Appunti di Guinness
Avevo intenzione di scrivere qualcosa tempo fa, riguardava qualcosa di molto importante che avevo intenzione di comunicarvi, in maniera da placare i fax che giungono in redazione lamentandosi della scarsa qualita’ dei post, del vergognoso uso dell’italiano e, invero, anche dell’infamia dell’autore stesso.
Ovviamente nel momento in cui ho aperto questa pagina ho dimenticato di cosa dovevo parlare quindi improvvisero’. L’importante e’ postare ogni tot in maniera da non cadere vittima della moria delle vacche che ha colpito i blog italodublinesi ormai da tempo.
Novita’ ce ne sono ben poche, innanzitutto il tempo sta ricominciando ad essere clemente, specie nei fine settimana, per cui mi sono ridato all’hobby del nonno: le passeggiate. L’altro giorno sono stato Merrion Square (o Archbishop Ryan Park) e l’ho esplorato per bene, a dire il vero non ero mai stato all’interno del parco e devo dire che e’ molto bello, alcuni tratti sono totalmente in mezzo agli alberi (a differenza di st stephen) e altri tratti sono spazi aperti con prati verdi; se non ci siete mai stati ve lo consiglio, mi ringrazierete.
L’altro giorno, grazie a Gizzo, sono stato al Cobblestone, dove si esibiva il sosia di Massimo Bottura alla chitarra insieme ad un altro gruppo che faceva musica country, subito dopo si e’ esibito l’amico di Gizzo, il cui amico partiva per andare un anno in Australia, cosa tipica degli irlandesi. Il Cobblestone la domenica sera era pieno, evidentemente essendo un local vecchio stampo non aveva bisogno di striscioni che dicevano di andare li’ per salvare jobs (vedere qualche riferimento a un mio post tempo fa), e, stranamente per un pub a Dublino, una pinta di black stuff costa 4.30.
Ok, nel 2006 una pinta al Cafe en Seine costava 6 euro, immagino costi tanto anche adesso, ci sono passato due mesi fa davanti ed era ancora aperto, oggi chissa’, sapete come vanno le cose con la recessione; parlando di costi di pinte io mi ricordo che trovai la Guinness a 3.80 eu, sempre nel 2006, in pub vicino a Phoenix Park, come vedete i costi variano a seconda della movida e del posto; ad oggi 4.30 eu per una guinness mi pare un prezzo abbastanza giusto. Ok, scommetto che ora mi direte che sono un alcolista, alcolisti ci sarete voi, ecco. Un saluto affettuoso dai miei succhi gastrici.
Ecco, adesso ho il blocco dello scrittore (bum), dovrei aggiungere qualcosa ma non so cosa, in fondo dopo tutto questo tempo credo di avervi raccontato tutto di Dublino, se non ci siete mai stati potreste risparmarvi il biglietto dell’aereo e raccontare agli amici qualche aneddoto rubato da qui cosi’ potrete spacciarvi per dublinesi doc e guadagnare la stima dei vostri amici che si mettono le firme celtiche nei forum e si fanno le foto col cappello della guinness salvo poi vivere in qualche comune dell’hinterland milanese.
Magari quando andate al pub potete spacciarvi per veri irlandesi, ancor di piu’ dei vostri amici che leggono i forum irlandesi e fanno i saputelli quando spillano la pinta di guinness spiegando che si spilla in due tempi; voi potreste invece interromperli con maleducazione dicendo che voi siete ancora piu’ irlandesi di loro perche’ la pinta di guinness si puo’ spillare in un tempo solamente. Il motivo per cui si spillava in due tempi e’ semplice: prima che mister Guinness si convertisse all’uso di anidride carbonica e azoto nei contenitori di metallo, la guinness veniva distribuita in botti (credo si chiamino ‘keg’), e la tipica pinta veniva per 2/3 da una botte ‘nuova’, e per 1/3 da una botte piu’ vecchia, che essendo piu’ fermentata generava piu’ schiuma (addaveni’ Pasteur); chiaramente poi il signor Guinness, sia per motivi sanitari che economici, si converti’ a questo nuovo tipo di distribuzione della birra, e non tutti i pub si adeguarono immediatamente, quindi molti continuarono ad usare i 2/3 e 1/3 durante la spillatura della Guinness per non svelare al pubblico che loro avevano i keg con l’azoto (e quindi una birra di minore qualita’).
Fatto sta che questa abitudine permane ancora oggi, dato che viene dallo stesso contenitore e si tratat dello stesso liquido non esiste un motivo vero per spillare la guinness in due tempi, l’importante e’ che la facciate riposare prima di berla. Ecco se i vostri amici insistono chiedetegli di andare a farsi spillare una birra in un tempo e uan in due e poi fare un blind taste, vediamo se sono tanto irish da riconoscerla.
Avvertimento: sto presupponendo che vi troviate in Italia (dove tra l’altro la guinness e’ diversa), se chiedete una spillatura in un tempo in Irlanda come minimo vi tirano il bicchiere dietro, non che ci sia un motivo reale ma sono attacati alle traduzioni. Ecco, come quelli che pensano che col sale gli albumi si montano meglio.
Detto cio’, se volete spacciarvi per Dublinesi doc, di quelli ricchi con la celtic tiger, al pub dovreste ordinare a pint of Ken, vi ho gia’ detto che la guinness e’ per i vecchi e fa fare certe score che ammazzano chiunque si trovi nelle vicinanze; anche qui, potreste raccontare qualche aneddoto riguardo le vostre score con la Guinness, al 100% i vostri amici vi guarderanno stupiti.
In fondo la Guinness e’ mainstream, Gizzo che e’ sempre alternativo mi ha detto che al Porterhouse fanno delle buone porter (strano, vero?), nel caso in cui non lo sappiate gia’ la guinness e’ una Porter, non sono un esperto di birra quindi non appronfodiro’ il discorso ma lui dice che quella fatta con le ostriche e’ buona (oyster porter o qualcosa del genere); andrei anche a provarla se non fosse che al porterhouse si mangia demmerda, almeno a quello di temple bar; certo uno potrebbe pure sfondarsi da Zaytoon e poi entrare pretendendo la Oyster Porter o come si chiama, insomma al pub vi capiscono.
Certo, i vostri amici alternativi magari vi diranno di andare al pub a Dublino 124, ci vuole la Luas per arrivarci ma state sicuri che ci sono i veri irlandesi, del tipo nonno, coppola e guinness, voi invece, essendo piu’ irlandesi di loro, li snobberete dicendo che il vero dublinese va al porterhouse di temple bar, o al brogan’s in dame street, ecco; al massimo vi potreste spingere fino a Dublino 4, ma al 124 state sicuri che ci stanno i polacchi.
Almeno fino a qualche mese fa, ora chissa, things are changing…
cirs meit

che poi io sono un blog italoirlandese (ma anche italolittorio) che fete a carogna.
e sfato il mito che al Porterhouse si mangia male. io un sabato mi son mangiato un burger niente male!
comunque é di nuovo ora di un bel pub crawl, con annessa guerra di peti al mattino dopo. ovviamente, andiamo a Dublino 124!!!!
ma anche il Brogans va bene
tra l’altro a quanto ne so, ‘keg’ é il barile metallico.
il tuo amico alternativo.
sto weekend io ed il sovversivo ce ne andiamo a Vankouver…..
Ossequi
sempre a pretendere ste donne.
Sbadge Sbadge!!!!