Ok, lo so e’ tanto che non posto, diciamo che questo video parla di me a lavoro ultimamente quindi sarei anche giustificato:
“Non ho il tempo materiale per uccidere”
Dovrei dirvi tante cose giacche’ tante ne sono successe ma nessuna particolarmente interessante e croccante quindi faro’ un post itinerante con quello che mi viene in mente, magari mettendoci anche qualche video di youtube.
Il ghetto e’ sempre attivo e stavolta abbiamo anche deciso di mettere una telecamera a riprendere una delle nsotre riunioni, ecco qui il filmato:
Da notare che “Milo” e “Zafferana” sono due posti in co. Kildare. Il finale con lo sgombro monocolo e’ spettacolare.
Ok cosa fai nel bank holiday a parte cazzeggiare su youtube?
Voglio dire consulto le ricette di Gizzo, che non posta da una vita ma quando lo fa decide di parlare di una cosa che odio, la cucina indiana.
A proposito di cucina ieri sono stato in uno dei posti che frequento di solito, ah nota: perfavore non fatevi trovare fuori come al solito per richieste di autografi perche’ non ne rilascio, dicevo, uno dei posti che frequento di solito, cioe’ yamamori, ho mangiato davvero bene, il pesce spettacolare piu’ lo ishi yaki soba, il dolce e una pinta di heineken (si vede che sono un gourmet vero?), il tutto per due persone a un totale di 58 eu e qualcosa di spicci piu’ la mancia che ho lasciato, il che porta il tutto a 63 eu, anche se forse stavo sognando visto che con meno di 100 eu per due a dublio ti servono le trenette col coleslaw. E’ anche vero che in genere spendo meno di 100 eu per due quindi non so che posti frequenti chi fa simili dichiarazioni.
Ok, ma questa a dire il vero era una polemica vecchia, di nuovo cosa c’e'? Ah il bank holiday weekend, oggi ho steso 600 grammi di pasta all’uovo per fare le tagliatelle, e una porzione e’ finita subito nel mio stomaco accompagnata da un sano pesto sacla’ (ok ok non avevo niente di meglio, copre il sapore della pasta all’uovo bla bla ma comunque, dovevo cenare in qualche modo), oltre questo ho notato che M&S ogni tanto offre qualche novita’ al banco dolci ma non posso anticipare niente.
Detto cio’, che e’ anche roba vecchia visto che e’ quasi mezzanotte e il primo giorno del bank holiday weekend e’ andato, in Irlanda l’argomento principale di questi giorni e’ il trattato di Lisbona, ne ha gia’ parlato pallotron ma su lisbontreaty.ie c’e’ una spiegazione completa. Io onestamente non l’ho letta ma dovrei informarmi, in questo status di ibrido in cui sono adesso non posso nel caso irlandese, voglio in quello italiano, utilizzare la matita copiativa per dire la mia quindi alla fine la pigrizia avra’ la sua ennesima vittoria.
Ci sarebbe anche qualcos’altro da dire, stamattina avevo intenzione di andare al mercato di temple bar, quello che c’e’ dove c’e’ l’ifil se non sbaglio ,ma ogni volta sbaglio traversa, poi c’erano 21 gradi e sudavo come una belva quindi ho desistito ancor prima di cominciare a cercare il Mezz (che se non sbaglio sta la’ di fronte), locale preferito dal mio coinquilino olandese di una volta (vedere archivi del 2006 per eventuali riferimenti). Insomma, adesso sto ricordando che il mercatino sta li’ di fronte, stamani non ricordavo niente, poi a temple bar mi perdo sempre, tutte le traverse sembrano le stesse, l’unica cosa che riuscirei a trovare sono Piazza Palla e Piazza Bancomat. Ah e anche il Palace Bar, un pob tranquillo in cui porto i miei turisti amici che cercano tranquillita e un compromesso tra centro e pob tradizionale. Ok, ma alla fine non e’ neanche temple bar.
Mi ricordo che la’ di fronte partivano dei nite link, anzi adesso mi sto ricordando episodi vecchi, di quando erano gli inizi e prendevo il nitelink pagando 4 eu per essere riportato a clontarf e trovare il mio primo coinquilino francese a casa, ahaha che risate, “com’e’ andata”? e lui “fineeeeeee”. Erano anni fa, anzi a pensarci il 10% della mia eta’ (o sort of), sto diventando anziano.
Ma me l’ha detto anche Gizzo che siamo gia’ anziani quindi non c’e’ speranza ne’ via di scampo, l’eta’ avanza anche se noi facciamo finta di non accorgesene.
Ok, fine della filosofia perche’ sto blog non e’ fatto per questo, e se mai lo e’ stato vi assicuro che era un momento di ubriachezza o hangover del giorno dopo. Tra l’altro ieri, in un momento puramente irish, ero solo a casa e ho deciso di stapparmi una lattina di smiddics (insomma, avete capito a cosa mi sto riferendo) e la cosa mi e’ piaciuta, adesso ne ho un’altra in frigo che mi tenta e potrei darmi all’ubriachezza di nuovo . Detto cio’ sarebbero finite, in realta’ era un sixpack, ma qualcuno ha pensato bene di metterle nel freezer visto che mezz’ora dopo si cenava, peccato che poi lo stesso qualcuno, che tra l’altro ha un blog molto famoso e frequentato, se l’e’ dimenticato totalmente e ha servito Coca Cola a cena.
