Elezioni europee
Dublin – 3 years, 3 months, etc
Ho scoperto da qualche giorno che avrei potuto votare per i partiti irlandesi, sarebbe bastato registrarsi da qualche parte, se l’avessi saputo prima l’avrei fatto, sfortunatamente sono troppo pigro e ulterioremente non mi sono neanche interessato molto di politica. Per mia scelta. Gizzo lo sa.
Negli ultimi giorni, tuttavia, mi sono auto-trascinato nella campagna elettorale italiana per farmi un’idea sulle nuove tendenze politiche italiane, e la condividero’ con voi.
Lasciai l’Italia nel 2006, dopo qualche giorno ci sarebbero state le elezioni che Prodi avrebbe vinto con un margine risicatissimo, dopo aver dilapidato in pochi mesi una decina di punti di vantaggio su Berlusconi e Lega, grazie a dei discorsi abbastanza ambigui su tassazione, eguaglianza sociale e in genere a una mancanza di accordo all’interno di una coalizione allargata che comprendeva anche Mastella. Mastella, rendiamoci conto.
Quello che e’ successo dopo e’ storia: si decide di fondare il PD, Veltroni viene eletto tramite le primarie e la maggioranza risicata al Senato finalmente non esiste piu’ e cio’ consente a Berlusconi di conquistare il paese.
Il voto dell’anno scorso, che ha segnato il mio abbandono completo nei confronti della politica italiana, era molto curioso, la Casa delle Liberta’ non ottenne un grandissimo vantaggio rispetto alle elezioni precedenti (europee/amministrative comprese), straordinariamente la Lega che si attestava tra il 3% e il 4% nazionale tra il 2001 e il 2006, nel 2008 sfondo’ il muro dell’8% che, se ci pensate, nella prospettiva nazionale e’ veramente tanto; al Nord abbiamo anche visto grandi citta’ dove la Lega tocca e sfonda anche il 20%. Paradossale.
Berlusconi, imperatore mediatico, riesce a vincere grazie al radicamento sul territorio della Lega (e di copioni simili al Sud), la sinistra decide di suicidarsi definitivamente e in Italia si cominciano a premiare gli istinti piu’ bassi, in particolare razzismo e xenofobia.
Ultimamente, per cercare di rubare voti alla Lega, Berlusconi ha ribadito che non vuole un’Italia multirazziale scordandosi sia delle emigrazioni italiane in Europa e nelle Americhe una cinquantina di anni prima, che delle immigrazioni di stranieri in Italia, dove ormai esistono comunita’ radicate a cui non viene riconosciuta ne’ cittadinanza ne’ diritto di voto.
Potremmo commentare che e’ abbastanza curioso che l’Italia si raccolga attorno alla figura dell’”italiano”, specie se consideriamo il fatto che il nostro Stato ha 150 anni e ci sono molte differenze persino tra un veneto e un lombardo, per non parlare di quello che esiste tra nord e sud; se continuiamo a suonare su queste note chi ci vietera’ un giorno di dire che il Nord deve essere della gente del nord? Ops, scusate, gia’ lo dicono i leghisti.
E’ cambiato tanto in Italia nel frattempo, Berlusconi si e’ preoccupato di fare le ennesime leggi ad personam contro la magistratura eversiva e di ridurre sempre di piu’ gli spazi democratici; probabilmente l’esempio italiano dovrebbe spingere storici e similari a riconsiderare i parametri su cui valutare la democrazia. Ecco… il fatto che si voti non dovrebbe essere considerato preponderante nel definire democratica una nazione, specie se liberta’ di stampa, liberta’ di parola e tolleranza nei confronti dell’altro sono ridotti al lumicino.
Come vi dicevo sopra, in Italia vota solo una parte della popolazione: gli immigrati sono esclusi sebbene siano invitati con forza a partecipare alla vita amministrativa tramite il pagamento delle tasse; ebbene con il voto di una parte della popolazione la maggioranza, illegittimamente, crede di poter calpestare qualsiasi valore democratico.
Non mi azzardero’ a definire l’Italia come una non-democrazia, perche’ questo vorrebbe dire accomunarla ad altri paesi veramente non democratici, dove non esiste liberta’ di stampa o dove reporter stranieri vengono coperti da agenti con degli ombrelli aperti quando fuori e’ piena estate; tuttavia e’ indubbio che l’Italia si sta avviando verso uno ’slippery slope’ dove il popolo diventa “pubblico da casa”, poco interessato alla vita politica e dove la ‘casta’ decide di fare delle leggi che restringono le liberta’ individuali.
In quest’anno di governo Berlusconi il “merito” e’ diventato un dito dietro il quale nascondersi per fare delle leggi che, invece, hanno poco a che fare col merito. Del resto come spiegare il “merito” ad un popolo che e’ non meritocratico nel DNA? Ad un popolo dove le cariche e il potere vengono tramandati per discendenza e non conquistati per le proprie capacita’? E dietro questo paravento del merito sono passate riforme scolastiche e universitarie, riforme del settore pubblico, dove Brunetta si preoccupa quotidianamente di fare qualche dichiarazione ad effetto; l’ultima e’ quella sui poliziotti panzoni o qualcosa del genere.
