Seats are not for feet

“The proof is left to the reader”

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Monthly Archives: February 2010

Alla ricerca del diodo perduto

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Dublin, 3 years, 10 months, etc

Vi presento in anteprima questa mia opera di prossima pubblicazione nelle librerie irlandesi, sara’ sicuramente un best seller, altro che Cecilia Ahern

Cominciamo

0) Introduzione

Entro in cucina, che bello, mi prendo il bicchiere d’acqua mattutino da vero NONNO, accendo, non si accende.
CAZZO.

Penso, si e’ fulminata la lampada a neon, bisogna cambiarla.

Capitolo 1 — Il cambiamento della lampada

Disattivo l’interruttore del circuito delle lampade, come sapete i quadri elettrici delle case irlandesi hanno 300 interruttori, uno per ogni cosa, ORA CAPISCO l’utilita’, non quella stronzata italiana che se devi riparare una lampada o un interruttore devi spegnere ANCHE il frigo. E la televisione. Fai conto che uno sta vedendo Amici.

Smonto tutto, cerco di smontare la lampada, non viene giu’.

Del resto non ho mai smontato una lampada a neon, TIRO; TEMO di spaccare tutto, il metodo stravinsky non e’ consigliato. Cerco su Internet, dicono di tirare forte, risalgo sulla sedia, TIRO FORTE, il neon esce. Do istruzioni a mia moglie tipo “tieni, vai dall’elettricista e fatti dare una lampada COSI’”, lei accetta il compito per il giorno dopo.

Capitolo 2 — Nuova lampada
Il giorno dopo torno da lavoro, ho la lampada, mi avvio a cambiarla, sistemo la sedia, smonto la plafoniera (o come cazzo si chiama, metto la lampada a neon, rimonto, dico a mia moglie ‘GUARDA CHE BEL LAVORO’ cazzo, neanche l’avessi costruita io la casa. Accendo l’interruttore, non si accende niente. VAFFANCULO.

Capitolo 3 — Smonto tutto
(da qui comincia la lamentazione)

Spengo l’interruttore dal quadro, tolgo la plafoniera, col cacciavite smonto tutto fino ad arrivare AI FILI, prendo il trasformatore (si chiama ballast) lo guardo, mi sembra intatto ma e’ probabilmente questo il problema, decido di svitarlo cosi’ da avere l’esempio da portare al negozio. Comincio a svitare, mi rendo conto che le viti sono totalmente SPANATE; non capisco perche’ cazzo quando smonto qualcosa in questa casa le viti sono tutte SPANATE, forse al controllo qualita’ gli dicono di spanarle? Forse e’ l’avvitatore automatico? MALEDICO GLI ELETTRICISTI POLACCHI IRLANDESI, MALEDETTI FIGLI DI PUTTANA…

PRENDO LA PINZA

SVITO

SUDO

Ovviamente, visto che esiste la maledetta forza di gravita’ la prima vite VOLA PER TERRA, maledico il signore (quello che passava), scendo dalla sedia, la cerco nel buio, la trovo, la metto DA PARTE.

Riesco a togliere il trasformatore dalla plafoniera, tolgo i fili, mi faccio lo schemino e metto del nastro isolante, riavvito tutto, prendo le viti spanate e LE MANDO AFFANCULO facendole volare nella spazzatura.

Capitolo 4 — Elettricisti? no grazie

Dico a mia moglie, guarda, porta questo al negozio etc etc, ancora priam che finisco di dire la frase lei MI MANDA AFFANCULO, vacci TU. Ok ci vado io, tanto domani e’ sabato.

Esco, contento, col mio trasformatore smontato in tasca e vado dal primo elettricista piu’ vicino quello dove abbiamo preso la lampada, per intenderci, quello vicino all’head shop che hanno bruciato, e’ un negozio enorme, ovviamente ha questa cosa. Entro, NON SALUTO, passo oltre il banco della moglie CHE NON CAPISCE MAI UN CAZZO, vado dal vecchio, in fondo, dal proprietario.

