Seats are not for feet

“The proof is left to the reader”

Neveeee || Keep in touch

Dublin – 3 years, 9 months, etc

Premetto subito che questo post parlera’ di varie cose, alcune che mi sono venute in mente in precedenza, altre di stasera, fresche fresche, cerchero’ di dividere il post adeguatamente. I miei 3 lettori assidui si meraviglieranno della mia ripresa nella scrittura di questo blog con una discreta frequenza, preciso subito che non so se sia un reflusso delle vacanze (che finiranno ufficialmente lunedi’) o una new year resolution inconscia.

***

Com’era quel joke su Irlanda e Islanda? Mi sa che non si sono sbagliati di molto (a parte le temperature), oggi grande nevicata a Dublino e soprattutto grande errore da parte di coloro che non sono usciti il sabato sera. Devo dire che la neve segue lo stesso andamento delle pioggie: nevica piano cinque minuti, poi stop, poi tempesta di neve per dieci minuti, poi cielo pulito, etc etc. In ogni caso stamani i marciapiedi erano tutti ghiacciati e tornando a casa sono finito col culo a terra, oggi pomeriggio invece ha nevicato e la sera si poteva uscire senza problemi, grazie anche all’ausilio delle nuove scarpe da trekking regalatemi da Barbara.

Siamo stati all’O'Neill e abbiamo preso il combo platter (buono), e il turkey and ham che invece consiglio (da accompagnare con la gravy), appena usciti ha cominciato a nevicare e abbiamo cominciato la battaglia a palle di neve con persone totalmente sconosciute. Come immaginerete la mia mira era quella che era, visto che vengo da un posto dove non ho mai visto la neve.

Giusto per precisarla stamattina era la prima volta nella mia vita che vedevo la neve nella citta’ in cui vivo (gli scorsi anni quando nevicava non c’era mai :( ), quindi il mio atteggiamento bambinesco ha preso il sopravvento: la sorpresa nel vedere qualcosa mai visto prima, la voglia di prendere le palle di neve e tirarle a tutti, etc etc.

Devo anche dire che non faceva tanto freddo.

Insomma, dopo esserci massacrati a palle di neve a temple bar ci siamo recati al Dakota che, come tutti i pub stasera, giorno da tempesta di neve, era vuoto. In genere, nonostante la recessione, al Dakota c’e’ sempre una discreta folla. Abbiamo ripiegato verso il Foggy Dew dove ho avuto modo di rivedere dopo SECOLI Gabro che saluto anche qui: Juve merda.

Vorrei includervi delle foto ma sono troppo pigro per farlo, “Dublin snow 2010″ su google vi dara’ tutto quello di cui avete bisogno.

***

Questo post si sarebbe dovuto chiamare keep in touch ma e’ stato scavalcato dalla novita’ del giorno; il senso di quello che avrei voluto scrivere e’ il risultato di alcune uscite fatte quando sono stato giu’ in vacanza, con gente che non vedevo da qualche mese e altre persone che non vedevo da qualche anno.

Nella nostra vita ci capita di incontrare varie persone, dentro o fuori dalle mura scolastiche, familiari e cosi’ via, a volte si ha la sensazione di avere molti amici e quel profilattico relazionale chiamato Facebook asseconda la voglia sia di mostrarsi che di mostrare le proprie sconfinate amicizie, anche nel caso in cui si tratti di persone non piu’ viste dopo le scuole elementari (o “primarie”, come si chiamano ora).

Non e’ male recuperare i vecchi amici ma nel mio caso si ha la sensazione di qualcosa di incompiuto, se rientro in contatto con qualcuno/a con cui ho avuto un rapporto di amicizia in passato mi aspetto che quel rapporto riprenda, anche se in maniera meno tiepida, invece sembra che tutti, nel mio caso, non hanno voglia di riprendere nessun rapporto, ormai si sono fatti altri amicizie e quelli che prima erano amici sono diventate conoscenze.

Questa che avete appena letto e’ una vecchia riflessione che ho avuto modo di scrivere soltanto adesso, quello che ho fatto in Sicilia, invece, e’ andato nell’altro senso: rivedere delle persone cui cui bene o male ci sono stati dei legami forti in passato e che non sentivo da tempo: alcuni si sono comportati come detto sopra, con altri invece ho rivalutato il valore della vera amicizia che invece che essere trascurata e lasciata morire (o dimenticare) va coltivata se non ogni giorno almeno ogni settimana.

Come immaginerete la maggior parte di coloro che conoscevo a Messina sono ormai emigranti, Roma, Milano o anche all’estero, chi piu’ ne ha piu’ ne metta, in fondo per trovare il lavoro si fa cosi’, ed uno degli errori piu’ grossi che puo’ fare chi emigra e’ decidere di staccarsi dalle vecchie amicizie; questo in genere lo si fa per due motivi: o perche’ ci si autoghettizza (consapevolmente o inconsapevolmente) o perche’ si vogliono fare delle amicizie piu’ “consone” al nuovo stato sociale (lo so che e’ stupido ma alcuni ragionano veramente cosi’).

In entrambi i casi si decide di isolare se’ stessi dalla vecchia ‘comitiva’ di amici (o anche da ‘alcuni’), e questo e’ uno degli errori piu’ gravi che si puo’ commettere perche’ gli amici storici, in fondo, sono i veri amici e, subito dopo la famiglia piu’ stretta (cioe’: fratelli, sorelle, e eventuali e selezionati cugini/e) ci sono loro.

