Seats are not for feet

“The proof is left to the reader”

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Leap

25 Comments
Posted by antonio on June 8, 2009 at 11:56 pm

Dublin – 3 years, 3 months etc

Evitero’ di commentare le elezioni europee perche’ il bello e’ pontificare prima, dopo e’ solo una fredda analisi dei risultati che, tra l’altro, cambiano ben poco nell’ottica del sistema Italia.

“Sistema Italia” e’ fico, ho sognato di scriverlo da quando ho aperto il blog, finalmente sono riuscito a collocarlo.

“Leap”, che casualmente e’ anche il titolo del post, in inglese significa salto, e perche’ non “jump”? Jump e’ il salto che comincia a due piedi e finisce con due o un piede, “leap” e’ invece il salto che comincia con un piede e finisce con l’altro, ecco come quando si salta da una parte all’altra del burrone; quando si e’ atletici.

Che persona di cultura che e’ il direttoreeeee, gia’, una persona che sa usare Google veramente bene.

Non fatemi divagare, torniamo al tema principale: dopo il mio trasferimento qui, anche durante gli scorsi anni, mi capitava di parlare con delle persone, tra parenti e amici, che invece avevano deciso di rimanere in Italia. Alcuni ammiravano questo “coraggio” e mi dicevano che l’avrebbero fatto anche loro se le condizioni fossero state diverse, nel caso di alcuni si trattava di eta’ e famiglia, ormai consolidate, quindi il ‘farebbero’ si potrebbe meglio scrivere come “l’avrebbero fatto”, nel secondo caso si trattava della situazione presente che aveva un certo equilibrio che non volevano fosse interrotto.

Da discussioni varie la maggior parte delle persone che sono venute qui mi sa che non avevano piu’ nessun equilibrio, si erano rotti i compromessi e i presunti vantaggi che li legavano all’Italia; questa cosa la posso confermare al 100% nel mio caso ma penso che anche altri casi siano simili. Certo ci sono le dovute eccezioni, come la gente venuta qui per studiare, ma nessun post di questo blog sarebbe onesto se non ammettesse le eccezioni.

Ammetto che all’inizio ero abbastanza gasato dall’esperienza irlandese e come mia abitudine rompevo il cazzo a tutti dicendo che qui si stava troppo bene e sottointendendo che era una stupidaggine restare in Italia, ecco, ne approfitto di questo momento anni dopo per ringraziare tutti i miei amici che mi hanno sopportato nei miei rant :D Piu’ avanti ho capito che loro avevano fatto dei compromessi, esattamente come li ho fatti io qui, e non e’ giusto giudicare sulla qualita’ dei compromessi, in fondo la vita ognuno se la gestisce come vuole, l’importante e’ puntare alla felicita’ e soddisfazione personale.

Il leap che non era stato fatto era, invece, da gente che avrebbe voluto farlo ma alcuni non avevano il coraggio (ammissione loro, non deduzione mia), altri non avevano l’eta’ e avevano situazioni in loco che non glielo permettevano piu’, figli, marito/moglie, fidanzamenti storici, fidanzamenti brevi, etc.

Ad oggi mi rendo conto che la mia e’ stata una scelta, una scelta di instabilita’, una volta non prendevo sul serio chi mi diceva che nelle proprie scelte avrebbe dovuto includere un’altra persona, “tu devi pensare alla tua di felicita’” dicevo, ancora oggi ritengo che questa affermazione sia giusta ma finalmente comprendo alcuni motivi dietro queste affermazioni.

Insomma, il cambiamento fa sempre bene, c’e’ chi lo chiama crescita, altri maturita’, io non mi azzardo in queste ultime due definizioni perche’, soprattutto nell’ultimo caso, si sottointende che quello che c’era prima era sbagliato, invece a me mi piace pensare che si tratti solo di momenti diversi derivati da esperienze pregresse diverse. Un modo intellettuale di dire le cose, che se esistesse ancora il blog di utopie avrebbe chiuso immediatamente per manifesta inferiorita’ subito dopo aver letto questa frase ad effetto.

