Seats are not for feet

“The proof is left to the reader”

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Attaccare Berlusconi col berlusconismo

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Veltroni e’ un genio


10:42 Veltroni: “Tra noi e il Pdl 4 punti”

“Si dice che io darei dei sondaggi miei ma guardando le rilevazioni di tutti gli istituti di sondaggi i numeri sono sempre gli stessi”. Così Veltroni risponde a Berlusconi che ieri lo ha accusato di lanciare sondaggi alterati. “Siamo appena a quattro punti di distanza e questo è un dato molto interessante contando la quota di indecisi ampia che c’è”.

(ieri erano sette)

attaccare berlusconi col berlusconismo dei sondaggi e’ l’unica cosa che e’ rimasta per tentare il pareggio :D

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Mar 4, 2008

Stiamo recuperando, stiamo recuperando

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Come da contratto stipulato col Pd da qui all’inizio della par condicio giornalistica Repubblica titolera’ sempre “stiamo recuperando, stiamo recuperando”, la notizia di oggi e’ l’invenzione del Potenziale elettorale massino, che mi sembra una cosa da penis enhancement; come si raggiunge questo potenziale? Col Viagra?

Tratto da QUI:


Pd-Idv al 36%, Pdl-Lega-Mpa al 43%. Ma l’analisi del “Potenziale elettorale massimo” dei partiti mostra scenari complessi: pareggio possibile

Cmq l’analisi e’ che se il potenziale elettorale massimo votasse Pd+Idv, loro farebbero il 43%, cioe’ quanto fa *adesso* FI e compagnia cantante.
Da notare che questo sondaggio scientifico del potenziale elettorale massimo da il 14% alla sinistra arcobaleno, Idv al 6%, Casini al 12% Storace al 5% e Boselli (!!!) al 5%.

Sicuro

-Il Direttore

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Mar 3, 2008

Invidia Sociale – ovvero quando Rep.it dice stronzate

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Tratto da Rep.it di oggi QUI:

Fausto Bertinotti, con una modica quantità di giustizialismo di classe, invoca il “pubblico ludibrio” per questi evasori che impediscono all’Italia di avere “più asili nido”. Il clima si incarognisce. E le sane esigenze di equità tributaria si mescolano all’insana passione per la gogna mediatica. La disciplina fiscale rischia di venire inquinata dall’invidia sociale.

Chiedere di sapere i nomi di chi evade le tasse per Rep.it e’ invidia sociale

Tempo fa ho volutamente tralasciato l’articolo agiografico sulle opere del supercommissario De Gennaro a Napoli scritto da Carlo Bonini, che trovate QUI, sarebbe curioso sapere l’opinione di qualche napoletano che mi legge.


Alle 10, il sindaco di Angri lamenta di essere ancora in attesa di una chiamata dei tecnici per poter sottoporre il suo piano per un nuovo impianto di compostaggio. La voce di De Gennaro sale di cinque toni e frulla i suoi due viceprefetti strappati alla quiete di sedi di provincia: “Perché nessuno ha chiamato il sindaco di Angri, eh? Qualcuno me lo sa spiegare? Quando serve chiamarlo? Già serviva…”.

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Feb 29, 2008

Previsioni elettorali 2008 – parte 2

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Continuiamo i post sull’argomento visto che i nostri lettori apprezzano e stimolano la discussione. Ho ricevuto diversi fax in redazione quindi ho mobilitato i miei migliori esperti e usato i miei sondaggisti che ho qui internamente per stabilire come andranno le prossime elezioni.

Ovvio che un quadro migliore si potra’ avere a marzo, con scheda elettorale e alleanze gia’ definite, adesso stiamo solo sondando le opinioni. Vediamo di sicuro che Walter ha cominciato la campagna elettorale prima di Silvio, venendo fuori con questa novita’ che corre da solo, anzi da solo + Idv, per attrarre i voti dell’antipolitica; in fondo, anche se non lo e’, viene visto come l’uomo nuovo.

Silvio ha risposto col Pdl, ma ha grosse difficolta ad assimilare Casini, pare che Pier Ferdi possa decidere domani se andare da solo, insulti e opinioni di Silvio non lasciano presagire nulla di buono, lui gli ha detto di rinunciare al simbolo, oggi si sono sentiti, non si sa. Casini ha detto che se corre da solo fa opposizione, Silvio non ha riservato parole proprio gentili per l’Udc, dicendo che senza di loro sono fuori dai giochi (ed in effetti e’ cosi, vi spiego ora perche’), quindi evidentemente i sondaggi interni di Silvio hanno dato il via libera, il popolo delle liberta’ non vuole l’Udc e secondo i sondaggi l’Udc e’ spacciato.

