Seats are not for feet

“The proof is left to the reader”

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La vita e’ dura

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Dublin, 1 year, 10 months e qualcos’altro

Curiosamente stamattina avevo pensato un post, davvero molto interessante, in cui facevo un certo tipo di osservazioni anche colte a volte. E stranamente per questo periodo di elezioni il post riguardava l’Irlanda, e non la situazione italiana, sfortunatamente mi sono dimenticato tutto quindi cerchero’ di scrivere le mie solite quattro stronzate.

Pallotron sta finalmente avendo un blog che updata sempre e ci informa che la situazione degli affitti a dub e’ cambiata, e oggi e’ anche venuta fuori una notizia sull’Indo che diceva che i prezzi stanno scendendo un po’ e la disponibilita’ aumenta, per via di gente che ha comprato la casa e sta cominciando ad affittarla visto che i tassi dei mutui si sono alzati di po’ in seguito alla crisi dei subprime (o perlomeno, questo e’ quello che ho capito). Prendiamo atto e informiamo, visto che questo blog e’ un blog di servizio come prima cosa.

Stamattina a Dublino c’era una nebbia assurda che adesso pare essersi diradata, sembrava di stare in val padana. Non che sia mai stato in val padana, ma si dice cosi’. Per il resto mi pare tutto ok, il global warming si fa sentire, i ghiacciai si sciolgono, a Dublino non piove da una vita (non che piova tantissimo, si deve dire) e stranamente per febbraio, che dovrebbe essere il mese piu’ freddo insieme a gennaio, fa piu’ caldo.

Per i fan cucinieri vi informo che sto documetando fotograficamente la crescita della pasta madre, cosi’ potete capire meglio di cosa parlo quando ne parlo (inutile dire che stamattina ho tirato fuori l’ennesimo pane buonissimo), poi ho intenzione di cimentarmi in altri esperimenti che come al solito non vi anticipo, anche perche’ la mia pigrizia potrebbe farmeli dimenticare nel giro di un’ora or so.

Cos’altro ci sarebbe da dire qui, niente di che, che dovrei marcare il 2008 con una visita a Galway quanto prima, giusto per onorare Lucagalway che mi ha offerto ospitalita’ per l’ennesima, e per l’emmesima io gli ho dato buca. Poi dite che non sono affidabile, deh.

Detto questo, pare che dopo l’exploit di Capello ingaggiato dalla nazionale inglese, Trapattoni possa finire ad allenare l’Irlanda, anzi la firma dovrebbe essere prevista per oggi, io attendo ancora la sua telefonata, gli ho detto di farsi un numero irish quando scende dall’aereo e mandarmi l’sms cosi’ me lo memorizzo.

Che altro ci sarebbe da dire, beh poco altro, che la mia scorta di pasta all’uovo e’ quasi andata quindi devo riorganizzarmi e rifarne uno-due chili, prevedo gia’ un pomeriggio di sangue, potrei coinvolgere anche il ghetto, chissa’ se condividono questi miei progetti DI PAZZIA.

Chissa’.

Se c’e’ una cosa che odio piu’ di tutte sono le donne, specifico, le donne che nelle occasioni “speciali” si improfumano, adesso in ufficio abbiamo tre temporanee ospiti e l’open space PUZZA dei litri di profumo che si sono caricate addosso. Maledette.
A che pro?

Come vedete ce l’ho fatta, ho fatto un post senza parlare della politica italiana.
Ce l’ho fatta

Saluti
-Il Direttore

Nella foto: La Sinistra – L’arcobaleno

ravanello90.jpg

Filed under cucina, Irlanda
Feb 13, 2008

Qui si dorme

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Notavo che tutti i blogger irlandiani eccetto il nuovo arrivato pallotron languono, li reloado e non c’e’ niente di nuovo, magari il post di una settimana fa.

Lancio qui un appello pubblico ai blogger piu’ prolissi per riaverli come una volta as soon as possible, tornate tra noi pecorelle smarrite.

Ieri pizzata a casa mia col ghetto italiano, grazie all’ausilio dell’ormai mitica pasta madre (o lievito naturale o whatever), cio’ vuol dire che la cucina oggi e’ UN INFERNO e tra poco mi accingero’ a pulirla. Non oso neanche immaginare.

Dublino, il venerdi’ sera a gennaio e’ un po’ deserta, a parte le solite inglesi che girano seminude per strada, ma va detto che stranamente per febbraio fa un caldo pazzesco, come la mia lamentazione di poco prima testimonia; boh sara’ il global warming.

Adesso mi fermo qui, con questo appello con la moratoria dei blogger che updatano poco

Saluti
-Il Direttore

Filed under cazzeggio, Irlanda
Feb 9, 2008

Fa freddo

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directly from: Lamentazioni

A casa.
Termosifone acceso, mi riposo davanti al divano.

Sono le otto di mattina, decido di uscire per andare a lavoro e fare 15 minuti a piedi di strada.
Siamo a Dublino, PROFONDO NORD EUROPA, siamo a fine gennaio/inizio febbraio, cazzo fuori fa freddo.

Mi vesto, maglietta, maglione di lana, sciarpa, giubotto, guanti, berretto di lana. Mi imbacucco e mi preparo ad uscire.

Adesso sono fuori, che passeggio come un coglione e mi dirigo al lavoro.
Guarda non fa poi tanto freddo, i guanti magari li rimetto in tasca.

Continuo a camminare.
Guarda sto cazzo di cappello di lana mi sta facendo sudare i capelli, me lo tolgo e lo rimetto in tasca

Le tasche del giubotto sono diventate due palle da bowling ma vabbe’, faccio la figura del cretino in giro, tanto nessuno mi guarda.

Cammino per altri cinque minuti, sento CALORE nel collo, sto sudando come un pazzo, mi tolgo la sciarpa, non so dove metterla, ME LA ARROTOLO IN MANO e come un coglione cammino cosi’.

Cammino altri due minuti e comincio a sentire caldo, mi apro il giubotto, MIO DIO STO SUDANDO, maledetto global warming merdoso, nel culo ad al gore.

