Seats are not for feet

“The proof is left to the reader”

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Dublino natalizia

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Dublin – 1 year and 9 months

Avevo intenzione di intitolare il post “Natale a Dublino”, poi ho pensato che poteva suonare come un film dei Vanzina e far pensare ai lettori, di conseguenza, che questo e’ un blog pecoreccio. In realta’ il titolo piu’ corretto sarebbe “Irlanda natalizia”, ma non stiamo a sottilizzare.

In Irlanda il Natale e’ la festa piu’ sentita, direttamente seguita da Pasqua, il motivo e’ molto semplice, la Chiesa cattolica ha invaso questa nazione e addirittura gli irlandesi sono piu’ cattolici degli italiani, il che spiega, per diretta conseguenza, certi eccessi che si vedono il venerdi’ e sabato sera in giro, specie da parte del sesso femminile che il cattolicesimo non ha mai trattato, diciamo, con i guanti in quanto a repressione delle pulsioni.

Anyways, non dilunghiamoci.

Come sapete voi italiani l’otto dicembre si comincia con le decorazioni, e’ una cosa che avveniva anche da noi tempo fa, una tradizione, per intenderci. Anche questa dell’immacolata e’ una data che gli irlandesi conoscono, sebbene non la festeggino, ma nella cultura popolare (o nei residui della) e’ quella la data in cui si cominciano le decorazioni. La Celtic Tiger e quant’altro, ma soprattutto il consumismo dilagante degli anni duemila, ha portato a dimenticare volontariamente questa tradizione e cominciare ad addobbare le strade gia’ da meta’ novembre, per creare il clima natalizio e stimolare cosi’ lo shopping. No, non voglio fare l’estremista comunista, o anticapitalista che dir si voglia, ma chi sta a Dublino si rende conto che e’ cosi. E credo non sia difficile neanche fare paragoni con altre citta’ italiane visto che la situazione e’ piu’ o meno simile.

In realta’, se dobbiamo dirla tutta, credo che il Natale sia molto piu’ sentito che in Irlanda, non voglio pero’ elevarmi ad un analisi sociologica della societa’ irlandese. No bus services il natale, tutti a casa per il pranzo, infatti per le strade non si vede nessuno in giro, non perche’ Dub e’ fatta di stranieri o emigrati (che comunque sono una grossa fetta) ma perche’ semplicemente sono tutti a casa per il mitico pranzo di natale (un po’ quello che da noi e’ il cenone di capodanno).

Il rispetto, o perlomeno il ricordo, delle tradizioni sarebbe una cosa su cui questo blog si vorrebbe dilungare.. come vi avevo fatto intuire la globalizzazione, o comunque l’uniformarsi tra le varie citta’, sta contribuendo a fare sparire le tradizioni, ed e’ anche un po’ per questo che io cerco di preservare quel poco che mi ricordo, oppure, come nel caso della pasta all’uovo, di assimilare e ripetere; la gioventu’ attuale, se vogliamo lanciarci in uno strale da anziani rincoglioniti, non ragiona piu’ in questa maniera (ma era quello che i nostri bisnonni dicevano ai nostri nonni del resto), e sebbene il non irrigidirsi su tradizioni e l’uniformarsi a un modello comune renda l’integrazione molto piu’ semplice di tempo fa, dove invece bisognava adattarsi e bon, e’ anche vero che i tratti culturali del posto da cui si viene, che ognuno dovrebbe portare con se’, sono ben pochi. E questo e’ un male.

Torniamo sempre al discorso della cucina ma io ho sempre visto il cucinare come una ripetizione di tradizioni, e un eventuale miglioramento. Ci sarebbe tanto da scriverne e penso che se ne sia gia’ scritto piu’ di quanto io possa immaginare, quindi mi fermo qui. Se vorrete integrare con commenti mi farete felici. Ovviamente il topic e’ “le tradizioni popolari”, non “la cucina” :D

Commenti calcistici: l’inter pesca il Liverpool in champions, vabbe’, mi dispiace per la citta’ dei Beatles. Tra poco si gioca il derby.

Nota a margine: ho appena scoperto che quel panzone di Ferrara, che fino all’altro giorno stava in una vasca da bagno in compagnia di Previti, Dell’Utri e la Santanche’, ha iniziato uno sciopero della fame fino a Natale per propagandare la sua idea di “moratoria contro l’aborto”, qualche tempo fa invece lui e Mughini dibattevano sul ruolo del sessantotto nella rivoluzione sessuale, se ci sia o meno stata; i preti dibattono ogni giorni di aborto e famiglia. Sono solo io che penso che forse c’e’ qualcuno che parla di cose di cui non ha esperienza?

