“The proof is left to the reader”
Dublin, 3 years, 10 months, etc
Vi presento in anteprima questa mia opera di prossima pubblicazione nelle librerie irlandesi, sara’ sicuramente un best seller, altro che Cecilia Ahern
Cominciamo
0) Introduzione
Entro in cucina, che bello, mi prendo il bicchiere d’acqua mattutino da vero NONNO, accendo, non si accende.
CAZZO.
Penso, si e’ fulminata la lampada a neon, bisogna cambiarla.
Capitolo 1 — Il cambiamento della lampada
Disattivo l’interruttore del circuito delle lampade, come sapete i quadri elettrici delle case irlandesi hanno 300 interruttori, uno per ogni cosa, ORA CAPISCO l’utilita’, non quella stronzata italiana che se devi riparare una lampada o un interruttore devi spegnere ANCHE il frigo. E la televisione. Fai conto che uno sta vedendo Amici.
Smonto tutto, cerco di smontare la lampada, non viene giu’.
Del resto non ho mai smontato una lampada a neon, TIRO; TEMO di spaccare tutto, il metodo stravinsky non e’ consigliato. Cerco su Internet, dicono di tirare forte, risalgo sulla sedia, TIRO FORTE, il neon esce. Do istruzioni a mia moglie tipo “tieni, vai dall’elettricista e fatti dare una lampada COSI’”, lei accetta il compito per il giorno dopo.
Capitolo 2 — Nuova lampada
Il giorno dopo torno da lavoro, ho la lampada, mi avvio a cambiarla, sistemo la sedia, smonto la plafoniera (o come cazzo si chiama, metto la lampada a neon, rimonto, dico a mia moglie ‘GUARDA CHE BEL LAVORO’ cazzo, neanche l’avessi costruita io la casa. Accendo l’interruttore, non si accende niente. VAFFANCULO.
Capitolo 3 — Smonto tutto
(da qui comincia la lamentazione)
Spengo l’interruttore dal quadro, tolgo la plafoniera, col cacciavite smonto tutto fino ad arrivare AI FILI, prendo il trasformatore (si chiama ballast) lo guardo, mi sembra intatto ma e’ probabilmente questo il problema, decido di svitarlo cosi’ da avere l’esempio da portare al negozio. Comincio a svitare, mi rendo conto che le viti sono totalmente SPANATE; non capisco perche’ cazzo quando smonto qualcosa in questa casa le viti sono tutte SPANATE, forse al controllo qualita’ gli dicono di spanarle? Forse e’ l’avvitatore automatico? MALEDICO GLI ELETTRICISTI POLACCHI IRLANDESI, MALEDETTI FIGLI DI PUTTANA…
PRENDO LA PINZA
SVITO
SUDO
Ovviamente, visto che esiste la maledetta forza di gravita’ la prima vite VOLA PER TERRA, maledico il signore (quello che passava), scendo dalla sedia, la cerco nel buio, la trovo, la metto DA PARTE.
Riesco a togliere il trasformatore dalla plafoniera, tolgo i fili, mi faccio lo schemino e metto del nastro isolante, riavvito tutto, prendo le viti spanate e LE MANDO AFFANCULO facendole volare nella spazzatura.
Capitolo 4 — Elettricisti? no grazie
Dico a mia moglie, guarda, porta questo al negozio etc etc, ancora priam che finisco di dire la frase lei MI MANDA AFFANCULO, vacci TU. Ok ci vado io, tanto domani e’ sabato.
Esco, contento, col mio trasformatore smontato in tasca e vado dal primo elettricista piu’ vicino quello dove abbiamo preso la lampada, per intenderci, quello vicino all’head shop che hanno bruciato, e’ un negozio enorme, ovviamente ha questa cosa. Entro, NON SALUTO, passo oltre il banco della moglie CHE NON CAPISCE MAI UN CAZZO, vado dal vecchio, in fondo, dal proprietario.