La questione Udc e’ chiave per i premi di maggioranza al senato, pare che l’Udc possa essere la chiave di volta per Silvio per prendere Sicilia, Lazio, Abruzzo, Puglia e Calabria. Dall’altro lato rifondazione e la sinistra arcobaleno drenano molti voti al Pd, diciamo intorno all’8-10% con punte del 14% in alcune regioni rosse; qui in redazione prevediamo, comunque, una percentuale di voti spostata da sinistra al centro per permettere a Walter, corro solo, di governare.

La partita si gioca con l’attuale legge elettorale, che riepilogo per i meno attenti: i partiti non coalizzati hanno uno sbarramento del 4% alla camera e dell’8% al senato (se Mastella corre da solo non entrera’ da nessuna parte), i partiti coalizzati hanno lo sbarramento del 2% alla camera e 3% al senato, le coalizioni hanno sbarramento del 10% alla camera e 20% al senato.

Questa legge ci dice che allo stato attuale delle cose Udc, rosa bianca e centristi vari ce la faranno a stento a prendere qualche sedia alla camera e difficilmente entreranno in senato, quindi dovremmo finalmente vedere un bipolarismo degno di questo nome, un risultato migliore, ma non decisivo, potrebbe avere la sinistra radicale. Il punto e’ che pero’, spero mi seguiate qui, conta il totale dei voti nell’attribuzione dei premi di maggioranza regionali al senato e quello nazionale alla camera.

Si gioca tutto al senato per intenderci, al momento il mio sondaggista di riferimento del nord mi dice che Val d’Aosta e Trentino potrebbero andare al PD, la Liguria e’ in forse, invece Lombardia, Piemonte, Veneto e Friuli sono in tasca del Pdl.

Al centro vediamo Emilia Romagna, Umbria e Toscana al Pd, Marche in forse ma piu’ Walter che Silvio, Lazio per me Silvio vince pure senza Udc e Destra anche se Storace potrebbe dare qualche grattacapo, Abruzzo in bilico, non vi so assolutamente dire.

Sud, Molise vince la destra, Puglia e’ data in bilico ma io vedo il Pdl vicino al 40%, anche senza Udc, Basilicata potrebbe prenderla Walter, la Campania e’ di Silvio, in Calabria Silvio rischia senza Udc, potrebbe esserci il colpo a sorpresa del Pd.

Isole: Sicilia e Sardegna entrambe a Silvio, anche senza Udc.

Molto si gioca al Sud, ma Silvio potrebbe vincere facendo una buona campagna acquisti, che e’ quello che sta facendo.

Io porrei anche attenzione alla variabile election day, il fatto che ci siano le amministrative potrebbe dare un vantaggio al Pd che presente candidati che presenta candidati piu’ carismatici di quelli di destra, tuttavia non vedo un grande spostamento di voti al sud.

Gli indecisi sono sempre considerati nei sondaggi ma alla fine dei conti non contribuiscono tanto. Ricordiamoci che dalla fine della DC il paese italia e’ sempre al 50% e 50%, le vittorie al 60%, di cui parla Silvio, non avverranno mai. Al momento Veltroni sta giocando bene le sue carte ma l’assenza dell’Udc non pesa tanto nel Pdl quanto l’assenza della Sinistra (che da sola sposta tra l’otto e il quindici, dipendentemente dalla regione). Silvio e’ danneggiato da questo tira e molla con l’Udc ma credo che alla fine li fara’ correre da soli, optando cosi’ per la loro autodistruzione.

Certo e’ che con questa legge il prossimo governo durera’ 5 anni e molte cose cambieranno.

Le mie proiezioni dicono al momento vittoria di Silvio, strada molto in salita per Walter, certo la campagna elettorale e’ appena iniziata, solo un miracolo puo’ salvare il Pd.

Saluti
-Il Direttore

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Feb 15, 2008

Corro solo

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Ci ridurremmo a votare per Veltroni al Senato per salvare il paese dalle destre?


E mo sinceramente-dico- sinceramente
si nun t’abbrucia o mazz’ nun da retta, nun fàà nient’
ma fà na cosa bona e fà cuntent’ a tutt’ quant’
assiettat’ tranquillo dint’ o Parlament’
cuntat’ e renare,
magnate e tangent’
e lassa o Comunismo a nuje ca ce lo sentimmo arint’
ca ce sentimmo oppressi overo, e no pe finta!
a nuje ca ce piace a
pummarola,
rossa dint’ e
rossa fora
POM POM POMMAROLA,
POM POMPOMMAROLA,
Tu si…

Rafaniello, rafaniello,

rafaniello, rafaniello,

rafaniello, rafaniello, rafanie’ l’ l’ l’ l’!