Saluti sconsolati
-Il Direttore

Filed under cucina, Irlanda
Dec 23, 2007

Si faccia una domanda e si dia una risposta

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Oggi e’ domenica, il giorno in cui il caffe’ non si gusta prima del lavoro ma, possibilmente, in casa leggendo qualcosa di interessante, qualche storia avvicente, guardando i risultati delle partite del campionato e cosi’ via. Il mio blog oggi diventa d’inchiesta e si occupa di una storia poco interessante.
Come sapete io frequento un forum chiamato irlandando che sostanzialmente da molte info utili sul come trasferirsi in irlanda e quant’altro, sapete queste cose qui che una volta si usavano per adescare le giovani fanciulle. Ecco tra le giovani fanciulle ce ne sta una particolarmente simpatica che si chiama Agata (il profilo sul link).

Il profilo del forum dichiara un’eta’ di ventotto anni, con una data segnata a caso, 01-01-1979, ma non e’ la prima persona che conosco nata a capodanno. Sostanzialmente una di quelle ragazze nuove, tanto che tra i suoi primi post dice che trova il forum un po’ confusionario e disquisisce sulle sezioni.

Al di la’ di questo, la giovane ragazza sopracitata e’ in Italia e si vuole trasferire a dublino, quindi raccoglie informazioni su come/dove farlo, tant’e’ che qui chiede i blog piu’ interessanti da consultare per reperire info, io cito direttamente il suo post:

A breve mi trasferisco a Dublino. Mi sapete indicare i 3 / 4 migliori blog di italiani che hanno mollato tutto e sono andati a vivere in Irlanda? Ho visto che ce ne sono tanti ma a me non interessa vedere photogallery artistiche, racconti di viaggi, ricette di cucina o di leggere commenti su berlusconi o la juventus scritti da Cork, ma esperienze concrete su lavoro, casa, amicizie. Anche blog vecchi e ormai chiusi. Per capire l’esperienza degli altri e magari evitare gli stessi errori…

via, ricette di cucina, commenti sul Silvio nazionale e commenti di calcio, di quale blog stiamo parlando? Indovinate voi =)

Ovviamente io rispondo, qualche messaggio sotto, in maniera articolata autocitandomi e citando pure qualche altro blog, per par condicio, dividendo tra blog aggiornati e blog non aggiornati perche’ sono una persona precisa, si sa.
Piu’ tardi, la pagina dopo, agata scrive che in effetti, della lista fornitale, i piu’ interessanti si sono rivelati il mio blog, l’ex di lorenzo e il nuovo e rampante blog di un italiano appena giunto qui, utopie irlandesi.
Fin qui fair enough, capirai, stiamo parlando del mio blog.

Del resto la tipa in questione cerca anche casa dato che, come lei dice:


Ho letto nel forum delle difficoltà di trovare alloggio. A fine novembre vengo anche io a Dublino. Le prime settimane sarò ospite di un’amica. Pensate che entro 3 settimane riusciro’ a trovare una sistemazione (cioè prima di Natale che passero’ in Italia).
Io cerco una camera singola in centro o ben collegata al centro. Non vorrei spendere oltre i 500 euro al mese e non vorrei coabitare con italiani.
Missione possibile?

E su quel topic il forum si prodiga di aiuti e consigli.

Ad un certo punto io faccio un post ragionato su immigrazione e integrazione a dublino in cui dico varie cose sugli italiani e sulla possibilita’ di integrarsi, topgun, allora, ci apre un post sul forum per far partire un dibattito e la prima a rispondere celermente e’ proprio lei, agata, che dice che il mio post si linka bene con un post di utopie chiamato Dublin ghetto. A dire il vero io ho poco da integrarmi in quel post visto che, potete vedere da voi, mi sono espresso in maniera polemica riguardo il discorso della ghettizzazione, e agata, stupita dalle verita’ di utopie, proprio tra i commenti di quel post scrive:


Impressionante…
finalmente un blog “irlandiano” che non parla di come si cucina la pasta alla puttanesca o dell’ultimo calendario di Max.
grazie!

ogni riferimento e’ puramente casuale =)
Gizzo, sant’uomo, ovviamente le chiede cosa le e’ successo e lei risponde


Gizzo, detto Nedo non mi riferivo a te. non ti conosco e non sapevo che avessi un blog. e non mi riferivo neanche ad antonio che era partito con un interessantissimo blog ma che ora parla prevalentemente di inter e di tette. mi riferivo alla maggior parte dei blog italiani all’estero il cui topic principale pare sia “magnare”… un blog come questo su cui sto scrivendo non è così facile trovarlo… tutto qui.
su! non fare l’offeso. ;-D

A dire il vero non conosco blog di altri italiani all’estero in cui si parla di cibo, ma comunque, il magnare e’ una delle cose piu’ belle che esistano quindi.. E anche le tette e i culi. E soprattutto l’Inter.