Sono sicuro che tra chi mi legge c’e’ qualcuno che il leap vorrebbe farlo, in mezzo alla massa di gente che legge questo blog un po’ da voyeur un po’ da telespettatore di serial americano, per vedere come va a finire la storia. Ai primi vorrei dire che se vi sentite condizionati dall’eta’ non e’ mai troppo tardi per farlo, certamente l’essere piu’ giovani, ed elastici mentalmente, e propensi ad accettare molti compromessi all’inizio, aiuta ad ambientarsi meglio, ma se non siete piu’ nel fiore della gioventu’ cosa volete farci? Inutile piangersi addosso, rimboccatevi le mani e prenotate il biglietto.

Nel caso dei giovani, invece, sono piu’ scettico. Ho incontrato molte persone che dicono che vorrebbero fare questa fatidica esperienza all’estero, la maggior parte di loro vorrebbe farsi dai 3 ai 6 mesi per studiarsi l’inglese (sotto l’anno e’ turismo, ricordatevelo), vorrebbero, vorrebbero, ma alla fine non fanno niente, c’e’ sempre quell’impegno importantissimo che prende la precedenza, del tipo “esame universitario” o “nuovo fidanzamento” o “opportunita’ di contratto indeterminato > 1000 eu al mese”.

Nel momento in cui vi rendete conto che queste stupidaggini, adesso lo dico sul serio pero’, sono quelle che vi fanno negare un’esperienza ‘life-changing’ come il trasferimento all’estero, allora lasciatevi dire che avete uno strano metro di valutazione; giusto perche’ oggi sono buono.

E’ cosi’ difficile per giovani italiani sotto i 30 anni a mettersi in gioco? A rinunciare a quello che hanno (temporaneamente) e rischiare. Io apprezzo le persone che rischiano, e anche le grandi aziende, se la vostra preoccupazione fosse il lavoro, apprezzano le persone che amano mettersi in gioco. Vi citero’ una cosa, senza fare nomi: conosco un irlandese che lavorava qui, ben avviato, nell’IT, poi un giorno probabilmente ha deciso che aveva messo da parte qualcosa ed e’ andato in una delle migliori universita’ inglesi a studiare matematica. Sapete voi che matematica non ha molti sbocchi lavorativi, ma era una cosa che gli piaceva fare… e’ stato via tre anni e si e’ laureato in tempo, poi e’ tornato ed ha ripreso il lavoro nell’IT.

Ecco, a voi puo’ sembrare una stupidaggine ma questa credo sia sul serio una volonta’ di mettersi in gioco, un po’ come quelli che inconsciamente decidono di andare a farsi un anno in Australia (e sono tanti gli irlandesi che lo fanno dopo il leaving cert) o coloro che si prendono il sabbattico; molti rinunciano al proprio stipendio di migliaia di euro pur di perseguire, anche per poco, un loro sogno… in Italia, invece, l’aspettativa e’ obbligatoria, chi ce lo fa fare a perdere questo indeterminato a 1200 euro?

Infatti, chi ve lo fa fare? Chi me l’ha fatto fare?

Ciao,
Antonio

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25 Comments

  • On June 9, 2009 at 12:10 am bacco1977 said

    ho fatto leap due anni fa, ed e’ stata la cosa migliore che potessi fare.
    Diventa difficile pero’ spiegarlo a chi vuole che la propria vita segua uno schema ben definito.
    Per molti, anche un anno o due, diciamo sabbatico, potrebbe significare perdere un anno di contributi…Non ci crederai ma ho sentito dire anche questo.
    Leap e’ rischiare. Ma comunque andranno le cose, qualunque cosa accada, ne sara’ sempre valsa la pena.

