“The proof is left to the reader”
Dublin – 3 years, 9 months, etc
Premetto subito che questo post parlera’ di varie cose, alcune che mi sono venute in mente in precedenza, altre di stasera, fresche fresche, cerchero’ di dividere il post adeguatamente. I miei 3 lettori assidui si meraviglieranno della mia ripresa nella scrittura di questo blog con una discreta frequenza, preciso subito che non so se sia un reflusso delle vacanze (che finiranno ufficialmente lunedi’) o una new year resolution inconscia.
Com’era quel joke su Irlanda e Islanda? Mi sa che non si sono sbagliati di molto (a parte le temperature), oggi grande nevicata a Dublino e soprattutto grande errore da parte di coloro che non sono usciti il sabato sera. Devo dire che la neve segue lo stesso andamento delle pioggie: nevica piano cinque minuti, poi stop, poi tempesta di neve per dieci minuti, poi cielo pulito, etc etc. In ogni caso stamani i marciapiedi erano tutti ghiacciati e tornando a casa sono finito col culo a terra, oggi pomeriggio invece ha nevicato e la sera si poteva uscire senza problemi, grazie anche all’ausilio delle nuove scarpe da trekking regalatemi da Barbara.
Siamo stati all’O'Neill e abbiamo preso il combo platter (buono), e il turkey and ham che invece consiglio (da accompagnare con la gravy), appena usciti ha cominciato a nevicare e abbiamo cominciato la battaglia a palle di neve con persone totalmente sconosciute. Come immaginerete la mia mira era quella che era, visto che vengo da un posto dove non ho mai visto la neve.
Giusto per precisarla stamattina era la prima volta nella mia vita che vedevo la neve nella citta’ in cui vivo (gli scorsi anni quando nevicava non c’era mai
), quindi il mio atteggiamento bambinesco ha preso il sopravvento: la sorpresa nel vedere qualcosa mai visto prima, la voglia di prendere le palle di neve e tirarle a tutti, etc etc.
Devo anche dire che non faceva tanto freddo.
Insomma, dopo esserci massacrati a palle di neve a temple bar ci siamo recati al Dakota che, come tutti i pub stasera, giorno da tempesta di neve, era vuoto. In genere, nonostante la recessione, al Dakota c’e’ sempre una discreta folla. Abbiamo ripiegato verso il Foggy Dew dove ho avuto modo di rivedere dopo SECOLI Gabro che saluto anche qui: Juve merda.
Vorrei includervi delle foto ma sono troppo pigro per farlo, “Dublin snow 2010″ su google vi dara’ tutto quello di cui avete bisogno.
Questo post si sarebbe dovuto chiamare keep in touch ma e’ stato scavalcato dalla novita’ del giorno; il senso di quello che avrei voluto scrivere e’ il risultato di alcune uscite fatte quando sono stato giu’ in vacanza, con gente che non vedevo da qualche mese e altre persone che non vedevo da qualche anno.
Nella nostra vita ci capita di incontrare varie persone, dentro o fuori dalle mura scolastiche, familiari e cosi’ via, a volte si ha la sensazione di avere molti amici e quel profilattico relazionale chiamato Facebook asseconda la voglia sia di mostrarsi che di mostrare le proprie sconfinate amicizie, anche nel caso in cui si tratti di persone non piu’ viste dopo le scuole elementari (o “primarie”, come si chiamano ora).
Non e’ male recuperare i vecchi amici ma nel mio caso si ha la sensazione di qualcosa di incompiuto, se rientro in contatto con qualcuno/a con cui ho avuto un rapporto di amicizia in passato mi aspetto che quel rapporto riprenda, anche se in maniera meno tiepida, invece sembra che tutti, nel mio caso, non hanno voglia di riprendere nessun rapporto, ormai si sono fatti altri amicizie e quelli che prima erano amici sono diventate conoscenze.
Questa che avete appena letto e’ una vecchia riflessione che ho avuto modo di scrivere soltanto adesso, quello che ho fatto in Sicilia, invece, e’ andato nell’altro senso: rivedere delle persone cui cui bene o male ci sono stati dei legami forti in passato e che non sentivo da tempo: alcuni si sono comportati come detto sopra, con altri invece ho rivalutato il valore della vera amicizia che invece che essere trascurata e lasciata morire (o dimenticare) va coltivata se non ogni giorno almeno ogni settimana.
Come immaginerete la maggior parte di coloro che conoscevo a Messina sono ormai emigranti, Roma, Milano o anche all’estero, chi piu’ ne ha piu’ ne metta, in fondo per trovare il lavoro si fa cosi’, ed uno degli errori piu’ grossi che puo’ fare chi emigra e’ decidere di staccarsi dalle vecchie amicizie; questo in genere lo si fa per due motivi: o perche’ ci si autoghettizza (consapevolmente o inconsapevolmente) o perche’ si vogliono fare delle amicizie piu’ “consone” al nuovo stato sociale (lo so che e’ stupido ma alcuni ragionano veramente cosi’).
In entrambi i casi si decide di isolare se’ stessi dalla vecchia ‘comitiva’ di amici (o anche da ‘alcuni’), e questo e’ uno degli errori piu’ gravi che si puo’ commettere perche’ gli amici storici, in fondo, sono i veri amici e, subito dopo la famiglia piu’ stretta (cioe’: fratelli, sorelle, e eventuali e selezionati cugini/e) ci sono loro.
Sembra una cosa stupida, un ragionamento abbastanza banale ma e’ facile cadere in questo tranello e io stesso ho tralasciato volontariamente alcune relazioni, fondamentalmente perche’ non avevo tempo/voglia ma, vedendo che adesso lo fanno gli altri mi rendo conto a che tipo di risultati puo’ portare
New year resolution: l’anno scorso mentre ero nel letto VESTITO nel freddo PAZZESCO del Donegal mi ero ripromesso di partecipare attivamente a qualche grosso progetto opensource, e ci sono riuscito, e di lavorare per trasferirmi in un paese col sole, proposito forse dettato dal clima del Donegal (alla fine non nevico’) ma che alla fine non e’ stato perseguito.
Per quest’anno sto gia’ lavorando a qualcosa di importante che dovrebbe portarmi a una ‘closure’ (vedere post precedente) con alcune cose del passato recente, purtroppo non posso rivelare di cosa si tratti, dovrete aspettare Dicembre 2010 (se Dio vorra’, come si dice da me).
Cirs
Antonio
bel post. Gli amici ‘storici’ sono una risorsa preziosissima: io ho ancora contatti con 3 in particolare, e con altri 2 più saltuariamente, purtroppo con un paio ci siamo persi di vista.
Andrea
Un amico ‘storico’ è quello che puoi chiamare dopo due anni in cui non vi siete sentiti, perchè devi discutere di qualcosa che non vuoi raccontare ad altri o perchè sai che lui capirà il tuo punto di vista. E’ vero che le amicizie vanno coltivate, ma secondo me ci sono alcuni rapporti che trascendono così tanto la normalità da rimanere ‘caldi’ anche in assenza di contatti assidui. Ci sono delle persone con cui mi sento tre volte l’anno, e che magari non vedo da molto di più, ma che rimarranno in ogni caso parte di me e viceversa. E si, probabilmente io sono uno di quelli che si è ghettizzato, anche per forza di cose, con le nuove amicizie; chi è senza peccato scagli la prima pietra, e qui non credo si possa parlare di peccati. Ma le mie amicizie storiche sono sempre lì, un pò abbandonate e trascurate, ma sempre lì.