Voglio dire, ma vi rendete conto che al LIDL non hanno nemmeno la Coca Cola? Hanno la Pepsi, che poi non ho neanche guardato bene se era Pepsi vera o Pespi o qualche sottomarca del genere, poi tipo cercavo del pane e c’era solo affettato e ammorbidito con l’alcool etilico e non so con cos’altro. Vi chiederete, e lo scopri ora? Si’, che so, magari pensavo avessero modernizzato la loro offerta, invece sempre le stesse cose. Io ho la mia teoria, in realta’ non sono le stesse marche ma sono proprio le stesse cose, qualche giorno prima che scadono li rimandano in germania, loro li reincartano con nuova data di scadenza e li rimettono nei banconi, del resto vi e’ mai andata a male qualcosa del lidl? Con tutta quella chimica che ci mettono vorrei vedere.
Il frutto dell’anno, o di questi mesi, e’ il rabarbaro, che in italia manco esiste e in irlanda non so neanche come e’ fatto, ma ultimamente mangio un sacco di rabarbaro tra dolci e yogurt vari, secondo me e’ qualcosa che provoca dipendenza, allo stesso livello delle droghe leggere, forse non bisognerebbe neanche abusarne, leggevo da qualche parte che e’ velenoso.
Dovrei anche andare in vacanza, ho dei voli schedulati per andare da qualche parte in alcuni giorni, cio’ significa che a lavoro dovro’ produrre anche per i giorni in cui manchero’, e la situazione mi pare alquanto difficile, comunque orientativamente, giusto epr farvi capire, dovrei andare in un posto di mare ma stare solo due gg a mare, un sacco di caldo, sudero’ come un pazzo, sole male caldo male mare ok
Poi ultimamente sto cercando delle offerte con ryanair, dedicando addirittura una decina di minuti a settimana per questo, ma sembro abbastanza sfortuanto, forse avrei bisogno di qualcuno che mi possa consigliare, qualcuno esperto.
Ok detto cio’, e’ ora di andare a dormire, tanti saluti, domani ho da fare, faccio il pane.
UPDATE: la groupie di Travaglio, cioe’ Gizzo, precisa alcune cose
Allora, riassunto delle precedenti puntate.
Questo weekend e’ venuto un mio amico/ex-collega di lavoro a Dublino e ho fatto un po’ da guida turistica per quanto ho potuto, ho cercato di farlo mangiare bene nella capitale ma il 50% dei miei tentativi sono falliti, vi avviso che la mia precedente raccomandazione per il Market Bar viene adesso ritirata visto che e’ diventato vergognoso, hanno cambiato il menu, e’ piu’ expensive e si mangia male, per cui se un giorno gli tiraste una molotov non ditegli che ve l’ho detto io.
Ho provato anche il ristorante greco a malahide, che pare sia l’unico greco di Dublino, ok Malahide non e’ Dub ma stica, ci siamo capiti, e anche quello mi e’ fallito miseramente; a parziale giustificazione va il fatto che non ci ero mai stato ne’ ci staro’ mai piu’ se non imbottito di esplosivo. Tuttavia sono stato a Londra in un posto greco che non era male. Ci consoleremo con l’arrivo in vacanza/lavoro del greco quello originale che dovrei aver linkato tra i blog.
Detto cio’ e messe da parte le mie manie esplosive, consiglio come al solito Zaytoon, che e’ l’unico kebab buono di dublino e un posto di mia nuova scoperta che si chiama Chapati Grill e sta dietro la distilleria della Jameson’s, davvero buono e cheap, molto consigliato.
Uno dei posti migliori dove sono stato questo weekend, ma gia’ lo sapevo, e’ il ristorante che sta dentro la Guinness storehouse, buonissimo e consigliato!!!
Andro’ presto a provare altri ristoranti per il bene del mio stomaco, in alcuni casi, e il male del mio portafoglio, spesso. Vi diro’ presto.
Allora, due anni sono passati quindi possiamo scrivere semplicemente 2 years senza dilungarci sui mesi; come due anni fa le elezioni sono state piu’ o meno il punto di svolta e hanno segnato la decisione che molto difficilmente tornero’ in Italia, ammeno di sconvolgimenti tellurici che coinvolgano buona parte della popolazione.
Detto cio’, la primavera a Dublino si fa aspettare e nonostante quello che avevo scritto alcuni post fa sul fatto che Dublino si sta cominciando a riscaldare, sembra che le mie previsioni si siano rivelate sbagliate… strano.
Parliamo di cibarie, ultimamente ho rivalutato l’Aya come giapponese pur mantenendo yamamori come primo della lista; certo non e’ un ristorante tradizionale, e’ un posto dove c’e’ una cosa scorrevole che passa attraverso tutti i tavoli con dei piattini, quindi chi vuole qualcosa la prende da sta specie di tapirulant (scusate i termini ma la mattina presto non e’ il momento ideale per postare), e poi si paga in base ai piattini che ci sono sul tavolo, ogni piatto ha un colore differente.
Detto cio’ non e’ male in termini di gusto di quello che si passa, l’unico male e’ andarci quando c’e’ la Last Call, cosa che ho fatto inconsapevolmente una domenica sera; praticamente la last call consiste nel fatto che gira tutto quello che e’ rimasto dalla mattinata (anzi dal weekend a dire il vero, sapete come funziona nei ristoranti), e tutti i piatti costano lo stesso, dove normalmente i prezzi cambiano a secnda del colore. Ora non voglio fare il razzista nei confronti dei miei connazionali, anche se considerando tutta la gente berlusconiana che c’e’ in Italia dovrei pensare di prendere la cittadinanza irlandese, ma quando sono andato io la domenica sera, non sapendo che esisteva questa cosa del last call, ho trovato il posto pieno di italiani che per risparmiare si fiondavano li’.
