Come vedete, uno e’ scostante a fare i post e poi si riduce a cercare un attimo libero per farli in notturna, inventarsi titoli inutili e senza senso (vedi sopra), e cercare di fare riassunti. Ok facciamo dei riassunti.
Molto del Sabato e’ stato speso
ok
cerchiamo di parlare in italiano correggiuto
Ho passato la maggior parte del sabato facendo una mattinata di spesa per prepararmi ai due eventi principali del fine settimana, il pranzo di sabato e il pranzo della domenica Innanzitutto sono andato alla pescheria qui in zona a prendere un po’ di scampi e delle scallops (tra l’altro e tra parentesi, ho mangiato buoni scallops da Salamanca l’altro giorno con Valentina, Elena, pallotron et al.), il resto dei frutti di mare li avevo congelati, tutto cio’ per fare un risotto ai frutti di mare la domenica, venuto davvero bene; tra parentesi, per vostra informazione, io uso tutta materia autoctona e il riso che ho usato so far e’ l’arborio tesco, che e’ pur sempre product of italy. Passando da Fallon’s and Byrne, che non ha a few michelin stars, come direbbe Tiziana (si’ ho la guida nella vetrinetta), ho preso una confezione di riso scotti Carnaroli e un’altra confezione di Carnaroli di una marca locale mantovana (dovrei andare in cucina per citarvela ma mi scoccio), giusto per fare un confronto. Just for the records, ho notato che da F&B ci sono degli ottimi funghi, ah e’ il pane e’ overpriced. Il ristorante upstairs e’ comunque da provare, ha una o due forchette nella guida rossa di cui sopra. Non che la forchetta indichi la qualita’ del cibo, ma comunque…
Procediamo, sono passato dal market di temple bar dove effettivamente c’era qualcosa di interessante, ho preso un formaggio pepato di mucca e delle olive, sia nere che verdi, entrambe davvero buone, al prossimo giro provo le piccanti, poi c’era anche un po’ di roba organic, che ho prontamente scartato, e della carne che ho adocchiato e che forse prendero’ al prossimo giro, sono ancora alla ricerca di un buon lamb (del resto con tutte queste pecore ne avranno qualcuno, no?). Fatto questo ci siamo poi recati da tkmax a comprare un pentolino serio e una padellina, entrambi in teflon, e anche il coso di legno per fare il pesto (si’ lo so che si chiama mortaio, ho fatto il classico, mica lo scientifico), tant’e’ che domani, visto che non lavoro, provvedero’ a spennare la piantina che tengo gelosamente nel balcone e sopravvive ottimamente al freddo irish.
Il sabato ho riciclato le olive con un ottimo sugo del tesco (barattolo verde 400gr costo 67 cents, quando sono arrivato in Irl costava 53, ma tant’e') e un po’ di carotina e cipolla ad addolcire, il tutto abbinato con delle meravigliose (ok si’ lo so le ho fatte io) tagliatelle stese a mano che avevo nel freezer. A chiudere il capitolo culinario ho una ricetta per fare uno stock (che mi sono sempre chiesto se c’entri qualcosa con stockings) o fondo di cucina, o brodo per i piu’ volgavi di voi, ancora devo usarla ma penso che approfittero’ della giornata free di domani per farlo (vedete come passare il tempo?)
Passiamo alle faccende non culinarie, evitero’ di parlare di calcio perche’ per il momento ci sono solo illazioni di calcio mercato, ma quel megalomane di Mourihno non sembra male, vedremo col tempo…
Giulio, Tremonti, mi ha telefonato ieri, ha detto che ha letto il mio ultimo post di economia e mi ha chiesto qualche consiglio per tirare avanti la baracca in Italia, gli ho detto: Giulio, il prezzo del petrolio e’ cosi’ alto per colpa della speculazione, i dipendenti statali non fanno un cazzo (a cominciare dai parlamentari) e bisogna cercare di intervenire in qualche modo. Lui mi parlava di cose strane, non faceva altro che ripetere ‘cvisi del ventinove’ e ‘bvetton vuds’ ma non capivo cosa volesse dire, mi ero ripromesso di chiederlo a Lorenzo online ma poi mi e’ caduto di mente. Tra l’altro avevo promesso a Tremonti che gli avrei mandato una mail consigliandogli cosa fare ma m’e’ caduto di mente anche questo, mi dispiace per gli italiani.