Sembra una cosa stupida, un ragionamento abbastanza banale ma e’ facile cadere in questo tranello e io stesso ho tralasciato volontariamente alcune relazioni, fondamentalmente perche’ non avevo tempo/voglia ma, vedendo che adesso lo fanno gli altri mi rendo conto a che tipo di risultati puo’ portare

***

New year resolution: l’anno scorso mentre ero nel letto VESTITO nel freddo PAZZESCO del Donegal mi ero ripromesso di partecipare attivamente a qualche grosso progetto opensource, e ci sono riuscito, e di lavorare per trasferirmi in un paese col sole, proposito forse dettato dal clima del Donegal (alla fine non nevico’) ma che alla fine non e’ stato perseguito.

Per quest’anno sto gia’ lavorando a qualcosa di importante che dovrebbe portarmi a una ‘closure’ (vedere post precedente) con alcune cose del passato recente, purtroppo non posso rivelare di cosa si tratti, dovrete aspettare Dicembre 2010 (se Dio vorra’, come si dice da me).

Cirs
Antonio

10 January 2010 at 01:08 - Comments
bel post. Gli amici 'storici' sono una risorsa preziosissima: io ho ancora contatti con 3 in particolare, e con altri ...
10 January 10 at 18:56
Krazy
Un amico 'storico' è quello che puoi chiamare dopo due anni in cui non vi siete sentiti, perchè devi discutere ...
12 January 10 at 19:42

Nuovo anno

Solito post di inizio anno, mi pare sia una consuetidine per il blog anche se non perdero’ tempo andando indietro negli archivi per verificare.

Cosa dire, per la prima volta nella mia storia lavorativa ho fatto delle vacanze in sicilia sia per natale che per capodanno, evento epocale che abbiamo festeggiato adeguatamente… con un paio di giorni a letto con raffreddore e febbre.

Salutiamo i ‘noughties’ (quanti altri blog irlandiani hanno usato sto termine? ditemelo), la decade dal 2000 al 2009, e diamo il benvenuto a non si sa cosa, alcuni dicono i ‘teenies’, altri dicono i ‘twenty-teenies’, altri i ‘tenties’, etc.

Segnalo che il mio autoregalo di natale di quest’anno e’ stato il Kindle che ho subito equipaggiato con una subscription all’irish times per leggermi il giornale e letto la mattina ed essere aggiornato sulla situazione irlandese, e con un paio di libri che ho finito subito. Il dizionario inline e la mia passione per la lettura (quando ho voglia) sono stati un’ottima combinazione. Finora, in queste vacanze natalizie iniziate il 18 dicembre, ho letto quattro libri, in realta’ tre e qualcosa visto che il primo l’avevo gia’ iniziato prima.

Uno dei libri che mi sento di consigliare, e che potete comprare in paperback se non avete il kindle e’ The Bankers: How the Banks Bought Ireland to Its Knees che racconta piu’ o meno la crisi bancaria irlandese (che e’ stata anche parte della crisi economica), i legami che c’erano tra banchieri e politica, le molte negligenze del regulator e della banca centrale irlandese e del name, l’autore e’ Shane Ross, un membro independent del Seanad.

Non sono bravo nelle review quindi non ne faro’, vi consiglio solo di leggerlo, nel kindle mi pare sia sui 13 dollari, ma non ci metterei la mano sul fuoco.

A parte questo ultimamente mi sto rilassando molto, tornero’ a lavoro la settimana prossima con nuove energie e sto ancora lavorando sui propositi per il nuovo anno, in genere li avevo pronti prima che l’anno iniziasse ma adesso, in perfetta tradizione italo irlandese, li sto preparando in corso d’opera, provvedero’ ad annotarli da qualche parte visto che dopo qualche settimana li dimentico e a fine anno, quando rivedo i propositi dell’anno prima, non riesco piu’ a ricordarli o trovarli.

Per il resto tutto ok, purtroppo non ho molte novita’, la vita irlandese non riserva molte novita’ ultimamente, non so se sia giusto o meno apportarne alcune, vedremo col nuovo anno. Magari va tutto bene cosi’.

4 January 2010 at 22:53 - Comments
però ... 13 dollari non sono proprio 'pochi' ! certo, meno del cartaceo, ma fa lo stesso effetto leggere un ...
6 January 10 at 01:24
antonio
si' secondo me fa lo stesso effetto di leggere un libro, anche meglio visto che c'e' il dizionario inline :D
7 January 10 at 13:58

Closure

Salve a tutti,
il titolo non vuol dire che chiudo il blog, giusto per rassicurarvi.

Non posto da un bel pezzo soprattutto per questioni lavorative, quest’ultimo quarto di anno e’ molto importante per l’azienda per cui lavoro (non scrivo “mia azienda” perche’ se fosse mia di sicuro sarei in qualche isola caraibica, non qui a scrivere un post), quindi il mio tempo si e’ ridotto al lumicino.

Aggiungiamoci anche il fatto che gli argomenti su cui scrivere scarseggiano e, incolpevolmente, l’upgrade del blog mi ha messo i commenti in moderazione di default; di conseguenza ne approfitto per scusarmi coi lettori se i loro commenti sono stati moderati con MESI di ritardo.