Tocco la maglietta sotto il maglione ed e’ completamente BAGNATA.

Arrivo in ufficio, affannato, vestito come un coglione con un giubotto con in tasca due palle da bowling e con una sciarpa arrotolata nella mano.

Mi spoglio, mi svesto come un pazzo, i miei colleghi mi prendo per PAZZO. Appena resto in maglietta mi rendo conto che c’e’ l’aria condizionata

Sto gelando. Mi rimetto il maglione. Fa caldo, riprendo a sudare

MA COME CAZZO BISOGNA VESTIRSI???

Filed under Irlanda
Feb 8, 2008

Immigrazione in Italia

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Dublin, 1 year, 10 months, e qualcos’altro

Ieri pubbata di Irlandando che straordinariamente ha visto la mia presenza, non lo faccio apposta ad essere irregolare, e’ che sono pigro. E distratto.

Dopo vari discorsi di circostanza e’ cominciata una polemica aspra.

Fondamentalmente siamo nel 2008, siamo persone con un certo tipo di qualifica che hanno deciso di immigrare e quindi in genere siamo in grado di fare analisi politiche e sociali di livello superiore rispetto a quelle dei nostri coetanei in Italia. Inoltre nel 2008, viaggiando per l’Europa e confrontandoci con diverse culture siamo stati in grado di assimilare, fare nostri e testimoniare ogni giorno quei valori base della nostra civilta’, l’accoglienza verso il diverso, l’offerta di integrazione indipendentemente dal suo stato sociale, razza, sesso o religione. Siamo tutto questo, i ragazzi e le ragazze italiane possono essere considerati gli europei del 2008, i testimoni della nostra nazione nel mondo.

Sbagliato.

Il tutto nasce da una simpatica posizione, che poi ha dato il la alla mia replica e alla successiva discussione. Da immigrati non clandestini si parlava degli immigrati italiani clandestini, se non sbaglio in particolar modo dei rumeni, dicendo che in fondo a loro conviene non pagare le tasse e beneficiare di tutto quello che lo stato italiano gli offre “aggratis”, e stiamo parlando di sanita’ gratuita, di scuole gratuite e di tante altre cose.
Fatemi riassumere per i piu’ distratti, ai clandestini conviene non pagare le tasse e nel contempo beneficiare dei servizi che il nostro paese offre.

Spero di aver riassunto la posizione in maniera piu’ neutrale possibile.
A quel punto mi sono sentito toccato nella duplice veste di immigrato italiano in irlanda, e siciliano, membro di una popolazione che ha fatto dell’immigrazione una politica di sopravvivenza, 10 milioni di siciliani fuori dalla Sicilia e 5 dentro dovrebbe essere un buon fattore per valutare la ‘nostra’ immigrazione.

Anyway, io ho sostenuto la posizione che il muratore rumeno molto probabilmente non paga le tasse perche’ il suo datore di lavoro non lo mette in regola, perche’ in fondo a lui conviene cosi’. Io credo che la quantita’ di tasse che evade l’italianissimo datore di lavoro con questa politica sia superiore a quella del singolo muratore rumeno, ma questo e’ un altro discorso.

A questo punto la replica e’ stato quello su cui ha ruotato la discussione in seguito, che i lavoratori rumeni in particolare e in generale i clandestini, rubano il posto di lavoro ai lavoratori italiani. Io ho cercato di fare notare, spero si sia capito, che non c’e’ niente da rubare perche’ spesso gli italiani non hanno la voglia di fare quel tipo di lavoro. Al di la’ del muratore, mi chiedo se i muratori italiani basterebbero a colmare la nostra domanda costruttiva, ho portato l’esempio del raccoglitore di pomodori cercando anche di spiegare le condizioni inumane in cui vivono. C’e’ un reportage dell’espresso chiamato raccolta dei pomodori: Puglia i nuovi schiavi, vi invito a leggerlo in quanto fonte per il mio discorso e poi ci rivediamo qui.

Citiamo qualcosa

Ma si sente subito che lui qui è il caporale: “Sei rumeno?”. Un mezzo sorriso lo convince. “Ti posso prendere, ma domani”, promette, “ce l’hai un’amica?”. “Un’amica?”. “Mi devi portare una tua amica. Per il padrone. Se gliela porti, lui ti fa lavorare subito. Basta una ragazza qualunque”. Il caporale indica una ventenne e il suo compagno, indaffarati alla cremagliera di un grosso trattore per la raccolta meccanizzata dei pomodori: “Quei due sono rumeni come te. Lei col padrone c’è stata”. “Ma io sono solo”. “Allora niente lavoro”.

Non c’è limite alla vergogna nel triangolo degli schiavi. Il caporale vuole una ragazza da far violentare dal padrone. Questo è il prezzo della manodopera nel cuore della Puglia.

A proposito del lavoro che gli immigrati rubano ai nostri volenterosi giovani italiani:

Per proteggere i loro affari, agricoltori e proprietari terrieri hanno coltivato una rete di caporali spietati: italiani, arabi, europei dell’Est. Alloggiano i loro braccianti in tuguri pericolanti, dove nemmeno i cani randagi vanno più a dormire. Senza acqua, né luce, né igiene. Li fanno lavorare dalle sei del mattino alle dieci di sera.E li pagano, quando pagano, quindici, venti euro al giorno. Chi protesta viene zittito a colpi di spranga.


Una cinquantina di chilometri più a nord, stesse storie. La carta stradale indica Villaggio Amendola. Era un borgo agricolo. Ora è solo un paese fantasma riempito da immigrati rumeni e bulgari ridotti in schiavitù. Come l’ex zuccherificio di Rignano o il Ghetto che la sera, al suono della township music, sembra Soweto. Al Villaggio Amendola perfino la chiesa abbandonata è stata riempita di materassi. Qui il cento per cento degli abitanti non è italiano. Tutti raccoglitori. E tutti stranieri.