Poi mi ha telefonato Mara Carfagna, ok questa non posso riportarla senno’ mi chiudono il sito come quello che mi passo’ Gizzo (la privata repubblica o whatever), niente, insomma, mi ha raccontato delle cose, le avevo ripromesso di mandarle una mail con dei consigli riguardo la carriera, roba cosi’ eccellente che avrebbe pure potuto farla diventare presidente del consiglio (nel momento in cui il nano salira’ al Quirinale), anche qui, mi e’ caduto di mente quindi mi dispiace ma vi dovrete tenere Fini o chi per lui.
Tra l’altro avrei voluto approfondire la trattazione di cucina sopra ma non trovo mai tempo. Torniamo a noi, camminando per strada oggi, si’ c’era il sole e abbiamo deciso di fare le passeggiate dei nonni, ho notato che hanno appeso i manifesti, sempre con lo stesso carattere dicendo a Sarkozy “No means no” (insomma le solite cose del trattato di Lisbona), detta il poche parole, per voi che non lo sapete, il marito della Bruni, che mi pare abbia qualche ruolo nel governo francese (la Bruni, non lui), ha detto che l’Irlanda deve rivotare il trattato di Lisbona, siccome loro hanno detto No la prima volta lui pensa che la seconda volta sara’ diverso, a quel punto la tentazione e’ stata troppo forte, l’ho chiamato al cell e mi ha detto che praticamente c’e’ stato un blogger famoso della blogsfera che ha fatto un post spiegando perche’ gli irlandesi hanno votato no e magari a questo giro, avendo letto questo post, avrebbero votato si’; gli ho detto che come motivazine mi sembrava un po’ stupida, poi mi ha passato Carla e ci siamo scambiati i saluti, ah, tra parentesi ha detto che ’saluta con affetto’ tutti i lettori del blog.
Tra parentesi Carla Bruni assomiglia a una mia compagna delle medie che si chiamava Veronica, chissa’ che fine ha fatto.
Adesso passiamo alle cose serie, sfido i blogger irlandesi a cucinare qualcosa che contenga il bacon (quello gia’ affettato che si usa per l’irish breakfast), e pubblicare ricetta + esecuzione nel blog, vediamo quanti ce la faranno..
Al mio paese se dei numeri sono piu’ o meno simili e stanno nello stesso range si dice che sono in linea, quindi l’inflazione irlandese e’ in linea con la media europea. Certo aspiranti economisti ci diranno che qui sta per crollare tutto aiuto scappiamo scappiamo scappiamo blah blah blah
16/03/2006
From: fatina85@kataweb.it
To: mara.brambilla@hotmail.it
Ciao Mara!
come ti dicevo finalmente sono riuscita a coronare il mio sogno! sono arrivata nella magica Irlanda, ti scrivo da un internet point, sono arrivata in famiglia da qualche giorno ma non posso usare il loro pc per connettermi ad internet, fare la ragazza au-pair per iniziare non e’ una cattiva idea, pensa che i ragazzini sono delle pesti, sono 4, due piu’ grandi che vanno gia’ alle superiori e due bambini, lui e’ avvocato e la casa e’ davvero enorme, la mia stanza non e’ male. Sto cercando di ambientarmi, sai ho fatto il linguistico ma l’accento qui e’ un diverso, proprio irlandese!
Adesso devo scappare, ti aggiornero’ presto
Ciao,
Chiara
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20/05/2006
From: fatina85@kataweb.it
To: mara.brambilla@hotmail.it
Mara,
dalla mia ultima mail sono passati due mesi, ho gia’ detto alla famiglia che andro’ via prima dell’estate, ho intenzione di trovarmi un casual job, possibilmente in un pub, e conoscere davvero com’e’ la vita qui. Fare la ragazza au-pair e’ simpatico ma dopo un po’ ti stufi, hai bisogno di non avere orari per uscire e cosi’ via, non ci crederai ma adesso so anche cucinare qualche piatto irlandese, patate, maionese e altra roba, quando verrai qui parleremo, possibilmente di fronte a una pinta di Smitwick’s.
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02/07/2006
From: fatina85@kataweb.it
To: mara.brambilla@hotmail.it
Ciao Mara,
qui a Dublino sembra di stare a Roma, ci sono italiani ovunque che festeggiano, sono proprio degli incivili, sono stata in un pub con un paio di amici irlandesi e loro non capivano questi insulti che gli italiani rivolgevano alla TV, adesso mi spiego perche’ ho lasciato l’Italia. Guarda al di la’ dei mondiali questi sono ovunque, vengono qui, non sanno una parola d’inglese e trovano lavoro in uno dei call centre italiani che stanno qui, e’ davvero uno schifo. Pensa che io ho conosciuto un ragazzo italiano al corso d’inglese, simpatico sul serio, si chiama Francesco, ma gli ho detto che dobbiamo parlare inglese tra di noi altrimenti non impareremo mai.