Closure e’ un termine che significa tante cose, fondamentalmente ‘chiusura’ ma non faro’ il copia/incolla della definizione visto che alle superiori mi dicevano che non si comincia mai un tema con la definizione del dizionario (sebbene molti lo facciano); quando succede un evento che cambia la vita (la morte di una persona cara, lasciarsi con la propria ragazza dopo anni, etc), non e’ facile superare lo shock che ne consegue; ad un certo punto, pero’, la persona ha bisogno di chiudere col passato e smettere di soffrirci, ad esempio ci sono quelli che quando si lasciano con una ex storica si recano, dopo mesi, nel posto in cui si sono incontrati la prima volta, giusto per chiudere psicologicamente con qualcosa che non esiste piu’ fisicamente (la propria ex) ma e’ ancora li’ psicologicamente.

La closure che cerco da un bel po’, come potrete ben immaginare, e’ quella col mio paese di origine, credo che molti, sebbene stiano in irlanda da tanto tempo, non riescano a farcela, anche se a parole siamo tutti international, e allora vai con l’attacco agli italiani all’estero e alla vecchia patria (l’Italia). Ammetto che io sono uno dei primi che l’ha fatto e in alcuni casi lo continua a fare.

All’inizio lo facevo piu’ spesso, poi, man mano a mano che si comincia ad avere la propria vita e si smette di comprare costantemente “prima” e “dopo”, le reazioni a certe discussioni politiche o sociali, sono piu’ tranquille, come quelle di qualcuno che parla di qualcosa ma in fondo non gliene frega niente.

Ammetto che quando si parla di Italia e Italiani mi trovo ad essere meno impulsivo rispetto ai mesi passati sebbene sono pienamente cosciente di non aver ottenuto nessuna closure, e mi risulta difficile anche pensare di riuscire ad ottenerla a breve, in fondo ancora leggo alcuni giornali italiani, guardo alcuni programmi politici italiani, etc.

Magari lo mettero’ tra i propositi per il nuovo anno.

Perche’ dovrei cercare di chiudere col passato direte voi, la risposta non ve la so dare ma sento l’esigenza di guardare avanti piuttosto che guardare indietro, sebbene ancora mi ritrovi in Italia una o due volte l’anno, quest’ultimo viaggio mi ha fatto vedere le cose in maniera diversa, non piu’ il paese dove tutto funziona male e ci si incazza ogni due per tre (l’avevo detto che sono impulsivo, ve’?) ma come un posto disorganizzato, pieno di maleducati ma che non merita nessuna ira; in fondo anche se andate a nairobi o in bangladesh (senza nulla togliere a chi ci vive) trovate dei posti che non sono esattamente il massimo per viverci; ecco credo che l’Italia stia pian piano degradandosi e coloro che ci vivono non se ne accorgono.

Un po’ come quando ci si vede ogni sei mesi/un anno, a volte ti trovano piu’ magro, a volte piu’ grosso, o piu’ anziano (nel mio caso, i trenta sono vicini), cose di cui tu, che ti guardi ogni giorno davanti allo specchio, non ti eri mai reso conto; in fondo vedere una cosa ogni giorno (o vivere in un posto ogni giorno) rende difficile cogliere qualsiasi cambiamento.

Per il resto il natale si avvicina, si dice che siamo tutti piu’ buoni ma in realta’ cambia poco, colgo l’occasione per farvi gli auguri di buon natale e buon anno visto che credo non ci risentiremo prima delle feste.

Cirs meit

21 December 2009 at 16:33 - Comments
buon Natale (un po' in ritardo) e buon anno ! Andrea
26 December 09 at 12:05
anonimo
pensavamo che chiudevi e ci siamo precipitate al post. comunque cousin.. io stavo provando a fare lo stesso con la ...
28 December 09 at 00:14

francia = platini = juventus = ladri

.

18 November 2009 at 23:20 - Comments
ve la prendete con la gente sbagliata! l'equazione dovrebbe essere: calcio => conservatorismo => corruzione => malignita' => violenza => furberie ...
19 November 09 at 12:02
io non tifo juve (anzi, non seguo il calcio), però mi sembra che la Juve di Platini fosse un po' ...
21 November 09 at 12:54

Riemergo

Dublin, 3 years, 7 months, etc

Stavolta cerco di fare la persona seria, ho decine e decine di post in draft, non ho mai trovato il tempo di finirli o di rivederli prima di pubblicarli quindi ho deciso di dare un taglio netto e scriverne uno nuovo; del resto non saprei come rivedere post vecchi di un mese che ormai, nel caso peggiore, non mi rappresentano piu’ o di cui ormai, nel caso migliore, non mi ricordo neanche l’argomento.

Non scrivo da tempo, ultimamente ho passato il tempo a raccogliere idee e pensieri e tirare un po’ le somme, poi mi sono detto che a forza di tirare somme non avrei lasciato niente di scritto da rileggere tra qualche anno e non mi sarei neanche ricordato cosa pensavo in quel famoso momento in cui tiravo somme.

In poche parole volevo scrivere qualcosa in questo particolare momento storico (bum) e, soprattutto, mettere per iscritto dei pensieri prima che, come al solito, li dimentichi per sempre.

Cominciamo: come sapete, dato che sono nato in Italia, mi capita, tra le altre cose, di frequentare italiani, scrivere su forum italiani e leggere blog italiani, uno degli ultimi argomenti che vanno abbastanza di moda sono i sindromati, un termine venuto fuori da questo famoso post di lyndon e poi sviluppato in varie declinazioni sullo stesso blog da cui cito il post e su cavesi.