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Feb 8, 2008

Immigrazione in Italia

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Dublin, 1 year, 10 months, e qualcos’altro

Ieri pubbata di Irlandando che straordinariamente ha visto la mia presenza, non lo faccio apposta ad essere irregolare, e’ che sono pigro. E distratto.

Dopo vari discorsi di circostanza e’ cominciata una polemica aspra.

Fondamentalmente siamo nel 2008, siamo persone con un certo tipo di qualifica che hanno deciso di immigrare e quindi in genere siamo in grado di fare analisi politiche e sociali di livello superiore rispetto a quelle dei nostri coetanei in Italia. Inoltre nel 2008, viaggiando per l’Europa e confrontandoci con diverse culture siamo stati in grado di assimilare, fare nostri e testimoniare ogni giorno quei valori base della nostra civilta’, l’accoglienza verso il diverso, l’offerta di integrazione indipendentemente dal suo stato sociale, razza, sesso o religione. Siamo tutto questo, i ragazzi e le ragazze italiane possono essere considerati gli europei del 2008, i testimoni della nostra nazione nel mondo.

Sbagliato.

Il tutto nasce da una simpatica posizione, che poi ha dato il la alla mia replica e alla successiva discussione. Da immigrati non clandestini si parlava degli immigrati italiani clandestini, se non sbaglio in particolar modo dei rumeni, dicendo che in fondo a loro conviene non pagare le tasse e beneficiare di tutto quello che lo stato italiano gli offre “aggratis”, e stiamo parlando di sanita’ gratuita, di scuole gratuite e di tante altre cose.
Fatemi riassumere per i piu’ distratti, ai clandestini conviene non pagare le tasse e nel contempo beneficiare dei servizi che il nostro paese offre.

Spero di aver riassunto la posizione in maniera piu’ neutrale possibile.
A quel punto mi sono sentito toccato nella duplice veste di immigrato italiano in irlanda, e siciliano, membro di una popolazione che ha fatto dell’immigrazione una politica di sopravvivenza, 10 milioni di siciliani fuori dalla Sicilia e 5 dentro dovrebbe essere un buon fattore per valutare la ‘nostra’ immigrazione.

Anyway, io ho sostenuto la posizione che il muratore rumeno molto probabilmente non paga le tasse perche’ il suo datore di lavoro non lo mette in regola, perche’ in fondo a lui conviene cosi’. Io credo che la quantita’ di tasse che evade l’italianissimo datore di lavoro con questa politica sia superiore a quella del singolo muratore rumeno, ma questo e’ un altro discorso.

A questo punto la replica e’ stato quello su cui ha ruotato la discussione in seguito, che i lavoratori rumeni in particolare e in generale i clandestini, rubano il posto di lavoro ai lavoratori italiani. Io ho cercato di fare notare, spero si sia capito, che non c’e’ niente da rubare perche’ spesso gli italiani non hanno la voglia di fare quel tipo di lavoro. Al di la’ del muratore, mi chiedo se i muratori italiani basterebbero a colmare la nostra domanda costruttiva, ho portato l’esempio del raccoglitore di pomodori cercando anche di spiegare le condizioni inumane in cui vivono. C’e’ un reportage dell’espresso chiamato raccolta dei pomodori: Puglia i nuovi schiavi, vi invito a leggerlo in quanto fonte per il mio discorso e poi ci rivediamo qui.

Citiamo qualcosa

Ma si sente subito che lui qui è il caporale: “Sei rumeno?”. Un mezzo sorriso lo convince. “Ti posso prendere, ma domani”, promette, “ce l’hai un’amica?”. “Un’amica?”. “Mi devi portare una tua amica. Per il padrone. Se gliela porti, lui ti fa lavorare subito. Basta una ragazza qualunque”. Il caporale indica una ventenne e il suo compagno, indaffarati alla cremagliera di un grosso trattore per la raccolta meccanizzata dei pomodori: “Quei due sono rumeni come te. Lei col padrone c’è stata”. “Ma io sono solo”. “Allora niente lavoro”.

Non c’è limite alla vergogna nel triangolo degli schiavi. Il caporale vuole una ragazza da far violentare dal padrone. Questo è il prezzo della manodopera nel cuore della Puglia.

