera oggettiva diciamo, ma da quanto il nostro animo e’ pronto a recepire certi stimoli ed amplificarli, da quanto siamo pronti noi stessi a vedere quello che c’e’ fuori.

E quello che c’e’ fuori puo’ essere, filosoficamente, una scogliera enorme in mezzo al mare, o piu’ praticamente una pinta di Guinness, emozioni differenti si’, forse una meno nobile dell’altra, chi lo sa, ma sicuramente capaci di ispirare qualcosa. Poi quando uno ha bevuto un po’ si sa che e’ piu’ filosofico e capace di fare riflessioni sul senso della vita, tuttavia vi confesso che oggi non ho bevuto per niente.

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Vi lascio senza immagini, non per qualche motivo segreto, solo perche’ e’ tardi e ho sonno.

Cirs meits

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Apr 16, 2009

Rainy day

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Dublin, 3 years and some days

Rainy day si direbbe… in realta’ il day non era tanto rainy, era piu’ drizzle, quella confortevole, specie considerando che non c’era vento; capirai, tra rain e drizzle c’e’ una bella differenza, e non parliamo di quando si tratta di showers, thunders and so on. Certo che a stare in Irlanda si imparano tutti i termini dei metereologi, strano vero? Quanti tipi di pioggia ci saranno in Italia? Boh, piove e basta, anzi credo piova pure piu’ forte (meno spesso though).

Io e le previsioni meteo irlandesi abbiamo un rapporto conflittuale, o forse sono loro che hanno un rapporto conflittuale con me, e sarebbe anche ora che la smettessero, non e’ possibile che guardo le previsioni di sera e dicono una cosa, sulla base della quale prenoto una macchina per andare in giro in Irlanda il giorno dopo, le riverifico la mattina e dicono un’altra cosa, faccio il giro in Irlanda e il tempo e’ completamente diverso. E’ Possiboli, No e’ possiboli, e’ Impossiboli.

***
La recessione avanza, ma noi non indietreggiamo, come direbbe qualcuno (onestamente me la sono inventata, ma faceva radical-chic scrivere “come direbbe qualcuno”), stamattina non abbiamo neanche potuto comprare la frutta al lidl di thomas street perche’ era chiuso, dato che era stato appena rapinato. Voglio dire, come si fa a rapinare il LIDL la mattina? Spero proprio che siano andati per i soldi e non per il cibo, perche’ difficilmente c’e’ qualcosa di commestibile al LIDL; potrebbero anche essere andati per la birra.
Ok forse non la birra del LIDL.

(chi indovina dov’e’ questo lidl vince un pacco di bavaria da sei, anzi dutch gold; se siete dublinesi dovete sapere dov’e').

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Io e la birra abbiamo un buon rapporto, o forse e’ lei che ha un buon rapporto con me (sono originale vero?), ogni volta che siamo al pub me ne esco con qualche storia del nonno, ormai ne so talmente tante che mi potrei comprare la coppola irlandese e andarmene a parlare gaelico, se non fosse che so solo slainte in gaelico (che vuol dire tipo ‘salute’ e si pronuncia ‘sloncia’).

All’inizio ad esempio il trend era monotematico, si prendeva sempre la Guinness, guinness guinness guinness, del resto a Dublino cosa vuoi prendere? E Gizzo mi ha ricordato che dissi che la guinness spillata il venerdi’ e’ migliore perche’ c’e’ meno gente, pensare che non ricordo neanche le cose che scrivo, funny no? Poi ho avuto una riconversione per vari motivi, quello ufficiale e’ che dopo un po’ la guinness stanca, quello ufficioso e’ che la guinness e’ nota per le sue qualita’ astringenti, diciamo cosi’, quindi la sera e il giorno dopo peti a tempesta e cagate puzzolenti, non era una cosa che poteva andare avanti, ecco.

Allora andavo avanti ad Heineken che in fondo e’ very popular qui a Dublino, leggevo anche che e’ piu’ bevuta della Guinness (guardate a che punto ci siamo ridotti), ma del resto all’epoca, parliamo di 3 anni fa, non vorrai farti vedere dalle ragazze con una pinta di guinness? Fai la figura del turista o del nonno contemporaneamente. La Heineken non era male, specie se la giudicassimo con i criteri di una gazzosa, come birra pero’ faceva schifo (e lo fa ancora). Ogni tanto pero’, ancora oggi, la prendo, solo per cambiare, mica per farmi vedere dalle ragazze, dato che ormai sto anche per sposarmi.