Lo stesso accade il 20 luglio di quest’anno. Il giorno prima Pavel, 39 anni, ha una discussione con Giuseppina Lombardo. Gli sono caduti quindici euro nel negozio e lei crede che glieli abbia rubati dalla cassa. Pavel in Romania faceva il cuoco per 150 euro al mese. Dal 20 marzo 2004, quando è arrivato in Puglia, sopporta violenze e angherie. Lo fa per mandare quanto risparmia alla moglie e alla sua “fata”, la figlia studentessa, che ha 15 anni. [...] Ma il 20 luglio Asis gli impedisce di ripetere il record. Qualcuno gli ha riferito che Pavel ha protestato per la faccenda dei soldi e per lo sfruttamento dei braccianti. Il tunisino lo colpisce nel sonno, in una giornata senza lavoro, alle due del pomeriggio. Pavel si protegge la testa con le braccia. La sbarra di ferro gli rompe le ossa e apre profonde ferite nella carne.

Lui è sicuro di non essere stato ucciso soltanto per l’intervento dei suoi compagni di stanza. Ma lo lasciano lì a sanguinare sul materasso fino all’una di notte. Gli altri stranieri hanno troppa paura di Asis. Anche di chiamare la polizia e correre il rischio di essere rimpatriati. Alle otto di sera qualcuno finalmente telefona di nascosto all’ospedale. L’ambulanza e una pattuglia dei carabinieri, al Villaggio Amendola, arrivano soltanto cinque ore dopo.

Continuate da voi la lettura del pezzo.
Andiamo avanti, ho dimenticato di citare Pol82 che coraggiosamente si e’ unito a questa discussione. Al di la’ dell’analisi occupazionale, in cui mi pare ovvio che i clandestini, anche se qualificati, vanno a coprire quei segmenti di lavoro poco qualificato che non sono coperti da italiani, e’ cominciata un’analisi sui salari.

Anche qui peggio del peggio, si sosteneva che il problema salariale in Italia e’ dovuto agli immigrati e piu’ in generale alla gente che si fa pagare poco per quello che fa. Io sostenevo che in fondo i mestieri a bassa qualifica sono mestieri in cui prima o poi verra’ una concorrenza straniera a basso costo, limitare questa concorrenza vuol dire bloccare l’economia, impossibile chiudere le porte all’immigrazione che ad oggi e’ un grosso traino dell’economia italiana. Mi e’ stato detto che lo stesso vale per gli informatici, che in Italia prendono poco perche’ c’e’ gente che si fa pagare poco. Io cercavo di spiegare, per esperienza diretta e scusate che e’ poco, che ci sono delle differenze. In generale quando si parla di informatica, ma anche in altri settori, si parla di mano d’opera ad alta specializzazione, ci vogliono delle skill e un certo tipo di preparazione, difficile che la gente che abbia studiato si svenda per poche lire, in secundis le aziende italiane, la maggior parte piccole e mediocri, non ricercano una figura che sia altamente specializzata, ma solamente una figura poco specializzata in modo da poterla assumere a poco prezzo e rivenderla come senior al grosso cliente di turno. E’ questa la dinamica in generale, c’e’ poco da fare e mi dispiace che le mie due interlocutrici non siano stato in grado di coglierla.

Ovviamente cercare di portare avanti dei punti, magari in maniera poco calma, ma comunque dei punti circostanzati, voleva dire sentirsi delle risate accompagnate da frasi del tipo “ma daiiii cosa diciii”, in generale nella discussione gli argomenti, dall’altro lato, venivano sorretti da analisi economiche fornite dall’ “amico muratore” o dall’ “amico informatico” di turno. Il fatto che poi non si sapesse cosa faceva quest’amico informatico, “engineer ma anche programmatore, gestisce i sistemi” e’ un discorso di poco conto.

Quindi, riassumendo per il lettore particolarmente paziente (1) gli immigrati rubano il posto di lavoro (2) chi del nostro settore va in Irlanda lo fa non alla ricerca di una paga per le proprie skill ma semplicemente perche’ in Italia verrebbe pagata poco, vista la concorrenza di chi prende poco.

Lascero’ stare la discussione del punto (2) che mi sembra superflua, esiste una mano d’opera ad alta specializzazione, dove la concorrenza degli immigrati fa alzare i salari piu’ che diminuirli, ed esiste una a bassa specializzazione dove la percezione e’ che i salari si abbassino, ma in realta’ io ho visto pochi italiani vogliosi di faticare, di fare lavori infimi (visto che ormai molti sono laureati o universitari), o di fare le badanti. Fine della mia dozzinale analisi sociologica.

Lasciando stare i clandestini, si faceva notare che l’Italia ha una popolazione anziana, che percepisce pensione, e questa pensioen viene attualmente pagata da chi lavora e paga le tasse. Si faceva notare che parte dell’Italia che lavora e paga le tasse, nell’italianissimo nord-est, in Lombardia o in Emilia, per esempio, e’ immigrata. Mi e’ stato risposto “siiiii ma chi paga le tasse in Italia??? Chi sono questi immigrati che pagano le tasse?” seguito da varie risate, giusto per tenervi informati sul livello della discussione.

Andando sull’analisi economica mi sono andato ad informare su lavoce.info, mi scusino i miei amici anticapitalisti, e trovo varie cose.

Innanzitutto il dato che il sommerso in Italia coinvolge il 17% del Pil, anche se non so se avrei potuto spiegare questo dato nella discussione di ieri, visto che sarebbe stato necessario chiarire il concetto di PIL e quello di “coinvolgere”. Questo significa, mi correggano gli economisti se sbaglio, che il 17% della ricchezza prodotta proviene dall’economia sommersa. Economia sommersa in cui lavorano SIA italiani CHE clandestini. Nel caso in cui vi fosse sfuggito.

Questo articolo chiamato Sull’immigrazione ci vuole coerenza ci informa sui futuri sviluppi dell’immigrazione in Italia e su quanto la quota di immigrati cambiera’ in futuro; si parla anche della legge Bossi-Fini e del diritto di voto (qui il discorso sarebbe lungo e soprattutto fuori tema).