Ti aggiorno presto, un bacio
Chiara
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10/10/2006
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To: mara.brambilla@hotmail.it
Mara! Grandi novita’!
Ho trovato lavoro in un pub irlandese, non quelle schifezze per turisti che ci sono a temple bar, che a dire il vero non frequento mai, ma un posto a Dublino 6 dove davvero sono tutti irlandesi, pensa che lavoro li’ da un mese e gia’ mi conoscono e mi chiamano per nome! Poi come ti avevo detto su Skype sono andata a vivere con un francese, uno spagnolo e una italiana, lei si chiama Federica e tra di noi parliamo inglese, non sono mica venuta in Irlanda per parlare italiano. Ultima novita’: sto con un ragazzo irlandese!! Si chiama Sean ed e’ davvero carino, devo presentartelo prima o poi, teniamoci aggiornate
Bacioni!
Chiara
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30/12/2006
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To: mara.brambilla@hotmail.it
Ciao Mara,
sto cominciando ad abituarmi al tempo irlandese, come ti dicevo ho deciso di restare qui a Natale perche’ i voli costavano troppo e al pub non potevo prendere le ferie. Sean mi ha invitato a conoscere i suoi, sono davvero carini, ho gia’ cenato un paio di volte a casa sua. Mi ha anche fatto vedere i posti della vera Irlanda, mi ha portato al Brazen Head, al Johnny Fox e in altri pub davvero tipici, siamo anche andati a Cork e mi ha mostrato altre cose anche li’, sono davvero felice!
Baci
Chiara
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10/02/2007
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To: mara.brambilla@hotmail.it
Ciao Mara,
ormai io e Sean conviviamo, stiamo con un’altra coppia a Greystones, un posto un po’ fuori dalla Dublino turistica, ma con la DART e’ davvero ben collegato, l’altra coppia sono due francesi, un po’ rompicoglioni ma mi ci sto abituando, con Sean va davvero tutto bene
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02/07/2007
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To: mara.brambilla@hotmail.it
Mara,
questa devo proprio raccontartela, ho portato Sean a Prato a conoscere i miei! Pensa, all’inizio c’e’ stato qualche problema linguistico ma io facevo da interprete, a dire il vero a mio padre non e’ stato simpaticissimo ma mia madre dice che e’ un ragazzo dolcissimo, gli ho detto anche che conviviamo e non hanno fatto nessun problema. Adesso vado, mi faccio un giro in centro e mi godo questi giorni di sole che ultimamente in Irlanda se ne vedono pochi
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15/10/2007
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Mara, sono davvero stufa!!
Non si vede un giorno di sole, piove sempre, non ne posso piu’ di questo tempo. Ho detto a Sean che dobbiamo trasferirci e abbiamo deciso di comune accordo di licenziarci e andare a cercare lavoro in Italia, so che la situazione non e’ ottima ma sono sicura che ce la possiamo fare. Io non ne posso piu’ di questo tempo, ho bisogno di sole e ho bisogno di stare in Italia, Sean ha detto che mi seguira’ ovunque vada, ti chiamo quando sono vicino Prato e magari andiamo a prenderci l’aperitivo!
Bacioni
Chiara
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20/12/2007
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Ciao Mara,
sono a Prato, si avvicina il Natale e tutti i preparativi, per il momento io e Sean viviamo qui a casa dai miei ma stiamo cercando entrambi un lavoro, lui non riesce a trovarlo perche’ tutti richiedono l’italiano e lui non lo parla, io ho dato i CV in tutti i posti qui ma nessuno sembra interessato, forse ho trovato un lavoretto in un ristorante, e’ un amico di papa’ e potrebbe darmi 500 euro, sai non si rifiuta niente!!
Un po’ depressa.
Chiara
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2/2/2008
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To: mara.brambilla@hotmail.it
Mara,
ci sara’ pure il sole e il mare ma non ne posso piu’, mi sono licenziata, voleva che facessi degli straordinari e non voleva pagarmi, Sean ancora non ha trovato lavoro, arrotondava con qualche lezione d’inglese ma nessuno in Italia sembra interessato. Gli avevo detto di provare con l’insegnamento ma ci vuole la SISSIS e poi gli hanno anche fatto storie per il leaving cert, al ministero gli hanno detto che per convalidarlo passano almeno sei mesi, quindi nel frattempo e’ come se non avesse un titolo, assurdo, adesso mi ricordo perche’ ho lasciato questo paese. Onestamente penso che potremmo tornare a Dublino prima dell’estate, non posso continuare a gravare sui miei.