Faccio la fila, prima di me un signore fa vedere delle viti, il tipo gli dice dove andarle a prendere, arrivo io, salveo, sto cercando QUESTO e gli do il pezzo. Lui lo guarda, ha una faccia STRANITA
Io penso: maledetto, vendi roba elettrica e non sai cos’e'?
Un po’ intimorito gli dico cos’e', non vorrei che mi prendesse in giro, invece non sbagliavo, non sapeva che cazzo era e mi dice: io queste cose non le ho
Grazie.
E io: allora dove posso trovarlo?
E lui: forse da Maplins
Esco e vado, maplins si trova la traversa dopo, e’ una cosa tipica, ogni volta che lui non ha qualcosa (cioe’ QUASI SEMPRE) mi manda da Maplins e sto negozio vende tutto TRANNE le cose che mi servono, non ha mai UN CAZZO, che cazzo ci passo a fare NON LO SO, ma ogni volta entro e non hanno mai niente; vendono un sacco di stronzate tipo roba elettronica ma l’altra volta sono andato per un po’ di filo della luce e NON LO AVEVANO. Ma che cazzo di elettricisti siete, andate affanculo voi e io che continuo a entrarci.
Entro, faccio vedere sto coso al tipo alla cassa, ovviamente non sa neanche che cazzo e’ e mi dice: noi non abbiamo queste cose.
Ok, come al solito. pero’ dovete essermi d’aiuto, ditemi dove trovarlo, ovviamente il signore baffuto alla cassa non me lo dice. Allora domando:
Dove posso trovarlo?
E lui: ah da bahfhadhsa (come al solito dopo quattro fottuti anni non capisco i nomi) e io: e dov’e'? e lui: a Rialto.
VERY HELPFUL
gli dico, no it’s too far, e me ne vado
Capitolo 5 — “La ricerca continua”
Subito dopo essere uscito da Maplins e maledicendo gli attentatori dell’head shop per aver sbagliato bersaglio e non aver incendiato Maplins, mi dirigo verso l’ULTIMO GRADINO della scala degli elettricisti, il piu’ fornito ma anche il piu’ LOSCO, si trova alla fine di Talbot street, la strada dopo lo spire, quasi vicino a Connolly Station. E’ una bella strada, per turisti diciamo, l’altra volta un tipo aveva il cellulare tra le mani e due ragazzini sono passati e glielo volevano scippare, il problema e’ che questo era piu’ “malandrino” di loro ed e’ finita quasi a rissa, poi questi sono scappati, e’ passata la Garda e il tipo gli ha spiegato dov’erano scappati, poi dovevo andare e non ho potuto seguire.
Prima di andare a Talbot street, pero’, passo da Moore street, altro cesso di strada di Dublino dove c’e’ il LIDL e il mercato della frutta e, ai lati, vari negozi (tra cui una buona macelleria), ci sono vari negozi CINESI che sbloccano i cellulari ma non c’e’ traccia di un elettricista, sorpasso una coppia che vende sigarette di contrabbando (la signora dice “Tobacco and Cigarettes”), mi pare di stare in Sicilia. PEGGIO. Ogni tanto metto la testa dentro qualche negozio per vedere se sono elettricisti ma qui vendono solo roba elettronica, per cellulari, CINESI, VIETNAMITI, e NON SO COS’ALTRO, entro in un negozio, vendono altre cover per cellulari e VERDURA, vedo casse di zucchine, lattughe.
NON CAPISCO.
Bail out
Insomma, mi avvio in Talbot street, piena di negozi simpatici tipo Just Cuts (da me ribattezzato Just Cunts) e Guineys, che sarebbe il Penneys dei poveri, dove ci sono gli stracci che costano cinquanta centesimi (e dove comprai i guanti che uso ancora oggi, in seguito a un incidente che raccontai in uno dei primi post del blog).