Quello che succedeva era che in questi tavoli dove si parlava italiano c’era la persona piu’ intrepida che si fiondava a raccogliere tutti i piattini sporgendosi anche dall’altro lato della cintura e sottraendoli, quindi, ai tavoli che l’avrebbero dovuti ricevere prima, in genere questa persona era cosi’ operosa che mentre sottraeva roba masticava allo stesso tempo, e il suo leggero sovrappeso non faceva altro che accentuare l’orrore di questa visione. Detto cio’, niente di male in tutto questo se non fosse che il tavolo a cui prendeva i piattini molte volte era il mio quindi penso che subito dopo il ristorante si sia fatta perlomeno 5 giorni di diarrea continua.
Ovvio che la tattica migliore in questi casi e’ prendersi subito tutti i piattini e lasciarseli nel tavolo per finirli con calma, invece di farlo pian piano, quando gia’ stanno per finire e i barbari sono all’opera. Ma non e’ questo il punto. Voglio dire esistono poche cose belle nella vita, non mi dilungo sulle altre ma in generale una delle migliori e piu’ piacevoli e’ il cibarsi, paragonabile solo all’atto sessuale, quindi non capisco come ci si possa godere il momento se nel frattempo si stanno facendo altre cose, tipo cercare di fottere il prossimo e stare in piedi masticando.
Finisco qui il racconto, senza continuare ad elencare le altre cose che mi danno fastidio, a parte un’altra cosa che odio in maniera assoluta che e’ la musica mentre si mangia, che impedisce ogni forma di discussione e distrae l’attenzione da quello che in quel momento e’ la cosa migliore, cioe’ il cibo.
Detto cio’, finisco di fare il lamentoso e il criticone e vado a farlo in un posto che e’ stato creato per questo
A dire il vero non mi andava di scrivere questo post il 22 perche’ ero in Sicilia e colpito da una depressione cosmica e dalla solita crisi esistenziale primaverile che colpisce un po’ tutti, il 23 ero malato, il 24 avevo altro da fare, il 25 ho detto “adesso lo scrivo” ma poi ho pensato che la mia visione era troppo nera quindi era meglio aspettare per non avere un post condizionato dalla negativita’ del momento, il 26 impegni e cosi’ via. Per evitare di arrivare ai tre anni senza post ho pensato di scriverlo adesso, come viene viene; cerchero’ di non avere pretese di storicita’ su questo post.
We learned more from a three minute record than we ever learned in school
Dublino… Dublino due anni fa era diversa, si stava meglio quando si stava peggio e cosi’ via, si potrebbero dire tante cose ma in effetti sarebbero tutte sbagliate, come la maggior parte delle cose che la gente dice; alla fine a me Dub non sembra tanto diversa da due anni fa, se non altro perche’ in due anni una citta’, il cui cambiamento e’ guidato principalmente da cambiamenti urbanistici, che quindi avvengono dopo molti anni, cambia poco.
Altre cose si potrebbero dire, all’epoca io partii per Dublino con una valigia che non era certo di cartone e un portatile che poi sarebbe finito nelle mani di qualcun’altro, che entrando a casa mia a Dub8, aveva deciso di prendere la cosa di minore valore economico che c’era, giusto perche’ era bianco. Trovai lavoro quasi subito, ma la storia la sapete, c’e’ lo storico dei post che la testimonia e cosi’ via; cambiai casa qualche volta, incontrai persone, feci cose e cosi’ via
And everybody’s wrecked on Main Street from drinking unholy blood
Sticker smiles sweet as gunner breathes deep, his ankles caked in mud
And I said “Hey, gunner man, that’s quicksand, that’s quicksand that ain’t mud
Have you thrown your senses to the war or did you lose them in the flood?”
Bilancio? beh positivo, per quanto mi riguarda. Indubbio dire che Dublino mi ha dato tanto e che e’ una citta’ che ti offre un numero di opportunita’ lavorative impressionante se paragonato alla poverta’ italiane. Di sicuro la forma mentis che ne viene fuori e’ diversa, a volte uno pensa che se fosse stato piu’ giovane e avesse avuto le opportunita’ che ci sono qui avrebbe fatto un altro mestiere, o addirittura qualcos’altro. In Italia, invece, bisogna prima pensare agli sbocchi occupazionali, poi alla raccomandazione e ultimo tra le ultime cose, al merito e all’impegno nello studio prima e nel lavoro dopo, cosa che conta poco come sappiamo.
Dublino citta’ delle opportunita’.
Cio’ non toglie che ci sia stato e c’e’ chi in Italia e’ stato capace di ritagliarsi il suo spazio grazie alle proprie possibilita’, sono cose che avvengono, io ovviamente cerco di cogliere il generale non il particolare, senza farmi prendere dal pessimismo della stampa, come direbbe il Presidente al convegno di Confindustria a Vicenza nel 2006.
We’ll run till we drop, baby we’ll never go back
Dici, ma allora Dublino e’ il posto per tutti, troppo bello. Beh, adesso non esageriamo, nessuna citta’ e’ il posto per tutti, men che meno Dublino, che ha tanti problemi che tutti sappiamo e di cui tante volte ho parlato. Diciamo democraticamente che la scelta di una citta’ dipende dalle aspettative e dalla propria disposizione d’animo, piu’ o meno la stessa cosa che avviene quando ci si frequenta o si sta con una persona di sesso opposto (o anche dello stesso, a seconda delle predilezioni di ciascuno).
Storia d’ammmore con Dublino.