Italiani per scelta, parla di integrazione e di cittadinanza; interessante questo:

Se guardassimo all’esperienza dell’immigrazione meridionale dei passati decenni, potremmo scoprire che anche verso quei nostri concittadini esistevano pregiudizi e discriminazioni. Ma il fatto che potessero votare ha contribuito in maniera decisiva a impedire che gli atteggiamenti più ostili risalissero fino ai piani alti della scena politica.
ggi invece in Italia abbiamo politici di rilievo nazionale che possono rivolgersi agli immigrati con epiteti sprezzanti, possono speculare su ansie e paure degli italiani per nascita, costruire fortune elettorali sulla chiusura verso gli immigrati, senza temere conseguenze di sorta.

E la riflessione successiva sull’essere italiani oggi.

Se non ora, quando? parla di politiche di accoglienza e di revisione della Bossi-Fini, cito:


a migrazione è una delle decisioni più costose e difficili nella vita di un individuo e le politiche migratorie influenzano tale scelta, in particolare dove e come trasferirsi, se in modo legale o illegale. D’altra parte, l’adozione di politiche restrittive è la legittima e consapevole scelta di un paese, ma la loro efficacia e il costo della loro attuazione sono talvolta trascurati. L’effetto collaterale più rilevante è quello di incentivare la clandestinità. E la clandestinità, al di là dei problemi di ordine sociale, rappresenta un “costo” per tutti: i migranti, i paesi di origine e i paesi di destinazione.

e a seguire


Per i migranti, la clandestinità implica che la capacità di impiego delle proprie qualifiche è sensibilmente compromessa, con forti effetti negativi sia nei paesi di origine (meno rimesse, meno opportunità e incentivi ad accumulare capitale umano sia prima della partenza che durante la migrazione, sperpero delle risorse impiegate per la formazione) sia nei paesi di destinazione (il contributo dei migranti è di gran lunga al di sotto del loro potenziale produttivo).

e riguardo questi ignoranti che ci rubano il lavoro


Inoltre, il luogo comune che i clandestini abbiano un basso livello di istruzione e siano in prevalenza non qualificati è smentito da alcuni studi recenti. In particolare, una ricerca condotta presso l’università di Bari sugli immigrati illegali intercettati e trattenuti in dieci centri di permanenza temporanea di quattro Regioni nel 2003, e un’altra dell’Università Bocconi sui clandestini che hanno usufruito di assistenza sanitaria a Milano da parte della Onlus Naga nel 2000-2001, evidenziano entrambe l’elevato livello di qualifiche degli immigrati illegali, anche rispetto ai locali.

Domandone, Vogliamo anche noi una politica selettiva dell’immigrazione?, Tito Boeri dice:


Le campagne elettorali sono, da sempre, un’occasione per disinformare gli elettori sui temi dell’immigrazione.
È una questione molto sentita, che divide l’opinione pubblica. Può essere un facile cavallo di battaglia di movimenti xenofobi e un comodo capro espiatorio per chi vuole scaricare su altri le responsabilità dei propri errori. Paradossale, ma non improbabile, che ciò avvenga anche negli otto mesi che ci separano dalle elezioni politiche.
Paradossale perché in questa legislatura l’immigrazione ha “salvato la faccia” dell’esecutivo in diverse circostanze.

Molto interessante l’analisi sugli effetti dell’allargamento ad Est per l’economia di nazioni come UK e Irlanda


Cosa puntualmente avvenuta: i flussi in provenienza dai nuovi stati membri sono stati complessivamente inferiori alle previsioni, ma sono stati più forti del previsto in Irlanda e nel Regno Unito (fino a cinque volte quelli previsti), paesi che hanno adottato una politica più liberale nei confronti dei lavoratori dei nuovi stati membri, mentre sono stati piu’ contenuti del previsto in Austria e Germania. (1)
La buona performance economica di Irlanda e Regno Unito è in parte attribuibile all’arrivo di lavoratori dall’Est, mediamente più istruiti della popolazione che li accoglie.

e prosegue con un giusto, secondo me, discorso sull’integrazione.

Non date la colpa agli immigrati dell’Est, dice:


È facile attribuire la responsabilità della disoccupazione agli immigrati. Si comincia con il sovrastimare in modo consistente il numero degli immigrati: i cittadini di tutti i paesi lo fanno invariabilmente, come ci dicono i sondaggi dell’European Social Survey. Si assume, poi, che il numero dei posti di lavoro sia fisso. Ne discende che ogni immigrato che trova lavoro si appropria del posto di lavoro di un lavoratore del luogo, cosicché la disoccupazione può essere eliminata solo riducendo l’immigrazione. Gli economisti la chiamano “the lump of labour fallacy”, la fallacia del numero fisso di posti di lavoro. È un luogo comune e anche qualche serio commentatore ne è stato vittima. Ma è una convinzione profondamente sbagliata.

e fa l’esempio della Germania, interessante da leggere e conclude dicendo


La migrazione internazionale crea grandi benefici sia per il paese che la riceve sia per il paese d’origine. Le migliori stime del potenziale migratorio da Est a Ovest nella nuova Europa lo indicano attorno al 3 per cento della popolazione dell’Europa dell’Est. Nostri calcoli indicano che con l’attuale divario di salari e produttività tra Europa dell’Est e dell’Ovest, una migrazione di queste proprzioni incrementerebbe il Pil totale dell’Europa allargata di quasi mezzo punto percentuale. L’Europa non può permettersi di rinunciarvi.