  • On June 9, 2009 at 9:00 am antonio said

    Ho due spiegazioni per questa forma mentis statica ed e’ probabile che nessuna delle due sia valida, le dico lo stesso:

    1) (come da finale dello scorso post) e’ un problema familiare, ci hanno educato cosi’

    2) e’ un problema del mercato del lavoro italiano, sembra (il rientro non l’ho mai fatto) che perdere un lavoro sia una tragedia e trovarne un altro simile sia molto difficile e non dipende assolutamente dalla professionalita’ acquisita’.

    Sulla (2) sono dubbioso ma parlo senza dati, e’ davvero cosi’ difficile trovare un lavoro di nuovo in un paese da 60 mln di persone?

  • On June 9, 2009 at 12:51 pm Salvo said

    Ehm…io starei cercando come un matto di fare il leap, dopo essermi laureato da poco piu’ di un mese in Informatica (laurea di II livello, che come molte cose in italia mi e’ costata sacrifici personali irrecuperabili), in un’universita’ del centro-sud (diciamo “profondo sud”), dopo aver gia’ fatto un’esperienza di stage di 6 mesi in Svizzera (paese efficientissimo e perfetto, ma gente fredda, persino i colleghi Tedeschi provenienti dalla Germania si lamentavano di cio’, quindi vi lascio immaginare…). Massimo dei voti, Inglese a livello fluente (110/120 nel TOEFL), in Tedesco a livello base, ecc…le solite cose inutili (a quanto pare)…
    Come sta andando? Male, malissimo…e’ da piu’ di un mese che invio curriculum con lettere di accompagnamento personalizzate in Irlanda, UK, Olanda e Svizzera, ma finora ho ricevuto solo risposte negative, o nessuna risposta (alla faccia del rispetto per le persone)…Ho anche aggiornato
    il mio profilo Monster.co.uk…
    Capisco che le universita’ italiane non formano dei professionisti, a causa di un’atavica chiusura mentale del mondo accademico, e soprattutto del fatto che con la riforma 3+2 hanno creato un sistema
    in cui gli esami e le materie sono talmente tante, che s’impara poco di tutto, cioe’ nulla, e si studia per superare gli esami, non per
    imparare, perche’ e’ una corsa contro il tempo…ma almeno la buona
    volonta’ credo traspaia dal mio curriculum, ed imparo in fretta…
    Mi consigliate di andare “in loco” come turista per qualche giorno/settimana? Al momento comunque studio per migliorare il Tedesco, e
    colmare alcune lacune riguardanti la mia conoscenza di Linux/Solaris…poi verso la fine dell’anno comincero’ a studiare una terza (e spero ultima) lingua straniera, forse l’Olandese, sperando nel frattempo di essere riuscito ad andarmene dalla repubblica delle banane…

    A chi troppo, a chi nulla…

  • On June 9, 2009 at 1:13 pm bacco1977 said

    ciao Salvo.
    Guarda, secondo me, ci sono una serie di problemi.

    1- inglese. Anche io avevo il TOEFL, 102/110, quindi siamo vicini. Beh, e’ OK per cominciare, ma credimi, solo il TOEFL non ti fa fluente.

    2- Recessione. Non si investe su risorse Junior. In pratica non devi disperarti, e’ un brutto epriodo che , almeno spero, passera’. Non so pero’ se passera’ in irlanda. Ma UK ed Olanda sicuramente.

    3- tieniti attivo partecipando a qualche progetto Opensource…impari, migliori l’inglese, migliorit ecnologicamente, e alla fine fanno un po’ di CV.

    4- in periodi di recessione, devi essere in loco per trovare lavoro. Quindi si’, fatti due mesi da turista.

    Questi sono i miei consigli.
    Magari altri sapranno dire meglio..

  • On June 9, 2009 at 3:43 pm Gizzo said

    a me chi lo fa fare di ritornare, senza nemmeno i 1200 euro e il posto fisso?

    la voglia di creare. di sfidarmi.