A proposito del lavoro che gli immigrati rubano ai nostri volenterosi giovani italiani:

Per proteggere i loro affari, agricoltori e proprietari terrieri hanno coltivato una rete di caporali spietati: italiani, arabi, europei dell’Est. Alloggiano i loro braccianti in tuguri pericolanti, dove nemmeno i cani randagi vanno più a dormire. Senza acqua, né luce, né igiene. Li fanno lavorare dalle sei del mattino alle dieci di sera.E li pagano, quando pagano, quindici, venti euro al giorno. Chi protesta viene zittito a colpi di spranga.


Una cinquantina di chilometri più a nord, stesse storie. La carta stradale indica Villaggio Amendola. Era un borgo agricolo. Ora è solo un paese fantasma riempito da immigrati rumeni e bulgari ridotti in schiavitù. Come l’ex zuccherificio di Rignano o il Ghetto che la sera, al suono della township music, sembra Soweto. Al Villaggio Amendola perfino la chiesa abbandonata è stata riempita di materassi. Qui il cento per cento degli abitanti non è italiano. Tutti raccoglitori. E tutti stranieri.


Lo stesso accade il 20 luglio di quest’anno. Il giorno prima Pavel, 39 anni, ha una discussione con Giuseppina Lombardo. Gli sono caduti quindici euro nel negozio e lei crede che glieli abbia rubati dalla cassa. Pavel in Romania faceva il cuoco per 150 euro al mese. Dal 20 marzo 2004, quando è arrivato in Puglia, sopporta violenze e angherie. Lo fa per mandare quanto risparmia alla moglie e alla sua “fata”, la figlia studentessa, che ha 15 anni. [...] Ma il 20 luglio Asis gli impedisce di ripetere il record. Qualcuno gli ha riferito che Pavel ha protestato per la faccenda dei soldi e per lo sfruttamento dei braccianti. Il tunisino lo colpisce nel sonno, in una giornata senza lavoro, alle due del pomeriggio. Pavel si protegge la testa con le braccia. La sbarra di ferro gli rompe le ossa e apre profonde ferite nella carne.

Lui è sicuro di non essere stato ucciso soltanto per l’intervento dei suoi compagni di stanza. Ma lo lasciano lì a sanguinare sul materasso fino all’una di notte. Gli altri stranieri hanno troppa paura di Asis. Anche di chiamare la polizia e correre il rischio di essere rimpatriati. Alle otto di sera qualcuno finalmente telefona di nascosto all’ospedale. L’ambulanza e una pattuglia dei carabinieri, al Villaggio Amendola, arrivano soltanto cinque ore dopo.

Continuate da voi la lettura del pezzo.
Andiamo avanti, ho dimenticato di citare Pol82 che coraggiosamente si e’ unito a questa discussione. Al di la’ dell’analisi occupazionale, in cui mi pare ovvio che i clandestini, anche se qualificati, vanno a coprire quei segmenti di lavoro poco qualificato che non sono coperti da italiani, e’ cominciata un’analisi sui salari.

Anche qui peggio del peggio, si sosteneva che il problema salariale in Italia e’ dovuto agli immigrati e piu’ in generale alla gente che si fa pagare poco per quello che fa. Io sostenevo che in fondo i mestieri a bassa qualifica sono mestieri in cui prima o poi verra’ una concorrenza straniera a basso costo, limitare questa concorrenza vuol dire bloccare l’economia, impossibile chiudere le porte all’immigrazione che ad oggi e’ un grosso traino dell’economia italiana. Mi e’ stato detto che lo stesso vale per gli informatici, che in Italia prendono poco perche’ c’e’ gente che si fa pagare poco. Io cercavo di spiegare, per esperienza diretta e scusate che e’ poco, che ci sono delle differenze. In generale quando si parla di informatica, ma anche in altri settori, si parla di mano d’opera ad alta specializzazione, ci vogliono delle skill e un certo tipo di preparazione, difficile che la gente che abbia studiato si svenda per poche lire, in secundis le aziende italiane, la maggior parte piccole e mediocri, non ricercano una figura che sia altamente specializzata, ma solamente una figura poco specializzata in modo da poterla assumere a poco prezzo e rivenderla come senior al grosso cliente di turno. E’ questa la dinamica in generale, c’e’ poco da fare e mi dispiace che le mie due interlocutrici non siano stato in grado di coglierla.