Tornando alle parole mie, per finire il post lungo e me ne scuso, sfortunatamente le analisi economiche hanno un margine di discussione soggettiva minore e una maggiore obbiettivita’, sebbene poi possano essere contraddette con strumenti adeguati, piuttosto che da dichiarazioni dell’amico dell’amico. Quello che mi rattrista e’ che sempre piu’ spesso, quando si parla di questi temi, si confonde la percezione con la realta’, “chi paga le tasse in Italia, ma daiiii” e’ un esempio, il fatto che tutti i clandestini siano criminali un altro. Alcuni lo sono, non lo metto in dubbio, ma molti lavorano onestamente e pagano le tasse, se non altro perche’ i dipendenti pagano forzatamente le tasse in Italia (anche questo punto era sconosciuto alle interlocutrici). E allora e’ la stessa cosa degli italiani in Germania, mi e’ stato detto che loro “lavoravano onestamente”, invece io credo che la percezione tedesca sia diversa (anche oggi), sebbene molti si siano rotti il culo lavorando una parte di italiani in Germania ha portato criminalita’ organizzata, quindi e’ ovvio che nasce l’equivalenza italiano = mafia. Lo stesso negli Stati Uniti (guardarsi il padrino 1 e 2, per portare un esempio cinematografico). E’ ovvio che la percezione e’ una cosa diversa dalla realta’, ma quando si fanno discorsi un minimo seri bisogna separare le due cose e parlare con dati alla mano.

L’errore qui e’ stato mio, lo ammetto, visto l’inizio e l’andazzo della discussine avrei dovuto finirla prima senza insistere, invece che credere che esistano delle capacita’ di redenzione culturale. E sfortunatamente non sono Socrate quindi il mio punto di vista e’ inascoltato, specie se sommerso da risate quando viene esposto.

E dove io sostenevo dati di fatto (se non fosse per gli immigrati probabilmente mangeremo molti meno pomodori), mi si rispondeva con esperienze personali (“mi faccio l’orto dietro casa, che ci vuole? butti i semi e crescono”). Queste frasi sfortuntamente rappresentano l’italianita’ e la voglia di dire la propria in qualsiasi caso, come se stare zitti quando non si hanno dati oggettivi fosse una vergogna.

Avrei tante altre riflessioni da fare ma vi ho gia’ annoiato abbastanza, in caso per gli irlandiani, ne possiamo parlare di persona.

Saluti
-Il Direttore

Filed under Irlanda, italia
Feb 7, 2008

Scene da te

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(premessa: dove lavoro io la kitchen e’ condivisa con tanti altri uffici)

Vado a farmi il solito te, mi reco alla kitchen, metto l’acqua nel kettle a bollire e poi esco subito in cerca di stimoli.
Dalla reception passano una specie di manager e una ragazza vestita elegante, si siedono in mezzo al corridoio per fare il colloquio.
Lui le dice se vuole un caffe’, lei dice no, poi biascica qualcosa e chiude dicendo “iseni’?” (isn’t it?)

Rientro in cucina, ancora l’acqua non e’ pronta

Riesco, la ragazza bionda tinta (capelli neri sotto), ovviamente fake tan, fa il suo colloquio come se la stessero interrogando alle superiori, sono stata qui, ho fatto questo.

Mi annoio rientro in cucina.

Entra un’altro con un contenitore di alluminio, apre e dentro c’e’ il paradiso delle arterie, patatine fritte mischiate con una sorta di colesaw/potato salad/ salcazzo, tipo insalata russa con chili di maionese, prende una forchetta e comincia a mangiare in piedi.

La teiera fa “tic”, metto la bustina, verso l’acqua, prendo il bastoncino e faccio centrifuga per 10 secondi, poi butto la bustina, metto il latte e il mio irish tea with milk e’ pronto.

Quella fa ancora il colloquio, non avevo notato la giacca bianconera a quadretti, sti gobbi merdosi sono ovunque.
Magari era dell’Ascoli. O del Siena.

Rientro in ufficio e riprendo a lavorare

Filed under Irlanda
Jan 30, 2008

Segni del tempo

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segni che sei italiano in Italia

*) ma cosa vai a fare in Irlanda, in Italia si sta meglio. E poi il tempo
*) ma anche se guadagni duemila euro spendi tutto in affitto. E poi il costo della vita? il triplo rispetto all’Italia.
*) certo duemila ma hai calcolato che non hai la tredicesima? E il TFR? E con la pensione come la mettiamo?
*) la qualita’ della vita che c’e’ in Italia da nessuna parte.
*) Eh li’ te la danno subito, si scopa sempre
*) Si mangia di merda, pero’
*) Bellissimo guarda, io conosco un mio amico che c’e’ stato e dice che s’e’ scopato tutte, poi una volta s’e’ alzato e nello specchio c’era scritto “Benvenuto nell’AIDS” col rossetto

segni che ti sei ghettizzato in Irlanda

*) quando ti squilla il cellulare irlandese rispondi “Pronto” senza neanche guardare chi ti chiama
*) mangi pasta ogni giorno. O Pizza. Hai l’abbonamento da Ciao Bella Roma.
*) conosci paolo della bottega di Paolo al quartiere italiano
*) lavori nella bottega di Paolo
*) sei Paolo
*) non offri un giro di pinte neanche se casca il mondo, mica ho soldi da buttare io, piuttosto muoio di sete nel deserto
*) lavori in un call centre dove si parla italiano con i colleghi italiani, i tuoi unici contatti con l’inglese avvengono allo SPAR, next pleaseeee
*) le ragazze italiane sono molto meglio delle ragazze irlandesi, piu’ stile, piu’ portamento; poi di nascosto vai al barcode ad adescare le diciottenni irlandesi
*) quando parli del tuo lavoro ti spacci per project manager, sto cercando ruoli da mille milla k, sono team leader, o altri termini del gergo; quando torni in Italia ti capita di rispondere al telefono di casa e dici “hello my name is alfredo, how may I help you?”; riflesso condizionato.
*) Il sabato non esci di casa perche’ qui si ubriacano tutti ed hai paura che ti vomitino sulle scarpe. Che schifo
*) compri la pasta barilla a 5 euro al pacco quando la tesco e’ piu’ buona. Eh ma la barilla non scuoce
*) l’irlanda mi fa schifo, ci resto solo per i soldi
*) Cliffs of che??? Io non sono mai stato fuori Dublino, anzi a dire il vero faccio casa-lavoro-pub il weekend
*) Ti rendi conto che non hanno la panna da cucina?