Faccio la fila, prima di me un signore fa vedere delle viti, il tipo gli dice dove andarle a prendere, arrivo io, salveo, sto cercando QUESTO e gli do il pezzo. Lui lo guarda, ha una faccia STRANITA

Io penso: maledetto, vendi roba elettrica e non sai cos’e'?
Un po’ intimorito gli dico cos’e', non vorrei che mi prendesse in giro, invece non sbagliavo, non sapeva che cazzo era e mi dice: io queste cose non le ho

Grazie.

E io: allora dove posso trovarlo?

E lui: forse da Maplins

Esco e vado, maplins si trova la traversa dopo, e’ una cosa tipica, ogni volta che lui non ha qualcosa (cioe’ QUASI SEMPRE) mi manda da Maplins e sto negozio vende tutto TRANNE le cose che mi servono, non ha mai UN CAZZO, che cazzo ci passo a fare NON LO SO, ma ogni volta entro e non hanno mai niente; vendono un sacco di stronzate tipo roba elettronica ma l’altra volta sono andato per un po’ di filo della luce e NON LO AVEVANO. Ma che cazzo di elettricisti siete, andate affanculo voi e io che continuo a entrarci.

Entro, faccio vedere sto coso al tipo alla cassa, ovviamente non sa neanche che cazzo e’ e mi dice: noi non abbiamo queste cose.

Ok, come al solito. pero’ dovete essermi d’aiuto, ditemi dove trovarlo, ovviamente il signore baffuto alla cassa non me lo dice. Allora domando:

Dove posso trovarlo?

E lui: ah da bahfhadhsa (come al solito dopo quattro fottuti anni non capisco i nomi) e io: e dov’e'? e lui: a Rialto.

VERY HELPFUL

gli dico, no it’s too far, e me ne vado

Capitolo 5 — “La ricerca continua”

Subito dopo essere uscito da Maplins e maledicendo gli attentatori dell’head shop per aver sbagliato bersaglio e non aver incendiato Maplins, mi dirigo verso l’ULTIMO GRADINO della scala degli elettricisti, il piu’ fornito ma anche il piu’ LOSCO, si trova alla fine di Talbot street, la strada dopo lo spire, quasi vicino a Connolly Station. E’ una bella strada, per turisti diciamo, l’altra volta un tipo aveva il cellulare tra le mani e due ragazzini sono passati e glielo volevano scippare, il problema e’ che questo era piu’ “malandrino” di loro ed e’ finita quasi a rissa, poi questi sono scappati, e’ passata la Garda e il tipo gli ha spiegato dov’erano scappati, poi dovevo andare e non ho potuto seguire.

Prima di andare a Talbot street, pero’, passo da Moore street, altro cesso di strada di Dublino dove c’e’ il LIDL e il mercato della frutta e, ai lati, vari negozi (tra cui una buona macelleria), ci sono vari negozi CINESI che sbloccano i cellulari ma non c’e’ traccia di un elettricista, sorpasso una coppia che vende sigarette di contrabbando (la signora dice “Tobacco and Cigarettes”), mi pare di stare in Sicilia. PEGGIO. Ogni tanto metto la testa dentro qualche negozio per vedere se sono elettricisti ma qui vendono solo roba elettronica, per cellulari, CINESI, VIETNAMITI, e NON SO COS’ALTRO, entro in un negozio, vendono altre cover per cellulari e VERDURA, vedo casse di zucchine, lattughe.

NON CAPISCO.

Bail out

Insomma, mi avvio in Talbot street, piena di negozi simpatici tipo Just Cuts (da me ribattezzato Just Cunts) e Guineys, che sarebbe il Penneys dei poveri, dove ci sono gli stracci che costano cinquanta centesimi (e dove comprai i guanti che uso ancora oggi, in seguito a un incidente che raccontai in uno dei primi post del blog).