Ma e’ giusto tornare qui, nel topic di irlandando dove agata diceva che il mio post si integrava con utopie and so on… continuando agata arringa niall, Lorenzo per intenderci su cosa e’ un ghetto, dato che lui si era azzardato a dire, come me, che i ghetti non esistono a dub. Piu’ giu’, sempre nello stesso topic, agata cita ancora, parole sue, un bel post di utopie corredandolo di link, in cui utopie ci parla degli “Invisibili”, citando varie cose tra cui le stirerie con le bambine pakistane a smithfield (a saperlo… io sto vicino smithfield e ogni volta ho le magliette stropicciate :( ). Anyway, tornando al blog utopico, agata tra i commenti di questo post chiamato gli invisibili si prodiga in pompini vari all’editore del blog:


una sola cosa: bellissimo post! Avevo letto delle stirerie di bambine pakistane ma del resto non sapevo. e’ bello che ci sia un blog cosi’ sull’irlanda…

Io ovviamente confuto e dico che non e’ esattamente cosi’, e c’e’ anche chi mi ascolta.
Tornando a quel topic nel forum, pagina due io ribadisco che smithfield ha poco di posh, essendo northsoid e quindi abbastanza feccia, e che sti moldavi che lavorano di notte a clontarf io non l’ho mai visti, anzi a dire il vero quando esco da lavoro alle sei mi pare di essere uno dei pochi che sta a lavoro fino a “tardi”.
Anyways.

Utopie, nel forum scrive:

Colgo l’occasione per dire che agata che così bene (anche troppo!) promuove e difende il mio blog, non è una parente o una amica (o almeno non lo è ancora…), ma mi ha conosciuta attraverso il blog…
Grazie della difesa e oltre all’irish coffe ora mi toccherà offrirti anche un apple cake…

il che e’ molto galante, in effetti agata e’ una fanciulla, vedrai che non ci scappa qualcosa.

Agata continua la sua opera di promozione del blog di utopie nel forum di irlandando dicendo “guardate ho trovato questo bel post”, “guardate quest’altra cosa” prodigandosi in link e trackback (non so cosa siano i trackback ma fa molto 2.0 nominarli).

Tuttavia, quando le cose si dicono si fanno pure, quindi Agata arriva a dublino, e informa tutto il forum con un topic chiamato “Sono a Dublin”; ci informa che dopo pochi giorni ha trovato lavoro da programmatrice a 32k (si definisce ingegnera informatica con 3 anni di exp e un ottimo inglese). Io le faccio notare che per tre anni di exp e’ un po’ poco quella cifra e lei mi chiede quanto prendo. Ovviamente non e’ mio interesse dirlo in un forum ma poi sono costretto, da questo messaggio, a farlo:


32K e uno stipendio buono e D4 e una bella zona allora cosa vuoi di più ! dopo se non ti basta significa che frequenti troppo i locali notturni.
a me basta e avanza. e nittolo che diceva che era poco e poi non vuole dirci quanto prende nello stesso settore (suppongo a questo punto molto meno di me nonostante sia a dublino da parecchio…)
.
Anyway

Fatto sta che ad un certo punto viene fuori la voce, su un topic di irlandando, che agata possa essere un uomo, anche perche’ ci sono delle cose che non tanto coincidono, e in effetti non coincidevano neanche quando lei commento’ il mio blog il primo di novembre, in un post su halloween, quando, in teoria, doveva essere in Italia ma dall’IP mi sembrava in Irlanda.

Indagando, indagando si viene a scoprire che quando Agato millantava di essere in Italia e chiedeva notizie sui blog irlandiani piu’ fichi, in un post che ho linkato sopra, in realta’ non lo faceva dall’Italia ma dall’Irlanda, precisamente da Xerox, che, guardaunpo’, e’ il posto dove lavora uno dei suoi blogger preferiti, utopieirlandesi. Telepatia? Chissa’.

La cosa le viene fatta notare intorno a questi post e lei cerca di arrampicarsi sugli specchi dicendo che ha il portatile e che e’ ospite da italiani; non sapevamo che la Xerox fornisse anche un ostello, e poi, se era gia’ in Irlanda all’epoca, che senso ha dire che era in Italia e chiedere quali siano i blog che non parlino solo di tette e culi? Chissa’, ci sono delle cose che non mi spiego. Forse si tratta di fare 2+2 o join the dots, chissa’.

Certo uno potrebbe dire che utopieirlandesi e agata sono la stessa persona, visto che gli indizi ci sono e anche consistenti, ma lo sapete che la redazione di questo blog e’ sempre in buona fede, quindi lasceremo ai commentatori la possibilita’ di trovare una giustificazione quanto piu’ fantasiosa possibile per i fatti di cui sopra.