Alla fine e’ cosi’, magari poi ci si stufa, il che e’ una cosa normale, dopo il primo colpo di fulmine, in cui io dicevo a tutti che Dublino era la migliore citta’ del mondo (come facevate a sopportarmi, sul serio?) poi ho realizzato meglio la realta’, sono venuto fuori dall’idealismo e ci sono stati altri fattori che mi hanno portato a continuare questa romance. Di sicuro il discorso delle opportunita’ resta il migliore al momento.
Well maybe we could cut someplace of our own
With these drums and these guitars
Restare o non restare, e’ questo il dilemma del momento e quello che penso abbia colpito un po’ tutti quelli che stanno da piu’ di sei mesi o un anno qui, tant’e’ che la maggior parte delle community italiane dopo sei mesi o un anno si frantumano perche’ dopo l’”esperienza” fuori la gente decide di tornare in Italia, che’ il Bel Paese e’ piu’ meglio assai. Li possiamo criticare? Direi di no, sono scelte personali.
Per vari motivi io ho deciso di non fare questa scelta e ragionare piu’ sul lungo periodo, non ero venuto qui per un’esperienza breve (a dire il vero avevo detto che almeno un anno l’avrei fatto) e gia’ ho marcato due anni e ancora conto di restare.
Certo da qui a dire che vorrei restare definitivamente ce ne passa, ci sono tanti fattori e scelte in gioco, sfortunatamente non e’ possibile per noi fare una scelta che possa tenere in conto tutti i pro e i contro, ma dobbiamo solo affidarci a cio’ che abbiamo a disposizione nel momento in cui facciamo la scelta finale, momento che a volte puo’ essere casuale. Cio’ non toglie che qualsiasi scelta puo’ essere fatta in modo vagamente razionale senza lasciarsi trascinare dallo spur of the moment.
Forse oggi non e’ ancora il momento di decidere, forse lo sara’ tra un anno quando avro’ le idee piu’ chiare quindi sarebbe meglio rimandare queste discussioni, poi in genere per queste decisioni mi prendo un po’ di tempo per ragionarci su’, illudendomi che serva; non tanto ma un po’ di tempo per capire.
Talk about a dream
Try to make it real
you wake up in the night
With a fear so real
Spend your life waiting
for a moment that just don’t come
Well, don’t waste your time waiting
Delle esperienze vissute qui si potrebbero dire tante cose, che forse sono un po’ venute fuori in altri post; dare una sintesi di vissuti sarebbe impossibile specie per me che non faccio questo mestiere, abbiamo tutti i nostri limiti.
A volte vorrei essere in grado di dire cose come “sono felice”, che magari mi scappa, o qualcosa di piu’ impegnativo come “ho trovato la mia dimensione”, ma proprio adesso non sono in grado, fa parte della debolezza dell’animo umano in generale, o forse guardando al particolare nella mia ricerca di qualcosa che non trovo (o non trovero’) mai, e’ un discorso un po’ piu’ ampio, forse anche un discorso di crescita e se parlo di Dublino, pensavo stamani, affrontare il tema della crescita e’ un passaggio obbligato, perche’ 2 anni in 26 anni, specie durante questo periodo di cambiamenti, significa tanto; forse non e’ ancora il momento, sarebbe la risposta, inutile stressarsi.
Well now everything dies baby that’s a fact
But maybe everything that dies someday comes back
Lo stress, si deve dire, e’ una cosa che ho piu’ o meno dimenticato, se non altro per merito del lavoro che e’ abbastanza rilassato e riesce meglio a gestire attimi di stress magari maggiori del mio precedente lavoro ma razionalmente cadenzati, in modo da risultare continui. Certo la rilassatezza, direbbe Valentina, porta alla noia, e questa e’ una cosa a cui tutti dobbiamo fare attenzione, specie se siamo alla ricerca di nuovi stimoli.
Adesso non vorrei sconfinare un post dei due anni sul personale, ma cercare di fare una sintesi di due anni, e dare un giudizio tenendo da parte quello che si e’ non credo sia possibile. Avrei voluto fare un post piu’ filosofico, piu’ pregno di significato ma credo si sia ridotto ad una sintesi di quello che ho scritto altrove, spero che comunque sia apprezzabile, magari hai visto mai che ho anche aggiunto qualcosa di nuovo sulla dirty old town.
That is, nothin’ left that you could sell
just junk all across the horizon, a real highwayman’s farewell
Allora, questo weekend sono stato nel West Cork, approfittando della festa di San Patrizio ho lasciato Dublin, che nel frattempo si e’ riempita di turisti. Un riassunto del viaggio l’ha gia’ fatto pallotron QUI, provvedero’ solo ad aggiungere qualcosa.
Come detto, primo giorno a Cork, la citta’ e’ bella peccato che ad una prima occhiata sembra popolata dal peggio del peggio, probabilmente ero in serata sfortunata o ho solo beccato turisti. Comunque a quanto mi dicono i locals mi sa che e’ cosi’. Il fiume Lee e’ abbastanza grande e Cork illuminata non e’ male, certo e’ sempre una citta’ piccola e non ha niente a che vedere con Dub che resta comunque piu’ grande. A Cork abbiamo dormito in un ostello che non era male, Sheila’s hostel se non sbaglio.
Ripartiti il giorno dopo abbiamo visto varie cose, come al solito leggetevi il report che vi ho linkato la’ sopra; le cose piu’ belle sono stati i paesaggi del West Cork, il centro Marconi a Mizen Head con relativo tour e qualcos’altro che adesso lo ricordo. Ok questo mio report non e’ il massimo ma la cosa che voglio dirvi e’ che visitare il West Cork e’ una cosa bella, soprattutto va fatto in macchina, con mappa delle strade e GPS, facendosi l’itinerario il giorno prima o a pranzo; ovviamente dovete essere accompagnati anche da una buona guida (Rough, Routard o Lonely Planet) che vi spieghera’ cosa vedere dei singoli posti.