I miei quattro affezionati lettori sapranno che anche io mi sono scagliato spesso contro gli italiani, sia quelli in IRL che in ITA, pero’ lasciatemi precisare che negli ultimi mesi ho scoperto che esistono degli italiani ‘normali’, gente che non frequenta SOLO (o specialmente) italiani, che ha una vita qua, alcuni italiani (e italiane) che stanno con ragazzi e ragazze irlandesi, anche gente della mia eta’ che ha gia’ famiglia. Ecco, alcune volte con questa gente mi e’ capitato il discorso sugli italiani che si lamentano e la loro espressione e’ stata abbastanza stupita, e’ come se vivessero in un altro mondo, o forse sono i ’sindromati’ (e anche coloro che li criticano) che vivono in un altro mondo.

Nel loro caso gli italiani che conoscevano, ‘normali’ come loro vivevano qui per scelta, non perche’ costretti dal denaro, dal partner, o in attesa di chissa’ qualche exit strategy, gente che se si fosse trovata male qui se ne sarebbe andata anche altrove.

Ora, non voglio azzardare teorie, ma questa gente non ha mai letto blog di italiani su internet, forse su internet ci stanno solo gli sfigati (me compreso) a cui piace discutere del nulla e lamentarsi dell’irlanda (caso 1) o lamentarsi di quelli che si lamentano dell’irlanda (caso 2)? Non voglio arrivare al caso 3, lamentarsi di quelli che si lamentano di quelli che si lamentano dell’Irlanda, spero che riusciate a capirmi senza che aumentare i livelli di ricorsione.

Quello che voglio dire, e lo faccio senza polemica, non me ne vogliate, e’ che esiste un altro mondo la’ fuori che onestamente non conosciamo, nel caso di chi si lamenta dell’irlanda e’ quello degli irlandesi e dell’irlanda, con cui i contatti sono veramente pochi, nel caso 2 invece si tratta del contatto con italiani che vivono qui tranquillamente e se sentissero uno lamentarsi lo compatirebbero ma se ne fotterebbero, in fondo lo sfigato e’ lui, perche’ preoccuparsi.

Ecco, questa cosa mi ha stupito e volevo condividerla con voi, un po’ ha sfatato il mio pregiudizio nei confronti degli italiani in Irlanda, basta cercare quelli che non frequentano solo italiani per non sentire le solite discussioni del menga.

Oh, prima che mi aggrediate, io non ho niente contro chi si lamenta in maniera sensata, anzi (e altri) spesso lo facciamo, io ce l’avevo solo con chi passa la vita a lamentarsi.

Volevo dire solo questo, se mi viene in mente qualcos’altro faro’ un altro post.

Comments?

Ciao,
Antonio

26 October 2009 at 16:46 - Comments
Grazia
Ciao Direttore!!! Io mi sono sforzata a seguirti.. ma ti ho perso a meta' discorso.. quindi dobbiamo incontrarci presto cosi' mi ...
28 October 09 at 23:38
in effetti, siamo così presi dal web (blog et simila) che a volte ci fa strano scovare qualcuno che non ...
1 November 09 at 23:15

Differenze di civilta’ (parte 2)

Visto che con l’atletica non ha funzionato proviamo con la liberta’ dei giornalisti.

Questo e’ il primo ministro irlandese intervistato nel programma piu’ famoso d’irlanda (Late Late Show), un po’ come Berlusca con Bruno Vespa:

parte 1:

parte 2:

6 September 2009 at 15:32 - Comments
si, ma forse non considerate una cosa: all'estero votano (o non votano) qualcuno per quello che fa (o non fa), ...
17 September 09 at 21:52
anonimo
buffone d'un direttore si faccia vivo
21 September 09 at 13:56

berlusconi vaffanculo

Goduria generale, al primo gol di thiago motta berlusconi aveva gli occhi strabbuzzati, al terzo gol, prima di andare via, guardava il cielo in cerca di aiuto spirituale; forse chiamare frociazzo il direttore di Avvenire non e’ stata una buona idea…

Sostanzialmente una partita contro una squadra materasso, per me il campionato puo’ finire cosi’, mi basterebbe un 2-0 alla Juve e sono Felice.

motta

30 August 2009 at 11:01 - Comments
forza Cavese...
31 August 09 at 10:02
giobbe
ma che dovete fare con quel barcone di clandestini. Prevedo che l'inter quest'anno NON vince il campionato.
1 September 09 at 00:29

Civilta’ a confronto

Riassunto:
un’atleta sudafricana vince gli 800m piani staccando tutti ben prima della linea del traguardo, ci sono sospetti che sia un uomo ma nessun ‘test’ lo ha mai confermato, la federazione internazionale le da il permesso di correre e lei vince:

Germany Athletics Worlds

Elisa Cusma, l’atleta di una nazione che non ha ottenuto neanche una medaglia a questi mondiali, arriva sesta e invece di prendersela con se’ stessa dichiara:


«Io quella che ha vinto, la sudafricana Semenya, nemmeno la considero, per me non è una donna, e mi dispiace anche per le altre» ha detto la Cusma al termine della finale. «Test della femminilità? – chiede l’atleta azzurra – Era già successo con la Jelimo, ma intanto a questa gente fanno vincere medaglie. È inutile giocare con queste cose, e non è giusto».