  • On June 9, 2009 at 3:46 pm antonio said

    @Gizzo: qual era l’alternativa?

  • On June 9, 2009 at 4:07 pm Gizzo said

    due alternative:
    -stare in Europa, con un posto di lavoro nel mio settore diciamo pagato >1200 euro
    -tornare in Italia a fare un lavoro ‘qualsiasi’ pagato <1200 euro (diciamo attorno ai 1000, dai)

    dove per qualsiasi intendo un lavoro che presupponeva buon spirito di adattamento, ecco.

  • On June 9, 2009 at 4:40 pm antonio said

    @Gizzo: vale come leap anche il tuo, mica siamo razzisti :D

  • On June 9, 2009 at 4:51 pm Gizzo said

    io il leap l’ho fatto.
    adesso faccio una ritirata.

  • On June 9, 2009 at 4:58 pm bacco1977 said

    @gizzo
    Occhio a non finire con l’altro piede nella merda.
    In tal caso, si dice non porti fortuna….

  • On June 9, 2009 at 5:10 pm Gizzo said

    bacco, lo so. é rischioso, ma se non credo in me stesso, non penso ci sia tanta gente disposta a farlo :)

  • On June 9, 2009 at 5:45 pm antonio said

    In credere in se’ stessi o in credere in Gizzo? :D

  • On June 10, 2009 at 8:38 am pedro said

    anche io ho fatto il leap!
    dopo dublino, ho scelto l´austria, ma dopo 2 mesi ho capito che non faceva per me…il lavoro…
    stavo perdendo la voglia, l´attenzione, l´interesse.
    mi sono dato un paio di mesi di break.
    un salto nel vuoto, ora sono in un paesino in rep ceca, senza lavoro, in una vacanza/non vacanza, senza confort o divertimenti sfrenati.
    solo tanta vita semplice, umile.
    ho bisogno di capire cosa voglio, se posso essere libero di vivere a modo mio questa mia vita.

    lavorare per uno stipendio, che ti permette una vita omologata e conformista o non lavorare e provare a campare con poco, scegliendo realmente cosa fare?

    sono ospite di amici, mi sposto in autostop, sono stato a bratilsva e praga, sabato andro´ a budapest, trascorrendo la notte su divani messi a disposizione da persone appena conosciute, in appartamenti modesti e popolari.
    sto imparando qualche parola in ceco, a giocare a freccette nei pub fumosi tra gente comune, sto provando a scrivere…

    un salto nel buio…

  • On June 10, 2009 at 9:08 am antonio said

    bravo pedro, chissa’ quante persone ti hanno detto che vai all’avventura o, quelle poco gentili, che sei in incosciente.

    Dissero la stessa cosa a me quando decisi di licenziarmi per andare in Irlanda, se fosse questa la vera incoscienza allora viva l’incoscienza :D

  • On June 10, 2009 at 9:42 am bacco1977 said

    bravo pedro.
    per me venire in Irlanda e’ stato gia’ un salto fuori dagli schemi.
    Il tuo, e’ qualcosa di + estremo.
    Ma se sei felice, vai avanti.

  • On June 10, 2009 at 10:30 am barbylucedistelle said

    E bravo pedro. Mi piace molto quando dici: lavorare per uno stipendio, che ti permette una vita omologata e conformista o non lavorare e provare a campare con poco, scegliendo realmente cosa fare?

    Se io potessi, anzi, se avessi il coraggio, sceglierei sicuramente la seconda. Il mio primo passo lo feci gia’ a suo tempo, quando decisi di trasferirmi in Irlanda, senza conoscere nessuno.
    Per il secondo, penso ci vorra’ un po’ di piu’. Forse sono troppo abituata agli agi che il mio attuale stipendio mi permette di avere, e sebbene voglia lavorare in un settore completamente diverso, quanto meno per ora ho la liberta’ di dedicarmi anche a tante altre cose.