Ovviamente cercare di portare avanti dei punti, magari in maniera poco calma, ma comunque dei punti circostanzati, voleva dire sentirsi delle risate accompagnate da frasi del tipo “ma daiiii cosa diciii”, in generale nella discussione gli argomenti, dall’altro lato, venivano sorretti da analisi economiche fornite dall’ “amico muratore” o dall’ “amico informatico” di turno. Il fatto che poi non si sapesse cosa faceva quest’amico informatico, “engineer ma anche programmatore, gestisce i sistemi” e’ un discorso di poco conto.

Quindi, riassumendo per il lettore particolarmente paziente (1) gli immigrati rubano il posto di lavoro (2) chi del nostro settore va in Irlanda lo fa non alla ricerca di una paga per le proprie skill ma semplicemente perche’ in Italia verrebbe pagata poco, vista la concorrenza di chi prende poco.

Lascero’ stare la discussione del punto (2) che mi sembra superflua, esiste una mano d’opera ad alta specializzazione, dove la concorrenza degli immigrati fa alzare i salari piu’ che diminuirli, ed esiste una a bassa specializzazione dove la percezione e’ che i salari si abbassino, ma in realta’ io ho visto pochi italiani vogliosi di faticare, di fare lavori infimi (visto che ormai molti sono laureati o universitari), o di fare le badanti. Fine della mia dozzinale analisi sociologica.

Lasciando stare i clandestini, si faceva notare che l’Italia ha una popolazione anziana, che percepisce pensione, e questa pensioen viene attualmente pagata da chi lavora e paga le tasse. Si faceva notare che parte dell’Italia che lavora e paga le tasse, nell’italianissimo nord-est, in Lombardia o in Emilia, per esempio, e’ immigrata. Mi e’ stato risposto “siiiii ma chi paga le tasse in Italia??? Chi sono questi immigrati che pagano le tasse?” seguito da varie risate, giusto per tenervi informati sul livello della discussione.

Andando sull’analisi economica mi sono andato ad informare su lavoce.info, mi scusino i miei amici anticapitalisti, e trovo varie cose.

Innanzitutto il dato che il sommerso in Italia coinvolge il 17% del Pil, anche se non so se avrei potuto spiegare questo dato nella discussione di ieri, visto che sarebbe stato necessario chiarire il concetto di PIL e quello di “coinvolgere”. Questo significa, mi correggano gli economisti se sbaglio, che il 17% della ricchezza prodotta proviene dall’economia sommersa. Economia sommersa in cui lavorano SIA italiani CHE clandestini. Nel caso in cui vi fosse sfuggito.

Questo articolo chiamato Sull’immigrazione ci vuole coerenza ci informa sui futuri sviluppi dell’immigrazione in Italia e su quanto la quota di immigrati cambiera’ in futuro; si parla anche della legge Bossi-Fini e del diritto di voto (qui il discorso sarebbe lungo e soprattutto fuori tema).

Italiani per scelta, parla di integrazione e di cittadinanza; interessante questo:

Se guardassimo all’esperienza dell’immigrazione meridionale dei passati decenni, potremmo scoprire che anche verso quei nostri concittadini esistevano pregiudizi e discriminazioni. Ma il fatto che potessero votare ha contribuito in maniera decisiva a impedire che gli atteggiamenti più ostili risalissero fino ai piani alti della scena politica.
ggi invece in Italia abbiamo politici di rilievo nazionale che possono rivolgersi agli immigrati con epiteti sprezzanti, possono speculare su ansie e paure degli italiani per nascita, costruire fortune elettorali sulla chiusura verso gli immigrati, senza temere conseguenze di sorta.

E la riflessione successiva sull’essere italiani oggi.

Se non ora, quando? parla di politiche di accoglienza e di revisione della Bossi-Fini, cito:


a migrazione è una delle decisioni più costose e difficili nella vita di un individuo e le politiche migratorie influenzano tale scelta, in particolare dove e come trasferirsi, se in modo legale o illegale. D’altra parte, l’adozione di politiche restrittive è la legittima e consapevole scelta di un paese, ma la loro efficacia e il costo della loro attuazione sono talvolta trascurati. L’effetto collaterale più rilevante è quello di incentivare la clandestinità. E la clandestinità, al di là dei problemi di ordine sociale, rappresenta un “costo” per tutti: i migranti, i paesi di origine e i paesi di destinazione.

e a seguire


Per i migranti, la clandestinità implica che la capacità di impiego delle proprie qualifiche è sensibilmente compromessa, con forti effetti negativi sia nei paesi di origine (meno rimesse, meno opportunità e incentivi ad accumulare capitale umano sia prima della partenza che durante la migrazione, sperpero delle risorse impiegate per la formazione) sia nei paesi di destinazione (il contributo dei migranti è di gran lunga al di sotto del loro potenziale produttivo).