La Meadows, invece, atleta della nazione della regina, era in settima posizione, recupera tutte e alla fine riesce a vincere la medaglia di bronzo rischiando anche di superare la keniota sulla linea e prendere l’argento, prestazione pazzesca

L’atleta di questo popolo incivile che non ha neanche bidet, in merito alle polemiche riguardo il sesso della vincitrice, dichiara:


However, Semanya was rushed past the awaiting media by officials after celebrating her victory.
“It’s up to the IAAF to sort it out,” said Meadows. “You can’t do anything about who is out there.
“There’s just eight people on the track and you just have to make sure you’re in the first three to get a medal.”

E chiudiamo con

E se uno svizzero ti dice: “Italiano pizza spaghetti mandolino mamma,
mamma lo sai chi c’e'? E’ arrivato il merendero”,
tu non arrossire e non abbassare il capo, ma digli:
primo, tu non prendi parte neanche a una barzelletta.

Citazione libera.

Cara non so perche’ ma quando io ti vedo mi vien da vomitare

21 August 2009 at 18:01 - Comments
@Gizzo flebo o non flebo un atleta e' pagato per correre..... Sara' la federazione ad occuparsene. E' stata un'uscita infelice, altrimenti le scuse ...
24 August 09 at 11:38
A conferma http://www.corriere.it/sport/09_settembre_11/semenya_ermafrodito_indiscrezioni_iaaf_9ef2c8a4-9ea5-11de-8a40-00144f02aabc.shtml
11 September 09 at 15:10

Replica

Dublin, 3 years, 5 months, etc

Ultimamente sono stato abbastanza impegnato quindi ho ben poco da aggiornarvi, ogni tanto mi viene qualche pensiero filosofico, vorrei annotarlo ma poi non ce la faccio, al momento di scriverlo non mi viene in mente qualcosa che non abbia gia’ scritto; stavolta, pero’, ho deciso di scrivere comunque alcune cose di cui avevo gia’ parlato, facendolo presente nel blog.

Allora, ti alzi la mattina, giornata di sole, estate, non c’e’ un caldo asfissiante, si sta bene, in maglietta al fresco. A volte pensi che il freddo ti da fastidio e il caldo pure, probabilmente questo e’ il migliore tempo che ci sia, anche se gli irish dicono che e’ too hot. Esci, vai a lavoro, fai il tuo dovere per guadagnarti la pagnotta e stai in mezzo a gente che ti rispetta per quello che sai fare, dove l’anzianita’ o il livello di seniority non contano niente e ci si chiedono consigli a vicenda. Se il manager dice qualcosa di sbagliato puoi tranquillamente dirglielo, senza paura di ritorsioni o senza atteggiamenti isterici tipici in altri paesi.

Pensi che se c’e’ un problema viene approcciato solamente da un punto di vista ‘tecnico’, niente filosofia, niente simpatie, niente decisioni da chi e’ in alto solamente perche’ e’ in alto, ci sono i numeri a dimostare se una cosa va meglio di un’altra, che tipo di problemi da e se viene finita in tempo, c’e’ poco da discutere di fronte ai dati.

Pensi che in 3 anni e mezzo la tua carriera ha fatto un bel passo avanti e sebbene dall’Italia pensino che il tecnico sia un mestiere infimo e l’unico modo per essere ‘importante’ e’ gestire qualcuno, ti rendi conto che a lavoro nessuno pensa che fai un mestiere infimo e se che si impara a vicenda, anche chi e’ appena entrato e ha una posizione ‘junior’ ha qualcosa da insegnarci, ha il suo bagaglio di esperienze che porta con se’.

Poi esci, ti fai una passeggiata, giusto per prendere un poco d’aria, non hai bisogno di fare lo straordinario (possibilmente non pagato) per permetterti qualche cena al ristorante o persino per andare a comprarti il pane, fortunatamente e’ estate e alle sei del pomeriggio e’ ancora giorno, ti guardi intorno e ti rendi conto che questo e’ il posto in cui vivi da tre anni e mezzo, la pubblicita’ delle salsicciette diceva che home is where you make it, tu lo ripeti sempre nel blog ma non ti rendi conto della portata “storica” di queste affermazioni.

C’e’ chi e’ cittadino del mondo e pensa di poter andare a vivere da tutte le parti, c’e’ chi vive da tutte le parti e l’unica home ce l’ha a casa sua dai suoi genitori, c’e’ invece chi pensa che qui, almeno per il momento, non si sanno mai le cose della vita, ha una piccola casa. Niente di eccelso, oddio casa in affitto, un minimo di precarieta’, ma le grandi cose non si costruiscono in un giorno.

C’e’ un detto inglese che dice you only get out what you put in, niente capita per caso, sia ne lavoro che nella vita i risultati si vedono da quello che ci si mette dentro, ammesso che l’ambiente accetti lo sforzo, cosa che finora qui pare andare.

“Sembra facile”, direbbe mio padre, ma e’ difficile costruire qualcosa dove non c’e’ niente, quando ci sarebbe la mano tesa dall’altra parte, quando per qualsiasi cosa si potrebbe comprare in Italia, dove qualsiasi va da un pacco di pasta a un qualsiasi medicinale (che qui magari costerebbe meno) solo perche’ non si ha il coraggio di mettersi in gioco, paura di chissa’ cosa, in fondo di la’ e’ piu’ facile.