    In bocca al lupo per le scelte che farai.

  • On June 10, 2009 at 10:32 am barbylucedistelle said

    Gizzo tu lo sai gia’ come la penso :D
    E cmq se non sarai soddisfatto in futuro, potrai sempre reinventarti e volgere il tuo sguardo altrove…

  • On June 10, 2009 at 11:41 am Gizzo said

    grazie a tutti.
    l’incoraggiamento che sto ricevendo é linfa preziosa.
    a fine mese poseró la prima pietra :)

  • On June 10, 2009 at 1:21 pm Elena said

    Ciao…il mio “leap”…quando dissi “basta, vado in Irlanda” un amico ministeriale mi disse” ma sei matta a fare una cosa cosi’?E cosa farai?Insomma…qui”ALMENO 1000 EURO LI PRENDI!!”
    Ancora una volta tutto dipende dai propri obiettivi e da come vuole essere trattato dal mondo del lavoro e da che aspirazioni (materiali e non) ha.
    Torniamo sempre li’: chi crede al vecchio “chi non risica non rosica” e chi no.
    @ Pedro: si, vita affascinante, anticonformista, i divani, i sogni, le lingue, etc etc.ma personalmente sono un po’ troppo concreta e forse “spartana”….per cui bravo che segui uno stile da “figlio dei fiori”, per ora.Ma prima o poi arriva il momento delle cose DA FARE veramente…percio’ Buona Vacanza a te.
    @ Gizzo: ma’ndo vai?

  • On June 10, 2009 at 2:13 pm Gizzo said

    Elena: é arrivato il momento delle cose da fare.
    proveró ad aprire la mia azienda agricola.

  • On June 10, 2009 at 3:31 pm Elena said

    Oh, ma che MERAVIGLIA!!!!!!Altro che divani e fiori…
    :-) ))
    Bravissimo!!! Ottimo…allora Buonissima Fortuna a te e complimenti…Super Leap!! :-)

  • On June 10, 2009 at 4:37 pm pallotron said

    @gizzo: se tu fai una azienda agricola IO VENGO LI ALMENO PER UNA SETTIMANA A FARE SALAMI ahh :)
    in bocca al lupo! :)

  • On June 11, 2009 at 6:30 pm andima said

    bel post.
    ho un’osservazione: probabilmente pero’ molti non si pongono soltanto la domanda “chi ce lo fa fare a perdere questo indeterminato a 1200 euro?”, il lavoro non e’ tutto, molti pensano alla famiglia, agli amici, la ragazza, ad equilibri e felicita’ che nonostante il lavoro hanno acquisito e non vogliono perdere. Lo so, senza soldi non si cantano messe, “e’ inutile imbrogliare”:

    http://www.youtube.com/watch?v=-lBclzksAPE

    certo pero’, se ci si lamenta e si pensa al leap senza avere il coraggio di farlo, sono d’accordissimo con te, l’incitamento ci vuole e soprattutto la volonta’ di mettersi in gioco!

    @Gizzo
    ti stimo per quello che stai per fare, mi raccomando tienici aggiornati tramite il tuo blog!

  • On June 11, 2009 at 8:53 pm bacco1977 said

    bellissimo troisi…..

  • On June 13, 2009 at 10:41 am Lyndon said

    Tutti sognano altro, ne sono quasi certo; sognano il giardino del vicino ed il suo verde smeraldino.

    La differenza tra sognarlo e calcarlo è, come saggiamente dice il direttore, la chiave mistica del leap. Questi passi devono far parte del proprio viaggio esistenziale, che non può limitarsi allo sterile “moaning”.

    Questo non vuole dire che la chiave salomonica della felicità sia nel lavoro e nello stipendio, quelli sono solo strumenti che ci permettono altro: studiare, progredire, viaggiare, curarsi e divertirsi.

    L’essere statici è un condannarsi ad una morta gora senza fine.

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