Nelle foto, in sequenza, i simboli del blog:

Una donna nuda con le tette grosse accanto roba da mangiare:

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Una bella figa che tifa Inter:

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Io faccio la pasta all’uovo:

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Pic: I simboli del blog
Song: Servi della gleba (versione riadattata dal signor Vigano’)
Link: www.inter.it

Filed under cazzeggio, cucina, figa
Dec 16, 2007

Tortellini natalizi e Budget 2008

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E’ stato fatto, l’impresa titanica.
Non avevo mai fatto tanta pasta all’uovo.

Grazie all’aiuto di Vittoria Rana Fini siamo riusciti a fare 2.8kg di tortellini, con 1.5kg di sfoglia e 1.3kg di ripieno. Per terminare il ripieno che era rimasto il giorno dopo ho fatto 100gr di sfoglia e ho congelato tutto quello che restava. Domenica si mangia.
Abbiamo cominciato alle 13:30 per finire alle 20:00 con le gambe che facevano male, ma ormai e’ fatta.

Cmq tirare la sfoglia e fare la pasta all’uovo e’ una cosa che richiede manualita’, ma non e’ difficile. Questo sabato mi aspetta un altro challenge con 1.5kg di tagliatelle, se continua cosi’ mi apro un ristorante. Ma il piacere della cucina e’ questo, che dire; prendere gli ingredienti, mischiarli, trasformarli, attendere, mescolare; il tutto per 5 o 10 minuti di piacere.

Ma in realta’ non e’ il risultato finale quello che conta, e’ il rito collettivo, la partecipazione, la catena di montaggio che riscopre, qui all’estero, tradizioni che abbiamo lasciato in Italia, noi che siamo tra i pochi che ancora le conosciamo. Perche’ riunirsi per fare la pasta, giu’ in Italia nei pochi posti dove si fa ancora, e’ un evento familiare, dove la famiglia non e’ papa’ e mamma ma papa’, mamma, zii, cugini, e nonni vari, in cui la produzione dell’alimento italiano per eccellenza diventa un rito.

Al di la’ delle questioni filosofiche, da due giorni a Dub c’e’ il sole e non fa freddo eccessivamente, ma credo che continuera’ a essere sempre piu’ rigido. Pallotron ha finalmente deciso di venire qui, dopo innumerevoli mie pressioni, quindi a breve il suo sara’ annoverato tra i blog irlandesi, fortunatamente =)

Budget 2008, rapidamente e senza pretese di analisi da economista: il 5 dicembre e’ stata rilasciata quella che noi chiamiamo la finanziaria. Niente particolari riduzioni di tasse, a parte l’innalzamento della soglia tassata al 20% di 400 eu per un anno, niente di particolare. Credo che ci si guadagni anche dalle variazioni col PRSI ma non sono sicuro di come lo si fara’, lo vedremo dal prossimo stipendio. Una cosa buona e’ stata la revisione della VRT (Vehicle Registration Tax), il bollo, che adesso non sara’ piu’ legato alla cilindrata ma solo alle emissioni di co2, cosa MOLTO SAGGIA. Pacco da 20 di sigarette aumentato di 30 cents per investire negli health services (non capisco dove vanno a finire sti soldi). Negativamente, iscriversi al sindacato costera’ 50 eu in piu’ all’anno, tanto per capire l’avversione che c’e’ qui per le trade union (intendo tra al gente comune).

Poi pare che ci siano dei particolari sgravi fiscali per le aziende che fanno R&D qui, cosa buona, idem per le startup irlandesi. Cambiate le imposte di bollo sulle carte elettroniche tipo bancomat e carta di credito, compensano questa misura il raddoppio del bollo per assegno (da 15 cents a 30 cents), quindi si spinge verso l’elettronico, cosa saggia.

Poi, riforma dello stamp duty, che sarebbe la tassa che si paga quando si acquista la casa, basata sul costo totale della casa, l’idea di questa riforma sarebbe di rilanciare il mercato immobiliare, piu’ che fare cassa, visto che quest’anno le entrate fiscali non sono state quelle che ci si aspettava e l’economia pare rallentata dato che il settore edilizio e’ rallentato; sostanzialmnete l’economia irlandese e’ molto legata al numero di case costruite e vendute, e se pensate all’irlanda che viene trainata da call centre e multinazionali non avete assolutamente idea; qui tutto e’ sul mattone, alte percentuali (ma davvero alte) di impiego dipendono dal mattone. Se il mattone si ferma l’Irlanda si ferma (ammenocche’ non riparta qualche altra cosa).