Bisogna tracciare una linea, io sto cercando di farlo, ammetto che non e’ facile; bisogna dire di qui o di li’ perche’ ad un certo punto nella vita bisogna essere capaci di schierarsi e non si puo’ essere sempre accondiscendenti o tacere di fronte alle stronzate, chiudere gli occhi nei confronti degli insulti al popolo che in fondo ti ospita e a cui tu dai qualcosa in cambio. I veniali direbbero che do in cambio le tasse, io spero di poter dare qualcosa in piu’ di un po’ di soldi che magari un paio di operai darebbero allo stesso modo.

Nessuno me l’ha mai prospettata facile, ok probabilmente non era neanche cosi’ difficile come certi uccelli del malaugurio pensavano prima che partissi, ma bisogna sforzarsi. Lo sforzo deve essere sempre qualcosa di attivo, un’attitudine a migliorare e migliorarsi, lo sforzo non puo’ essere mai sopportazione dell’esistente.

Passeggiavo, quindi, in thomas st e pensavo “guarda e’ la stessa cosa che vedo da un po’ di tempo”, o altre cose come “sono tre anni che vedo sempre la stessa cosa”, eppure per chi conosce Dublino Thomas st non e’ esattamente un posto bellissimo, eppure lo stato d’animo era quello, magari sarebbe stato lo stesso in qualsiasi altra strada di Dublino.

Sin dal primo giorno che stavo qui ho visto cose che non andavano, adesso penso agli inizi mi viene da ridere, eppure io stesso mi sento ancora agli inizi di questa avventura irlandese, non ho mai detto che sarei tornato dopo un anno, ho detto che questa era un’esperienza, magari sara’ una esperienza di 4, 5 o addirittura una lifelong experience, chi puo’ dirlo. Eppure, nelle cose che non andavano, anche nel peggio del peggio, con la gente che pisciava per strada a st stephen green alle otto di sabato sera (ai tempi) avevo sempre quel briciolo di ottimismo, quello che avevo perso in Italia.

Ogni tanto dei miei amici mi parlano dell’Italia, sai e’ successo questo, e’ successo quello, guarda Berlusconi che ha detto, io rispondo sempre che quel posto e’ allo sbando, che la gente che c’e’ li’ mi fa schifo e quella gente da un bel po’ di anni ha quello che si merita: declino continuo e senza fine. Ok Berlusconi oggi ha pisciato sul muro e la gente si e’ indignata, buon per loro, c’e’ a chi piace a chi non piace, io preferisco guardarmi i giornali irlandesi anche se, purtroppo, ancora non sono riuscito ad estirpare l’abitudine di consultare corriere.it o repubblica.it, il giorno in cui ce la faro’ potro’ dire di aver fatto un passo avanti.

So che questo post sembra la solita invettiva contro l’Italia, ma io ho cercato di metterci qualcosa riguardo l’Irlanda, qualcosa che possa rappresentare la situazione in cui mi trovo, quell’attimo di pace che ho raggiunto e che vorrei tenere ancora un po’. A volte, lo so e me ne pento, il mio istinto didascalico vorrebbe che anche gli altri scoprissero qualcosa di bello in questo posto, eppure sono costretto, molte volte, a perdere la speranza e archiviare, a mettere da parte.

Antonio, ci sono cose che vanno coltivate; io lo so cosa c’e’ da coltivare: e’ la terra in cui si vive, se sto in campagna il pranzo non vado a prenderlo rubando dagli alberi altrui, ne’ me lo faccio portare dall’orto dei miei genitori. Cerco di dare due colpi di zappa (nella realta’ e’ dura eh) e coltivare qualcosa, all’inizio sara’ difficile, quel cazzo di pomodoro che non piglia, la grandine che ti devasta tutto, ma una volta che i primi arbusti partono e cominciano ad essere piu’ resistenti si vedono i primi frutti. Magari non sono belli come quelli del vicino, forse potevo andare a prenderli da lui, eppure ci si impegna, qualcosa ne verra’ fuori. C’e’ chi si impegna a coltivare, sul serio, e chi raccoglie e basta; un giorno chi raccoglie pensera’ anche che sara’ il caso di coltivare, visto che prima o poi bisognera’ essere autonomi, e a quel punto si trovera’ attorno solo terra arida e dura, e vi garantisco a zappare per la prima volta ci si fa un bucio di culo assurdo.

Forse era meglio andare al supermercato.

Nella foto: il direttore raccoglie ispirazioni per il suo prossimo post

conta

Cheers
Antonio

17 August 2009 at 23:02 - Comments
Ciao Antonio! Bellissimo post! Vorrei anch'io tra tre anni fare un discorso come il tuo! :D Per ora sono solo all'inizio della ...
30 September 09 at 10:08
antonio
@Alessandro: da qualche parte bisognera' pur cominciare, in bocca al lupo =)
30 September 09 at 10:16

Temple Bar

Dublin – 3 years, 4 months, etc

Sembra strano che dopo tanto tempo dal mio arrivo parli di temple bar, sono abbastanza pigro per fare una ricerca sul blog e verificare in che termini ne avevo parlato prima quindi vi consiglio di fidarvi, questa probabilmente sara’ la prima volta in cui dedico un post a temple bar.