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2/7/2008
From: fatina85@kataweb.it
To: mara.brambilla@hotmail.it
Ciao Mara,
sono a Dublino, ebbene si’ siamo tornati, Sean ha parlato con suo l’ex manager e l’hanno riassunto dove lavorava prima, io sono ancora in cerca, mi hanno chiamato da un paio di call centre ma ho rifiutato. Ovviamente conviviamo, stavolta abbiamo preso una casa tutta per noi, adesso mi sento piu’ tranquilla, a dire il vero ancora attendo la tua visita
Bacioni,
Chiara
Oggi la Banca Mondiale ha pubblicato il rapporto “Governance Matters” per il 2008, sostanzialmente si prendono 212 paesi e la loro governance pubblica viene classificata secondo sei dimensioni, l’anno analizzato e’ ovviamente il 2008, le dimensioni sono “Voice and Accountability” (se i responsabili dei partiti in Italia, specie quelli di sinistra, fossero accountable per i loro fallimenti sarebbeor gia’ in pensione da un pezzo), Political Stability, Government Effectiveness, Regulatory quality, Rule of Law e Control of Corruption.
Innanzitutto sono andato a vedere l’irlanda, nella sezione All Indicators for One Country, e ho lasciato gli anni di comparazione di default (1998, 2003 e 2007), potete farlo anche voi se volete. Sostanzialmente le percentuali sono tra il 90% e il 100%, e c’e’ un miglioramento rispetto gli anni precedenti per tutti gli indicatori tranne quello della Political Stability, che e’ “peggiorata” scendendo nella scala tra il 75% e il 90% (ad occhio e’ vicina piu’ al top che al bottom).
Poi sono andato nella sezione One Indicator for Selected Countries, per confrontare le performance della governance pubblica irlandese con quella degli altri paesi europei. Potete anche farlo da voi, come Region ho messo OECD, che a quanto mi pare di capire sono i paesi industrializzati, e ho confrontato tra i seguenti paesi: (France, Germany, Italy, Ireland, UK), che poi sono i primi paesi che mi sono venuti in mente, vediamo..
(Sfortunatamente non posso darvi i link diretti, cmq fate da voi)
Voice and Accountability: measures the extent to which countrys citizens are able to participate in selecting their government, as well as freedom of expression, freedom of association, and a free media
l’Irlanda si piazza al primo posto (95.2%) seguita a pochisimo dalla Germania (94.7%), un po’ piu’ indietro UK (93.8%) e poi piu’ staccata la Francia (91.3%) e l’Italia e’ all’86.5%
Political Stability: measures the perceptions of the likelihood that the government will be destabilized or overthrown by unconstitutional or violent means, including domestic violence and terrorism
Irlanda Prima (89.4%), segue la Germania (81.3%), poi staccati UK (66.3%), Francia (64.9%) e Italia (61.5%)
Government Effectiveness: measures the quality of public services, the quality of the civil service and the degree of its independence from political pressures, the quality of policy formulation and implementation, and the credibility of the government’s commitment to such policies
in questo caso il primo e’ il Regno Unito (93.8%), segue la Germania (92.4%) e l’Irlanda (91.9%), staccata la francia (88.6%) e l’effectiveness del governo italiano e’ ovviamente ridicola (65.4%)
Regulatory Quality: Quality measures the ability of the government to formulate and implement sound policies and regulations that permit and promote private sector development
Troviamo prima l’UK col 98.1%, poi l’Irlanda con 97.6%, subito dopo la Germania 92.7%, segue la francia con 85.9% e l’Italia con 74.3%
Rule of Law: measures the extent to which agents have confidence in and abide by the rules of society, in particular the quality of contract enforcement, the police, and the courts, as well as the likelihood of crime and violence
Prima la civile Germania col 94.3%, poi l’Irlanda 93.8%, segue il regno unito 92.9%, la Francia con 89.5% e l’Italia con 61.4%
Control of Corruption: measures the extent to which public power is exercised for private gain, including petty and grand forms of corruption, as well as “capture” of the state by elites and private interests.
Prima UK, 93.7%, poi la Germania 93.2%, segue l’Irlanda 92.8%, poi la Francia 89.4%, e ultima ovviamente l’Italia 71%.