Parlando sia con italiani sia di destra che di sinistra residenti in Italia, mi rendo conto di quanto questi siano staccati dalla realta’, i primi lodano Berlusconi non comprendendo che all’estero una persona del suo calibro sarebbe solamente una macchietta cabarettistica, i secondi parlano di anticapitalismo, di liberta’ e di tante belle storie di sinistra senza rendersi conto che a parole si possono dire tante cose ma la pratica e’ differente; bisognerebbe applicare il metodo scientifico anche alla politica, specie quando si tratta di dibattiti. Non accenno al PD perche’ hanno deciso volontariamente il suicidio.
Recentemente mi hanno insegnato che non ha senso criticare se non c’e’ un suggerimento alternativo da proporre, qualcosa per migliorare la situazione attuale; se dovessi applicare questo insegnamento retroattivamente dovrei cancellare una buona percentuale dei miei post e dei commenti nei blog altrui, ma tenteremo di applicarlo solo da oggi. Ecco, mi potreste chiedere qual e’ il tuo suggerimento per migliorare l’Italia?
Suggerimenti ne ho pochi, altrimenti sarei ad applicarli, una volta ero un inguaribile ottimista, forse mi mancava il contatto con la realta’, ultimamente andando in Italia sembra di fare quei viaggi che gli inglesi facevano nell’800 in Africa, dove incontravano tradizioni, culture e persone cosi’ diverse dalle proprie, non arretrate ma diverse, a volte anche cristallizzate nelle loro pratiche quotidiane. Questo recente ‘contatto’ con la realta’ italiana mi provoca un profondo pessimismo, non credo che si possa cambiare dall’oggi al domani, forse lo si puo’ fare tra una generazione e l’altra. Forse.
Forse devo rassegnarmi al fatto che la mia generazione ha deciso il disimpegno dalla politica e la vita alle spalle dei genitori e, in alcuni casi, dei nonni; questo welfare familiare italiano oggi sostiene dei giovani incapaci di agire, muoversi, guadagnare da vivere; questi, eccezioni a parte, non hanno problemi a votare PDL, PD o altri partiti inutili, sebbene questi non abbiano uno straccio di programma economico, sociale, qualcosa; si tratta solo di chiacchere e proclami, di sogni venduti a dei giovani che hanno scelto coscientemente di preservare la situazione attuale, di credere ai genitori e perpetuare un sistema gerontocratico.
Non scordiamo che in Italia la famiglia e’ un valore importante e credo che molte scelte politiche derivino dalla propria esperienza familiare piu’ che dal contatto con la realta’; detto cio’ se i giovani hanno deciso di credere alle promesse, molte volte anche genitori pensionati hanno perso il contatto con la realta’ e credono che il mercato del lavoro sia quello di 40 anni fa e consigliano ai figli di parcheggiarsi all’universita’ in modo da darsi un tono. Ecco, tutto questo non fa altro che perpetuare l’idea che al governo ci debba essere Berlusconi, il cambiamento non sara’ mai accettato, almeno finche’ in Italia la maggior parte degli italiani non vedra’ di buon occhio il cambiamento.
Non ci resta che sperare che gli immigrati ci salvino dagli italiani, perfavore non lasciateci da soli con gli italiani.
Nella foto: il corriere della sera annuncia i dati dell’affluenza di oggi


Sul nazionale:
PDL 37%, Lega 10%, IDV 7%, PD 24%, tutto il resto e’ sotto il 4%
Penso che 7, 8 stati piu piccoli, snelli e vicini ai cittadini funzionerebbero molto meglio di questa repubblica delle banane. Quante volte sento dire “eh ma l’irlanda capirai è facile governare uno stato di 4 milioni di abitanti”. Ergo perchè dobbiamo essere masochisti e rassegnarci alla repubblica delle banane che più di due guerre mondiali, fascismo, mafia e una classe politica tra le più corrotte al mondo non è stata capace di produrre?
Saluti direttore.
L.
Eppure oggi gli elettori del centrodestra sono maggioranza in quasi tutte le regioni d’Italia, pensi sul serio che isolando 6-7 piccoli Stati si possa avere un psoto migliore dove vivere? Forse il vero problema e’ il suffraggio universale…
Penso che internet aiuti molto a far “evolvere” le idee della gente (quelli recuperabili, poi per gli altri esisterà solo facebook e gazzetta.it).
Quello che però credo sia più sbagliato è avere l’idea del politico che risolve i tuoi problemi.
Nel momento in cui pensi che ti serve conoscere un politico per fare quello che devi fare vuol dire che stiamo andando male.
La trasparenza nelle istituzioni deve essere la prima cosa.
direttore mi astengo da ogni commento.
Scelgo, come i miei connazionali, il disimpegno.
Ma anche l’esilio…..
avevi anche considerato che Lampedusa avrebbe preso il 24% dei voti per la lega???????