Vostro
-Il Direttore

Filed under cucina, Irlanda
Dec 11, 2007

Organic shit

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Pam da Galway fa partire un dibattito sui prodotti organici col suo post chiamato “Quando ci vuole ci vuole”. Mettiamo le premesse. Praticamente in Irlanda, e credo anche in UK visto che come prodotti del supermercato siamo li’, e’ diffuso l’uso e la vendita di prodotti organici. Sarebbero quelli che in Italia corrispondono piu’ o meno all’agricoltura biologica (non vorrei dire stronzate pero’), solo che qui sono piu’ diffusi, capita di entrare in un supermercato e trovare uno scaffale dedicato solo ai prodotti organici oppure varia scelta di prodotti organici assieme a quelli non organici.

Forse dovrei dire solo organic, sarebbe piu’ corretto, ma tant’e’.

La questione che pone lei e’ interessante, dice che sostanzialmente nei prodotti normali che si comprano nel supermercato c’e’ tanta di quella merda, proprio perche’ gli agricoltori sono autorizzati a mettercela, invece i prodotti organici sono piu’ sani, chi compra quelli non organic si rovinera’ il corpo, si fara’ venire il cancro alla prostata e cosi’ via; un post molto estremista, insomma andatevelo a guardare perche’ non posso riassumervi tutto io.

Come al solito, in queste cose ci sono favorevoli e contrari con varie frangie estremiste, ma alla fine se ne parla quindi vuol dire che tutti sanno dell’esistenza di questa roba, sebbene pochi ne parli con cognizione di causa.

L’opinione del direttore: il prodotto organic, al di la’ del fatto che evita di introdurre nel vostro corpo materie chimiche, ha comunque un sapore diverso. Sfortunatamente noi veniamo dalle citta’ italiane e molti di noi sono stati allevati mangiando pane e merda e, devo dire, che esiste una percentuale di persone che conosco che non ha mai assaggiato i sapori delle cose genuine; ed e’ veramente un altro sapore.

L’esempio che mi viene in mente prima e’ l’uovo, esistono i pacchi di uova semplici, tipo quelli del tesco, fatti da galline in batteria, sei uova costano 1.20 eu (circa), quindi stiamo parlando di 20 centesimi a uovo. Stiamo parlando di galline in batteria che stanno sveglie oltre il normale e mangiano la merda chimica, e fanno uova a ripetizione. Poi esistono le free range eggs, prese da galline che mangiano si’ merda ma sono piu’ o meno libere di girare per una specie di recinto, sostanzialmnete non sono in batteria, un pacco di sei uova del genere costa 2eu (diciamo 35 centesimi a uovo); poi esistono le uova organic, il cui pacco da sei costa poco sopra i tre euro, e sono fatte da galline che girano libere tipo le free range eggs e mangiano roba non chimica. Questo e’ quanto.

Ora dire che io dovrei mangiare un uovo che costa 50 centesimi, al posto di uno che ne costa meno della meta’ non e’ solo una questione di salute ma anche di sapore. Forse la maggior parte dei miei lettori non lo sa, ma io so cos’e’ prendere un uovo caldo appena deposto dalla galline, spaccarlo e farlo bollito, fritto o addirittura mangiarlo direttamente dal guscio (“a sucare”), e’ tutto un altro sapore rispetto all’uovo del supermercato, fatto da galline in batteria.

Purtroppo adesso dovrei cominciare la diatriba sul sapore, sul fatto che tanti di quegli italiani che si lamentano del cibo irlandese magari non sanno neanche cucinare o apprezzare i veri sapori o la differenza di sapori (qui visione di ratatouille consigliata), e quanti, tra gli altri, si ritengono esperti di cibo, sol perche’ vanno a mangiare in ristoranti di lusso, e poi tornano a casa e si fanno roba surgelata. Potrei dirne tante e portare tanti esempi, ma non mi dilunghero’; io dico solamente che il prodotto organic e’ migliore perche’, al di la’ degli indubbi vantaggi di un prodotto chem-free, il sapore e’ nettamente differente. E anche solo per dire una stronzata, spaccate un uovo organic e uno normale e vedete la differenza del colore del tuorlo, uno e’ arancione e uno e’ giallo. Vi ricordate quando spaccavate le uova che vostra madre aveva comprato dal contadino? Di che colore era il tuorlo? Ups, non l’avete mai fatto? Allora vi serve un po’ di rieducazione al sapore.

Io non sono un maniaco del cibo, ne’ cultore della cugina novella (novelle cousine) o di altre stronzate varie, dico solamente che va apprezzato il sapore di ogni alimento, senza esagerare in spezie e condimenti vari che mascherano i veri sapori, e vi garantisco che un prodotto organic vi da un sapore migliore.