segni che ti sei irlandesizzato in Irlanda

*) spendi le pause lavorative a bere te col latte e la tua tazza del te, bianca all’esterno, e’ marrone all’interno
*) il tuo primo argomento di discussione e’ il tempo, it’s focking freezin’, e anche se e’ stato freddo o meno la notte prima.
*) quando parli dell’Irlanda dici che in fondo non piove cosi’ tanto, e l’irish stew e’ piu’ bono della pastasciutta. Ah e non parliamo poi del salmone
*) fai di tutto per cercare di stare con un ragazzo irlandese, sogni di spostartelo e di avere i figli con i capelli rossi, resti sconvolta quando, atterrata in irlanda, vedi che la maggioranza dei ragazzi non ha i capelli rossi. E sono tutti polacchi.
*) parli inglese anche con gli italiani, cosi’ facciamo pratica
*) eviti a tutti i costi gli italiani, cerchi di uscire con gli irlandesi, vai al pub con loro, ti ubriachi prima di loro, torni a casa, vomiti nella tazza del cesso e finisci per addormentarti in bagno
*) hai visitato tutti i posti piu’ sperduti dell’Irlanda, quelli che non conoscono neanche gli irlandesi, conosci zone di Dublino mai sentite neanche nella mappa, conosci tutti gli anziani di dublino che ti raccontano storie dell’anteguerra
*) a temple bar non ci vai perche’ sono tutti turisti
*) il piu’ bel pub di dublino? devi prendere la luas rossa e poi fare due volte il cambio di bus, li’ arriverrai a un pub sconosciuto che prima era adibito a stalla. Pero’ e’ autentico
*) non fai altro che parlare di quanto ti fanno schifo gli italiani, sempre tra di loro, vengono qua e non capiscono niente della cultura irlandese; schifosi mangiaspaghetti.
*) quando sei in Italia vai all’irish pub
*) cerchi di parlare con i northsoiders, non capisci niente di quello che dicono ma fai finta di. Usi il trucco del rispondere sempre ‘yeah’ finche’ lui ti fa una domanda, tu non la capisci, rispondi ‘yeah’ e lui ti guarda con una faccia stralunata come se avessi detto che sei una zoccola e ti piace andare a letto con tre persone alla volta

Era da tanto che volevo fare sto post, di sicuro mi dimentico qualcosa ma integrate nei commenti.

Saluti
-Il Direttore

Filed under Irlanda, italia
Jan 29, 2008

Sandei, mandei, eppi deis

1 Comment

O qualcosa del genere.
Riapre la redazione il lunedi’, sebbene ci siano degli scioperi in corso per delle ragioni poco precisate.

Cominciamo dalle cose piu’ importanti, cibo, il market bar vicino l’Hogan’s e’ very ok per pranzare, il bloody stream, cioe’ il pub vicino alla fermata della DART di howth fa cacare, sebbene quello che dicano molti italiani, e sui gusti dei nostri connazionali ci sarebbe da ridire. Ho ricevuto altri consigli per Howth che sperimentero’ quanto prima.

Lunedi’ andare a lavoro mi pesa veramente tantissimo, non capisco, sto diventando proprio anziano? I weekend dovrebbero durare tre giorni per legge, anzi a dire il vero c’era uno che diceva che grazie alle macchine avremmo lavorato solo qualche ora al giorno per la stessa paga o sort of

In Italia le cose procedono, il PD invoca il governo tecnico, no perfavore non staccate la spina no no vi prego no dai papa’ ancora cinque minuti e mi alzo, no dai non voglio andare a scuola no no no no. Dai almeno le preferenze!! E che cazzo! (qui si chiede chi e’ stato al governo per 20 mesi).

In Irlanda tutto a posto, onestamente non sono molto in sync con le notizie locali, il weekend e’ stato davvero soleggiato, sono uscito ho fatto giri visto cose parlato gente o qualcosa del genere, non ricordo com’era. Del resto a quest’ora dovrei essere gia’ a letto, come dice Nanni Moretto. O qualcosa del genere. Approssimazione massima.

Tra poco aggiungeremo al blogroll il blog di pallotron, ora sono cosi’ weary che non ce la faccio neanche a linkarlo ma il suo arrivo e’ previsto a breve, davvero a breve, poi sara’ un altro discorso.

Detto questo io vi saluto, piu’ tardi devo fare il pane e non ho tempo da perdere con le canzonette.

Saluti
-Il Direttore

(ripubblichiamo a grande richiesta)

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Filed under cucina, figa, Irlanda, italia
Jan 28, 2008

Cibo, sicurezza e quant’altro

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Dublin -1 year, 10 months e un giorno

Scusate per la poca fantasia dei titolo ma proprio oggi non me ne viene.
Dopo aver mangiato un sostanzioso panino cheddar e bacon, e poi mi dite che non faccio abbastanza l’irlandese, mi preparo ad andare a lavoro. Non smettero’ mai di dire che gli ingredenti medi irlandesi sono assolutamente migliori degli ingredienti medi italiani che si trovano nei supermercati, peccato che questa nazione sta precipitando nel turbine del junk food dei mcdonald’s e compagnia bella, dovuto piu’ che altro ad un eccesso di soldi. Se avessi un caseificio farei formaggi assurdi con questo latte, ma comunque. Questa e’ un’altra storia, e sorprattutto un altro mestiere.

Avevo in mente di scrivere questo post da prima ma poi Mastella ha ben pensato di far cadere il governo senza neanche avvisarmi e chiedermi se avevo qualche post in mente, quindi ho dovuto dare la precedenza alle previsioni. Clemente, capisco che ti intercettano al cell ma almeno una mail potevi mandarmela. Comunque.
Dice Prodi che ha provato a rintracciarlo per due giorni e non l’ha trovato, vorrei ben vedere Romano, tu lo chiami col numero privato, quello non ti risponde, pensa che magari qualcuno vuole la raccomandazione.