Poi dici, basta questa Heineken, sara’ pure una gazzosa ma alla ottava pinta ti ubriachi e il giorno dopo stai in hangover fino alle cinque del pomeriggio, dai che modi sono, voglio dire e’ anche piu’ pesante della guinness, rischi di svegliarti in posti sconosciuti e non ricordarti niente, non e’ una cosa da farsi.

Allora sono diventato un conossieur, uno che se ne intende insomma (so che il francese e’ scritto sbagliato, lo so), e prendevo queste birre alternative erdinger, o coem si scrive, queste bianche, oppure qualcosa di meno noto per cambiare. Con queste robe si puo’ stare tranquilli, non si fa la figura ne’ di quello alla moda (heineken), ne’ del nonno (guinness), ma solo dello sfigato e basta. Voglio dire, capisco che alla fine possono essere anche buone, ma insomma.

(come potete notare a Dublino abbiamo anche la fabbrica della Heineken)

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Dici, ma tu devi vivere la vera Irlanda, basta co pub alla moda, devi andare al local. Ma al local andateci voi, capisco che sono nonno ma ancora sono giovane, voglio dire, sono anche entrato in posti la mattina alle 10 (non chiedetemi cosa ci facevo, ve ne prego) e c’erano i vecchi che bevevano birra (indovinate quale) guardandosi la telenovela alla televisione (si’, la telenovela). E mi sono seduto in mezzo a loro. Ecco voi siete mai stati irlandesi fino a questo punto? E sto parlando di Dublino, mica del pub nella cittadina con le pecore. Potrei farmi dare il passaporto irish solo per questa cosa.

Del resto l’atteggiamento dell’italiano medio verso il pub irlandese dipende dall’italiano in se’, c’e’ chi si fissa co sta storia dell’Irlanda (non se ne puo’ piu’ dai) e deve frequentare i local coi vecchi, per riscoprire le tradizioni locali, se non fosse che e’ una cosa bella le prime 3-4 settimane ma poi cominci anche tu a perdere il controllo degli sfinteri per solidarieta’ con i tuoiamici di pub; altri invece si fissano col disco pub, c’e’ figa dicono loro, musica a palla, non si sente una sega ma c’e’ figa. Certo, non fosse che non sapete una parola di inglese e magari attaccate pure bottone ma non capite una sega di quello che la figa vi dice, ricorrendo a me per fare da traduttore simultaneo, non fosse che neanche io capivo una sega e quindi facciamo figure ridicole (storie vere che ci appartengono).

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La mania dell’irlanda e’ pazzesca, non possono vivere le cose semplicemente con equilibrio (come faccio io ovviamente). No, io oggi sono diventata fissa dell’irlanda (piu’ le ragazze che i ragazzi, it has to be said) e parlo solo in inglese anche con i miei amici italiani, anzi la cosa migliore sono i maniaci dell’irlanda che stanno in italia, e scrivono nei forum. Non faro’ l’esempio di irlandando per decenza, del resto ogni volta che lo leggo da lavoro devo scrollare giu’ cercando di nascondere l’header col leprechaun e la pentola d’oro, prima che i miei colleghi mi prendano per cretino.

Ci sono gli album fotografici in cui si vedono foto pazzesce, specie quelle di cibo, che so una wendy che pubblica il meraviglioso ulster fry

Capisco che sei maniaca dell’irlanda, ma un po’ di contegno perfavore.

Certo simo78, tu l’irish breakfast invece lo mangi sano, ti ci manca solo che lo friggi nel burro chiarificato e stai a posto.

***
In Donegal, APPENA SVEGLIATI, a friggere irish breakfast col burro chiarificato con un freddo PAZZESCO, e dico solo questo.

Eccola qui la vera Irlanda, se ci fosse stato con noi utopie/agata avrebbe fatto un post commovente, ma peccato che io non sono utopie, e se quando barbara esce dalla doccia in accappatoio stappo una bottiglia di vino, come minimo mi butta fuori di casa dicendo che sono diventato un ubriacone (questo e’ un anacoluto solo per i piu’ colti, Lei sa che noi altre monache, ci piace di sentir le storie per minuto). Che poesia.

Vi lascio con qualcosa che sui blog colti non vedrete mai.

Cirs meits

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Apr 6, 2009