Ok, ho riportato questi numeri, potete andare a verificarveli da soli, se selezionate paesi come Svizzera o Austria trovate performance ancora migliori, io ho selezionato questi perche’ erano i primi che mi venivano in mente. Come al solito, sono numeri e sono basati su statistiche, la metodologia e’ riportata nelle FAQ del sito della banca mondiale, le raggiungete a quel link, se avete qualche osservazione sulla metodologia fategliela presente, se invece cambiando gli Stati siete riusciti a raggiungere qualche calcolo piu’ interessante fatemi sapere pure nei commenti
(la recensione del Winding Stair la faro’ quanto prima)
Ma adesso che abbiamo chiamato pompinara una ministra, e frocio il papa, il tutto con tanti vaffanculo di contorno, almeno la smetteranno di chiamarci radical chic?
Forse saremo uno Stato laico il giorno in cui la seconda carica del medesimo Stato, in aula, eviterà di chiamare il Papa “Santo Padre” - visto che per moltissimi cittadini non è né santo né padre - e lo chiamerà semplicemente il Papa o, meglio ancora, il “Papa dei cattolici romani”, come abitualmente si fa all’estero.
Allora, ad essere sincero avevo preparato un post e l’avevo anche salvato da qualche parte, ma siccome ho tempo, per i motivi che spieghero’ a breve, lo riscrivo da zero.
Riassunto delle puntate precedenti: sono stato a Seattle in quel posto, wasabi bistro, pare che ci sia il miglior sushi di seattle, o almeno cosi’ dicevano le google review, santo internet. Il sushi in effetti era buono, facevano vari tipi di roll con piu’ varieta’ di yamamori (sara’ che a dub abbiamo solo quello) e tante altre cose. Il cameriere era praticamente un militare, passava ogni due-tre per chiedere se era tutto a posto e io gli dicevo “ok” e lui “YES SIR”, a voce alta. E faceva cosi’ con tutti i clienti, “SIR vuole qualcosa da bere?”, “mah, acqua”, “SIR YES SIR” (traduco per i non anglofoni e perche’ lo ricordo meglio in italiano). Comunque era simpatico, gli lasciavo sempre una lauta mancia visti i tassi di conversione favorevoli tra euro e dollaro.
Lasciata la camera d’albergo la mattina avevo il volo alle 10 di sera a Seattle, arrivato a londra alle 4 di pome l’aerlingus delle sette di pomeriggio per dub era in ritardo ed e’ partito alle otto, sono arrivato a casa distrutto e mi sono coricato. I giorni successivi jet-lag a manetta, aiutato anche dal mio solito e spropositato consumo di caffeina, questo e’ anche il motivo per cui sono sveglio adesso.
Ho fatto una lista dei ristoranti da visitare a Dublino, visto che ormai quelli standard li ho girati, vi rendero’ il favore con delle recensioni, cosi’ potrete portare gli amici a mangiare nei posti seri.
Se comincio a parlare di cibo non finisco piu’ quindi non lo faro’. Diciamo solamente che le piu’ gorsse inculate quando si parla di ristoranti le ho prese da italiani che dicono “oh ci ho mangiato io li’, il cibo e’ davvero buono, vai vai”, invece in genere in questi posti la specialita’ della casa pare essere il conto e basta; dici ma ognuno giudica in base a quello che mangia a casa propria, vabbe’.
Talking of which, sono tornato da Seattle imbarcando due pericolosissimi bamboo mat, quelli per fare i sushi roll, e come avrete potuto immaginare gia’ ho fatto il mio primo esperimento, niente di che, devo ancora trovare una buona cottura del riso e un metodo per raffreddarlo. Probabilmente domani faro’ il secondo esperimento invitando anche altra gente, devo liberarmi della seaweed perche’ ho scoperto che una volta aperto il pacco tende a impuzzare la casa, incurante del fatto che ho tentato di sigillarla con la carta stagnola. Inoltre sotto casa ho un negozio che vende pesce che e’ buonissimo, quindi posso fare sushi senza paura di morire. A parte che si puo’ anche fare con roba cotta, nel caso in cui voi siate estremisti.
Cmq io ho sempre ammirato l’uso del crudo in cucina, a dire il vero il pesce in se’, crudo, non e’ che abbia un sapore deciso, anzi, se escludiamo gamberi, granchi e roba varia, gli altri sono piu’ o meno simili, forse solo lo sgombro si sente di piu’; parlando della carne, invece, lode ai toscani che fanno tagliata e fiorentina. L’altro giorno leggevo le recensioni su menupages (per i motivi di cui sopra), e c’era uno che si lamentava del fatto che in un posto aveva chiesto una steak ben cotta e il cuoco si era rifiutato di farla perche’ si rovinava il sapore della carne. Ha fatto bene aggiungerei io.