Non capisco che cazzo fa Guineys, ha tre negozi, uno a qualche centinaio di metri dall’altro? Si fanno concorrenza insieme? Poi passo verso altri posti pittoreschi tipo uno che dice the best pizza in Dublin, sembra di plastica, passo altri posti LOSCHISSIMI e arrivo dall’elettricista, entro.

Non ho mai avuto nessuna prova ma SENTO DENTRO DI ME che vende armi nel retrobottega.

Non e’ questo il motivo della mia visita e glielo spiego tirando fuori il mio trasformatore, lui lo guarda, ci pensa, dice che non ce l’ha ma mi manda in un posto, bahhfahdsa come al solito, non capisco, mi faccio spiegare dov’e', sicuramente sara’ un posto PEGGIO DI LUI, si trova vicino o’connell street, sulle quays, southside.

Capitolo 6 — L’elettricista delle Quays (da pronunciarsi “chis”)

Long story short, attraverso il ponte e trovo l’elettricista, e’ un negozio di quelli che non sono stati venduti ai tempi del boom, e’ proprio un elettricista, ma non un professionista, un signore vecchio, dietro di lui scaffale con la roba che vende, tutte cose DEL DOPOGUERRA, tra cui una stufa in un pacco ingrigito, se ci fosse entrato utopieirlandesi in questo posto avrebbe scritto un post tipo quello della mummia del vecchio che riparava biciclette non so dove.

Io non sono utopie e ho ancora i capelli, inoltre avendo un blog che si occupa solo di calcio e figa non ho sono capace di avere vena poetica.

Ci sono due signori davanti a me, uno abbastanza serio, mani nella giacca, e ancora prima di lui un altro signore che parla col vecchio negoziante, cercava delle cose ma aveva sbagliato negozio, il vecchio allora lo rimanda; subito dopo di lui ovviamente io do la precedenza al signore che c’era prima, SERISSIMO, mani nella giacca. Lui mi dice, no vai avanti tu, io sono QUI. Intuisco qualcosa ma FACCIO FINTA di non capire.

Vado dal signore, tiro fuori il mio fido trasformatore, questo negozio lo deve avere per forza, lui lo guarda, va nel magazzino, e mi porat una cosa simile, stesso voltaggio, SEDICI FOTTUTI WATT, pero’ da un lato entrano i fili, dall’altro non esce UN CAZZO, e’ chiuso, TOTALMENTE, accetta solo corrente, non ne rida’, gli spiego che una cosa del genere non mi serve, se non per GENERARE CALORE; e lui mi dice che non ha altro.
Esco

Si sono gia’ fatte le due del pomeriggio, ho perso MEZZA GIORNATA, torno a casa e lo compro su ebay.

Capitolo 7 — “Ebay del cazzo”

Qualche giorno dopo, ricevo la ballast da ebay, torno a casa, stacco la luce, metto la sedia, smonto la plafoniera, smonto tutto, tolgo la ballast vecchia, mi accingo a mettere quella nuova ma mi rendo conto che i contatti sono tutti scassati, penso: “sei un coglione!!! potevi guaradrlo prima”, rimonto tutto, rimetto la ballast vecchia, risistemo il supporto, rimonto la plafoniera, tolgo la sedia, bestemmio.