Non capisco che cazzo fa Guineys, ha tre negozi, uno a qualche centinaio di metri dall’altro? Si fanno concorrenza insieme? Poi passo verso altri posti pittoreschi tipo uno che dice the best pizza in Dublin, sembra di plastica, passo altri posti LOSCHISSIMI e arrivo dall’elettricista, entro.
Non ho mai avuto nessuna prova ma SENTO DENTRO DI ME che vende armi nel retrobottega.
Non e’ questo il motivo della mia visita e glielo spiego tirando fuori il mio trasformatore, lui lo guarda, ci pensa, dice che non ce l’ha ma mi manda in un posto, bahhfahdsa come al solito, non capisco, mi faccio spiegare dov’e', sicuramente sara’ un posto PEGGIO DI LUI, si trova vicino o’connell street, sulle quays, southside.
Capitolo 6 — L’elettricista delle Quays (da pronunciarsi “chis”)
Long story short, attraverso il ponte e trovo l’elettricista, e’ un negozio di quelli che non sono stati venduti ai tempi del boom, e’ proprio un elettricista, ma non un professionista, un signore vecchio, dietro di lui scaffale con la roba che vende, tutte cose DEL DOPOGUERRA, tra cui una stufa in un pacco ingrigito, se ci fosse entrato utopieirlandesi in questo posto avrebbe scritto un post tipo quello della mummia del vecchio che riparava biciclette non so dove.
Io non sono utopie e ho ancora i capelli, inoltre avendo un blog che si occupa solo di calcio e figa non ho sono capace di avere vena poetica.
Ci sono due signori davanti a me, uno abbastanza serio, mani nella giacca, e ancora prima di lui un altro signore che parla col vecchio negoziante, cercava delle cose ma aveva sbagliato negozio, il vecchio allora lo rimanda; subito dopo di lui ovviamente io do la precedenza al signore che c’era prima, SERISSIMO, mani nella giacca. Lui mi dice, no vai avanti tu, io sono QUI. Intuisco qualcosa ma FACCIO FINTA di non capire.
Vado dal signore, tiro fuori il mio fido trasformatore, questo negozio lo deve avere per forza, lui lo guarda, va nel magazzino, e mi porat una cosa simile, stesso voltaggio, SEDICI FOTTUTI WATT, pero’ da un lato entrano i fili, dall’altro non esce UN CAZZO, e’ chiuso, TOTALMENTE, accetta solo corrente, non ne rida’, gli spiego che una cosa del genere non mi serve, se non per GENERARE CALORE; e lui mi dice che non ha altro.
Esco
Si sono gia’ fatte le due del pomeriggio, ho perso MEZZA GIORNATA, torno a casa e lo compro su ebay.
Capitolo 7 — “Ebay del cazzo”
Qualche giorno dopo, ricevo la ballast da ebay, torno a casa, stacco la luce, metto la sedia, smonto la plafoniera, smonto tutto, tolgo la ballast vecchia, mi accingo a mettere quella nuova ma mi rendo conto che i contatti sono tutti scassati, penso: “sei un coglione!!! potevi guaradrlo prima”, rimonto tutto, rimetto la ballast vecchia, risistemo il supporto, rimonto la plafoniera, tolgo la sedia, bestemmio.
Scrivo al venditore ebay, qui e’ tutto scassato, rimandemene un’altra. Lui gentilissimo si scusa e me ne rimanda un’altra, qualche giorno dopo mi arriva, un po’ scassata ma puo’ andar bene, in fondo ho pagato 5 eu spedizione inclusa
Capitolo 8 – “Fiat Lux”
OGGI, smonto tutto, metto la ballast, mi rendo conto che i fili che collegano il trasformatore all’impianto, appena prima del MAMMUT (che non so come cazzo si chiami) mi restano nelle mani, penso: FIGLI DI PUTTANA ogni volta che avvitate cose o spanate o non avvitate per niente, come quando smontai la presa della cucina e i fili non erano avvitati; smonto TUTTO, lascio solo i fili dell’impianto, prendo questi cazzo di fili che vanno dal mammut al trasformatore, prendo la pinza e li RISISTEMO PER BENE, li taglio e li reinfilo, AVVITO PER BENE, come se stessi PERSONALMENTE AVVITANDO GLI ELETTRICISTI POLACCOIRLANDESI SULLA CROCE CHE FU DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO.