e riguardo questi ignoranti che ci rubano il lavoro


Inoltre, il luogo comune che i clandestini abbiano un basso livello di istruzione e siano in prevalenza non qualificati è smentito da alcuni studi recenti. In particolare, una ricerca condotta presso l’università di Bari sugli immigrati illegali intercettati e trattenuti in dieci centri di permanenza temporanea di quattro Regioni nel 2003, e un’altra dell’Università Bocconi sui clandestini che hanno usufruito di assistenza sanitaria a Milano da parte della Onlus Naga nel 2000-2001, evidenziano entrambe l’elevato livello di qualifiche degli immigrati illegali, anche rispetto ai locali.

Domandone, Vogliamo anche noi una politica selettiva dell’immigrazione?, Tito Boeri dice:


Le campagne elettorali sono, da sempre, un’occasione per disinformare gli elettori sui temi dell’immigrazione.
È una questione molto sentita, che divide l’opinione pubblica. Può essere un facile cavallo di battaglia di movimenti xenofobi e un comodo capro espiatorio per chi vuole scaricare su altri le responsabilità dei propri errori. Paradossale, ma non improbabile, che ciò avvenga anche negli otto mesi che ci separano dalle elezioni politiche.
Paradossale perché in questa legislatura l’immigrazione ha “salvato la faccia” dell’esecutivo in diverse circostanze.

Molto interessante l’analisi sugli effetti dell’allargamento ad Est per l’economia di nazioni come UK e Irlanda


Cosa puntualmente avvenuta: i flussi in provenienza dai nuovi stati membri sono stati complessivamente inferiori alle previsioni, ma sono stati più forti del previsto in Irlanda e nel Regno Unito (fino a cinque volte quelli previsti), paesi che hanno adottato una politica più liberale nei confronti dei lavoratori dei nuovi stati membri, mentre sono stati piu’ contenuti del previsto in Austria e Germania. (1)
La buona performance economica di Irlanda e Regno Unito è in parte attribuibile all’arrivo di lavoratori dall’Est, mediamente più istruiti della popolazione che li accoglie.

e prosegue con un giusto, secondo me, discorso sull’integrazione.

Non date la colpa agli immigrati dell’Est, dice:


È facile attribuire la responsabilità della disoccupazione agli immigrati. Si comincia con il sovrastimare in modo consistente il numero degli immigrati: i cittadini di tutti i paesi lo fanno invariabilmente, come ci dicono i sondaggi dell’European Social Survey. Si assume, poi, che il numero dei posti di lavoro sia fisso. Ne discende che ogni immigrato che trova lavoro si appropria del posto di lavoro di un lavoratore del luogo, cosicché la disoccupazione può essere eliminata solo riducendo l’immigrazione. Gli economisti la chiamano “the lump of labour fallacy”, la fallacia del numero fisso di posti di lavoro. È un luogo comune e anche qualche serio commentatore ne è stato vittima. Ma è una convinzione profondamente sbagliata.

e fa l’esempio della Germania, interessante da leggere e conclude dicendo


La migrazione internazionale crea grandi benefici sia per il paese che la riceve sia per il paese d’origine. Le migliori stime del potenziale migratorio da Est a Ovest nella nuova Europa lo indicano attorno al 3 per cento della popolazione dell’Europa dell’Est. Nostri calcoli indicano che con l’attuale divario di salari e produttività tra Europa dell’Est e dell’Ovest, una migrazione di queste proprzioni incrementerebbe il Pil totale dell’Europa allargata di quasi mezzo punto percentuale. L’Europa non può permettersi di rinunciarvi.

Tornando alle parole mie, per finire il post lungo e me ne scuso, sfortunatamente le analisi economiche hanno un margine di discussione soggettiva minore e una maggiore obbiettivita’, sebbene poi possano essere contraddette con strumenti adeguati, piuttosto che da dichiarazioni dell’amico dell’amico. Quello che mi rattrista e’ che sempre piu’ spesso, quando si parla di questi temi, si confonde la percezione con la realta’, “chi paga le tasse in Italia, ma daiiii” e’ un esempio, il fatto che tutti i clandestini siano criminali un altro. Alcuni lo sono, non lo metto in dubbio, ma molti lavorano onestamente e pagano le tasse, se non altro perche’ i dipendenti pagano forzatamente le tasse in Italia (anche questo punto era sconosciuto alle interlocutrici). E allora e’ la stessa cosa degli italiani in Germania, mi e’ stato detto che loro “lavoravano onestamente”, invece io credo che la percezione tedesca sia diversa (anche oggi), sebbene molti si siano rotti il culo lavorando una parte di italiani in Germania ha portato criminalita’ organizzata, quindi e’ ovvio che nasce l’equivalenza italiano = mafia. Lo stesso negli Stati Uniti (guardarsi il padrino 1 e 2, per portare un esempio cinematografico). E’ ovvio che la percezione e’ una cosa diversa dalla realta’, ma quando si fanno discorsi un minimo seri bisogna separare le due cose e parlare con dati alla mano.