Scrivo al venditore ebay, qui e’ tutto scassato, rimandemene un’altra. Lui gentilissimo si scusa e me ne rimanda un’altra, qualche giorno dopo mi arriva, un po’ scassata ma puo’ andar bene, in fondo ho pagato 5 eu spedizione inclusa

Capitolo 8 – “Fiat Lux”

OGGI, smonto tutto, metto la ballast, mi rendo conto che i fili che collegano il trasformatore all’impianto, appena prima del MAMMUT (che non so come cazzo si chiami) mi restano nelle mani, penso: FIGLI DI PUTTANA ogni volta che avvitate cose o spanate o non avvitate per niente, come quando smontai la presa della cucina e i fili non erano avvitati; smonto TUTTO, lascio solo i fili dell’impianto, prendo questi cazzo di fili che vanno dal mammut al trasformatore, prendo la pinza e li RISISTEMO PER BENE, li taglio e li reinfilo, AVVITO PER BENE, come se stessi PERSONALMENTE AVVITANDO GLI ELETTRICISTI POLACCOIRLANDESI SULLA CROCE CHE FU DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO.

Risistemo tutto, rimonto la plafoniera, mollo un paio di bestemmie, riattacco la luce dal quadro, metto la lampada, accendo, FUNZIONA.

Finalmente.

Dieci giorni al buio, adesso c’e’ la luce.

GRAZIE DIO

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Feb 19, 2010

This week in Ireland

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Il titolo viene dalla mia enorme fantasia: sto guardando This Week in Politics adesso su RTE e siccome non volevo parlare solo di politics allora ho messo “in Ireland”.

Parliamo della cosa fondamentale successa questa settimana: l’incendio in Capel St!! Al momento la strada e’ chiusa, non si sa il motivo dell’incendio ma e’ sicuro che e’ scoppiato in un ‘head shop’ (questi posti dove vendono st*****te tipo salvia e cose del genere), e’ cominciato di mattina presto e sono riusciti a domarlo solo alcune ore piu’ tardi. L’head shop e’ andato distrutto (si chiamava Nirvana, se state a Dublino e non conoscete Capel st siete veramente out, inutile che vi spacciate per southsiders, shame on ye), e anche il sexy shop che stava accanto.

Dovrebbe essere varata durante queste settimane una legislazione per chiudere gli head shops, gia’ qualche anno prima avevano tolto la possibilita’ di vendere funghi allucinogeni (magic mushrooms) negli head shops, perche’ un tipo si era suicidato non so dove buttandosi dal balcone, adesso vogliono estendere e chiudere tutto.

Perche’ vi dico questo? Il proprietario dell’head shop ha detto che qualcuno had taken the law in his own hands e gli ha mandato a fuoco il negozio, tra parentesi il tipo era anche proprietario del sexy shop accanto; c’e’ da crederci? boh, who cares in fondo. Il tipo ha anche un altro head shop in Camdem st quindi non penso abbia problemi di moneta; tra parentesi oggi pare che i pompieri abbiano trovato una cassaforte con dentro 500mila euro, chissa’ perche’ li teneva li’, forse non si fidava delle banche? In effetti non ha tutti i torti.

Inutile dire che il signore del pulmino (cioe’ il tipo che guida lo shuttle che mi porta a lavoro) sapeva gia’ dell’incendio la mattina stessa che era successa, sapeva che era colpa dell’head shops e mi ha detto che li vendevano ‘illegal drugs’; sto cominciando a sospettare che l’abbia tirata lui la molotov, ma e’ troppo anziano (e simpatico) per farlo.

Seconda notizia: come sapete i nomi irlandesi sono strani, si scrivono in un modo e si pronunciano in modo totalmente differente, tipo, che so Aine si pronuncia qualcosa tipo ‘ogna’, Deidre qualcosa tipo ‘diggia’, etc etc mi pare di avervelo detto a suo tempo. Tutto cio’ per dirvi cosa? Che George Lee (pronuncia: giorg li) si e’ dimesso dal Fine Gael (pronuncia: finna gol, o qualcosa del genere), che sarebbe il principale partito di opposizione a quello governativo, Fianna Fail (pronuncia, finna fol); lo avevano candidato per sfruttare la sua esperienza di economista (o, a dire il vero, il traino della sua immagine), ma in 8 mesi pare non gli abbiano chiesto ma un consiglio, quindi lui s’e’ fatto da parte; anche perche’, coi tempi cupi che ci sono, meglio essere outsiders invece che ergersi a salvatori della patria (c’e’ poco da salvare…).