Detto questo, direi che questa gita mi ha fatto ritornare la voglia di visitare l’Irlanda in macchina, ci sono ancora parti che non ho visto del West Cork e in generale parti dell’Ovest (specie nord ovest) che non ho ancora visto e ch emeritano una visita, provvedero’ ad organizzare qualcosa nel breve termine.
Al di la’ di questo, tempo fa avevo prenotato le vacanze pasquali in Sicilia, dato che natale e capodanno li ho fatti in IRL e in estate rischio di essere in posti diversi dalla Sicilia; nella foga della prenotazione non avevo calcolato che il 22 marzo raggiungo la soglia di due anni in Irlanda, che avrei volentieri festeggiato davanti a una pinta di Guinness, ma a quanto pare non ce ne sara’ l’occasione, quindi mi faccio gli auguri da solo e bon.
Per il resto spero di essere abbastanza costante con gli aggiornamenti del blog; il viaggio e l’isolamento sono stati benefici perche’ mi hanno fatto abbastanza distaccare dalla politica italiana, quindi adesso penso ad altro, sono piu’ rilassato e sono sicuro che la prossima legislatura sara’ quella del declino.
“Nessuno come il presidente Massimo Moratti, come tutti i tifosi dell’Inter, come tutta la nostra squadra, può capire come ci si senta dopo aver mancato un obiettivo al quale tenevamo moltissimo. Spero che tutti coloro che vivono il calcio capiscano gli sfoghi e l’amarezza in momenti così delicati. Un allenatore è sempre il punto di riferimento di un gruppo, ma quel gruppo si nutre delle emozioni più profonde. Dopo la partita ha parlato il cuore e l’amore di Roberto Mancini allenatore. Ringrazio il presidente Massimo Moratti per avermi dato forza, compreso il momento e avermi capito. Mi dispiace per gli equivoci e i fraintendimenti che possono essere nati. La squadra già lo sa: siamo pronti a lottare fino all’ultimo minuto, con grande intensità per conquistare il nostro terzo scudetto e per provare a vincere fin dalla prossima stagione la Champions League. Ringrazio infine lo straordinario pubblico nerazzurro che ieri sera ci ha sostenuto fino all’ultimo momento e ci ha applaudito all’uscita dal campo”
Dichiarazione di R. Mancini 12/3/2008
Come dire, vi ho presi per il culo. Ok, l’Inter e’ stata eliminata dalla Champions, ce lo aspettavamo un po’ tutti, ma da veri interisti ci speravamo. Sono andato a vedere la partita al Frazer’s, che ora non si chiama piu’ Frazer’s ma Mc qualcosa; che poi c’era chi lo chiamava frazer e chi freizer, il cambio di nome ha tolto ogni dilemma. Da notare che sotto, dove prima c’era un’altra stanza pub hanno sistemato tutto e rifatto il pavimento, ora sembra un posto dove ci si puo’ mangiare, con menu e altre cose del genere; ovviamente sopra ci sono le bolgie delle partite di calcio, ma questo e’ un altro discorso.
Noi interisti siamo usciti tutti con le facce da cani bastonati, che dire, era ovvio. Poi sono tornato a casa e ho letto di Mancini che andava via, vabbe’.
Nel contempo a mezzanotte ho festeggiato il mio 26esimo anno, altro motivo della mia assenza sul blog, ricevendo come regalo dal Fate il fatto che il boiler si sia spaccato e ha richieduto l’intervento del landlord+elettricista. Per fortuna era solo un loose wire, o qualcosa del genere, ora e’ di nuovo a posto.
Nella mia cucina adesso sono presenti uno steamer, comprato tempo fa ma dovevo dirvelo e ogni volta mi dimenticavo, e una macchinetta per il caffe’ regalatami per il mio compleanno. Come potrete capire questa e’ stata una manna dal cielo, per me che sono caffe’ dipendente; ormai non bevo piu’ neanche la moca, espresso uber alles, nonostante quello che dice Gizzo.
Per il resto che dire, in Irlanda tutto a posto, la recessione USA e’ alle porte, io mi tocco le palle. Ci sono i soliti trend negativi nelle costruzioni, ma siccome io non faccio il muratore ne’ ho intenzione di comprare casa un po’ me ne frego, come al solito ci sono i soliti che da quando sono arrivato in Irlanda, quasi due anni, dicono che sta tutto per crollare; in tutto cio’ io mi tocco le palle e pare che questa tecnica funzioni dato che mi e’ stato aumentato lo stipendio e addirittura ancora lavoro.
Poi penso che se un giorno crollera’ tutto sara’ un mondo migliore, chi l’ha detto che deve essere per forza peggio? =)
Si avvicina St Patrick, vorrei dire che la festa e’ nell’aria ma non e’ vero; al tesco cmq hanno cominciato a vendere i capelli quelli enormi verdi, barbe rosse finte e cose del genere, io come al solito credo di saltare la parata, anche perche’ ci saranno solo turisti e come direbbe il mio collega I didn’t even bother watching it on TV o qualcosa del genere, lo disse l’anno scorso ma io lo ricito.
Stavo pensando di scrivere un proxy per visitare repubblica.it, che mi filtrasse gli articoli con la parola “sondaggio” per eliminarli, in questa maniera potrei saltare tutti gli articoli di politica; mi rendo pero’ conto che dovrei sprecare tempo e denaro per fare quseta cosa, forse e’ meglio non visitare repubblica.
Dovrei anche fare la rubrica “il direttore risponde”, lo so che vi manca.