Che dire, ho sempre trovato atteggiamenti contrastanti tra chi dice che e’ piena di turisti e non ha intenzione di passarci neanche per sbaglio per non turbare la propria irlandesita’ acquisita e chi, invece, ci passa ogni venerdi’ e sabato (o ci passava, ai tempi) perche’ e’ li’ che c’e’ movimento (o “ci sono le fighe”, fate voi).

Cominciamo con lo sfatare un mito: a temple bar gli irlandesi ci vanno; d’estate, specie adesso, e’ piena di turisti, ma non pensate che ci sia qualche legge morale irlandese che gli vieta di andare a temple bar.

Come al solito ci sono due temple bar, quella mattiniera abbastanza tranquilla e pur sempre piena di turisti d’estate, e quella serale che e’ un po’ il simbolo del luogo notturno che e’ diventato temple bar; la mattina, specie di domenica, ci si puo’ fare un giro e rilassarsi, nella piazzetta dei bancomat (non so come si chiama, ma sono certo che avrete capito) ci fanno una fiera di libri usati e nei dintorni c’e’ un mercatino di prodotti tipici irlandesi (frutta, verdura, formaggi, carne, etc). Io ci ho messo anni prima di capire come trovare sto mercatino perche’ bisogna arrivare a una piazzetta abbastanza nascosta che trovavo puntualmente quando non volevo andarci e mai quando avevo intenzione di comprare qualcosa.

Di questi tempi una narrazione di Dublino che si rispetti non puo’ ignorare la recessione, infatti se passeggio con qualcuno appena arrivato a Dublino in genere faccio abbastanza il “nonno” dicendo “qui una volta c’era questo” etc etc, diciamo che Dublino e’ piena di posti che prima hanno fatto il ‘boom’ e poi il ‘bust’, citando la pubblicita’ di Hibernian, quindi e’ difficile che in queste narrazioni si faccia scena muta.

Tornando a noi, io di solito entro a temple bar da quella che nel 2006 fu battezzata “Piazza Palla”, chiamata cosi’ perche’ c’e’ una palla gigante; nella stessa piazza la cosa piu’ appariscente che potrete trovare sara’ un edificio stile repubblica dell’est post comunista: una colatona di cemento. Li’ dentro ci sta il financial regulator, che tanto clamore ha fatto ai tempi della crisi (dov’era? chissa’), sara’ per questo che il cancello lo trovo sempre chiuso.

Venendo da Dame st, sul lato destro della piazza ci stanno tutti gli adolescenti vestiti da adolescenti (vi aspettavate che si vestissero da nonni eh?), io ormai alla mia eta’ faccio fatica a seguire le mode di questi giovani, ma vi assicuro che c’e’ poco da guardare; non so se si possano classificare come “emo” o meno, dovrei chiedere alle mie cugine piu’ giovani; dal lato sinistro, invece, c’e’ un posto che si chiama Ray’s Pizza (sottotitolo: a slice of new york, del resto la pizza l’hanno inventata gli americani, come si crede in america), li’ una volta c’era Siroco, una specie di kebabbaro che intossicava gente ogni due-tre, poi qualcuno ha deciso che non era il caso di far venire la cagarella a mezza Dublino.

Il ruolo di questi kebabbari a temple bar (ancora ce ne sono), e’ abbastanza strategico: dopo un bel po’ di pinte diciamo che viene un po’ di fame chimica (ammesso che il vostro fegato sia ancora in mint condition), quindi o si va al burger king/mcdonald’s o dal kebabbaro di turno che con 10 euro riempira’ il piatto di carne e carboidrati vari per la vostra felicita’. In genere non dovrebbe venirvi la cagarella il giorno dopo, ammenocche’ non vi siete strafatti di Guinness.

Proseguendo verso il fiume, dopo aver sputato agli adolescenti o guardato abbastanza sorpresi la vetrina di Ray’s pizza, arriverete dall’altro lato della piazzetta che contiene: Gourmet Bourger, i bancomat e hagen dats (non so come si scrive e non mi mettero’ a cercarlo per voi, mi dispiace). Ai tempi ai bancomat c’era una fila assurda, oggi in una sera infrasettimanale ci trovi al massimo due-tre persone in fila, sara’ che i soldi in banca sono finiti quindi c’e’ poco da prelevare…

Dal lato nord di questa piazzetta ci sono vari locali, di cui uno con l’insegna verde che era sempre pieno; divagando, il mio ricordo piu’ vivido di quella piazzetta e’ il festeggiamento della vittoria dei mondiali del 2006, quando un mio amico completamente ubriaco compro’ una bottiglia di vino al centra, la apri’ e si mise a saltare, sto vino fini’ nella maglietta di Laura (che se mi legge la saluto), per fortuna si confuse col colore della maglietta quindi non si vide niente (la maglietta era bianca, il vino rosso).

A questo punto, dalla piazzetta e con le spalle rivolte a dame st, potrete fare due scelte, andare verso westmoreland street (non so neanche se l’ho scritto giusto), cioe’ A DESTRA o andare verso zaytoon/porterhouse, cioe’ a SINISTRA. Io in genere vado a sinistra perche’ abito da quel lato, pero’ a destra la strada chiamata temple bar dopo un po’ diventa fleet street quindi, cazzo, siete un po’ fuori dal giro.