L’errore qui e’ stato mio, lo ammetto, visto l’inizio e l’andazzo della discussine avrei dovuto finirla prima senza insistere, invece che credere che esistano delle capacita’ di redenzione culturale. E sfortunatamente non sono Socrate quindi il mio punto di vista e’ inascoltato, specie se sommerso da risate quando viene esposto.

E dove io sostenevo dati di fatto (se non fosse per gli immigrati probabilmente mangeremo molti meno pomodori), mi si rispondeva con esperienze personali (“mi faccio l’orto dietro casa, che ci vuole? butti i semi e crescono”). Queste frasi sfortuntamente rappresentano l’italianita’ e la voglia di dire la propria in qualsiasi caso, come se stare zitti quando non si hanno dati oggettivi fosse una vergogna.

Avrei tante altre riflessioni da fare ma vi ho gia’ annoiato abbastanza, in caso per gli irlandiani, ne possiamo parlare di persona.

Saluti
-Il Direttore

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Feb 7, 2008

Scoop dei giornali italiani

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Corriere.it (lo diro’ per l’ennesima, il corriere della sera, mica il gazzettino di messina), pubblica un filmato con una hostess che si spoglia durante il volo, nella colonna delle stronzate, repubblica fa la stessa cosa.

Peccato si trattasse di una scena tratta da un film porno chiamato “Sex on a Plane”

http://it.youtube.com/watch?v=tED9CXJb9Og

Se gia’ con le cazzate non si verificano le fonti, pensate che mistificazione puo’ avvenire con le notizie vere, quelle scritte in periodi di “emergenza”.

Fine della riflessione
-Il Direttore

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Feb 6, 2008

Governabilita’

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Non faro’ ulteriori post su Parigi in quanto e’ tutto narrato nel dettaglio qui.

Notavo che molti partiti italiani si stanno rendendo conto che il problema del Porcellum non e’ la governabilita’ ma l’annientamento dei piccoli partiti non coalizzati, grazie alla soglia del 4% alla camera e dell’8% al Senato. Forse se ne stanno rendendo conto troppo tardi pero’.

Filed under italia
Feb 5, 2008

Che ci sara’ mai di indegno (2)

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Vi informai tempo fa che Grillo rifiuto’ un’intervista ad Alessandro Gilioli dell’Espresso, dichiarando che le sue domande erano indegne o qualcosa del genere, ne raccontai qui

Qualche giorno fa Grillo ha pubblicato nel suo blog, oltre a un video in cui a la7 intervistavano gilioli e lui raccontava tutta la storia, un commento in cui diceva che dopo il V-day lui ha invitato i giornalisti, ha chiamato anche l’espresso, per una conferenza stampa, e non c’e’ andato nessuno, e adesso ne dice di tutti i colori sull’informazione.

Gilioli, approfondisce qui la questione, riporto una sintesi per i piu’ pigri:


La questione mi ha ormai frantumato gli zebedei, ma siccome il piccato Grillo ora scrive nel suo blog: «Prima del Vday dell’8 settembre telefonai all’Espresso per proporgli un servizio», tocca precisare che per realizzare il servizio in questione Grillo aveva posto come condizioni irrinunciabili che a) gli si desse la copertina b) per la copertina fosse pubblicata una foto da un servizio che a lui piaceva molto firmato Oliviero Toscani (e meno male che considera «morti» i giornali…).

L’espresso non accettò queste condizioni e il servizio pertanto saltò.

Giusto per precisare la caratura di quello che molte menti politiche considerano il salvatore della patria.