A chiudere, oggi passeggiavo per Grafton Street diretto verso una delle peggiori esperienze di dinner mai avute a Dublino, non vi diro’ dove per non rovinarvi la sorpresa nel caso in cui decidiate di andarci.
Chiaro, siete sempre liberi di indovinare.
Grab your ticket and your suitcase
Thunder’s rolling down the tracks
You don’t know where you’re goin’
But you know you won’t be back
Darlin’ if you’re weary
Lay your head upon my chest
We’ll take what we can carry
And we’ll leave the rest
Big Wheels rolling through fields
Where sunlight streams
Meet me in a land of hope and dreams
I will provide for you
And I’ll stand by your side
You’ll need a good companion for
This part of the ride
Leave behind your sorrows
Let this day be the last
Tomorrow there’ll be sunshine
And all this darkness past
Big wheels roll through fields
Where sunlight streams
Meet me in a land of hope and dreams
Precisazione: non pensiate che mi metta a fare un post per ogni giorno.
Business trip si direbbe, piu’ semplicemente sono a Seattle per incontrare i colleghi ammerigani, fare un paio di meeting e altre cose lavorative, il tutto per una settimana; per vostra informazione questa e’ la mia prima visita in US.
Il bus
Parto da Dublino verso Londra, dove poi ho la coincidenza per Seattle. A Dublino tento di prendere il 16A inutilmente, e come l’ultima volta non passa mai e quando passa (tardissimo) e’ pieno e l’autista dice che non prende persone con i bagagli. Il solito ottimo servizio pubblico dublinese. Certo ci sarebbe il bus che porta all’aeroporto al modico costo di 6 euro ma preferisco spendere 16 euro di taxi piuttosto che dare un centesimo a dublinbus, siano maledetti.
Prendo quindi il taxi.
il taxi
Il tassista e’ del tipo fock this, fock that, ci sono anche altri tipi di tassisti e dovrei fare un post particolare ma per il momento sono annoiato. La discussione e’ stata molto interessante e riguardava vari argomenti, gli interlocutori erano lui e la tipa di Newstalk 106 (la radio) che ovviamente non poteva sentirlo; si e’ parlato di un tipo che era in Australia a fare roba ma aveva deciso di tornare in Irlanda, il tipo diceva che prima di tornare in Irlanda aveva intenzione di stare qualche mese in UK e il tassista ha commentato dicendo “ohhh fockin’ twit“, e ha cambiato canale. Poi masochisticamente e’ tornato su newstalk, c’erano pure altri argomenti ma il tassista diceva solo fock accompagnato da qualcos’altro. Ad un certo punto e’ stato affrontato l’argomento del giorno, il trattato di Lisbona: la tipa annunciava che i francesi avevano chiesto un secondo referendum all’Irlanda per tentare di approvare di nuovo il Lisbon Treaty e il tassista ha argomentato dicendo “fock yourselves“.
Il volo
Aeroporto, londra, poi Seattle. Noto che l’aereo e’ enorme, ad occhio potrebbe essere il doppio dei soliti voli ryanair e le ali sono grandissime, assurdo per me che volo solo in Europa! Ovviamente (cosa che mi succede sempre quando ci sono i posti assegnati) sbaglio a sedermi. Ad un certo punto arriva una tipa americana e fa “questo e’ il mio posto”, e io “no veramente ci sono io al 25A” e lei dice “no ma questo e’ il 26A e’ il mio posto”, vabbe’, vista la sua poca elasticita’ mi tocca spostarmi alla fila davanti, dopo che avevo sistemato “la plancia di controllo” (il tavolino di plastica) con libri, nintendo ds e altre amenita’ varie per affrontare nove ore di viaggio. Dopo qualche ora dalla partenza l’aereo diventa oscuro e tutti si dedicano a guardare film o dormire o cos’altro. Io dopo i miei primi tentativi di lettura che terminano dopo aver finito Robinson Crusoe desisto e comincio a guardare i film nel minischermo che ho di fronte a me. Mi subisco nell’ordine: The Devil Wears Prada, Vantage Point, e 2001 odissea nello spazio; l’ultimo per me e’ sempre stato un film inquietante, non riesco a finirlo, sebbene questa volta la causa sia stata la sonnolenza.