Andando a sinistra troverete la vera temple bar (e la vera Irlanda, muahahahah), ieri ad esempio c’erano degli anziani con la barba bianca che suonavano e uno che ballava, attorno ci troverete turisti che si disporranno ad semicerchio BLOCCANDO tutta la strada e costringendomi a dare gomitate a destra e a manca pur di tornare a casa.

Potresti fare un’altra strada, direbbe il sapientino alla lettura, ma volete mettere il piacere di farsi largo tra la folla di gente con la macchina fotografica? Se sapessi rubare portafogli avrei gia’ un reddito fisso.

Piu’ avanti troverete la traversa del Mezz, famoso locale dove si suonava fino alle due, e in genere c’era musica dal vivo, era un pub abbastanza alternativo dove ci andavano tutti gli alternativi, un po’ il corrispondente del Southside della Pravda, non so se sapete di cosa sto parlando, spero di si’, anche se effettivamente il Mezz era mille volte meglio della Pravda; in genere non ci si poteva entrare, tanto era pieno, recentemente (bum, qualche mese fa) ci andai di sabato sera e c’era abbastanza spazio, sono anche riuscito a scoprire che lal fine del locale c’e’ un calcio balilla, abituato alla confusione assurda dei tempi d’oro credevo che quel locale non avesse fine, che fosse un lungo corridoio che ad un certo punto scendeva sottoterra e continuava fino alle docklands. Il fatto che abbia toccato la parete finale del mezz dovrebbe farvi capire a che punto siamo arrivati.

Continuando sulla strada normale, via temple bar, troverete dei ragazzi (in genere delle ragazze) in maglietta rossa che cercano di darvi sti bigliettini, una volta erano per il Club M, ai tempi, anche se ammetto di non esserci mai entrato, oggi invece sfoggiano una bella insegna con una donna seminuda attorno a un palo e nel biglietto c’e’ scritto (Club lap dance, o qualcosa del genere, non ho mai avuto il tempo di leggere il biglietto perche’ distratto dalle immagini).

Dato che sto citando a memoria di sicuro sto dimenticando vari posti, ma proseguiamo e andiamo avanti, ho saltato volontariamente il pub “Temple Bar”, sulla sinistra troverete vari posti che cucinano la qualunque (in genere fritta) e, prima che la strada cominci a curvarsi per portarvi al porterhouse/zaytoon, troverete un ristorante chiamato Milano, molto famoso tra gli irlandesi per dei motivi che non sto a spiegarvi, forse ne parlai in altri post, e di fronte il fitzsimmon’s e sulla sinistra il turk’s head; questi ultimi due posti hanno sempre costituito nella mia mente da nonno il puttanaio di temple bar; come nei grandi partiti c’erano due correnti, chi andava sempre al turk’s head e chi preferiva il fitzsimmon’s, io andavo al secondo non per una particolare scelta ma perche’ ormai mi ci ero abituato, curioso che ai tempi i bouncers guardassero dentro borse e zaini (forse lo fanno anche adesso) per verificare che nessuno si portasse dentro alcolici.

Che dire, al fitzsimmons’ ne sono successe di tutti i colori e ci sarebbe da ridere se ve le raccontassi, e’ probabile che ne abbia gia’ scritto… anyway il locale in se’ e’ ENORME, sono due piani + terazzo e un piano sotterraneo dove c’e’ musica piu’ tunz tunz. Ormai non ci entro piu’ da un bel po’ ma qunado passo ultimamente lo vedo abbastanza vuoto, forse di sti tempi coi turisti riesce a riempirsi.

Procediamo, andiamo piu’ avanti, sulla sinistra troverete l’entrata per il temple bar food market (ormai lo so), che come potete immaginare di sera e’ chiuso (c’e’ solo sabato e domenica se non sbaglio) e piu’ avanti, alla fine della strada, troverete zaytoon, un ottimo posto dove mangiare e un pessimo posto dove bere (al massimo coca cola), e il porterhouse, un pessimo posto dove mangiare e un ottimo posto dove bere; il porterhouse era famoso per fare musica dal vivo e onestamente fra i locali di temple bar era quello che preferivo (a patto di mangiare a casa), la gente era abbastanza easy going e ci si poteva entrare tranquillamente (ai tempi ancora mostravo l’ID ai buttafuori, ora mi vedono in faccia e pensano che sono nonno e mi fanno subito preparare una Guinness al bancone).

Detto cio’ temple bar finisce qui, potrete andare a sinistra verso il ponte e avventurarvi nel northsoyd, senza dimenticare di portarvi un coltello, andare a destra e rimettervi su dame st, o andare al centro, che onestamente preferisco, e fare delle stradine interne che sono abbastanza carine, su cow lane ci trovate queen of tarts (ef uai ai).

Detto cio’, sono sicuro di aver dimenticato posti importanti tra cui l’IFIL, forse un giorno riprendero’ l’argomento e ne parlero’ con un post a parte, di sicuro non ho parlato di quello che sta attorno alla via temple bar, speriamo ce ne sia di nuovo occasione.

Spero di aver fatto un post “alternativo”.

Cirs meits

31 July 2009 at 09:07 - Comments
pedro
sono serio, x me era una costante. mi sentivo letteralmente disidratato, bocca secca, mal di stomaco e testa. dovrebbe essere normale se ...
9 August 09 at 11:13
la menabrea é nettare degli dei. :D e l'ultimo commento di Pedro ha senso. se bevi lo stesso numero di pinte o ...
10 August 09 at 10:19