Risistemo tutto, rimonto la plafoniera, mollo un paio di bestemmie, riattacco la luce dal quadro, metto la lampada, accendo, FUNZIONA.
Finalmente.
Dieci giorni al buio, adesso c’e’ la luce.
GRAZIE DIO
un giorno sarai famoso. e io potró dire di averti conosciuto.
magari quel giorno tu sarai senza capelli.
ma non importa.
avrai una vena poetica.
oltre a quelle varicose.
A dublino a malapena trovi viti e rondelle e pretendevi di trovare uno stabilizzatore di corrente?
Giusto cippa lippa, sti zozzoni irlandesi neanche hanno l’elettricita’, menomale che alla fine l’ho preso a Waterford, citta’ sulle rive della Senna. Sti francesi sono avanti.
potevi intitolarlo SENZA DIODO
Ma certo che hanno l’elettricita’ questi zozzoni, solo che i neon devono essere una roba nuova appena arrivata dall’impero.
Si puo’ avere una foto di sto ballast che in un qualunque paesello di 1500 anime italiano si trova in un qualsiasi negozio di elettricita?
Magari e’ un modello particolarmente vecchio e non lo riconosceva nessuno, forse dovevi chiedere “un coso per le lampade al neon”.
quando mi si ruppe la lavratrice la smontai, si era rotto un grosso condensatore e qualche filo era bruciato ed andava sostituito, Mi feci un giro per elettrcisti e NON SONO RIUSCITO A TROVARLO STO CAZZO DI CONDENSATORE. ![]()
vabe’ sara’ che non mi sono impegnato troppo.
alla fine, visto che sta lavatrice consumava UN SACCO, abbiamo messo 30 euro a testa e ne abbiamo comprata una classe AA.
cmq non so, mi pare di capire che gli irlandesi sono abituati all’usa e getta? sicuramente fuori dal city centre qualcosa si trova, ma senza macchina passa la voglia
questo post invece è grondante di poesia.
direttore lei siete un autoincompreso.
pongo una domanda.
perché non si è parlato di starter?
non è giusto! è discriminatorio!!
Nelle case vecchie irlandesi ci sono pezzi d’antiquariato che risalgono all’epoca di Edison.
Come in tutte le case vecchie del mondo, soprattutto anglosassone.
HOWEVER
Un giretto al blancharstown shopping cnetre oppure al liffey valley e vai sicuro.
Alla prossima.
hahaha sembri ‘me’ quando faccio i lavori di casa (magari con qualche parolaccia di meno). Però io non saprei descrivere l’epopea così bene .
‘sia la luce!’ … e la luce fu
@pallotron:88 euro a testa no 30 euro…altrimenti altro che classe AA
Katia pure tu pero’!
@katia: con tutti i soldi che hai fai storie per 50 euro, e che saranno mai!
Magari ci stava bene pure un “porco diodo” tra tutte le imprecazioni…
E poi magari era semplicemente il filo staccato che andava al ballast(ronzo)…
W il fai da te!
PS Saluti dall’impero di sua maesta’ E II
@antonio. e chi sta facendo storie..io sono una persona molto precisa sulle date eventi e su ogni cosa…se la lavatrice è costata più di 300 euro perchè scrivere che è costata solo 120? Se qualcuno per esempio volesse acquistare una lavatrice classe AA potrebbe davvero pensare che con 120 euro possa acquistarla…cmq la contabile della casa sono io
angelo non si ricorda mai nulla di quanto spende…ah ah ah