Quindi c’e’ una by-election in piu’ da fare quest’anno, chiaramente io non votero’ ma e’ giusto per saperlo, George Lee (giorg li) lascia libera la costituency di Dublin South East (la costituency piu’ posh che esista, per intenderci), e poi c’e’ l’altra by-election in Donegal, non so perche’. Non sto a spiegarvi come si vota in Irlanda perche’ e’ molto complicato, sappiate che c’e’ il proporizionale con l’STV (single transferable vote) e neanche una mente cosi’ acuta come la mia e’ riuscita a capire come funzioni.

Un’altra elezione che ci sara’ e’ quella del sindaco di Dublino, anzi per usare i termini giusti: Lord Mayor, al momento il sindaco di dublino conta poco perche’ il potere amministrativo e’ suddiviso tra vari council (tipo dublin city council, fingal county council, south dublin county council, etc etc), pare che ci sara’ una nuova legge per dare poteri maggiori poteri a questo futuro sindaco di Dublino; hanno chiesto a Bertie Fucking Aherns (quello che diceva che era tutto a posto e chi faceva il pessimista doveva suicidarsi) e lui ha detto che non aveva intenzione ammenocche’ non si trattava di un ruolo con ‘fully, fully executive powers’, siccome l’Irlanda e’ gia’ andata a fanculo anche per merito suo e’ giusto che dia un’aggiustata anche a Dublino, dirrei la solita frase in cui c’e’ ‘Mickey Mouse’ ma non la dico (chi mi conosce la sa).

Ultima consultazione popolare: (potevo chiamarlo This week in politics, se non fosse stato per l’head shop e il sexy shop, ma BISOGNAVA parlarne): pare che si debba tenere un referendum per cambiare la costituzione (ogni volta che si cambia la costituzione qui un referendum e’ obbligatorio, eccetto per il trattato di Lisbona, che portava con sei un bel cavallino di Troia a riguardo), pare che ci siano dei problemi col civil appeal, in sostanza al momento se sei innocente in primo grado nessuno si puo’ appellare, neanche le vittime, un po’ quello che voleva fare berlusconi a suo tempo (nel governo di prima), l’High Court, invece, ha detto che e’ giusto che ci si possa appellare e la costituzione deve essere cambiata accordingly.

Per il resto tutto OK, aspettiamo con ansia che la Grecia cada prima di andare a coltivare patate.

Ah oggi (o ieri?) e’ il chinese new year, auguri a tutti i cinesi alla lettura, so che siete tanti.

Ciao,
Antonio

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Feb 15, 2010

Cup of tea and fried bread

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Dublin – 3 years, 10 months, etc etc

Come sapete da un po’ di tempo prendo lo shuttle per andare a lavoro, informazione utile per le stalker alla lettura, la mattina dopo aver firmato gli autografi (ormai sono famoso qui a dublino grazie a questo blog) mi imbarco in questo pulmino guidato, come vi dicevo prima, da un simpatico signore dublinese di oltre 70 anni che mi racconta tutte le storie che gli sono capitate.

Considerate che ha 70 anni e guida il pulmino da 80, fate voi.

Insomma, oggi mi raccontava di una diciassettenne ubriaca che guidava a Palmerstown e ha tirato giu’ un palo con la macchina, drink-driving; poi ad un certo punto si e’ dilungato in una discussione che ha avuto con un giovane, l’autista del pulmino sosteneva che non si deve drink-driving e l’altro diceva che she was fine, solo un paio di bottiglie; fatto sta che mi ha raccontato tutta la discussione e a un certo punto, dopo l’ennesimo I said bla bla bla he said bla bla bla Isaiddyoumustbejoking etc etc ho perso il filo e ho cominciato a non capire niente. (Chiarimento per i gizzo alla lettura: il tipo stava raccontandomi il colloquio imitando entrambe le parti, se’ stesso e l’altro ragazzo, non ero mica io che discutevo con lui, io ascolto e basta).