Arrivo
Arrivo a Seattle, faccio una chiaccherata col tipo alla dogana che si fa i fatti miei, come con mia madre mi viene difficile spiegargli che lavoro faccio, poi si accontenta dicendo che quelli dell’IT gli dicono sempre “engineer”, buono cosi’. Impronte digitali, fotocamera, ci manca solo la sonda anale e l’ispezione e’ finita (precisazione per gli amici piu’ cari: la sonda e’ una iperbole ironica, non mi hanno fatto questo tipo di controlli). Prendo il tassista, che stavolta e’ indiano (credo) e piu’ disposto al dialogo, mi dice quanto e’ bella Seattle, che lui si trova bene, bello di qua, big land, etc. La tangenziale che porta in citta’ e’ minuscola, solo 5 corsie per careggiata + corsie di emergenza, quindi un totale di 12 corsie di cui 10 percorribili. Mi porta in albergo, pago il conto di circa 35 dollari (che capirai, ora saranno circa 3 euro), e faccio il checkin
Albergo
Data la mia nota capacita’ organizzativa (chiedere a Barbara) non avevo preparato nulla per Seattle, se non il nome dell’albergo, non mi ero segnato neanche l’indirizzo infatti il tipo al controllo passaporti a Londra mi ha anche fatto problema (fock yourself sarebbe la risposta giusta), anyway in sostanza non sapevo nulla su Seattle, a parte il fatto che ha dato i natali a Jimi Hendrix (e forse pure Kurt Cobain). Mi sono fatto dare una mappa, sono salito in camera, mi sono affacciato alla finestra in mutande per vedere la elliott bay, che dal 19esimo piano si vede bene actually :D, e poi sono collassato (orario dublinese: 5 di mattina, orario di seattle 10 di sera (mi pare)).
Touristy
Questa mattina, essendo domenica e non lavorativa, ho deciso di fare un po’ di sightseeing, che consiste semplicemente nell’andare in giro. Colazione in albergo prima, l’atmosfera e’ tipo il Great Northern di Twin Peaks con la stessa musica jazz in sottofondo e i PLIM degli ascensori che arrivano, l’unica differenza e’ che non e’ fatto di legno. Poi esco e mi faccio un giro per la downtown, noto che anche il ristorante vicino all’albergo ha musica jazz, questa citta’ mi angoscia.
Downtown e’ praticamente tutta grattacieli, piu’ tardi metto le foto su flickr, non e’ male, solo che mi fa strano, e’ tutto tipicamente americano, si nota che si e’ in un altro continente che non ha niente a che vedere con l’europa, i negozi sono ammeregani, come nei film ammeregani e la gente, incredibile dictu, parla ammeregano!
Poi mi decido ad andare a vedere il famoso Pike Market (andate a vedere su wikipedia perche’ mi scoccia farvi da cicerone), ah dimenticavo di dire che erano le otto di mattina. Decido di fare il local e andare al mercato alle otto di mattina, i banchi del pesce sono gia’ aperti e mi faccio un giro, mio dio capisco il discorso oceanico ma ci sono dei pesci enormi, saranno quanto me, no vi giuro, c’era una sogliola grossa quanto me. Poi granchi giganti VIVI nell’acqua, roba che si muove, salmoni enormi e cosi’ via. Il pesce sembra fresco, non sono un espertissimo ma penso che se il pesce vivo possa essere considerato “fresco”. Poi faccio il giro dei negozietti e botteghe alimentari nei dintorni, entro nel primo starbucks del mondo (quello del pike market appunto), che e’ una stanzetta piccolissima con souvenir e roba varia, si puo’ bere il caffe’ though.
Torno in albergo, sbrigo delle faccende di ufficio e vado a mangiare. Per provare l’american way ovviamente vado a mangiare al mcdonald’s, double quarter pounder with cheese meal e via, il mcdonald’s di Seattle a dire il vero non ha un sapore differente dal mcdonald’s di Messina quindi non credo che ci tornero’ (non che avessi qualche dubbio in merito ma volevo provare il mcdonald’s in ammerega, per vedere che menu’ avessero).
Poi vado a visitare lo Space Needle, una torre alta 500 e qualcosa piedi costruita per l’expo’ mondiale del 1900 e qualcosa (intorno al 70 mi pare), come vedete sono molto informato, saliti su’ si gode di una bellissima vista della citta’, a 360 gradi oserei dire (e infatti tali sono i gradi), c’e’ anche un tipo che gira per i quattro punti cardinali e spiega le varie cose che si vedono della citta’. Non staro’ qui ad elencarvele, vi dico solo che la casa di Bill Gates sta sul lake washington, che nella Elliott Bay vivono i piu’ grandi calamari del mondo (o polipi, boh?) e che il primo datore di lavoro dello stato di Washington e’ la Boeing, il secondo la Microsoft. Ci dice anche che Bruce Lee e’ seppellito a Seattle (Capitol Hill). Vedete quante cose vi insegno? Poi faccio un altro giro, entro in un grocery store malfamato per vedere un po’ come vanno le cose e compro l’acqua.
