Riflessioni estemporanee sul clima
So gia’ che scrivere questo post sara’ una faticata perche’ devo raccogliere un po’ di pensieri, filtrarli, risistemarli e magari cancellare il draft 2-3 volte prima di poter premere ‘Publish’, proviamoci…
Questo weekend sono stato in Sicilia, sia venerdi’ che sabato il tempo e’ stato miserable, come direbbero qui, ma domenica c’era un sole che spaccava le pietre; sabato avevo intravisto un post su cavesi chiamato Barcelona e mi era venuta in mente qualche riflessione, mi ero ripromesso di scriverne ma poi sono sopravvenute altre contingenze; diciamo cosi’.
L’occasione che aveva fatto scaturire queste riflessioni era, come potrete immaginare, la mia presenza seppur per un brevissimo periodo in Sicilia e l’aggiunta di qualche pensiero sparso che da inizio anno mi frulla per la testa e che deriva dal viaggio fatto in Donegal a capodanno; lo so gia’, forse dovrei riflettere di meno.
Andiamo al sodo, vediamo di affrontare questa faccenda del sole e del clima nella maniera piu’ equilibrata possibile senza lasciarsi prendere da pregiudizi ne’ dal lato dell’Italia dove e’ tutto bello, ne’ dal lato dell’Irlanda e’ tutto bello; ammetto che molte volte mi faccio prendere dai secondi piu’ che dai primi e vorrei sdradicarli se possibile.
Clima e sole non e’ solo una riflessione metereologica, a la colonello Bernacca, buonanima, ma quanto queste condizioni modificano le abitudini e quello che si fa durante la giornata, se “Dove vivere” era un post piu’ universale, per chi lo ricorda, qui mi limitero’ al confronto tra Italia, nel mio caso Sicilia, e Irlanda, o meglio Dublino.
Vediamo di sintetizzare qualche punto, spero che i commentatori possano darmi una mano a “quagliare” questi pensieri.
Indubbiamente il cattivo tempo mi mette di cattivo umore, vivendo in Irlanda dove il sole non e’ cosi’ presente come giu’ si apprezzano di piu’ i momenti in cui il sole effettivamente c’e’ ma ci si riscopre metereopatici, magari per i long-haul dubliners il primo anno non e’ stato cosi’ drammatico, altrimenti sarebbero gia’ altrove, ma andando avanti nel tempo e passando il ciclo di estati/inverni per un paio di anni comincia a dare veramente fastidio non tanto il fatto che d’inverno sia coperto (anche perche’ di solito, ad esempio questo gennaio, c’e’ stato molto sole), ma soprattutto il fatto che d’estate puo’ essere coperto o piove.
Indubbiamente mi sento ancora abituato a certi ritmi, nel mio caso il fatto che a giugno/luglio/agosto il sole ci deve essere il 99% del tempo e deve riscaldare, questi ritmi non sono ancora riuscito a cambiarli completamente e mi chiedo se persone che vivono qui da molto tempo come Martina si siano abituate (cioe’ non ci facciano piu’ caso), o se e’ proprio una cosa che continua a dare fastidio. Integrando quello che dice bacco nei commenti nel suddetto post su Lyndon scriveva riguardo l’Italia commentata da italiani a Dublino:
Ci si dimentica con fretta di tante, troppe cose: il ribrezzo provocato da governanti scellerati, le continue umiliazioni sul posto di lavoro, il gravissimo arretramento del nostro paese, la stagnazione, l’arrebante recessione, la malasanita’, la casta e chi piu’ ne ha ne metta.
Nella seconda LaVero parlava di Spagna nel post su cavesi dicendo:
A Barcellona comincia a fare caldo a maggio e continua fino a settembre/ottobre. L’anno scorso a fine settembre c’era l’afa che da noi c’e’ a ferragosto. E se lavori o muori di caldo o ti adatti all’aria condizionata.
Io preferisco dormire con la coperta a Dublino ed in Spagna andarci in vacanza.
(prima nel commento parlava anche del fatto che in Spagna si lavora di piu’ e con piu’ stress).