Ok, il prezzo, costano un po’ di piu’. Riflettiamoci pero’, riflettiamo su quanto costa produrre un prodotto organic, o comunque far crescere una mela dall’albero senza merda varia, ammettere che un tot di mele cadano marce e cosi’ via, e riflettendo capiamo che l’errore non e’ che questi prodotti costano di piu’, ma che gli altri costano meno, sono insapori e sono stati fatti per venire incontro alle esigenze di una persona che vede il cibo come accessorio, come un panino in 15 minuti e poi si torna nella catena di montaggio per non perdere la produttivita’, come un fast-food perche’ non ho tempo di cucinare, allora sono i prodotti normali che sono nel torto, non gli organic; e’ chi compra la merda che andrebbe biasimato non chi compra organic.

E poi, diciamocelo, io faccio spesa una volta a settimana, comprare, dove possibile, prodotti organic, mi costa cinque eu in piu’ in totale, ok, rinuncero’ a una pinta di guinness nel weekend.

Filed under cucina, Irlanda
Dec 4, 2007

De gustibus

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Il nuovo Toffee Muffin della cugina di francia non mi piace.

Filed under cucina
Oct 24, 2007

Sale grosso a Dublino

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Capita che si debba cucinare il pesce al forno e capita che si voglia cucinarlo col sale grosso (in modo che si cuoce dentro il sale, che fara’ la crosta, poi si spacca e il pesce resta buono). Certo non e’ l’unico modo per cucinarlo ma volevo sperimentare questo.

Il sale grosso non e’ che sia una cosa molto usata nella citta’ da cui vengo, sebbene altre in Italia (pensiamo a Roma) lo usino per farci tutto, anche per metterlo nell’acqua della pasta. In Irlanda e Dublino, come sapete, e se non lo sapete ve lo dico io, il sale e’ visto come una delle peggiori cose che possa esistere nel mondo, terzo solo dopo i pedofili e quelli che lo fanno col preservativo. Ovunque trovate avvertimenti riguardo il sale, quanto fa male, quanto potete rischiare l’infarto e cosi’ via.; sorvolero’ e non diro’ una parola su fish&chips, burger king e roba varia (il glutammato e’ meglio del sale?).

Anyway, mi serviva il sale grosso, nei supermercati del centro (namely Londis, Spar, Tesco) ho trovato quello fino, per giunta con gli anticalcificanti, questo vuol dire che la crosta non verra’ fatta per nessun motivo.

Il giorno dopo inizio una serie di ricerche su internet, innanzitutto cerco di caprie come si chiama il sale grosso in inglese (che e’ il punto primo) e poi dove si puo’ trovare. Dopo vari sforzi scopro che si puo’ anche usare il termine koshering salt (andate a cercarvi ‘Kosher’ su wikipedia), sostanzialmente e’ quello che viene usato dagli ebrei per togliere il sangue dalla carne (e per altri motivi credo, bohh). Allora, andando in giro tra siti ebraici cerco qualche negozio kosher a dublino, e scopro che il supervalu di churchtown, dub14, e’ l’unico a dub ad avere il kosher corner, con tutti gli alimenti che rispettano le prescrizioni kosher (di nuovo, wikipedia).

Mi armo di pazienza e volonta’ e mi reco a churchtown. Sapete gia’ che a Dub esistono i concetti di community e roba varia (piu’ che altro perche’ ve li ho spiegati in altri post), quindi dopo essere sceso dalla Luas verde alla fermata di dundrum, di notte, mi sono ritrovato semplicemente in mezzo al nulla. Ovviamente non avevo segnato l’indirizzo del posto ne’ avevo mappa (sempre previdente), pero’ chiedendo prima dov’e’ churchtown e poi dov’e’ il supervalu, e facendomi un chilometro a piedi arrivo a questo supervalu, enrto nel kosher corner e ci sono un sacco di cose strane, specie carne e pollo, ma di sale non c’e’ traccia.

Gia’ mi deprimo e credo di essere un coglione, per esesre arrivato in mezzo al nulla (e vi assicuro che churchtown e’ in mezzo al NULLA piu’ totale) senza essere riuscito a trovare sto cazzo di sale (e fallo bollito sto pesce!!!).

Alla fine cerco, nello stesso supervalu, il reparto sale e altra roba e trovo il mitico coarse salt di don carlos, 360gr 1.26 eu, ne prendo un po’ di pacci e esco contento. Certo, magari l’avrei potuto trovare al dunnes in centro, devo verificare, magari anche no ed ho fatto bene ad arrivare fino a la’ sotto. Tuttavia, ero perso nel nulla

-Il Direttore

Filed under cucina
Oct 20, 2007

Tortellini a Dublino

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Tutto qui, say no more:

http://www.flickr.com/photos/nightolo/sets/72157601968669756/

Filed under cucina
Sep 12, 2007

Bruxelles, cucina e altro

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Niente di particolare, come avrete visto non ho aggiornato il blog da giovedi’, dato che ho fatto un long weekend a bruxelles (o brussels), molto fico, cioccolato e birra i due denominatori di questa citta’, che non fanno mai male.