Problema sicurezza a Dublino; questa questione e’ molto sentita, sia dai dublinesi che dagli italiani (non ho contatti con altre popolazioni), ma solo alcune specie di italiani, quelli che se gli dici che vivi a Mountjoy Square credono che ogni giorno rischi la vita. A parte che il monte della gioia (o la collina della gioia per i piu’ erotomani di voi) non e’ Ballymun, va anche detto che tutti quelli che stanno li’ sono stranieri quindi figurati se si mettono a delinquere. Comunque chi parla a sproposito non sa come funzionano le aree delinquenziali e dovrebbe, ugualmente, informarsi sul fatto che molto spesso queste sono piu’ “sicure” delle aree normali, il problema e’ che molte volte la legge fa eccezione.

Comunque, non era la percezione della sicurezza il discorso.

Quello che voglio dire, ditemelo se sbaglio, e’ che il problema della sicurezza a Dublino e’ affrontato in maniera sbagliata. I Garda si preoccupano di reprimere i singoli comportamenti ma ovviamente se la societa’, in certe parti della citta’, e’ fatta in una certa maniera, ci vorrebbe un garda per abitante per far funzionare questo metodo. Il problema knackers o roba del genere e’ principalmente una questione di devianza e emarginazione sociale. In qualche altro post gia’ scrissi che a Dublino la differenza tra ricchi e poveri e’ una delle piu’ grandi tra i paesi del mondo sviluppato (scusate ma non ho sottomano la fonte) e tutto cio’ si vede nella presenza di aree degradate. Ovviamente la smania costruttiva non ha scuproli riguardo questi problemi e si sono cominciati a costrurie palazzi e “rinnovare” zone quando attorno, in alcuni casi, c’era la poverta’. Le case quindi vengono vendute e affittate a prezzi esorbitanti e si separa il dentro col fuori tramite un bel po’ di filo spinato nei muri e gli allarmi nelle case. E il filo spinato rappresenta, idealmente, anche la separazione tra una parte della societa’, che guadagna e molto spesso e’ perbenista, e un’altra pate povera che vive con i sussidi statali e arrotonda lavorando in nero. Diciamo che una parola per esprimere meglio la divisione e’ ‘emarginazione’.

La societa’ dublinese e’ multiculturale ma sfortunatamente e’ frammentata, tornate al mio post sull’integrazione per capire meglio quello che dico, si privilegiano comportamenti esclusivi piu’ che inclusivi, anche all’interno della stessa popolazione dublinese/irlandese. Una testimonianza banale potrebbe essere quella di citare la separazione tra nord e sud, gia’ esistente molto tempo prima della tigre celtica.

Quello che manca secondo me sono i centri di aggregazione, quindi il singolo e’ lasciato a se’ stesso (o al suo minigruppo di amici) e assume comportamenti devianti, anche in risposta all’emerginazione che dall’altro lato viene portata avanti. Esisteva, stranamente, un centro sociale (seomra spraoi) ma i gardai hanno provveduto a chiuderlo quanto prima, non sia mai ci fosse un centro di aggregazione in mary street. Esistono in Italia le parrocchie, che nei quartieri degradati di molte citta’ del sud raccolgono i giovani dalla strada, non tutti certo, ma pur sempre una parte. Ok qui possiamo avere idee differenti su religione e chiesa, io sono il primo che e’ contro, pero’ queste cose non vanno negate. E non va negato anche quando si andava all’oratorio a giocare a calcio e poi ti davano il panino col prosciutto all’uscita della messa, che avveniva subito dopo la partita. Poi quando ho avuto 15 anni hanno smesso coi panini per problemi di moneta e sono passati ai ghiaccioli al limone, ca custavunu meno, e cosi’ via fino a smettere del tutto.

Ok, non lasciamoci trascinare dai ricordi, il problema principale secondo me e’ questo, l’aggregazione a dublino e’ essenzialmente delegata alle public houses ma il prezzo dei drink attuale non permette a certi strati della popolazione di accederci quindi si preferisce off-licence e via tutti a bere a casa, poi si esce e si caca il cazzo, si tirano le uova e cosi’ via.

Ma non voglio generalizzare, non sono tutti cosi’. Io non credo che gli irlandesi siano tutti cosi’, altrimenti da dove viene lo stereotipo dell’irlandese gentile e cordiale? Stereotipo che fuori Dublino gia’ si comincia a mettere in pratica? Io credo che molti problemi di devianza siano dovuti alla conformazione di una societa’ e al suo sviluppo, la crescita inesorabile dei prezzi delle case, la crescita immediata degli stipendi per certe fasce di popolazione e cosi’ via ha come side-effect questo. Ma non e’ una critica cieca al capitalismo e cosi’ via, lo Stato avrebbe potuto fare di piu’ (ovvio, lo Stato puo’ sempre fare di piu’), ma credo che al momento non abbiano in mano la vera soluzione che non passi dalla repressione e dagli articoli sui giornali riguardo la cocaina, quando l’alcool invece fa molto piu’ male. Per bilanciare il governo irlandese pompa soldi (del resto i soldi non mancano) nel welfare, paga sussidi di disoccupazione da 800 eu netti al mese e da aiuti per i figli (dal terzo in su si prende pure di piu’). Ovvio che a Dublino con queste cifre e’ difficile sopravvivere, ma esistono sempre i loan shark e le credit union. E allora diciamolo, abolire gli aiuti del welfare no, aumentarli per garantire una vita migliore no, il problema e’ guidare (o “governare”) la societa’ verso altre direzioni, dove i comportamenti devianti vengono percepiti come cose da non fare (e di per se’ inutili, perche’ in fondo sono inutili), e non come coes giuste da un lato e atti da knacker dall’altro.

Spero di essere stato chiaro.

A chiusura aggiungo nel blogroll il blog di gensuke che ha una visione completamente diversa dalla mia su molte cose dell’Irlanda, ma mi pare giusto che chi viene qui per cercare fonti e opinioni abbia una panoramica completa, poi la testa di ognuno deve essere capace di decidere e discriminare. Dublino non e’ una citta’ per tutti, come del resto tutte le altre citta’ del mondo. Prima di trasferirvi pensate alle vostre esigenze, magari fatevi un viaggio di un mese se siete studenti, e cercate di capire se queste esigenze verrebbero soddisfatte da questa citta’. Ho smesso da tempo di cercare di convincere le persone del fatto che Dub sia una citta’ perfetta. Sebbene a me piaccia tantissimo.