Allora, intendiamoci, la fatidica domanda da un milione di dollari dovevo porla prima, ma la pongo adesso anche perche ci aiuta a distinguere meglio i termini del discorso
a parita’ di condizioni lavorative (stesso lavoro, stesso stipendio), tornereste in Italia nel posto in cui siete nati?
Il termine e’ tutto qui e vi ammetto che, con la mia debolezza intellettuale, dopo 3 anni di Dublino non sono ancora in grado di rispondere a questa domanda; so che molti italiani risponderebbero si’ immediatamente, e allora loro sono qui per i soldi (e nel caso di alcuni anche per il tipo di lavoro che fanno), altri sono qui per l’esperienza e magari avrebbero quaclhe remore in piu’ per tornare in un paese che hanno lasciato in uno stato e adesso e’ in uno stato ancora peggiore.
Luca di Galway, spero che ancora mi legga, scrisse, e qui riassumo perche’ non trovo la citazione esatta, che lui si rititerebbe in un borgo italiano a godersi le meraviglie che l’Italia puo’ dare, ignorando chiaramente tutto cio’ che esiste e che Lyndon ha parzialmente descritto.
E’ l’isolamente la soluzione per poter vivere in Italia?
Nel caso in cui si vada a vivere in Italia bisogna chiudere gli occhi e isolarsi o integrarsi e chiudere gli occhi?
E allora che differenza fa il chiudere gli occhi di fronte a tutte le ingiustizie? O forse sto solo confondendo le acque mischiando capre e cavoli?
Vediamo cosa ne viene fuori dal dibattito, a volte sembro avere delle idee chiare su quello che scrivo ma in realta’ su queste domande non ho nessuna risposta da darvi.
Nella foto: cose da paesi col sole


quel che posso dirti é che se hai un tenore di vita dignitoso, gli occhi di fronte alle ingiustizie li chiudi piú volentieri.
oppure lo fai se sei innamorato di qualcosa o qualcuno. io sto cercando quella passione, per poter tornare senza mandarmi il fegato in carpione.
confido nel fatto che se trovo la motivazione in un progetto, riesco a non impazzire diventando un terrorista come quelli cari a Magnotta (buonanima). Visto che comunque le paure le ho, e le remore anche.
quella foto mostra si zinne meritevoli, ma anche culi invero british..
comunque, che volgaritá. che qualunquismo.
SUl post di Barcelona, enzo ha cerc\atto di dire, in maniera confusa, che lui soffre troppo la mancanza del sole.
Io ho spiegato che, siccome lo conosco, mi ero accorto di questa forma di depressione, e che forse era il caso di scegliersi un posto piu’ luminoso (magari evitando la Norvegia
In tal caso sarebbe piu’ che giustificabile.
Pero’ Enzo ama molto Dublino, ed e’ difficile che se ne separi a breve.
A parita’ di condizioni lavorative torneresti in italia?
ho la riisposta: NO. Io sono andato via perche’ quel paese non lo sopportavo e non lo sopporto tuttoggi.
Cambieresti paese? :Forse, dipende dal paese.
Ritirarsi in un borgo? E la soluzione, ma io non sono uno struzzo, nemmeno in Irlanda. Anche qui mi do da fare a segnalare lecose che non vanno perche’ voglio che questo posto migliori. Potrei mai fare lo struzzo nel mio paese?
Last but not least…le due tettone. Rio? Barcelona?
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/economia/retribuzioni/ocse-stipendi/ocse-stipendi.html
Mi trovo bene.
Ed amo le atmosfere nordiche.
E’ chiaro che ho geni barbarici!.
Certo che se il direttore ci dice dove trovare le due tettone, noi ci immoliamo per la causa e ci trasferiamo nel posto indicato!!!!
Ora ci parlo io con la tua fidanzata, dammi il suo numero e vediamo sti spittizzi ca fati!!!!!!
Scherzi a parte…. Ma dove ti trovi in questo momento? Per l’orario di risposta immagino ancora oltre oceano?