Ci sarebbero tante cose da dire ma non ne diremo nessuna, l’importante e’ aggiornare il blog, perche’ altrimenti mi si da del paleolitico da parte di altri blog, quindi e’ meglio restare sulla cresta dell’onda.

Dopo una varia raccolta di documenti e roba varia sta finalmente giungendo il momento del rollout dei tortellini in brodo per un gruppo ristretto di persone, namely 4, che proveranno i sapori di questa nuova ricetta. Inutile dire che sfoglia, ripieno e brodo si faranno seguendo la tradizione, niente preparati con glutammato o merda varia.

Gabro mi ha informato, in via informale e ufficiosa, che sono state avviate le pratiche per la mia cittadinanza emiliana e la membership del club PPFL (pane, prosciutto, figa e lambrusco). Nel frattempo dall’altra parte del mondo (Carlow) proseguono gli esperimenti panificatori di Gizzo, che a quanto pare sta ottenendo dei buoni risultati, principalmente il fatto di non comprare piu’ pane irlandese (cousine de france o brennan che sia); se i tortellini riscuoteranno successo lo invitero’ ufficialmente per provarne consistenza e gusto.

Questo e’ quanto per oggi
Saluti,
Marcello

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Sep 10, 2007

51 ragioni per non comprare olio d’oliva italiano

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Ricordate anni fa lo scandalo del metanolo del vino? Io all’epoca ero piccolo.
Anche agli smemorati propongo questa lettura interessante, parte da questo articolo di KelaBlu, che poi e’ una sintesi di quest’altro articolo piu’ lungo del New Yorker

Dal primo:
34. Otto delle nove commissioni pubbliche d’assaggio — le sole autorizzate a esprimere opinioni legalmente rilevanti sulla qualità dell’olio — sono riconducibili ad agenzie governative. L’altra, attiva a Firenze, ha visto ridotte le sue funzioni dopo aver dichiarato nel 2004 che l’olio extra vergine di Carapelli, Bertolli, Rubino, e altri celebri marchi italiani, era di fatto vergine o lampante (sottocategorie dell’olio extra vergine).

Filed under cucina, italia
Sep 4, 2007

Dublino, cucina e altro

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Allora,
sebbene io non sia un grande fan dei tag, del web TuDotO e compagnia cantante, mi ritrovo costretto, per vari motivi, a taggare questo post cucina; il primo che mi viene in mente e’ di natura strettamente egoistica, in modo che nel momento in cui vorro’ cercare dei post che trattino dello stesso argomento potro’ trovarli subito.

Anyway, andiamo avanti; continuano i miei esperimenti con la pasta all’uovo, di cui approfondiro’ alla fine di questo post con corredo fotografico, l’obiettivo e’ essenzialmente acquisire manualita’ con la sfoglia, nel frattempo la mia coinquilina, Tiziana, pare sia riuscita a procurarmi un pezzo di solid wood, che potremmo italicamente (e volgarmente) chiamare spianatoia.

Sabato sera cena, anzi ‘evento’, dato che cene non ne organizzano ne’ sono un ristorante, all’Italian School of Cooking, un posto a Rathmines dove si tengono dei corsi di cucina ma che in questo caso, in via eccezionale e solamente ad inviti ha organizzato questa cena. Si’ lo so sono elitario, ma a dire il vero non sono neanche stato invitato direttamente =)

Tagliamola corto e andiamo avanti con la recensione del posto: da quanto ho sentito pare che i tipi, originari di Campobasso, intendano portare un po’ cultura culinaria italiana a Dublino offrendo corsi di cucina, vendita di prodotti tipici e qualcos’altro che ora non ricordo. A margine di queste attivita’ svolgono pure catering e organizzazione di eventi. I corsi di cucina sono anche orientati ad aziende che vogliono fare team building, che tramite il corso possono consolidare i rapporti tra i vari membri di un team che lavorano insieme (e in questo caso cucinano insieme).

Io ovviamente sono un fautore della poca collaborazione in cucina (anzi, piu’ di 2/3 persone in cucina, anche solo per parlare, secondo me sono troppe), quindi non posso sostenere questo tipo di corsi, anche se effettivamente possono avere una qualche utilita’.

Come diceva uno dei soci, spero di citare fedelmente e non snaturare il suo pensiero, l’obiettivo non e’ quello di fare dei corsi complessi di cucina, anche perche’ non ce ne sarebbero i mezzi, ma semplicemente di portare un po’ di gusto italiano, insegnare le basi della cucina italiana e quant’altro.