Detto cio’, leggevo su irlandando, metterei il link ma sono annoiato, di discussioni riguardo la bevanda piu’ popolare a dublino (in questo momento il vostro blogger alcolista sta tracannando una latta di smiddics (lo so che non si scrive cosi’)), molti dicevano la Guinness che, come sapranno i miei lettori del blog, e’ la birra dei vecchi. Eccetto del signore che guida il pulmino, lui beve solo smiddics, quando non guida.

Insomma, tutti dicevano di questa meravigliosa guinness, com’e’ bello il sapore della guinness a dublino (ok e’ vero e’ diversa), sembra di stare al pub quando la bevi (in effetti se la bevi al pub SEI al pub, non e’ che sembra di stare al pub), com’e’ affascinante, etc etc, tralasciando, spero in buona fede, gli ovvi effetti collaterali della Guinness: peti a tempesta e cagarella.

Point of Ken o Smiddics tutta la vita, tranne quando mi sento in animo irlandese, allora prendo la ghines, point of the black stuff.

Cosa vi volevo dire con cio’? Bohhhh
ah ecco, il signore del pulman, che io adesso potrei chiamare il mio referente nei confronti della vera dublino ma che per amore di brevita’ continuero’ a chiamare “signore del pulman” mi parlava di una vera cena da dio:
1) cup of tea
2) fried bread
3) and a sausage

La terza cosa l’ha aggiunta ridendo, come se fosse qualcosa di eccezionale, e in effetti potrebbe esserlo, ma non avevo mai pensato al fried bread, quasi 4 anni in irlanda e non conoscevo il fried bread… Isaidyoumustbejoking

Lo preparero’ al prossimo irish breakfast, fritto nello schifo che resta nella padella dopo averci fritto, su una base di burro, in sequenza:
1) pudding bianco e nero
2) sausages (le salsiccette piccoline, no carne, solo pork fat)
3) bacon
4) qualcos’altro che adesso non ricordo

fatto cio’ fried bread e via, per accompagnare.

La ricetta del fried bread e’ molto semplice, ci sono due versioni, una dice di imburrare il pane da entrambi i lati e friggerlo, l’altra dice di friggerlo con quello che c’e’ in padella, nel caso di cui sopra noi preferiremo la seconda versione. E’ chiaro che verra’ fuori una cosa untosa che otturera’ le vostre arterie sul momento, ma non preoccupatevi, si vive una volta sola.

Una volta mi capitava piu’ spesso di fare l’irish breakfast, ora invece ho perso l’abitudine, in genere lo facevo quando c’erano varie persone, l’ultimo che feci in casa fu in donegal (FREDDO PAZZESCO, se ci penso ho gia’ le palle (degli occhi) congelate), l’altro, fuori casa, lo feci con una coppia degli amici di mia moglie, venuti a dublino per il concerto degli U2 e che volevano assolutamente fare l’irish breakfast.

Ovviamente io dissi, ve lo preparo io a casa, no, non e’ stato possibile, lo volevano fare fuori, e’ un po’ difficile lately fare un irish breakfast di pomeriggio (breakfast e’ supposto to be di mattina) ma alla fine siamo riusciti a farlo alla brasserie sixtysix (o qualcosa del genere) che, come voi ben sapete, si trova in george st/camdem st (o candem? boh, o condom?). Non era male, ithastobesaid (non dite youmustbejoking, in questo caso non c’entra).

Ah, ho visto Invictus, grande film, vi consiglio di vederlo in lingua originale, se vedete i film doppiati siete proprio dei loooooserrrrr (/me fa il segno della L con pollice e indice e se lo mette in fronte).

vi saluto, av e gud uan.