Cmq io piu’ guardo fuori dalla finestra, e piu’ penso che le coperte sono il miglior posto sotto il quale stare con questo tempo!!!
che non facesse un freddo porco.
che io non debba essere schizofrenico causa meteropatia.
che non debba lamentarmi come un vecchio sul clima.
Certo se il lavoro non ti piace magari anche lo stipendio onorevole non basta e diventi frustrato (sole o non sole)
Io non cambierei mai la mia gratificazione personale con una bella abbronzatura estiva….
Antonio la tua affermazione ‘a parita’ di stipendio torneresti in Italia’ non regge perche’ se in Italia per certe professioni (soprattuto per igegneri di vario tipo) si percepisse lo stesso stipendio che nei paesi anglosassoni significherebbe che si stia dando la stessa importanza a quel tipo di attivita’…..cosa che non vedo nemmeno all’orizzonte, anzi ormai in Italia ci si vantiamo quasi di non progettare piu’ nulla….
e Gizzo e vecchio dentro e si lamenta sempre e comunque!
se volete mi lamento anche io,fa troppo caldo qui!!non se ne può più!mi ci andrebbe proprio qualche giorno di fresco a Dublin!
Per quanto mi riguarda, io trovo il tempo irlandese molto rilassante che spesso mi rende riflessiva e addolcita dal verde intorno e da alcuni scenari molto belli.Il caldo mi ammazza e io, a 38/40 gradi, mi sento uno straccio.
Pero’…il pero’ ci sta tutto…e’ vero che dopo che il ciclo di stagioni anno dopo anno e’ praticamente uguale e la roba che metti addosso contempla sempre una giacca o un giubbottino, ci si rompe le pallette e un paio di ricche settimane assolate, a mangiare insalata e cocomero e stravaccarsi nella tanto ricercata frescura serale…beh, hanno il loro fascino e me le farei volentieri, tutta well tanned e con qualche chilo in meno rispetto al “bread&butter”.
Ma vivere di nuovo DOVE ERO PRIMA (ROMA) NO, NO e ANCORA NO!!! Se fosse Sardegna, Cagliari, ci penserei…perche’ e’ la mia citta’, ho ancora gli amici li’ nonostante le distanze, perche’ la gente, i modi, certe forme di rispetto ancora esistono…si, ci penserei.Certi giorni,accidenti, mi guardo intorno, immaginando di lasciare Dublino….e sento un piccolo dolore.Alcune cose sono ancora meglio qua.E mi spiace dirlo.E il tempo non c’entra nemmeno tanto.
Sai che condivido?
Poi ho vissuto a Roma 1 anno. Tornarci? Mai!
voglio dire, se era Cinisiello Balsamo? Quarto Oggiaro?
RISPOSTA: ripeto che sono decisioni mooooolto soggettive: se vivendo a Cinisello Balsamo mi fossi trovata bene con la gente, e il lavoro e i vari aspetti sociali probabilmente non avrei deciso di venire in irlanda (passione per l’isola a parte, che merita altre disquisizioni).Si parla e si decide sulla base di cio’ che si e’ vissuto prima e della predisposizone ad un clima piuttosto che ad un altro.
Personalmente penso che Roma sia meravigliosa…ma e’ STRONZA, che ci torno a fare se le sue bellezze sono soffocate dalla cafonaggine, smog, traffico, file, rumore, fannullosita’ (ahhh, che termine!!) dilagante?
Come diceva quello..tutto dipende…
Buona giornata a voi!!
non so, a me mette ansia, non so nemmeno io il perché, é una cosa irrazionale.
Comunque va detto che la mia soggettivitá é data dal fatto che ho ottimi ricordi di Roba -da turista- e pessimi dell’hinterland milaneeees.
e del resto, opinions are like arseholes
potrei commentare ora, ma sono in sicilia, sono stato una settimana in giro in barca a vela tra le isole eolie e torno domenica sera. fatemi ritornare a dublino anche per impattare la differenza e vi riscrivo. sara’ interessante. sono curioso di vedere come mi sentiro’