Saluti per il momento
Cers
-Il Direttore
Amarcord
Nelle foto: (1) 1994, Mastella, Berlusconi e Casini (2) Prodi, Pertini e Andreotti
Allora, il discorso e’ questo, ero sul taxi che mi dirigevo a casa di Vincenzo che fa trent’anni (auguriiii), e passando davanti a Smithfield c’era l’immondo spettacolo della fiera dei cavalli, che avviene la prima domenica di ogni mese (quindi oggi 2 marzo) e riempie la piazza e le vie antistanti di merda di cavallo che poi il pomeriggio, quando se ne vanno, viene pulita.
Il tassista parlava di questa tradizione, a quanto pare portata avanti dagli Irish Travellers che hanno questa passione per i cavalli (non so se sia vero, forse e’ gente normale, boh bisognerebbe informarsi) e il tipo diceva che anche il cavallo di Napoleone e’ stato qui. Il discorso e’ proseguito in maniera pacata perche’ il tassista non era razzista, diceva solamente che questo tipo di persone non portano avanti l’Irlanda ma creano problemi, per loro e’ ok che vivano in questa maniera, che facciano la fiera etc, ma di certo non sharerebbe una life boat con uno di loro, il che mi pare un discorso equilibrato.
Al di la’ di questo, poi il tipo si e’ lasciato andare in discorsi piu’ o meno condivisibili, lui ha lavorato in Norvegia, Svezia, Finlandia, USA e altrove, uno dei tradizionali Irish immigrati che poi sono rientrati grazie alla Celtic Tiger, che comunque l’Irlanda prima era una nazione con 10 milioni di persone e adesso sono 4, e l’emigrazione e’ stata un grosso problema perche’ tutte le persone buone sono andate via (good people) e sono rimasti solo i peggio (a quanto dice lui), certo alcuni sono rientrati, ma molti hanno deciso di vivere abroad (per vari motivi). E questo e’ un discorso che si puo’ applicare in toto alla Sicilia, per esempio. Il fatto che l’IRL e’ una nazione piccola ha causato dei problemi, sostanzialmnete diceva che non esiste una cultura nazionale quindi non si e’ stati in grado di reggere questo flusso migratorio verso fuori, e che per lui e’ un bene che vengano delle persone da fuori a sostenere l’economia, perche’ ok i cavalli, loro sono appassionati, ma cmq non si puo’ reggere un’economia moderna sui cavalli.
Era comunque una cosa che volevo riportare, condivisibile e applicabile in toto alla Sicilia, peccato che lo stato economico e’ diverso.
Allora, questo post dovrebbe essere dedicato a Galway e a dire il vero avrei dovuto scriverlo prima, se non fosse che un virus o qualcosa del genere mi ha debilitato e mi ha fatto petare e cacare come un pazzo per tutto il sabato quindi la mia gita a galway si e’ ridotta in una visione a casa di Luca di tutte le partite del sei nazioni Per fortuna sono riuscito a prendere l’autobus e trattenermi per quattro ore.
Comunque, Galway bella come al solito, per quel poco che ho potuto vedere; speriamo di rifarci la prossima volta.
La domenica mattina, diretto verso l’autobus, ho avuto modo di constatare (non che non lo sapessi) la morte celebrale di qualsiasi citta’ irlandese post sabato, tutto chiuso fino alle dodici e solo pochi turisti per strada. L’unico posto aperto che serviva colazione ci ha dato gli scones del giorno prima, cosa che del resto ci si aspettava. L’unica nota di colore e, onestamente, quello che ha ripagato la mattinata e’ stato sedersi accanto a tre donne italiane sui 35-40 anni, che dopo aver captato una parola di italiano dal tavolo accanto (cioe’ quello dove ero seduto io) hanno cominciato a parlare tra di loro in inglese per camuffarsi; la cosa era comica perche’ ovviamente non riuscivano a dire tutto in inglese quindi tornavano all’italiano sottovoce per poi ripassare all’inglese appena notavano che io porgevo l’orecchio per ascoltare. Ovviamente tutto cio’ non poteva non risolversi in una scena comica che ha trovato il suo apice quando una di queste inavvertitamente ha urtato la propria borsa facendola cadere verso il nostro tavolo e dicendo subito “shit… oh sorry”; e io piegato a ridere.
Tornando ai fatti irlandesi, girovagando su finfacts.com ho notato che il CSO (Central Statistic Office) ha rilasciato lo Statistical Yearbook of Ireland 2007 che avro’ modo di leggere quanto prima, magari seduto sulla tazza del cesso viste le mie attuali condizioni. Guardo quindi il riassunto su finfacts che non presenta niente di particolarmente interessante a parte il fatto che i nomi piu’ famosi per i nuovi nati sono Sean e Sarah.
Guardo il CSO book quindi e noto alcuni dati interessanti: Popolazione
* il 10% della popolazione (420.000) e’ costuito da immigrati le cui maggiori nazionalita’ sono rappresentate da 64mila polacchi e 24mila lituani (e poi dite che sono tutti italiani). Solo nel 2006 sono arrivati 33mila polacchi e 7400 lituani. Comunque gli immigranti dal regno unito raggiungono da soli le 250mila unita’.
* 5800 italiani residenti nel 2006, 9300 francesi, 6200 spagnoli, 11mila tedeschi
* 16mila nigeriani, 11mila cinesi, 25mila ammeregani
* Eta’ media della popolazione 35.6 anni
* Dublin conta 1.1milioni di abitanti (solo dublin city circa 500mila), Cork 481mila (city:119mila), Galway 231mila (city:72mila), subito dopo le citta’ piu’ popolose sono Kildare e Limerick.