Saluti
-Il Direttore

Filed under italia
Jan 31, 2008

Segni del tempo

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segni che sei italiano in Italia

*) ma cosa vai a fare in Irlanda, in Italia si sta meglio. E poi il tempo
*) ma anche se guadagni duemila euro spendi tutto in affitto. E poi il costo della vita? il triplo rispetto all’Italia.
*) certo duemila ma hai calcolato che non hai la tredicesima? E il TFR? E con la pensione come la mettiamo?
*) la qualita’ della vita che c’e’ in Italia da nessuna parte.
*) Eh li’ te la danno subito, si scopa sempre
*) Si mangia di merda, pero’
*) Bellissimo guarda, io conosco un mio amico che c’e’ stato e dice che s’e’ scopato tutte, poi una volta s’e’ alzato e nello specchio c’era scritto “Benvenuto nell’AIDS” col rossetto

segni che ti sei ghettizzato in Irlanda

*) quando ti squilla il cellulare irlandese rispondi “Pronto” senza neanche guardare chi ti chiama
*) mangi pasta ogni giorno. O Pizza. Hai l’abbonamento da Ciao Bella Roma.
*) conosci paolo della bottega di Paolo al quartiere italiano
*) lavori nella bottega di Paolo
*) sei Paolo
*) non offri un giro di pinte neanche se casca il mondo, mica ho soldi da buttare io, piuttosto muoio di sete nel deserto
*) lavori in un call centre dove si parla italiano con i colleghi italiani, i tuoi unici contatti con l’inglese avvengono allo SPAR, next pleaseeee
*) le ragazze italiane sono molto meglio delle ragazze irlandesi, piu’ stile, piu’ portamento; poi di nascosto vai al barcode ad adescare le diciottenni irlandesi
*) quando parli del tuo lavoro ti spacci per project manager, sto cercando ruoli da mille milla k, sono team leader, o altri termini del gergo; quando torni in Italia ti capita di rispondere al telefono di casa e dici “hello my name is alfredo, how may I help you?”; riflesso condizionato.
*) Il sabato non esci di casa perche’ qui si ubriacano tutti ed hai paura che ti vomitino sulle scarpe. Che schifo
*) compri la pasta barilla a 5 euro al pacco quando la tesco e’ piu’ buona. Eh ma la barilla non scuoce
*) l’irlanda mi fa schifo, ci resto solo per i soldi
*) Cliffs of che??? Io non sono mai stato fuori Dublino, anzi a dire il vero faccio casa-lavoro-pub il weekend
*) Ti rendi conto che non hanno la panna da cucina?

segni che ti sei irlandesizzato in Irlanda

*) spendi le pause lavorative a bere te col latte e la tua tazza del te, bianca all’esterno, e’ marrone all’interno
*) il tuo primo argomento di discussione e’ il tempo, it’s focking freezin’, e anche se e’ stato freddo o meno la notte prima.
*) quando parli dell’Irlanda dici che in fondo non piove cosi’ tanto, e l’irish stew e’ piu’ bono della pastasciutta. Ah e non parliamo poi del salmone
*) fai di tutto per cercare di stare con un ragazzo irlandese, sogni di spostartelo e di avere i figli con i capelli rossi, resti sconvolta quando, atterrata in irlanda, vedi che la maggioranza dei ragazzi non ha i capelli rossi. E sono tutti polacchi.
*) parli inglese anche con gli italiani, cosi’ facciamo pratica
*) eviti a tutti i costi gli italiani, cerchi di uscire con gli irlandesi, vai al pub con loro, ti ubriachi prima di loro, torni a casa, vomiti nella tazza del cesso e finisci per addormentarti in bagno
*) hai visitato tutti i posti piu’ sperduti dell’Irlanda, quelli che non conoscono neanche gli irlandesi, conosci zone di Dublino mai sentite neanche nella mappa, conosci tutti gli anziani di dublino che ti raccontano storie dell’anteguerra
*) a temple bar non ci vai perche’ sono tutti turisti
*) il piu’ bel pub di dublino? devi prendere la luas rossa e poi fare due volte il cambio di bus, li’ arriverrai a un pub sconosciuto che prima era adibito a stalla. Pero’ e’ autentico
*) non fai altro che parlare di quanto ti fanno schifo gli italiani, sempre tra di loro, vengono qua e non capiscono niente della cultura irlandese; schifosi mangiaspaghetti.
*) quando sei in Italia vai all’irish pub
*) cerchi di parlare con i northsoiders, non capisci niente di quello che dicono ma fai finta di. Usi il trucco del rispondere sempre ‘yeah’ finche’ lui ti fa una domanda, tu non la capisci, rispondi ‘yeah’ e lui ti guarda con una faccia stralunata come se avessi detto che sei una zoccola e ti piace andare a letto con tre persone alla volta

Era da tanto che volevo fare sto post, di sicuro mi dimentico qualcosa ma integrate nei commenti.

Saluti
-Il Direttore

Filed under Irlanda, italia
Jan 29, 2008