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Feb 8, 2010

Senza titolo

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Dublin – 3 years, 10 months, etc etc

Stamani avevo pensato a un titolo ma poi l’ho dimenticato, quindi decidero’ il titolo alla fine del post.

Innanzitutto voglio ringraziare i miei 4 lettori per essere sempre presenti, non mi hanno eliminato dai loro bookmark o feed, nonostante dei periodi di silenzio, che credo siano normali. Mi sono commosso.

A parte questo che dirvi, e’ gia’ febbraio, come dicevo stamattina al tipo del minibus che mi porta a lavoro, non so neanche se sia calvo o meno visto che e’ semplicemente un signore anziano che porta sempre la coppola e conosce dublino a menadito, del resto dopo 70 e passa anni di bus vorrei vedere, altro che gps. Purtroppo non riesco a capire tutto quello che dice, parla in un accento di non so dove ma ogni volta devo sforzarmi, se la giornata inizia bene mi sintonizzo e capisco le sue storie, oggi raccontava di quando ha portato la gente a girare un film a Dublino; insomma cose da ridere. Per il momento si occupa di portare la gente al bingo (da ballyfermont a pearse st) e poi riportarla indietro.

A Dublino c’era un limite in centro di 30km/h, adesso e’ stato esteso a qualche strada in piu’ (inutile che vi dico quali, andate a vederlo sull’irish times, tanto la maggior parte dei miei lettori non guidano in centro) e il giorno dopo che e’ stato esteso, cioe’ questo lunedi’, c’erano appostati dei pulmini bianchi sulle quays, della garda (sebbene non si capisse), che scattavano fotografie a ripetizione; e non penso che stessero realizzando un servizio fotografico…

A quanto pare, a quanto dice il city council, c’e’ una statistica di non so quale istituto inglese che usando dati di un periodo di 20 anni circa (so che apprezzate la precisione e l’attenzione ai dettagli di questo blog) ha mostrato che se un pedone viene tamponato da una macchina il cui limite e’ 50km/h, allora al 50% muore, se invece il limite e’ 30km/h pare che ci siano il 5% di possibilita’ di morte. Chiaramente sto parlando di limite massimo di velocita’ nel centro urbano in cui sono state fatte queste statistiche, mica di velocita’ al momento dell’impatto…

Altra curiosita’, questa non annunciata sui giornali: tramite delle ricerche mie personali ho scoperto che i biglietti della DART sono fatti di titano, lunedi’ tornavo da non so dove (attenzione ai dettagli, come sopra…) e dopo aver inserito il mio biglietto per uscire mi accingevo a raccogliere tutti i biglietti che avevo in tasca e con un gesto da *vero uomo* a strapparli tutti insieme per buttarli nella spazzatura a connolly station; dopo un paio di tentativi mi sono accordo che non si strappavano, erano 3 insieme.

Ho pensato che 3 biglietti fossero troppo, magari ero stanco, quindi ho deciso di strapparli a uno a uno ma la mia virilita’ mi ha impedito di farcela, anche con uno sto biglietto non si decideva a strapparsi; ho provato sia in orizzontale, che in verticale che in diagonale, non esisteva un senso per disintegrarlo. Ci credo che poi vogliono costruire l’inceneritore vicino Ringsend, non riuscirebbero a smaltire questi rifiuti speciali altrimenti.

Ho ricevuto vari commenti, stranamente tutti negativi, per il look di questo blog, vi avverto anticipatamente che chiunque volesse consigliarmi un template e’ il benvenuto, sappiate che io non capisco una sega di html e css, mica sono pallotron, quindi lo prendo paro paro e lo installo, se mi piace bene, altrimenti mi tengo questo.

Viva Lucy Pinder.

Ciao,
Antonio.

P.S.: Alla fine non ho avuto tempo per pensare al titolo, devo andare a vedermi Invictus, ciao.

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Feb 2, 2010