Fine della marchetta.

Dal punto di vista qualitativo, sempre per il fatto che siamo tutti bravi a fare le critiche, me compreso, non ho trovato niente di eccezionale, abbiamo mangiato tortellini (Buitoni) col pesto e dei gnocchi fatti a mano con un sugo ai porcini e tartufo, di quelli del barattolo, non saprei dirvi la marca, era comunque una cosa ‘rustica’ italiana.

Dal punto di vista della preparazione abbiamo chiesto allo ‘chef’ se i tortellini erano fatti in casa e non ha voluto rispondere, per fortuna e’ arrivato l’altro socio che ci ha detto che erano Buitoni, che’ a suo dire fare la pasta fresca in casa per venti persone e’ complesso (possiamo anche essere d’accordo), non mi e’ invece piaciuto l’abbinamento col pesto (considerando che i tortellini erano ricotta e spinaci). Gli gnocchi invece sono stati fatti a mano ma, sebbene ogni tanto li faccia, non mi sento tanto esperto quindi non giudico, ho trovato, tuttavia, pesante l’accostamento prima tortellini e poi gnocchi (stavo per sbottonarmi il pantalone alla fine). Il dolce era invece fatto da un tipo che si chiama Carlos, se non sbaglio, ma non saprei dirvi il nome, era una base con crema limone e panna, la presentazione era curata.

Fine della recensione di tipo gambero rosso, adesso passiamo a noi.

La cucina e’ un argomento delicato, che si sposa con quello del gusto, quindi ognuno ha dei gusti differenti. La maggior parte degli italiani a Dublino si lamentano del cibo, che a Dublino il cibo e’ una merda e quant’altro, questo perche’ una legge fondamentale afferma che il gusto man mano si abitua, e una volta abituato a certe cose, come per tutte le abitudini umane, e’ difficile che si disabitui. L’esempio lampante di cio’ sono gli italiani che si lamentano che manca la pasta Barilla, che per quanto mi riguarda, come schifezza, e’ seconda solo alle paste dell’Ard Discount (si’ quello senza acca), e che manca, per esempio, la farina, quando sia la farina 00 buitoni, che la farina della Odlums sono fatte da grani teneri principalmente importati; la differenza e’ che nella seconda non c’e’ l’indicazione italiana del rendimento del grano (per intenderci 0, 00 e cosi’ via) quindi vanno guardate le proteine (vedere il mio post “Farine in Irlanda”), am sostanzialmente vi posso dire che non posso lamentarmi per quanto riguarda la farina. Certo se poi pretendente la farina di grano duro e’ possibile trovarla nei negozi italiani.

La panna in Irlanda e’ un altro argomento delicato, il latte che viene qui venduto e’ tre volte (come minimo) superiore al latte italiano (non avete notato che il latte qui viene venduto nel banco frigo, e non in contenitori di cartone e che la data di scadenza e’ dopo 5 giorni e non dopo 5 mesi come il latte italiano?), da questo ne deriva il fatto che la panna deve essere indubbiamente superiore; la panna e’ principalmente il grasso del latte, per chi non lo sapesse. Anzi se vogliamo dirla tutta la maggior parte del latte in Irlanda e’ latte intero (whole milk), in Italia inveec consumiamo latte parzialmente scremato a lunga conservazione, che per quanto mi riguarda e’ il prodotto secondario di altri alimenti tipo panna, burro etc (per non dire prodotto di scarto). Anyway, torniamo al discorso panna, la panna alimentare della Parmalat (nome commerciale: Panna Chef) e’ UHT e fa CACARE, se io prendo una panna fresca della avonmore mi vale dieci panne chef, l’italiano medio, come io agli inizi, viene qua e dice che non c’e’ panna perche’ le sue categorie mentali sono ancorate alla panna amara italiana (c’e’ cmq anche la sour cream della avonmore) e al gusto italiano (che ormai si e’ abituato alla panna chef), e sostanzialmente si lamenta del fatto che in Irlanda non si trovano gli ingredienti, quando invece gli ingredienti sono migliori di quelli che puo’ trovare in Italia (almeno per quanto riguarda i latticini).

Discorso a parte andrebbe fatto per i salumi e roba varia, paste e quant’altro, ma ora non ne ho tempo e voglia, vi presento solo i risultati dell’esperimento di ieri, tagliatelle all’uovo:

e tortellini fatti a mano =)

le foto sono fatte col cellulare, quindi fanno cacare, ma vi prometto un photoset su flickr quando faro’ i tortellini sul serio =)

Saluti
-Il Direttore

Filed under cucina, Irlanda
Sep 3, 2007