Ancora devo prendere la mano coi dollari, a parte che sembrano sul serio i soldi del monopoli, il dollaro singolo di carta e’ inutile, ho il portafoglio pieno di carta!!!! Viva l’euro in moneta dio bono (considerando anche che ad oggi un euro in moneta e’ sui 20 dollari).
Stasera vado a mangiare il sushi qua, anzi mi pare sia gia’ ora di uscire, saluti all’Irlanda
Messi da parte i propositi vacanzieri estivi, in anticipo sull’estate stessa, torniamo alla vita dublinese Home is where you make it dice la pubblicita’ televisiva delle salsiccette che si usano nell’irish breakfast, si’ quelle tutto grasso che si piazzano nelle vostre arterie, ma in fondo sono buone.
Certo non sono organic, rischiamo la vita, ma che venga a dirmelo Pam che mangia fish’n'chips per dieci giorni e poi compra l’uovo organic, sapesse come friggono o con quale uovo fanno la pastella; ecco questa non e’ una cosa giusta.
La vita casalinga procede come al solito, ultimamente il mio proposito e’ specializzarmi nei risotti ma devo trovare un attimo di tempo, considerando che la prossima settimana avro’ un boato di cose da fare diciamo che se ne parla a fine luglio.
La Spagna per fortuna non ha lasciato particolari strascichi sulla mia panza ma in ogni caso e’ stata presa la decisione di mettersi a dieta, non che serva a qualcosa visto che non c’e’ nessuna prova costume da affrontare prima di settembre, ma perlomeno serve a tenere una disciplined mind, come faceva a suo tempo David Copperfield, che ho finito di leggere (finalmente), adesso mi sto dedicando ad altro che non posso rivelare per le solite questioni di privacy.
In Irlanda l’argomento principale sembra essere gli europei 2008, che sono sicuro vincera’ l’Italia, a inizio settimana si parlava del No al trattato di lisbona ma se ne sono gia’ scordati tutti, visto che non era qualcosa di importante; nel caso in cui vogliate sapere i motivi di tutto cio’ vi invito a leggervi le 230 pagine del trattato di lisbona e poi tornate, io dopo la seconda pagina ho smesso di cercare motivazioni.
Sebbene Paperopoli, MinchiateIrlandesi e altri blog del genere continuiino a pronosticare salvataggi di banche da parte dello Stato, crisi imminenti, sfighe (ci sono abituati) e altre calamita’ del genere, oggi a Dublino c’e’ pure il sole, dopo due giorni di pioggia e ci tengo a informarvi che la mia pianta di basilico che tengo in balcone, dopo 10 giorni di assenza di acqua, si e’ meravigliosamente rianimata grazie alle mie amorevoli cure.
Pensate che a volte mi siedo, la guardo (la pianta) e ci mettiamo a parlare del piu’ e del meno, avete presente quelli che parlano con le piante? Ecco. L’altra volta mi ha espresso la sua preoccupazione riguardo il recente abbassamento di temperatura e l’ho rassicurata, le ho detto di non preoccuparsi e che le staro’ vicino; poverina, sapesse che quanto prima finira’ in un barattolo assieme ad olio, pinoli e quant’altro per fare il pesto.
Mi dispiace, non e’ corretto, ma in fondo e’ giusto cosi’, sono piante. Altrimenti dovremmo smettere di mangiare anche il fois gras che e’ fatto con l’alimentazione forzata delle oche, e che dire del black pudding, pensate sia una cosa giusta? E la carne di cavallo? E la coda del toro? Io sono contrario a questi imbarbarimenti, insomma, gli animali sono da rispettare, sono come noi, in alcuni casi anche piu’ evoluti. Non so se avete mai visto la scimmia che beve pepsi e suona il piano, e’ uno spettacolo impressionante.
L’altra volta sono andato da Da Pino, spiegare il perche’ e’ lungo ma vi prometto che un giorno lo faro’, ho ordinato una Coca Cola chiedendo espressamente che provenisse dalla Colombia, sapete, per la storia del boicottaggio, e mi hanno portato una Pepsi, cioe’ la Pepsi, vi rendete conto? Quella che vendono al LIDL.