Saluti
-Il Direttore

Filed under cucina, Irlanda, italia
Jan 23, 2008

Uomo di poca fede – il nonno dublinese

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Dublin – 1 year, quasi 10 months

Rieccoci qui a postare, stavolta col doppio titolo perche’ non sapevo decidermi quindi quando non si puo’ decidere tra due cose e’ meglio averle entrambe, ma non ditelo alla vostra ragazza.

Gizzo, sant’uomo, ha piu’ pazienza e fede di me, che mi sono permesso di dubitare dell’azione della pasta madre. Io posso ritenermi l’ispiratore di una pasta madre liquida, che lui ha portato a compimento in stato solido in quel di Carlow, grazie agli influssi benefici dell’aria di c. Carlow (la county si chiama come la citta’), la sua conoscenza nell’arte dell’acqua e della farina e la fucina ove opera con sapienza ungherese.

Mi ero permesso di dubitare visto l’odore acetico che emanava ma sono stato semplicemente un miscredente, e come tutti i miscredenti avevo sbagliato e la colpa era mia, non della pasta madre, avevo messo poca farina e il processo di lievitazione era andato troppo avanti producendo dell’acido. Per fortuna qualche giorno fa l’ho recuperata, ieri rinfrescata e ci ho fatto del pane con una texture paurosa, un po’ insipido sempre per colpa mia, ma non ho nulla da recriminare. Adesso lei e’ ancora attiva nel frigo.

Questo e’ quanto per l’ambito culinario

Irlanda, o Dublino piu’ precisamente (che fa parte della); ieri sera camminavo per Dublino, piu’ precisamente le quays del nord e george/camdem st (non per andare al George), e mi rendevo conto di essere proprio un nonno dublinese, tediando i miei compagni di discussione con il racconto delle varie avventure o di quello che avevo fatto nei vari negozi che incontravo, “qui sono stato a comprare questo quando stavo in quell’altra casa”, “in questo pub ci sono andato con x per la festa di y”, “in quest’altro pub ho fatto questa cosa”, and so on, rendendomi conto sia di vita vissuta che di quanto potevo annoiare chi mi ascoltava (credo chi lo faceva se ne sia reso conto piu’ rapidamente di me). Come un nonno ripercorrevo momenti, storie, racconti, manco avessi fatto la guerra, manco avessi 80 anni; sebbene speri di arrivare a quell’eta’ ,se cominciamo gia’ da ora a comportarci accordingly siamo messi male.
In fondo Dublino e’ cosi’, o si ama o si odia, in ogni caso sebbene l’uscire possa essere a volte noioso e si sia tentati di restare a casa, credo che lo si debba fare, si scoprono sempre cose belle.

Per esempio, Libano maledetto, anzi per la precisione e per il sake dell’antirazzismo, il cibo libanese che fanno a Dublino nel ristorante di fronte Ciao Bella Roma, e’ proprio il peggio del peggio, ed e’ pure costoso. Maledetti. Mai piu’. Non andateci.
Per vostra informazione, comunque, non mi ha provocato fenomeni di iperdefecazione, incontinenza fecale o piu’ semplicemente attacchi diarroici.

Il direttore con questo vi saluta, visto che e’ anche ora di cena e bisognera’ pur nutrirlo questo fisico stremato da fatica e lavoro quotidiano.

I miei saluti
-Il Direttore

Filed under cucina, Irlanda
Jan 19, 2008

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Dublin -1 year, 9 months and so forth

Great damn coffee, questo sarebbe il solito post di aggiornamento sui fatti irlandesi, senza discernimenti su politica, papato o morale, principalmente si parla cazzi miei.
Ieri compleanno, 30 anni, non il mio ovviamente che’ sono ancora giovane e imberbe; andato a D4 a festeggiare con una cena italiana ovviamente, noi del ghetto ci conosciamo tutti.
Me la sono fatta a piedi da D8 a D4, passando per St Stephen Green, e chi sta a dub e ha una minima conoscenza sa quanta strada ci sia.
Ma dopo i bagordi natalizi ci si e’ messi a dieta, con l’obiettivo di perdere ‘a stone’ (unita’ di misura per il peso umano qui preferita), vedremo se ce la faremo.

Nessun programma particolare per il weekend, viene a trovarmi gizzo da Carlow, che tra poco si vedra’ archiviare il suo blog tra gli ‘storici’, visto che non lo aggiorna piu’.
– (qui segue una pausa) –

a proposito di blog storici, ne ho approfittato per leggere il blog di vincenzo, adesso attanagliato dalla febbre, ma che dovrebbe tornare al piu’ presto. Spero che oltre all’aver smesso di scrivere non abbia smesso di leggermi :D

Per il resto si procede, sono previsti due nuovi arrivi e un nuovo blog che verra’ aggiunto a fine mese, aggiornato spesso come il mio, stay tuned.

Il cielo a Dublino non e’ coperto, sebbene abbia fatto due giorni di pioggia, ieri e oggi ci si puo’ passeggiare tranquillamente (con le adeguate coperture, ovvio); stanotte neanche vento, quindi niente porta che sbatte, mi sono accasciato nel letto dopo aver bevuto un bel po’ di vino M&S (marks and spencer per vino e dolci e’ ok), preso sonno immediatamente, quindi a quel punto, per quanto mi riguarda, il palazzo avrebbe pure potuto essere abbattuto e non me ne sarei accorto

but I want to stay here
’cause I am waiting for the rain
and I want it to wash away
everything, everything, everything.

Non cito perche’ tanto sapete chi e’ (e perche’ mi scoccio)

Ah, e questo e’ il post del giorno consigliato dal direttore
Saluti
-Il Direttore

Filed under cazzeggio, Irlanda
Jan 11, 2008