Lavoro
* I lavoratori nel settore costruzioni costituiscono il 13% del totale degli occupati
* Circa 2milioni di persone lavorano
* 114mila nell’agricoltura, 551mila nell’industria (di cui 241mila nel settore costruzioni), 1.300 milioni nel settore servizi
Ci sono poi altri capitoli, specie quello seguente sulla Social Inclusion che voglio analizzare con calma in un post seguente
Avversari si’, ma non nemici, supposizioni diverse si’, ma non avversari, variegate ma non diverse; componendo i contrasti.
Domenica a Howth, come la blogsfera del ghetto vi ha gia’ abbondamentemente informato. Il giudizio culinario dice che siamo andati all’Oar House (www.oarhouse.ie), io ho preso Seafood chowder (zuppa di pesce), smokies (una teglia con merluzzo affumicato + cheddar, pomodoro e altra roba), grilled sardines e come main course a whole seabass trout (qui su wikipedia) alla griglia. Giudizio rapido dice che la zuppa era acquosa e non mi e’ piaciuta particolarmente perche’ sentivo chili di tonno e spezie varie piuttosto che il pesce… mi sa che sono io, sto meditando di non prendere piu’ seafood chowder, cmq la migliore so far e’ stata presa a malahide ma non rciordo il nome, smokies salatissimo e quindi da bocciare (il merluzzo era affumicato, il formaggio di suo e’ salato, non c’era bisogno di salare ulteriormente!), grilled sardines ok perche’ erano fresche, le anchioves (anciova) degli altri commensali erano very ok, il pesce molto buono, cottura perfetta e azzarderei a dire che era fresco. Abbiamo preso pure un vino ma io non ne capisco una sega quindi non mi esprimo, per me poteva essere anche super senza piombo, non l’avrei distinta. Cmq giudizio tutto sommato buono, darei un sette al posto in se’, non fosse altro che il pesce in se’ costava sulla ventina ma alla fine della fiera abbiamo pagato 40 eu.
A zigo zago ci sta un mago con la faccia blu, ecco io questo mago lo vorrei alleato
I miei esperimenti culinari personali continuano col pan brioche con la macchina del pane, ancora non ho avuto risultati soddisfacenti, poi pare che saro’ in quel di Galway questo weekend e altre cose
Oriella Dorella, Daniela Goggi, sono uomini importanti per il nostro paese
Le giornate lavorative proseguono come al solito, niente di nuovo da annunciare pubblicamente, Dublino ultimamente pare essere molto piu’ calda di zone del sud italia, non fosse che di notte ha ricominciato a fare freddo, non fosse per le patches of fog direi che si sta bene. E’ tanto che non piove o tira vento (or inclusivo ovviamente). Diciamo che non si sta male. I siculi emigrati (pallotron e Vincio) si sono sistemati quindi direi che non ci sono problemi di sorta.
Questo paese si puo’ cambiare, questa volta possiamo veramente riuscire a governare questo paese [buuu di fondo]. Sto scherzando sto scherzando
Facciamo una riflessione a lungo raggio, che non c’entra niente con quanto detto finora, ne’ con pallotron che e’ qui ne’ con quello che si dice nei blog; e’ una cosa che m’e’ venuta in mente adesso e la scrivo (mettiamo le mani avanti prima che qualcuno si offenda). Come sapete, vuoi per formazione vuoi per idee personali, non amo particolarmente il lavoro, ho la mia opinione, mi piace quello che faccio, lo faccio per vivere ma il sistema in se’ non mi soddisfa particolarmente; cio’ non vuol dire che in ufficio non mi impegno quando c’e’ da impegnarsi, ne’ che sono poco propositivo, del resto chi ha lavorato con me lo sa.
Ma non volevo parlare di me qui, voglio dire, a me viene da sorridere (non da ridere perche’ sarebbe troppo) quando la gente parla del proprio lavoro come se fosse il punto finale della propria realizzazione individuale, o come se fosse la cosa piu’ bella che gli e’ capitata nella vita, oppure vantandosi di ruoli da project manager o team leader o qualcos’altro similare… con tutti i “team leader” che ho sentito mi chiedo sul serio se esiste qualche italiano che fa il lavoro sporco o e’ un semplice team member, boh forse c’e’ una convenzione europea che lo vieta. Non parliamo poi del proprio stipendio, un’altra cosa che mi fa riflettere sulla condizione umana dell’interlocutore di turno e’ quando senza nessun tipo di richiesta si comincia a parlare di soldi a lavoro (e come ben capite non sono di certo io che inizio la discussione), l’italiano, piu’ in Italia che in Irlanda, esagera sempre il proprio stipendio, aumentandolo di un tot come se prendere una cifra minore fosse motivo di vergogna, calandosi nella mentalita’ che se hai meno
soldi devi essere inevitabilmente una cattiva persona no? Una mentalita’ che non so come definirla, capitalista.
L’albero che vedete nel nostro simbolo non ha piu’ la falce e il martello, ha un buco. Dentro quel buco vive pero’ un personaggio che per noi e’ molto importante: Lillo il Castoro
Per il bene di alcuni rapporti di amicizia e per piu’ generico, cerchiobottista e democristiano “quieto vivere” evitero’ di continuare questa riflessione perche’ potrei mettermi a parlare di una cosa che si chiama “incoerenza” ma potrei finire in un terreno minato, quindi mi fermo qui.
Per oggi abbiamo dato, aperto ai commenti come al solito.
