Dublin – 3 years, 3 months etc
Evitero’ di commentare le elezioni europee perche’ il bello e’ pontificare prima, dopo e’ solo una fredda analisi dei risultati che, tra l’altro, cambiano ben poco nell’ottica del sistema Italia.
“Sistema Italia” e’ fico, ho sognato di scriverlo da quando ho aperto il blog, finalmente sono riuscito a collocarlo.
“Leap”, che casualmente e’ anche il titolo del post, in inglese significa salto, e perche’ non “jump”? Jump e’ il salto che comincia a due piedi e finisce con due o un piede, “leap” e’ invece il salto che comincia con un piede e finisce con l’altro, ecco come quando si salta da una parte all’altra del burrone; quando si e’ atletici.
Che persona di cultura che e’ il direttoreeeee, gia’, una persona che sa usare Google veramente bene.
Non fatemi divagare, torniamo al tema principale: dopo il mio trasferimento qui, anche durante gli scorsi anni, mi capitava di parlare con delle persone, tra parenti e amici, che invece avevano deciso di rimanere in Italia. Alcuni ammiravano questo “coraggio” e mi dicevano che l’avrebbero fatto anche loro se le condizioni fossero state diverse, nel caso di alcuni si trattava di eta’ e famiglia, ormai consolidate, quindi il ‘farebbero’ si potrebbe meglio scrivere come “l’avrebbero fatto”, nel secondo caso si trattava della situazione presente che aveva un certo equilibrio che non volevano fosse interrotto.
Da discussioni varie la maggior parte delle persone che sono venute qui mi sa che non avevano piu’ nessun equilibrio, si erano rotti i compromessi e i presunti vantaggi che li legavano all’Italia; questa cosa la posso confermare al 100% nel mio caso ma penso che anche altri casi siano simili. Certo ci sono le dovute eccezioni, come la gente venuta qui per studiare, ma nessun post di questo blog sarebbe onesto se non ammettesse le eccezioni.
Ammetto che all’inizio ero abbastanza gasato dall’esperienza irlandese e come mia abitudine rompevo il cazzo a tutti dicendo che qui si stava troppo bene e sottointendendo che era una stupidaggine restare in Italia, ecco, ne approfitto di questo momento anni dopo per ringraziare tutti i miei amici che mi hanno sopportato nei miei rant
Piu’ avanti ho capito che loro avevano fatto dei compromessi, esattamente come li ho fatti io qui, e non e’ giusto giudicare sulla qualita’ dei compromessi, in fondo la vita ognuno se la gestisce come vuole, l’importante e’ puntare alla felicita’ e soddisfazione personale.
Il leap che non era stato fatto era, invece, da gente che avrebbe voluto farlo ma alcuni non avevano il coraggio (ammissione loro, non deduzione mia), altri non avevano l’eta’ e avevano situazioni in loco che non glielo permettevano piu’, figli, marito/moglie, fidanzamenti storici, fidanzamenti brevi, etc.
Ad oggi mi rendo conto che la mia e’ stata una scelta, una scelta di instabilita’, una volta non prendevo sul serio chi mi diceva che nelle proprie scelte avrebbe dovuto includere un’altra persona, “tu devi pensare alla tua di felicita’” dicevo, ancora oggi ritengo che questa affermazione sia giusta ma finalmente comprendo alcuni motivi dietro queste affermazioni.
Insomma, il cambiamento fa sempre bene, c’e’ chi lo chiama crescita, altri maturita’, io non mi azzardo in queste ultime due definizioni perche’, soprattutto nell’ultimo caso, si sottointende che quello che c’era prima era sbagliato, invece a me mi piace pensare che si tratti solo di momenti diversi derivati da esperienze pregresse diverse. Un modo intellettuale di dire le cose, che se esistesse ancora il blog di utopie avrebbe chiuso immediatamente per manifesta inferiorita’ subito dopo aver letto questa frase ad effetto.
Sono sicuro che tra chi mi legge c’e’ qualcuno che il leap vorrebbe farlo, in mezzo alla massa di gente che legge questo blog un po’ da voyeur un po’ da telespettatore di serial americano, per vedere come va a finire la storia. Ai primi vorrei dire che se vi sentite condizionati dall’eta’ non e’ mai troppo tardi per farlo, certamente l’essere piu’ giovani, ed elastici mentalmente, e propensi ad accettare molti compromessi all’inizio, aiuta ad ambientarsi meglio, ma se non siete piu’ nel fiore della gioventu’ cosa volete farci? Inutile piangersi addosso, rimboccatevi le mani e prenotate il biglietto.
Nel caso dei giovani, invece, sono piu’ scettico. Ho incontrato molte persone che dicono che vorrebbero fare questa fatidica esperienza all’estero, la maggior parte di loro vorrebbe farsi dai 3 ai 6 mesi per studiarsi l’inglese (sotto l’anno e’ turismo, ricordatevelo), vorrebbero, vorrebbero, ma alla fine non fanno niente, c’e’ sempre quell’impegno importantissimo che prende la precedenza, del tipo “esame universitario” o “nuovo fidanzamento” o “opportunita’ di contratto indeterminato > 1000 eu al mese”.
Nel momento in cui vi rendete conto che queste stupidaggini, adesso lo dico sul serio pero’, sono quelle che vi fanno negare un’esperienza ‘life-changing’ come il trasferimento all’estero, allora lasciatevi dire che avete uno strano metro di valutazione; giusto perche’ oggi sono buono.
E’ cosi’ difficile per giovani italiani sotto i 30 anni a mettersi in gioco? A rinunciare a quello che hanno (temporaneamente) e rischiare. Io apprezzo le persone che rischiano, e anche le grandi aziende, se la vostra preoccupazione fosse il lavoro, apprezzano le persone che amano mettersi in gioco. Vi citero’ una cosa, senza fare nomi: conosco un irlandese che lavorava qui, ben avviato, nell’IT, poi un giorno probabilmente ha deciso che aveva messo da parte qualcosa ed e’ andato in una delle migliori universita’ inglesi a studiare matematica. Sapete voi che matematica non ha molti sbocchi lavorativi, ma era una cosa che gli piaceva fare… e’ stato via tre anni e si e’ laureato in tempo, poi e’ tornato ed ha ripreso il lavoro nell’IT.
Ecco, a voi puo’ sembrare una stupidaggine ma questa credo sia sul serio una volonta’ di mettersi in gioco, un po’ come quelli che inconsciamente decidono di andare a farsi un anno in Australia (e sono tanti gli irlandesi che lo fanno dopo il leaving cert) o coloro che si prendono il sabbattico; molti rinunciano al proprio stipendio di migliaia di euro pur di perseguire, anche per poco, un loro sogno… in Italia, invece, l’aspettativa e’ obbligatoria, chi ce lo fa fare a perdere questo indeterminato a 1200 euro?
Infatti, chi ve lo fa fare? Chi me l’ha fatto fare?
Ciao,
Antonio