Lillo vive nella foresta, e’ amico di tutti. E’ amico di Franco il criceto, e’ amico di Enrica la gazza, che gli ruba sempre la merenda. Ma Lillo abbozza per che’ Lillo e’ buono, perche’ Lillo e’ il simbolo di un’Italia che vuole crescere nella liberta’ e nella democrazia
Chi indovina le citazioni ricevera’ in regalo una lezione gratis all’italian school of cooking.
Saluti
-Il Direttore
Nella foto: papa’ castoro, non ho trovato lillo su google images
Come sapete il principale punto di aggregazione in Irlanda e a Dublino (non che una non contenga l’altra), sono le public houses, o per i profani, pub; o per gli irlandesi, pob.
Un altro punto di incontro sono i cessi all’interno degli stessi pub che possono variare da cessi puliti all’odore di limone a cessi pisciati e fitusi, che neanche il peggiore autogrill sull’Adriatica. Che so, per esempio al barcode, giovane discoteca di Doblin3, popolata da irlandesi appena giunte alla maggiore eta e piu’ o meno vestite, c’era un tipo nei cessi che teneva una pezza e si preoccupava di fare non so cosa, forse asciugare le mani, ora non ricordo, in altri posti di temple bar il sabato sera i cessi erano uno schifo assurdo.
Diceva un tipo che per verificare lo stato di pulizia di una cucina di un ristorante basta andare al cesso e vedere com’e', perche’ il cesso e’ facile da pulire, la cucina no, quindi se il cesso e’ lercio immaginatevi la cucina.
Dicevamo, ci sono vari tipi di cessi, in genere si puo’ scegliere tra il cesso normale, in cui pisciare rigorosamente in piedi e con la porta aperta, e i pisciatoi. I cessi normali a volte sono dotati di lampadina alogena viola o blu che fa diventare la carta igenica fluosforescente (mi pare si scriva cosi’), giusto per distrarre il pisciatore da quello che c’e’ per terra.
Altre volte invece preferisco i tipici pisciatoi che a Dublino sono di vari modelli, tutti popolati da questi cilindretti gialli che servono a non far sentire l’odore del piscio. Esiste la variante normale con pisciatoio singolo che conosciamo anche in italia, chiamamolo a ‘conchiglia’ per intenderci. Nei ristoranti trovate anche la variante per bambini, con miniconchiglia piu’ bassa (per evidenti ragioni).
Ovviamente la conchiglia non scala, specie nei pub iperaffollati, quindi si ricorre al modello ‘mangiatoia’, completamente di metallo, uguale uguale ad una mangiatoia, ovviamente senza separazioni, ci si piscia e basta. Un altro modello simile e’ quello che io chiamo ‘the wall’, muro di ceramica con o senza separazioni, dove si piscia direttamente sul muro e poi il piscio tende a defluire giu’ per incontrare, con suo sommo gaudio, i cilindretti gialli.
Tra scene vissute e scene narrate potrei scrivere pagine e pagine, se solo me le ricordassi; il massimo comune denominatore di tutto cio’ e’ che l’irlandese di fronte al pisciatoio, col pisello in mano, riscopre la sua socialita’ e si mette a discutere con altri uomini nella sua stessa condizione antropologica (cioe’ col pisello in mano). Ricordo una discussione al Nash’s, in 30 secondi gli avevo gia’ detto di dov’ero, che lavoro facevo, com’era qui il tempo (ovvia domanda) e com’era lavorare in Irlanda. Ovvio che dopo il lavaggio delle mani non ci si conoscera’ piu’. Al fitzsimmons tra le altre cose ricordo un’irruzione di donne mentre tutti stavamo pisciando col deodorante e queste ragazze svestite offrivano di spruzzare deodorante proprio dove potete immaginare voi. Come saprete il piscio non si presta ad interruzioni, ammeno di continuare a pisciarsi si pantaloni a scarpe, l’unico capace di girarsi e’ stato un signore irlandese sulla mezza eta’ che ha continuato a pisciare altrove (adesso non ricordo neanche che parole ha detto, stiamo parlando dei miei primi tempi).
Un’altra categoria antropologica sono i timidi, che non pisciano su the wall per paura di farsi guardare il pisello dagli altri (che poi capirai chi te lo deve guardare), ma si limitano a pisciare nei cessi normali tenendo la porta rigorsamente APERTA in sprezzo del pericolo (coglione, chiuditi dentro).
Un altro episodio narratomi da pallotron riguarda the wall con separazioni, pub affollato e the wall pieno, tutti pisciavano in allegria, c’era solo uno spot libero con un’etichetta con scritto “Please don’t use” e varie freccette verso sotto dove stazionava un bel laghetto di piscio. Ovviamente l’irlandese di turno arriva, vede tutto occupato e si mette a pisciare li’, non notando l’etichetta; ad un certo punto la legge, si riprende dalle pinte bevute e dice “fooock”, si rende conto che sta pisciandosi sulle scarpe praticamente, visto che quello che riempiva il laghetto schizzava fuori. Ovviamente era tutto pieno e il piscio non si puo’ interrompere, quindi e’ andata cosi’.
Altri episodi ne avrei, ma non me li ricordo, e a volte ero anche troppo ubriaco per ricordarmeli.
Stavo per dimenticare che la dotazione di ogni cesso che si rispetti ha due distributori, uno di mentine (che capirai, con una guinness hai gia’ l’alito come se avessi mangiato una risma di topi morti) e l’altro di preservativi. Ovviamente non preservativi conosciuti e testati, ma quelli pu’ scarsi (vi siete mai chiesti come mai hanno tanti figli? ecco). E ultimamente ha fatto la sua comparsa anche il mitico vibro-tron, to enhance the pleasure tra uomo e donna.
Che roba signori, altro che gli anonimi cessi italiani.